Caos bollette Tia: 20 mln euro entro giugno per rimediare ad anni di cattiva gestione

I 66.000 avvisi inviati da Belice ambiente, società in liquidazione, devono sanare i conti della Spa

MAZARA DEL VALLO  – Quarantaquattro milioni di euro da recuperare in pochi mesi: 20 dai cittadini e altri 24 milioni dai Comuni soci. È questa la mission impossible che la Belice ambiente Spa in liquidazione dovrebbe raggiungere entro giugno 2013. La data non è casuale poiché il bilancio dell’azienda, entro sei mesi, andrà chiuso. E per far ciò “siamo stati obbligati – ha dichiarato, nei giorni scorsi, Vito Di Giovanni, responsabile Tia per la Belice Ambiente – a emettere circa 6 mila 600 avvisi di pagamento entro il 2012. Si rischiava altrimenti di provocare un danno alle casse dell’azienda per il rischio che le tariffe relative al 2007 andassero in prescrizione mettendo a rischio di fallimento i Comuni soci”. La società è, infatti, una partecipata (pubblica al 100%) degli 11 dei 24 Comuni della provincia di Trapani, costituita quasi dieci anni or sono, per gestire il sistema rifiuti.
UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO – Dopo quattro ore di dibattito aperto anche ai cittadini, l’orientamento dell’aula consiliare potrebbe indirizzarsi verso un nuovo dietrofront volto ad annullare la delibera consiliare (n. 70 del maggio 2011) che aveva approvato retroattivamente le tariffe fino al 2009. Già qualche tempo fa l’Assise cittadina aveva revocato, in autotutela, la Tia per gli anni 2005, 2006 e 2007.
UNA TIA RETROATTIVA – Tale decisione risalente a quasi due anni or sono, aveva infatti reso “giuridicamente valida, e in assenza di ricorsi, definitivamente esecutiva – a parere del responsabile Tia, Di Giovanni – la ratifica delle tariffe per il passato”. Di diverso avviso, tra gli altri è stato l’intervento del consigliere Antonino Arena (Grande Sud), che ha ribadito “la buona fede dei consiglieri che non volevano assolutamente legalizzare l’emissione di nuove tariffe, più salate per le tasche dei cittadini, e tantomeno previsto l’inserimento dell’Iva sulla Tia”.
TORNA L’IVA SULLA TASSA – Una questione molto dibattuta in aula, ma non solo, è proprio quella legata all’Iva sulla Tia. Dopo una sentenza della Corte costituzionale e della Cassazione a sezioni riunite, che avevano chiaramente decretato la non applicabilità di una imposta (l’Iva appunto) sulla tassa (la Tia) la questione pareva essere definitivamente conclusa. I nuovi avvisi di pagamento – molti ancora in fase di consegna in questi giorni – contengono invece nuovamente l’Iva per gli anni 2007, 2008, 2009. La motivazione, per Di Giovanni, è legata a un’esplicita richiesta di chiarimento indirizzata all’Agenzia delle Entrate “che ci ha risposto di applicare l’Iva alla Tia. Il rischio in caso contrario è quello di andare incontro a un giudizio per evasione fiscale, e sfido chiunque, anche i più coraggiosi, a sobbarcarsi un simile rischio”.
MIGLIAIA DI AVVISI, MOLTI PAZZI – L’enorme mole di avvisi di pagamento sta creando immensi disagi agli utenti. Gli atti inviati, infatti, contengono innumerevoli errori materiali che hanno portato, spesso, a contabilizzare a danno dei cittadini cifre astronomiche. “Ci scusiamo a tal proposito con i cittadini degli 11 Comuni – ha dichiarato anche il liquidatore dell’Ato Tp 2, Nicola Lisma – poiché siamo consapevoli che circa il 40-50% degli avvisi di pagamento contengono errori di varia natura. Purtroppo ciò è dovuto al fatto che il database, usato dalla società per emettere le bollette, è stato sequestrato per circa due anni e fino al novembre 2012, dalla Procura della Repubblica di Marsala, per un indagine in corso”.
E LA PROCURA INDAGA – Il riferimento è rivolto alla precedente gestione, avutasi dal 2005 e fino al 2010, che faceva capo a Francesco Truglio, uomo del Pd e delfino dell’ex sindaco Giorgio Macaddino. Il Comune di Mazara, da quando è nato l’Ato Tp2, in quanto socio di maggioranza al 33%, ha sempre deciso chi dovesse sedersi a gestire i rifiuti e le relative assunzioni connesse. Oggi come allora, sia a destra che a sinistra, gli uomini ai rifiuti sono stati collocati per occupare posti di sottogoverno.
66 MILA AVVISI “AFFIDATI” A 150 MILA EURO – È emersa, proprio nei minuti finali del dibattito, a serata inoltrata, un’altra questione: il costo del servizio di notifica sostenuto dall’Ato Tp 2. La domanda è stata rivolta a Di Giovanni dal consigliere del Pd, Giacomo Mauro. Il funzionario ha risposto che “il servizio di notifica è stato affidato in via diretta per 150 mila euro. Abbiamo sentito anche altre aziende ma la proposta più conveniente è risultata essere quella dell’azienda I Post”.
RICORSI: UNA STRADA DALL’ESITO INCERTO – Altro capitolo dolente per i cittadini: che fare? Ricorrere alla Commissione tributaria provinciale? Recarsi alla Belice Ambiente a chiarire, per l’ennesima volta, la propria posizione? Una cosa è certa: avviare il procedimento ora è più costoso che in passato e difficile: sulle buste degli avvisi di pagamento, inviate ai cittadini, non è apposto, infatti, alcun timbro a data certa. Questo ulteriore disservizio rende ancor più problematico, infatti, presentare il ricorso.

