A Mazara del Vallo costituzione del comitato a sostegno di Bersani del movimento RIFARE L’ITALIA TUTTI PER BERSANI.

MAZARA DEL VALLO. Domenica 11 Novembre in Mazara si è costituito il comitato “ Rifare l’Italia tutti per Bersani” per sostenere la candidatura del segretario nazionale del PD Pierluigi Bersani alle primarie che si terranno il 25 novembre , per scegliere la guida del futuro governo nazionale.

Il nostro Paese , dopo i disastri causati dal centro destra, ha bisogno di unire in un patto generazionale le migliori energie , senza alcuna distinzione di sesso e di età , ma rimettendo al centro le idee ed i programmi.

Non ci convince l’idea che bisogna “ rottamare” per costruire o per affermare un naturale e doveroso rinnovamento anche della classe politica.

Le recenti elezioni Regionali con la sorprendente ed entusiasmante affermazione di Rosario Crocetta hanno dimostrato tutto ciò: bisogna unire piuttosto che dividere .

Ecco perché, a partire da questa esperienza entusiasmante che ha portato le forze del centrosinistra e del centro moderato per la 1° volta legittimamente al governo della nostra isola , vogliamo contribuire a questo processo di rigenerazione della politica per rifarne una cosa seria e responsabile , che rifugga dai trasformismi e trasversalismi devastanti per la democrazia , che si pone come reale strumento di cambiamento del nostro Paese.

Riteniamo Bersani persona capace di rappresentare queste istanze di cambiamento. Ecco perché lo sosterremo alle primarie del PD che si svolgeranno domenica 25 novembre.

firmato

Calcedonio Iemmola – Giovanni Palermo – Aldo Dolores – Claudio Pernice – Donatella Schiaroli – Mariuccia Bucca – Peppe Giordano – Enzo Gianformaggio – Mario Foderà – Leandro Bianco –– Pino Pernice – Giovanni Marino – Franco Basone – Peppe Giacalone – Michele Norrito – Vincenzo Chiofalo – Salvatore Pugliese – Michele Norrito – Michele D’Angelo – Iemmola Antonina – Ferrantello Vincenzo – Vito De Simone – Gianfilippo Catinella– Carmelo Scavone .

5 Comments on "A Mazara del Vallo costituzione del comitato a sostegno di Bersani del movimento RIFARE L’ITALIA TUTTI PER BERSANI."

  1. nino fiorentino | 20 novembre 2012 at 08:40 |

    Ritengo più precisa la ricostruzione di Catia, ma mi sento di condividere quel che sostiene Corrado Sansone. Per completezza, ricordo che il 1° governo Prodi fu fatto cadere da Bertinotti che s’impuntò sulle 36 ore..L’altra sera, in pizzeria, sentivo dei rampanti 40enni seduti al tavolo accanto, palesemente filo-berlusconiani ( pare ce ne siano ancora in giro ) che non facevano altro che tessere le lodi di Marchionne e Bertinotti, a cominciare da come si veste. ( Bertinotti, non Marchionne ). Bertinotti per anni é stato magnificato dalla ‘vulgata’ berlusconiana, a cominciare dalla sua presenza fissa a ‘Porta a Porta’. Ci sarà il suo motivo! Per quanto riguarda SEL, un conto, mi pare, sono Puglia, Napoli, Cagliari, un altro la Sicilia con Fava che non controlla la carta d’identità, insulta pesantemente Crocetta, e nomina supplente una sindacalista della FIOM che non riesce nemmeno a farsi appoggiare dalla segretaria Camusso. E non mi pare che Petrosino possa ritenersi un’eccezione significativa.

