«Vogliamo tornare a casa». II comandante del peschereccio Giulia Gp si trova ancora nel porto di Bengasi insieme al suo equipaggio

MAZARA DEL VALLO. «Mercoledì aspettiamo il processo. Speriamo che si faccia e non venga ulteriormente rimandato». All’altro capo del telefono c’è Mimmo Asaro, comandante del «Giulia GP», sequestrato il 7 ottobre scorso da una vedetta libica, insieme all’altro peschereccio «Daniela L», entrambi iscritti nel registro della capitaneria di porto di Mazara. Gli equipaggi, costituiti da 14 persone ed i natanti si trovano ormeggiati nel porto militare di Bengasi, sotto sequestro. «Non è una bella situazione quella che stiamo vivendo – dice Asaro con un filo di voce -, ma non possiamo farci nulla. Bisogna soltanto avere pazienza ed aspettare gli eventi».
Chi vi è stato vicino in questi giorni? «Il Console Guido De Sanctis che si sta dando un gran da fare per la nostra liberazione e Giovanni Tumbiolo, che è arrivato qualche giorno fa». Siete sempre tutti sui pescherecci? «Si, siamo sui pescherecci e conviene restarci. D’altro canto a terra dove potremmo andare? Siamo nel porto di Bengasi».
E contatti con le vostre famiglie? «Ogni tanto ci telefonano. Non vediamo l’ora di poterle riabbracciare».
Ieri è arrivata la notizia che ci sarebbero buone speranze per accorciare i tempi del processo. Il presidente del Distretto della pesca, Giovanni Tumbiolo, è andato a Bengasi per seguire da vicino la vicenda ed in sinergia con l’Ambasciata Italiana a Tripoli ed insieme al Console Guido De Sanctis, si è recato al Tribunale di Bengasi per chiedere che il processo venga affrontato al più presto possibile. Tumbiolo, inoltre, dopo aver fatto visita ai marittimi dei due pescherecci ha incontrato i vari gruppi di miliziani al fine di trovare una soluzione per il rilascio dei natanti.
Più complicata, in tal senso, appare la situazione del motopesca «Daniela L» che e recidivo perché sequestrato l’1 dicembre del 2010 e, secondo le norme libiche, rischierebbe la confisca. «Insieme alle autorità diplomatiche italiane abbiamo avviato contatti a tutti i livelli. Speriamo – ha dichiarato Tumbiolo – che il neo presidente libico Ali Zeidan ed il Presidente della Repubblica Popolare libica Mohamed Al Magrif, possano accogliere la richiesta di rilascio dei pescherecci».
Analoga vicenda si era registrata il 7 giugno scorso quando vennero sequestrati i pescherecci «Maestrale», «Antonino Sirrato» e «Boccia II» che furono liberati un mese dopo il processo ed il pagamento di salatissime ammende. Per oggi, a Bengasi, è previsto un incontro fra lo stesso presidente del Distretto della Pesca ed il Ministro libico della pesca. Si tenta anche una cooperazione.

[fonte GdS – S. Giacalone]

3 Comments on "«Vogliamo tornare a casa». II comandante del peschereccio Giulia Gp si trova ancora nel porto di Bengasi insieme al suo equipaggio"

  1. Gianni Bruno | 7 novembre 2012 at 07:42 |

    e certo che le cose sono complicate, vedo che il mio commento è stato ben inteso dal Sig. Giacalone, mi fermo qui. auguri di un pronto e sereno rilascio.

  2. Buongiorno, Sono L’Armatore del Boccia Secondo, sequestrato in Libia il giugno scorso.. Allora
    Ho seguito personalmente le vicende insieme con il Presidente del Distretto pesca G.T.
    Li le cose sono molto complicate, sanno tutto quello che si svolge in Italia, quindi se potete evitate di postare foto  o dichiarazioni duri per evitare qualsiasi forma di contrasto..
    cmq il M/P Dove è imbarcato Domenico nn è lo stesso da quello citato sopra, nn ha cambiato nessun nome..
    cordiali saluti

  3. Gianni Bruno | 4 novembre 2012 at 10:06 |

    Mi scusi sig. Direttore, o sbaglia Lei e mettete sempre la foto di questo comandante o i Libici ne hanno fatto una questione personale con lui mah?

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