Mazara del Vallo. Rientrano in villa, ci sono i ladri.

MAZARA DEL VALLO. Fallito il colpo notturno in un’abitazione che si trova in una traversa di via del Mare nella zona balneare di Tonnarella. È successo giovedì sera intorno alle 23:30. I ladri hanno scavalcato il muro di cinta e poi hanno fatto irruzione all’interno dell’appartamento di proprietà di un impiegato in pensione. Hanno avuto il tempo di rubare alcune suppellettili di poco valore e poi sono fuggiti quando hanno sentito rientrare i proprietari. Quest’ultimi avevano notato da fuori delle ombre e strani movimenti, ma in un primo momento avevano pensato che fosse il proprio figlio con degli amici. Fortunatamente per la famiglia che vive nell’abitazione, soltanto un forte spavento e nessun danno. Secondo quanto appreso dai proprietari, mentre quest’ultimi si stavano ritirando dopo una cena fuori con alcuni parenti, hanno notato movimenti sospetti nell’abitazione che li ha fatti insospettire. Dopo qualche minuto hanno visto scappare delle persone dal retro della casa. Nel frattempo i proprietari si sono messi a gridare, ma già i ladri erano scappati facendo perdere le proprie tracce. Quando i proprietari sono entrati all’interno dell’abitazione hanno visto alcuni cassetti aperti e che mancavano dei suppellettili. A quanto sembra, i ladri erano nell’appartamento solo da pochi minuti e non hanno fatto in tempo a prendere oggetti di valore. È stata trovata solo la porta un po’ forzata.

Per nulla intimoriti, quindi, i ladri di appartamento dopo gli arresti della scorsa settimana che avevano sgominato una banda specializzata in furti in villa. Secondo gli inquirenti in otto,  arrestati al termine di una accurata indagine condotta dagli agenti del Commissariato, guidati dal vicequestore Francesco Palermo Patera, avrebbero avuto a che fare con tre rapine, tra cui quella violenta effettuata il 26 gennaio 2011 in una villa di contrada Bocca Arena da cui fu portata via una cassaforte contenente denaro in contanti, gioielli e documenti per un valore di un centinaio di migliaia di euro.
Per loro l’accusa, a vario titolo, è di rapina aggravata in concorso, sequestro di persona, lesioni personali, porto abusivo di arma da fuoco e da taglio, furto, ricettazione e spaccio di droghe. L’indagine “Strong cash” fu avviata in seguito alla brutale rapina di quasi 2 anni fa durante la quale 5 malviventi, dopo avere interrotto l’erogazione della luce, entrarono nella villa di un facoltoso mazarese, trovandovi la moglie e l’anziana madre. I rapinatori, per intimorire maggiormente le donne oltre a minacciarle con fucile e coltelli, le legarono e imbavagliarono con del nastro adesivo. Poi individuarono la cassaforte e non riuscendo ad aprirla la portarono via con un’auto delle stesse vittime. Dentro vi erano circa 66 mila euro e 5 mila dollari in contanti, vari monili, libretti bancari e documentazione varia. A poca distanza dall’accaduto i poliziotti ritrovarono la cassaforte con accanto alcuni mozziconi di sigaretta dai quali fu estratto il dna di uno dei rapinatori, le indagini, condotte anche con l’ausilio di sofisticati mezzi tecnici oltre che di esami di laboratorio, hanno permesso agli agenti di delineare un variegato mondo legato alla organizzazione e pianificazione di numerosissimi furti e rapine e una conseguente rete di ricettazione, di riciclaggio di preziosi e spaccio di droghe.

[fonti varie]

 

 

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