Ato Rifiuti verso la chiusura. Il decreto della Giunta regionale li porta da 27 a 9, uno per provincia. Saranno i sindaci a eleggere tre di loro per gestire il sistema

ato_cassonettiCosa prevede il decreto sugli Ato che entrerà in vigore dal 1º gennaio 2010 e non dovrà passare dall’Ars
Il decreto sulla riforma degli Ato avrà attuazione a partire dal 1° gennaio 2010 e non dovrà passare all’Assemblea per la ratifica giovandosi del silenzio-assenso di una precedente delibera sulla stessa falsariga, per cui è da considerare immediatamente esecutivo. Gli Ato saranno 9, più un decimo per le isole, a patto che i consigli comunali delle isole entro 30 giorni diano il proprio assenso, altrimenti confluiranno nelle rispettive province. Per la gestione degli Ato i sindaci dei Comuni di ogni provincia si consorzieranno e nomineranno nel proprio ambito tre di loro: l’incarico avrà durata triennale. Sarà il sindaco del Comune più popoloso a indire la prima riunione dei sindaci. Quanto riscosso dai Comuni dovrà essere correlato alla percentuale di rifiuti raccolti. Sei Comuni facessero una tariffa troppo bassa dovranno essere in grado di apportare altre risorse per evitare sbilanci. Non sarà più possibile che i Comuni non riscuotano e non intendano coprire con proprie risorse. Attualmente gli Ato commissariati sono 13 su 27. L’assessorato agli Enti locali si doterà di un advisor per le posizioni debitorie degli Ato.

[fonte La Sicilia]

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