Comunicato degli studenti della libertà

felice d'angeloTRAPANI. Caro Direttore,
ritengo doveroso, in questo generale marasma sulla riforma universitaria, far sentire anche la nostra voce , quella degli STUDENTI DELLA LIBERTA’ che ho l’onore di presiedere. Si è fatto un gran parlare questi giorni del ddl Gelmini in discussione alla Camera, sono scesi in piazza in tanti e da ogni parte d’Italia pronti (a parole loro) a difendere il diritto allo studio. Ma quello che ci chiediamo è:ma quanti di quelli che erano in piazza hanno quantomeno letto la proposta di riforma? A giudicare dalle loro parole ,sentite nell’ampio spazio concessogli dai media anche locali, crediamo nessuno. Hanno rimesso in campo e rispolverato i soliti vecchi slogan, per altri è stato un modo per saltare un giorno di scuola, per altri ancora un’ occasione insolita per poter liberamente bivaccare tra le vie della città. Noi siamo chiaramente di senso opposto. Il ddl Gelmini va proprio incontro alle esigenze degli studenti. Nasce infatti dalle proposte avanzate negli anni precedenti dai componenti del CNSU (in larga parte di sinistra) e,a volerla dire tutta, anche il maggior partito d’opposizione,il Partito Democratico, con resoconti stenografici alla mano, ha più volte espresso apprezzamento verso questa riforma che però non poteva votare favorevolmente per chiare e delineate prese di posizione,e proprio per questo fa specie vedere il suo segretario salire sui tetti e aizzare gli studenti,crediamo ,bontà sua, sia stato preso da un attacco di miagolìo. E’ una riforma che elimina il fenomeno parentopoli prevedendo quindi che l’università pubblica non sia più un feudo per pochi baroni, ma che tutti abbiano, a parità di mezzi ,possibilità di far carriera al suo interno. E’ vero, prevede anche dei tagli. Ma non colpisce indistintamente i poli decentrati,bensì quelli che hanno un basso numero di iscritti e che in virtù di questa loro situazione si rendono quasi inutili sul piano della didattica ma meno su quello dei costi,tagliando cosi poltrone per coloro i quali in virtù di buone amicizie in rettorato creavano a loro immagine e somiglianza dei corsi di laurea per un numero di ragazzi assolutamente irrisorio. Non ci vorranno dire gli studenti che erano in piazza che sono favorevoli a queste situazioni? Abbiamo grande rispetto delle loro capacità intellettive per pensare ad una cosa simile. Nonostante tutto siamo disposti a discutere in un grande forum punto per punto ogni passo del ddl Gelmini, purchè lo si faccia con razionalità e fuori da ogni presa di posizione a prescindere. Continuo a pensare che chi ha letto il ddl Gelmini è sceso in piazza a protestare, chi l’ha capito è rimasto a casa a studiare.

[Felice D’Angelo]
presidente “studenti della liberta’”

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