Mazara del Vallo. “La marineria mazarese paga il prezzo di una guerra dichiarata all’Italia”

MAZARA DEL VALLO. “Questa è una guerra dichiarata all’Italia”. Ad affermarlo è stato il Presidente del Distretto Produttivo della Pesca, Giovanni Tumbiolo, il quale questa mattina ha incontrato, a Roma, il Comandante del Reparto Pesca Marittima del Corpo delle Capitanerie di Porto, Contrammiraglio Vincenzo Morante, ed il Direttore Generale del Dipartimento Pesca marittima e acquacoltura del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Francesco Saverio Abate.

Riferendosi ai recenti sequestri in Tunisia, Libia ed Egitto, alla vicenda del marittimo mazarese Santo Novara trasportato ieri pomeriggio in elicottero da Sfax (dove era stato ricoverato a seguito di un infarto che lo aveva colpito a bordo del peschereccio “Twenty Four”, sequestrato in Tunisia dal 13 settembre al 11 ottobre), ed appreso del sequestro nella notte del motopesca mazarese “Twenty One”, poi rilasciato nella stessa mattinata dalle autorità tunisine, Giovanni Tumbiolo ha dichiarato: “Non ci sono altre parole per descrivere questa situazione ormai paradossale. Questa – ha sottolineato – è una guerra dichiarata all’Italia, il cui prezzo, altissimo, è pagato dalla marineria mazarese”.

Ufficio Stampa

5 Comments on "Mazara del Vallo. “La marineria mazarese paga il prezzo di una guerra dichiarata all’Italia”"

  1. nino fiorentino | 29 ottobre 2012 at 10:14 |

    @corrado sansone: il problema delle acque territoriali libiche non è riuscito a risolverlo neanche Ronald Reagan bombardando Tripoli e Bengasi nell’ ’86. Quello della zona esclusiva di pesca, viceversa, può essere foriero di sviluppi interessanti per la nostra marineria con l’approccio adeguato, nel rispetto delle norme internazionali. Da quelle parti c’é parecchio gambero di ottima qualità, pare, e noi potremmo trovarci in posizione di vantaggio per sfruttarlo. Ma bisognerebbe evitare i passi falsi.

  2. @Nino Fiorentino
    Grazie per l’informazione.
    A questo punto ritengo che la questione dei limiti delle acque territoriali libiche sia quasi irrisolvibile.

  3. Gianni Bruno | 26 ottobre 2012 at 14:23 |

    Forse siamo l’unico paese al mondo ad essere attaccati da motovedette da noi regalate e con equipaggio italiano a bordo, questo la dice tutta a conferma di ciò che afferma Corrado Sansone

  4. nino fiorentino | 26 ottobre 2012 at 08:19 |

    Da quel che mi risulta solo noi peschiamo da quella parti. Nella c.d. zona della ‘curva’ a ridosso del confine tra Libia e Tunisia, si avventurano pure i tunisini, che vengono però respinti a colpi di arma da fuoco: é successo la scorsa primavera, contemporaneamente al fermo di nostre unità di fronte Bengasi, ad Est, ad Ovest venivano uccisi dai libici uno o due tunisini. Ricordo che il diritto internazionale marittimo consente l’abbordaggio dei pescherecci operanti senza autorizzazione nella zona di pesca di altri Stati, ma non l’uso delle armi da fuoco, né la detenzione degli equipaggi.

  5. Non credo sarebbe un male ogni tanto mostrare i muscoli se non altro per non passare per cretini.
    Una spolveratina ogni tanto alle coperte delle loro motovedette quando fanno i loro comandanti fanno i bulletti non credo sia poi tanto destabilizzante.
    Il dato oggettivo è che tutti i nostri governi sono sempre stati molto accondiscendenti con essi a parte il baciamano di Berlusconi anche D’Alema ha sempre vantato un’amicizia con il defunto Gheddafi mi pare!!!

    P.S Una domanda rivolta a tutti.

    Visto che i casini sono sempre con noi, sapete se ciò dipende dal fatto che in quelle zone ci peschiamo solo noi o ci vanno anche altre marinerie?
    Perchè se nel basso Mediterraneo vi pescano altri e questi rompono le scatole solo a noi allora la cosa è più seria di quanto non si creda e cioè che ci considerano davvero imbecilli perchè lo siamo!!!

Leave a comment

Your email address will not be published.


*