Anche il servizio di recapito è finito sotto i riflettori

“Il costo completo della stampa di avvisi e bollettini postali, l’imbustamento meccanografico, la notifica e il servizio di recapito, ai circa 66 mila utenti, l’abbiamo affidato per la metà di quanto proposto da Poste italiane e altri”. Risponde così al QdS il responsabile per la Tia della Belice ambiente, Vito Di Giovanni.

“Sappiamo però benissimo – ha aggiunto – che le bollette non verranno tutte recapitate. Non solo, non tutte saranno reali, presumiamo ce ne siano, almeno la metà, forse anche di più, che devono essere rettificate e altre addirittura annullate. Il cittadino cui sarà abolita la bolletta non pagherà la notifica: motivo per cui, abbiamo messo precauzionalmente l’importo di 5,10 € ad avviso. Noi, in realtà, non incasseremo nulla da quegli utenti che hanno le carte in regola. Tant’è che quelli che stanno modificando gli avvisi presso i nostri uffici, rilasciandoci il numero di telefono, riceveranno, a mano, la pratica da noi lavorata, dopo un nostro appuntamento telefonico, per evitare ulteriori costi di consegna”.

Ma come mai non c’è traccia sul sito web della società dell’incarico affidato a I Post per l’importo di 150 mila euro? “Perché nell’urgenza di dover affidare il servizio – ha concluso – ci siamo avvalsi del regolamento di affidamento lavori per i servizi in economia approvato dalla società diverso tempo addietro. L’affidamento è stato fatto sulla base di preventivi ufficialmente protocollati, a cinque ditte, e l’aggiudicataria è stata tale in quanto ci ha garantito tempi rapidissimi e certi di stampa e consegna avvisi”.

Il Consiglio comunale ha  valutato il dietrofront
 “Non c’è una scadenza perentoria per preparare le relative deduzioni e aggiustare questa bollettazione un po’ pazza. Fino all’approvazione del bilancio al 30 giugno c’è tempo, a sentire quanto affermato dai responsabili della Belice ambiente in aula. Tuttavia i cittadini non devono lasciare andare la cosa, ma andare dai sindacati a fare le proprie controdeduzioni e accertare gli errori gravi. Poi, chi non ha pagato deve pagare”. Queste le parole del presidente del Consiglio comunale Pietro Marino (Grande Sud).
Sulla possibile revocare in autotutela della delibera (n. 70 del 2011), con cui si è sanata retroattivamente la mancata approvazione delle tariffe Tia da parte dei Consigli comunali stessi, Marino era possibilista, ma poi, la scorsa settimana,  la riunione dei capigruppo ha deciso di non portare avanti la revoca della delibera.
“È plausibile – aveva detto – condivido il provvedimento. Se è percorribile o meno lo vedremo nella riunione dei capigruppo, nei prossimi giorni. Se la legge e ulteriori pareri legali ce lo permetteranno, lo faremo, revocheremo la delibera in autotutela”.
Linea dura anche quella sostenuta dal portavoce cittadino del movimento Cinque stelle, Sergio Tancredi: “Non è possibile – ha detto – approvare retroattivamente le tariffe tributarie (il suo riferimento è allo “statuto dei diritti del contribuente”, che recita testualmente come “le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo”, nda) onde evitare di costringere i cittadini a presentare eventuali ricorsi e per non arrecare danni e ulteriori disagi ai cittadini-utenti, costretti a inutili perdite di tempo, di giornate di lavoro ed eventuali spese legali”.
[fonte Quotidiano di Sicilia – Alessandro Accardo Palumbo]

