Il presidente Poma ed il consiglio provinciale commemorano il 45° anniversario del terremoto che sconvolse la Valle del Belice

TRAPANI. Alla vigilia del 45° anniversario di quel tragico evento mi sembra doveroso rinnovare, a nome e per conto di tutti i gruppi politici che compongono il Consiglio Provinciale di Trapani, il più profondo e sentito cordoglio ai familiari ed ai parenti di tutte le vittime del sima che sconvolse la Valle del Belice, con il raccapricciante bilancio di 370 vittime umane, un migliaio di feriti più o meno gravi e circa 90 mila persone (fra i vari paesi ricadenti nelle province di Trapani, Agrigento e Palermo) rimaste senza un tetto.

Lo ha dichiarato stamani il Presidente Peppe Poma con riferimento a quanto accaduto nella notte tra il 14 ed il 15 gennaio del 1968 quando il terremoto cambiò violentemente e per sempre la storia di tanti paesi portando lutto e distruzioni.

Il terremoto della Valle del Belice ed i successivi lunghissimi anni della ricostruzione, oltre a mostrare alla pubblica opinione nazionale e internazionale il disagio sociale, l’arretratezza e la fatiscenza delle strutture edilizie in cui erano costretti a vivere gli abitanti di quella parte della nostra provincia, hanno purtroppo evidenziato – ha aggiunto il Presidente del Consiglio Provinciale – un coacervo di torbidi interessi, di sperperi, di illegalità, anche se, nel contempo, talune importanti iniziative di natura artistica e culturale portate avanti dopo il sisma in alcuni centri quali Gibellina, hanno contribuito a far uscire il Belice da quella sorta di “medio evo” in cui era rimasto confinato fino a quel momento, proiettandolo, in certi casi, in una dimensione di avanguardia. Non è possibile però non sottolineare, a parte le storture che riguardano lo sfruttamento di fondi pubblici per finalità diverse dalla ricostruzione, che la lunghissima storia del Belice e del fiume di denaro pubblico via via stanziato negli anni sembra non finire mai tanto che, a 45 anni di distanza, ancora recentemente si è avuta notizia di ulteriori finanziamenti. Il fatto è che coloro i quali sono chiamati a governare la “res pubblica” devono prendere finalmente coscienza che amministrare significa porsi al servizio della cittadinanza nel superiore interesse dello sviluppo del territorio di competenza e non certo esercitare un potere discrezionale per ricavarne vantaggi personali o di parte.

Infine – ha concluso il Presidente Poma – proprio in questa occasione del 45° anniversario del terremoto, il Consiglio Provinciale, che mercoledì scorso ha approvato alla unanimità un apposito ordine del giorno, ribadisce il proprio “no”, a chiare lettere, alle ricerche petrolifere nella Valle del Belice dove, per quanto riguarda la provincia di Trapani, sarebbero interessati i territori di Salaparuta, Poggioreale, Gibellina ed Alcamo. Questo, sulla base di un permesso rilasciato dall’Ufficio Regionale per gli Idrocarburi e la Geotermia che consentirebbe alla società “Enel Longanesi” di fare trivellazioni in una zona ad altissimo rischio sismico. Chiediamo al Governo Regionale l’adeguata difesa dei diritti dei cittadini del Belice, a cominciare dalla salvaguardia del loro territorio, della loro salute e del loro benessere psico-fisico.

 

(S. Ingianni)

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