Sponde. Immigrazione PM Sciacchitano (DNA):«Scarsa collaborazione alle indagini dei paesi d’origine e di passaggio»

sponde dinicola_sciacchitanoMAZARA DEL VALLO. «La maggior parte dei paesi interessati al fenomeno dell’immigrazione, non sembra interessata ad affrontarlo e reprimerlo, malgrado le Convenzioni internazionali (prima fra tutte la Convenzione Onu di Palermo 2000 e i protocolli annessi), gli Accordi bi o multilaterali, le decisioni Quadro dell’Unione Europea. Il problema riguarda soprattutto i paesi d’origine e di transito e tra questi l’Africa Occidentale e i paesi arabi. Questo rappresenta una difficoltà a svolgere le indagini sulla tratta e sul traffico di clandestini che spesso richiedono di svolgere accertamenti per individuare persone all’estero. Altrettanta poca attenzione offrono alcuni paesi di destinazione del Nord Europa che sono molto restii ad introdurre norme a protezione delle vittime. Per la parte interna, occorre registrare un alto livello di collaborazione tra le Direzioni distrettuali antimafia e le procure ordinarie. Il diritto è un ponte e attraverso le Convenzioni e gli Accordi si facilita il dialogo e la collaborazione tra popoli diversi, come avvenuto per la Convenzione di Palermo. Ma questa ha, forse, solo creato il ponte: ora i popoli debbono attraversarlo e cominciare a dialogare concretamente». Lo ha detto il sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia, Giusto Sciacchitano, intervenendo alla sessione di lavori su “Flussi migratori irregolari e sfruttamento della criminalità organizzata”. 

Nadir Aziza (osservatorio del Mediterraneo): «l’Europa ritorni ai valori fondanti per mantenere propria identità»

«Nel contesto in cui ci muoviamo oggi, il nostro scopo è quello di sostituire un approccio violento ed uniformemente negativo del fenomeno migratorio con un’attitudine più equilibrata e analitica dei fattori problematici e delle promesse di opportunità. In Europa sta accadendo l’affermazione di un movimento di rifiuto dell’Altro, il quale viene percepito come una minaccia da neutralizzare con tutti i mezzi anche quelli più estremi, se necessari. Questo atteggiamento costituisce un diniego totale del messaggio dell’Europa e dei valori che sono derivati dalla definizione greca del’individuo. È necessario che l’Europa ritorni ai valori fondanti di riconoscimento universale dei diritti dell’uomo, per poter mantenere la propria identità». Lo ha detto Nadir Aziza, direttore generale dell’Osservatorio del Mediterraneo presso il Ministero degli Esteri.

 

Andrea Di Nicola (università di Trento): «equazione più immigrazione = più criminalità? falsa»

«L’equazione più immigrazione = più criminalità è falsa per l’unico motivo che non ha senso. È troppo generale. Non è l’immigrazione di per sé e sempre che reca criminalità. Sono le caratteristiche di certa migrazione che in determinati casi possono farlo con riferimento ad alcune tipologie di criminalità. Rispetto alla criminalità in Italia gli stranieri hanno molti “fattori di rischio” e pochi “fattori di protezione”. Sono le condizioni in cui spesso vivono gli stranieri che aumentano la probabilità che alcuni commettano atti criminali o altri diventino vittime di criminalità». Lo ha detto il criminologo Andrea Di Nicola dell’Università di Trento, intervenendo alla sessione di lavori su “Flussi migratori irregolari e sfruttamento della criminalità organizzata”.

[Max Firreri]

2 Comments on "Sponde. Immigrazione PM Sciacchitano (DNA):«Scarsa collaborazione alle indagini dei paesi d’origine e di passaggio»"

  1. nino fiorentino | 19 settembre 2011 at 08:35 |

    …anche negli anni ’60…..

  2. enzo monaco | 18 settembre 2011 at 23:14 |

    QUALCUNO HA DIMENTICATO CHE NEGLI ANNI 50 I SICILIANI CLANDESTINI PER ARRIVARE IN BELGIO, SVIZZERA E GERMANIA ” attraversavano i boschi di frontiera sotto le pallottole dei doganieri svizzeri e francesi ? “””

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