Parrocchia di Cristo Re, Lettera alla comunità

cristo-re-2MAZARA DEL VALLO. Carissimi,

la parrocchia di Cristo Re in San Martino ha vissuto un anno intenso con la “Missione ad intra” che ha sviluppato il tema “Seduti al pozzo per attingere la Parola”.

Convertire, innanzitutto, noi stessi, e riscoprire la fede come rapporto personale con Dio è stato l’obiettivo che ci siamo proposti di conseguire. Abbiamo fatto tutto ciò attraverso un percorso formativo umano e spirituale che ha previsto la lettura, la meditazione e la riflessione su alcuni brani evangelici, nei quali l’incontro con Gesù si è rivelato fondamentale per rivoluzionare la vita di chi con Lui è entrato in relazione. Abbiamo aperto il nostro cuore all’ascolto della Parola affinché la nostra assiduità con il Vangelo potesse sostenere e illuminare le nostre esistenze e renderci desiderosi di annunciare e di condividere con gli altri il dono ricevuto, di “amare come siamo stati amati”

Dare il primato alla Parola è, quindi, stato basilare per il nostro cammino formativo del 2010 2011.

Anche quest’anno, 2011 2012, ci apprestiamo a vivere un periodo di grazia con la “Missione ad extra” che si realizzerà nel territorio della parrocchia e il cui filo conduttore sarà “L’acqua che zampilla: annunciare la Parola”.

Pertanto da una fase preparatoria in cui “abbiamo parlato con Dio” attraverso la preghiera e la contemplazione, ci volgiamo ad un’altra in cui vogliamo “parlare di Dio” (San Domenico). Parlare di Dio Padre, infatti, non è che la conseguenza naturale e imprescindibile del dialogo intimo e fecondo con Lui. Ed è la parrocchia “spazio domestico di testimonianza dell’amore di Dio” (cfr. Piano Pastorale 2010-11, pag. 37), che ha il compito di assumere un volto missionario “per generare nuovi cristiani” e “perché gli uomini con cui verremo a contatto ricevano ciò che attendono: la luce di Dio e il suo amore” (Benedetto XVI). La missione dovrà essere per noi tutti un’eco del grido dell’apostolo Paolo: «Per me evangelizzare […] è un dovere: guai a me se non predicassi il Vangelo» (1Cor 9,16). Infatti la bellezza della storia di un Dio Padre che si incarna in Gesù per amore dell’umanità non può non essere annunciata.

Lo stupore, che deriva dalla bellezza del messaggio evangelico, dalla verità di cui facciamo esperienza nell’incontro con Gesù Cristo e dal suo amore estremo che ha dato un senso alla vita dell’uomo, ci sollecita a mettere in gioco tutta la nostra esistenza. La missione, attraverso l’annuncio, vuole scuoterci per farci diventare “germe di vita nuova” (CEI, Rigenerati per una speranza viva, n. 6) per “essere ciò che riceviamo” (Sant’Agostino, serm. 57, 7, 7) ossia membra vive di Gesù Cristo, “esistenza redenta”. Se vogliamo che essa dia frutti e risulti feconda ogni parrocchiano è chiamato a partecipare attivamente a collaborare e a farsi coinvolgere secondo i doni da ciascuno ricevuti.

Tuttavia non ci può essere «testimonianza, evangelizzazione, missione» (25° Congresso Eucaristico 2011; cfr. Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, nn. 47-48) se non ci nutriamo del Pane della vita. L’Eucaristia alimenta infatti la comunità parrocchiale, è sorgente e fulcro da cui non si può prescindere, è il culmine della vita ecclesiale. Ricevere il corpo di Cristo è ricevere quell’acqua che zampilla di cui tutti, come la Samaritana, abbiamo sete. “Stare con lui”, riposare nel suo abbraccio, è l’unica cosa che consente di vivere la missione, nella duplice dimensione del “dire” e del “fare”, perché Egli apre le nostre labbra per annunciare e guida le nostre mani per consegnare il dono della grazia che lavora nel cuore di ogni uomo di buona volontà (cfr. Piano Pastorale 2011-12, pag. 36).

Da “invitati” alla sua mensa possiamo diventare così “inviati” (cfr. Piano Pastorale 2009-10, pag. 26) per essere “il respiro di Cristo nel mondo”, “il suo lievito nella storia” (cfr. Piano Pastorale 2011-12, pag. 24).

Depongo quest’anno di grazia insieme a tutti voi, sotto il manto protettivo di Maria, stella dell’evangelizzazione, perché voglia forgiare in noi un cuore missionario da veri discepoli del Figlio suo per operare, secondo lo stile di Gesù il Primo e il Più Grande Evangelizzatore, nel rispetto e nell’accoglienza di tutto ciò che è umano. Intraprendiamo questo meraviglioso cammino confortati dalle parole rassicuranti di Dio Padre “Non temere, io sarò sempre con te” e dalla certezza che lo “Spirito Santo va avanti a noi, lavora più di noi, meglio di noi. Ci accompagna nella nostra missione e passa dopo di noi completando quanto noi non siamo stati in grado di realizzare in pienezza” (Card. Carlo Maria Martini).

Con paterno affetto

Il parroco

don Giacinto Leone

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