Giuseppe Messina (Ugl Agroalimentare) : «Pesca, basta con i carrozzoni»

MAZARA DEL VALLO. Dopo il fallimento della precedente gestione il comparto della pesca marittima si aspetta dal neo assessore regionale alle risorse agricole e forestali, Francesco Aiello, un cambio di marcia. Ugl Agroalimentare auspica che si arresti lo spreco di denaro pubblico sottratto al comparto della pesca professionale con attività targate Elio D’Antrassi (il predecessore di Aiello) che nulla hanno avuto a che fare con la pesca.

In tempi di magre ed con il bilancio regionale approvato con il carico di mille dubbi e strascichi con il commissario dello Stato per la Regione Siciliana, condanniamo la scelta di D’Antrassi di istituire – solo un mese fa e nel pieno delle tensioni sul bilancio – la Fondazione per la Dieta Mediterranea definita come la casa che dovrebbe accogliere i Paesi del Nord Africa. Un contenitore di cui la pesca siciliana può fare certamente a meno che ha finalità per nulla di settore, se si pensa che nei pensieri dell’oramai ex assessore D’Antrassi la Fondazione dovrebbe perseguire una politica esteraindustriale legata all’agroalimentare attraverso convegni, laboratori e degustazioni non solo di prodotti ittici – sicuramente di importazione – ma anche di oli, vini, dolci, ortofrutta, tutte produzioni dei Paesi frontalieri.

Per far questo è stato inventato un Forum della pesca affidando 370 mila euro, sottratti con decreti di disimpegno dal Piano promozionale del 2009 per 270 mila euro (economie di spesa) in aggiunta a 100 mila euro dell’ICE, alla Slow Food che provvederà in tre giorni a spenderli a Mazara del Vallo (pare che il Comune di Mazara del Vallo ed il Distretto produttivo della pesca facciano da spettatori) senza un chiaro ritorno alla pesca ed ai pescatori. Ma cosa c’entra lo Slow Food con i pescatori siciliani?

Una Fondazione, dicevamo, che ancor prima di iniziare l’attività, si ritrova già con una dotazione di 125 mila euro di finanziamenti, sottratti alle infrastrutture dell’agricoltura, altro comparto in ginocchio. E non è finita qui. La Regione darà anche in concessione alla Fondazione l’azienda agricola “Don Pietro”, con sede in provincia di Ragusa, precedentemente affidata in comodato d’uso al “Coreras”, il Consorzio regionale per la ricerca applicata e la sperimentazione, uno dei tanti enti di cui Palazzo D’Orleans vorrebbe disfarsi, avendo avviato una procedura di recesso ovviamente mai compiuta.

Ugl agroalimentare rivendica la centralità del pescatore nella filiera ittica, senza i lavoratori che sacrificano famiglia e tempo libero per affrontare il mare non ci può essere futuro nel comparto della pesca. I dati sull’occupazione del settore – che ha registrato un tracollo di pescatori occupati su imbarcazioni da pesca passati in dieci anni da 20.000 a meno di 8.000 ed i vertiginosi aumenti di carburante associati all’incontrollata importazione dall’estero dovrebbero – a nostro avviso – convincere il neo assessore, Francesco Aiello – ad intervenire con celerità e chiarezza, accelerando la spesa comunitaria e le procedure per quei bandi in dirittura d’arrivo per ridare ossigeno ai pescatori e dando disposizione agli uffici del Dipartimento Pesca di mettere a bando le ultime Misure.?

Chiediamo che venga nominato il dirigente generale alla pesca – magari competente – e che si rivedano le modalità di accesso agevolato al credito di pescatori ed imprese di pesca incentivandolo, da subito, eventualmente, con economie di spesa. E’ opportuno sottolineare l’impatto sociale del comparto della pesca in Sicilia, le cui imprese di pesca sono strutturate per l’80% da piccolissime realtà di pescatori per lo più a conduzione familiare.

Ugl Agroalimentare chiede al Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, di volere procedere alla soppressione dei carrozzoni chiamati Fondazione per la dieta Mediterranea e Coreras ed intervenire con un Regolamento per arginare la pesca sportiva che, senza regole, danneggia il comparto riducendo la capacità di guadagno del pescatore.

Ugl Agroalimentare chiede inoltre all’assessore regionale alle risorse agricole e forestali di aprire un tavolo di confronto per rivedere la programmazione regionale a valere sulla politica comune della pesca (PCP) riposizionando finalità e strategie, coinvolgendo attivamente i pescatori.

Al Commissario della pesca Maria Damanachi, che qualche giorno fa ha dichiarato pubblicamente che “senza pesci, non ci sarebbero pescatori”, ci permettiamo di ricordarle che il futuro del comparto della pesca non può prescindere dalla centralità del pescatore e dalla sua responsabilizzazione, proprio perché è il primo interessato a che non si inquini e deturpi l’ambiente marino, che costituisce anche il suo habitat. Inoltre, riteniamo che qualunque politica finalizzata alla salvaguardia dell’ambiente marino ed alla sostenibilità non può prescindere dalla messa in sicurezza dei pescatori e delle loro famiglie.

Accanto a politiche ecosostenibili che prevedono periodi di sospensione dell’attività di pesca, occorre affiancare politiche concrete e reali di sostegno al reddito dei pescatori. Per Ugl Agroalimentare la pesca artigianale dovrebbe essere demandata e regolata alle regioni marinare degli Stati membri. Auspichiamo, in tal senso, che l’assessore Aiello possa condividere la nostra posizione e farsi carico di difendere il processo di regionalizzazione europeo nel comparto della pesca.

[Giuseppe Messina]

 

3 Comments on "Giuseppe Messina (Ugl Agroalimentare) : «Pesca, basta con i carrozzoni»"

  1. Concordo con quanto affermato da giuseppe messina (che non conosco) .
    Il problema è eliminare i vari carrozzoni che sono solo fine a se stessi e costituiscono unicamente la “filiera” dello spreco pubblico
    Ma chi li deve eliminare ????
    Poi come si fa a dare torto  ai vari  Grillo  che pure non condivido per  il  resto ?!

  2. La manifestazione di Slow Sea Land che si terra a Mazara dall’8 al 10 giugno non ha niente a che vedere con la valorizzazione del prodotto ittico locale.
    D’altronde il programma della conferenza di presentazione parla chiaro: Blue economy e valorizzazione dei prodotti agro-ittici alimentari del bacino mediterraneo (pesce, olio, vino, cereali, ortofrutta etc.). La ”trappoletta” della Fondazione per la Dieta Mediterranea che dovrebbe accogliere i Paesi del Nord Africa. Centinaia di espositori provenienti dall’area mediterranea, sub-sahariana e del golfo. Poi per arricchire e completare la panoramica culturale all’interno dell’area slow food sono previsti convegni e seminari, utili alle politiche di alleanza e al rilancio della cultura del mare.
    N.B.: Le capacità organizzative di Slow food non si possono mettere in discussione, naturalmente con il budget che la Regione ha messo a sua disposizione tutto diventa più facile.- Firmato Pino triglia.

  3. nino fiorentino | 4 giugno 2012 at 08:07 |

    Secondo me lo slow-food si pone quale iniziativa per la valorizzazione del prodotto ittico locale, andando nella giusta direzione.. che poi ci sia ancora troppa distanza tra il comparto produttivo e quello distributivo ittico non è certo colpa del distretto della pesca..

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