  2. @Catia Catania
    Ricordo benissimo che la spallata finale venne da Mastella come so bene che SEL allora non esisteva ma purtroppo Fava sì del quale conosco benissimo la sua inettitudine politica alla segreteria dei DS in Sicilia ( 61-0 ).
    Di certo allora i primi 18 mesi di governo si sono perduti dietro ai PACS ai quali peraltro sono favoverole ma del tutto contrario alle adozioni per le coppie omosessuali.
    Il problema della sinistra è la continua ricerca di simboli dai nomi illustri da mostrare in giro come garanzia di legalità come se chiamarsi Rossi fosse stata invece una garanzia di banalità.
    Sciascia li definiva professionisti dell’antimafia a ragion veduta.
    Beato quel paese che non ha bisogno di eroi diceva Brecht.
    Il progetto originario di Veltroni è stato un fallimento per via delle molteplici anime al suo interno che non hanno voluto scordare la loro provenienza.
    Oggi le cose non mi convincono del tutto anche a causa di una legge elettorale che fa ridere.
    Che dirLe?
    Farò come diceva il grande Montanelli: mi turerò il naso e continuerò a votare a sinistra.

  3. Corrado Sansone, il suo intervento mi lascia sbalordita perchè ho sempre apprezzato i suoi commenti molto precisi e informati. Qua invece leggo attibuire a Sel cose di cui non è completamente responsabile, inesattezze riguardo alla caduta del governo Prodi che non è da addebitare certamente ai PACS ma a Mastella che tolse il suo appoggio dopo le inchieste giudiziare che videro coinvolta la moglie e in seguito alla nasce del PD con Veltroni segretario che lanciò il partito a vocazione maggioritaria creando molti malumori tra i piccoli partiti che appoggiavano il governo Prodi. Sel nasce dopo, e nasce proprio dall’ esigenza di una sinistra meno radicale, meno estremista, più moderna ed europea, ambientalista, ma senza mai perdere di vista i diritti dei lavoratori e la difesa dei più deboli. Non è certo il partito della Fiom e basta, ma è un partito che sa assumersi responsabiltà di governo, come dimostra l’esperienza di Nichi Vendola in Puglia e la presenza in tante amministazioni comunali, da Milano a Napoli a Cagliari, fino a Petrosino, dove sta dimostrando di sapere amministrare.Lo stesso Occhetto lo ha definito la naturale continuazione del PDS nato dalla svolta della Bolognina dell’89, dopo che il PD si è spostato verso il centro in seguito alla fusione con la Margherita e soprattutto da quando ha iniziato ad allearsi con l’UDC. Quanto ai PACS, le ricordo che furono una proposta di legge dell’allora ministro della famiglia Rosy Bindi, che non si può certo definire una comunista estremista. E mi spiace leggere certe affermazioni perchè l’Italia è il paese che si trova più indietro in temi di diritti civili, Obama il giorno della sua elezione ha aperto ai matrimoni gay, la Francia e tutti i paesi europei stanno legiferando su questa materia e noi continuiamo a discutere su questo, come se fosse il male assoluto! Io invece penso che l’alleanza PD- Sel sia l’unica alleanza possibile e l’unica che riuscirà a dare stabilità e governabilità a questo Paese.

  4. Se Bersani avrà il coraggio di sganciarsi da SEL e da tutta quella sinistra che in passato ha fatto cadere Prodi per i PACS allora il PD qualche speranza ancora ce l’ha.
    La società è cambiata e non è più composta solo da operai della FIOM e capitalisti e non puoi considerare un nemico dello Stato un titolare di partita IVA.
    Fra di essi c’è anche tanta gente che vive appena sopra la soglia di povertà.
    La logica del vincere a tutti costi anche con alleanze ideologicamente disomogenee è sbagliata ed è inutile parlare in questi casi di programma condiviso perchè sappiamo benissimo poi come vanno a finire cose.
    E poi diciamocelo in tutta franchezza, ma siamo davvero convinti di rifare tutta l’Italia con Bersani, D’Alema e qualche altro campione della bicamerale?

  5. ci vorrebbe un renzi a mazara. anche da noi ci vorrebbe un rottamatore.

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