I lavoratori della Belice Ambiente proclamano altre due giornate di sciopero

ato raccolta_rsuSANTA NINFA. A seguito della giornata di Sciopero del 27 settembre 2011, e al successivo incontro tenutosi presso il Commissario Delegato per l’emergenza Rifiuti in Sicilia con la società Belice Ambiente ed invitati i Sindaci Soci. Nonostante la presenza di alcuni mandati di pagamento verso la Società e l’impegno verbale di effettuarne altri, e rilevata la volontà dei Sindaci di Castelvetrano, Mazara e Salaparuta, presenti al tavolo, di promuovere un piano che possa garantire, per il prosieguo dell’anno, una certezza di incasso per la Società d’ambito. Le Scriventi OO.SS. non ritenendo tali impegni esaustivi a garantire la cessazione delle argomentazioni che hanno portato alla proclamazione del precedente Sciopero ed in particolare: il mancato pagamento delle mensilita’ di Agosto e settembre 2011 ai dipendenti, la mancata applicazione contrattuale aspetto economico C.C.N.L. 2011, il mancato avvio del confronto sindacale circa l’adozione del provvedimento di ristrutturazione aziendale, il mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza ed igiene nei posti di lavoro. Dopo avere espletato tutte le procedure previste dalle vigenti normative in materia per la risoluzione delle problematiche, senza che queste hanno avuto gli effetti desiderati, ritenuto di dovere intervenire senza ulteriore indugio, per tutelare i propri iscritti,

proclamano

con la presente, lo sciopero del personale per le giornate del 17 e 18 ottobre 2011, comunicando altresi’ che resta in vigore lo stato di agitazione fino alla risoluzione del problema.

P.s. saranno garantiti i servizi essenziali.

 

FP CGIL Del Serro
FIT-CISL Montana
UIL-TRASPORTI Macaddino
FIADEL Pagoto

 

1 Comment on "I lavoratori della Belice Ambiente proclamano altre due giornate di sciopero"

  1. Forse leggendo le cronache della nostra città sui giornali di qualche giorno fa, si capisce perchè durante la passata gestione della belice ambiente non si organizzassero scioperi che servono solo a ridurre la città ad una pattumiera e a far perdere soldi agli operai della società.

Leave a comment

Your email address will not be published.


*