6 Comments on "Caos bollette Tia: 20 mln euro entro giugno per rimediare ad anni di cattiva gestione"

  1. @luigi patti : da almreno 5 anni ho sostenuto, nei consigli Comunali aperti ed anche su’ questo sito, che l’IVA è dovuta dai Comuni ( giusta quindi l’interpetrazione dell’A.Entrate. ai sensi dell’art.17 del D.P.R. 633/72, e ciò in quanto l’ATO BElice Ambiente rende un servizio da ENTE PRIVATO; ne approfitto per chiederLe una cortesia : TUTTI GLI AVVOCATI HANNO LO STESSO PROBLEMA DI PAGARE UNA SOMMA ILLEGITTIMA. ed allora PERCHè NON INVITARE L’ORDINE DEGLI AVVOCATI AD INTERVENIRE IN FAVORE DI UNA POPOLAZIONE DI 142.000 UTENTI ????? SAREBBE UN’AUTOREVOLE INTERVENTO DI ALTA PROFESSIONALITA’ ma anche di RAPPRESENTANZA DELLA LEGALITA’ NEL TERRITORIO. gRAZIE !!

  2. Chiedo scusa riprendo il discorso del mio precedente commento.
    Ritornando alla questione notifiche avvisi di pagamento,le notifiche per legge si fanno solo utilizzando Poste Italiane proprie per la garanzia della data certa. non credo meritevole di commento l’affermazione che la b.a. e’ consapevole che gli avvisi   dovranno essere annullate!!!!
    Questa vicenda e’ assurda, io personalmente ho introdotto una formale istanza alla b.a. per ottenere l’annullamento in autotutela inviando con espressa riserva di ulteriori azioni.
    Certamente in tutto cio’  mi ha aiutato la mia professione. 

  3. Quanto letto e’ assurdo e sconcertante per la protervia di soggetti incompetenti  e,da quel che si puo’ capire dal contenuto delle dichiarazioni, non a conoscenza delle norme ,delle regole che dovrebbero applicare.in punto prescrizione sarebbe il caso che i dirigenti/responsabili della tia leggessero il codice civile che all’art.2948 determina la prescrizione nel termine di 5 anni,pertanto,laTIA 2007 si e’ prescritta il 01.01.2012.  Lasciamo poi perdere la piu’ complessa questione della decadenza.  In punto IVA posto che normativa vigente ed applicazioni giurisprudenziali non ammettono l’IVA sulla Tia, si rammenda che e’ stato il comune ha porre in essere un rapporto contrattuale per la raccolta dell’immondizia: committente e’il comune commissionaria laB.A. ergo l’iva se dovuta la deve pagare il comune.
    Sconcertanti sono le dichiarazioni dei dirigenti che ammettono di avere emesso avvisi di pagamento nella consapevolezza di avere commesso errori : qualcuno di questi signori sa cosa e’ il principio della buona amministrazione?
    Delirante la giustificazione degli errori dovuti ad  atto legittimo della magistratura che avrebbe sequestrato   il data base ; sempre in virtu’ del principio della buona amministrazione si sarebbe,magari,chiedere alla magistratura un provvedimento di dissequestrofinalizzato allo scopo.
    Circa poi l’utilizzo di un servizio postale privato per “NOTIFICARE” gli avvisi di pagamento la giustificazione data e’ assurda,la notifica e’ un atto formale regolamentato dal codoce di procedura civile  nel caso artt.140 e seguenti, non solo,in un atto di notifica l’aspetto formale e’ 
    fondamentale,soprattutto proprio rispetto alla data posto che eventuali termini per opposizione decorrono dalla data di notifica,se non c’ e’ data certa si lede il fondamentale diritto a difesa del cittadino

  4. Dunque innanzitutto gli ATO non psso fallire perchè sono assimilati agli enti di diritto pubblico, mi pare!! Inoltre l’alto dirigente dell’Ato, dott. Di Giovanni, responsabile della TIA (quindi un responsabile c’è!!) vorrebbe raccogliere 20 mln euro entro giugno dalle tasche dei cittadini dell’Ambito TP2…complimenti!!!!
    http://www.beliceambiente.it/cosa_e_lato_tp2.html

  5. genny amato | 24 gennaio 2013 at 18:02 |

    per paura di un possibile default qualcuno ha agito violando la legge. Per paura della Corte dei Conti qualcuno ha mandato gli avvisi senza un controllo preventivo tra chi aveva pagato magari di meno ma pagato e chi invece non ha mai pagato nulla. Alla fine gli evasori la fanno franca e tutti gli altri vanno e vengono da Santa Ninfa

  6. “Si rischiava altrimenti di provocare un danno alle casse dell’azienda per il rischio che le tariffe relative al 2007 andassero in prescrizione mettendo a rischio di fallimento i Comuni soci”

    Papale,papale?

    Che falliscano.Chi se ne frega!!!!
    Anche gli asini lo sapevano che gli ATO erano destinati a fallire considerate le spese faraoniche e la bella vita che hanno condotto in barba a tutte le leggi anche sul piano delle assunzioni tutte per chiamata diretta che tradotto significa in quota ai partiti.

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