Il porto di Mazara da un anno è in black out, il 21 maggio tavolo tecnico in Capitaneria per affrontare il problema

MAZARA DEL VALLO. Sono le ore 22. Al porto nuovo di Mazara si sente soltanto il rumore dell’acqua che si infrange sui pescherecci. Intorno c’è un silenzio spettrale. Dal cielo arriva una pallida luce perché  è una notte chiara e le stelle e la luna rischiarano le banchine e gli attracchi. Qui, quando calano le ombre della sera, muore la vita. Eppure Mazara è il primo porto peschereccio d’Italia ma è in black out da mesi. Un danno che rischia di bloccare un’economia e mandare a casa decine di lavoratori, pescatori e addetti al settore.

L’altra sera undici pescherecci sono rimasti fuori dal porto ad aspettare l’alba per attraccare. L’allarme è lanciato, con una nota inviata al prefetto, al presidente della Regione e al sindaco Nicola Cristaldi, dalla Medimare srl, agenzia marittima, noleggi e spedizioni, che opera nell’area del porto nuovo. “Bisogna trovare una soluzione definitiva per l’impianto di illuminazione al porto nuovo. Con il porto al buio stiamo perdendo diverse commesse e costretti a ridurre il personale. Oltre a noi – si legge nella nota – rischiano di perdere lavoro tutte le attività dirette ed indirette collegate alla movimentazione merci: cantine sociali, autotrasportatori, ormeggiatori, servizi merci e di rifornimento carburanti e lubrificanti, rivenditori di materiale nautico ed officine. In questo momento di grave crisi – conclude la nota – questa situazione rischia di far chiudere molte imprese e gettare sulla strada lavoratori“.

Qualche settimana fa, il deputato regionale mazarese del M5S, Sergio Tancredi, ha fatto intervenire funzionari del Genio civile per un sopralluogo ma non si è saputo più nulla. Interviene l’assessore regionale Dario Cartabellotta che, in una nota, afferma: “Le annose questioni riguardanti il porto di Mazara del Vallo: mancanza di illuminazione, punti di riferimento di acqua potabile, mancanza di segnaletica e di sicurezza sono risapute e faccio presente che gli Enti pubblici e privati hanno avuto a disposizione per cinque anni uno strumento per gli interventi strutturali per porti previsti dalla misura 3.3 “Porti, luoghi di sbarco e ripari da pesca” del Fondo Europeo per la Pesca FEP“.

La capitaneria di porto è all’erta ed ha emanato un’ordinanza di interdizione dell’area demaniale per la mancanza di illuminazione pubblica. Anche la prevista recinzione che dovrebbe delimitare l’accesso alle banchine non è stata ancora realizzata e, pertanto, l’entrata in area portuale è, di fatto, aperta al pubblico. Nell’ordinanza si osserva che gli interventi finora eseguiti dai competenti organi regionali e finalizzati al ripristino dell’efficienza dell’impianto di illuminazione pubblica portuale, avrebbero sortito esiti parziali e provvisori. E per fare il punto della situazione, la stessa Capitaneria ha organizzato per il prossimo 21 maggio alle 9, 30, un tavolo tecnico per affrontare e possibilmente risolvere i vari problemi.

[fonte GdS – S. Giacalone]

1 Comment on "Il porto di Mazara da un anno è in black out, il 21 maggio tavolo tecnico in Capitaneria per affrontare il problema"

  1. Per combattere il “caro gasolio” anche i pescherecci di Trieste potranno essere alimentati da olio esausto proveniente da scarti di frittura, trasformati in biodiesel. Dopo uno studio finanziato dalla regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito delle intese di programma pesca e sperimentato negli ultimi mesi del 2012, alcuni pescatori si stanno preparando a diventare produttori e utilizzatori di biocarburanti provenienti da olii esausti prelevati da sagre, ristoranti, ittiturismi, trattorie e friggitorie della provincia. Con questi carburanti alternativi, i motori non hanno avuto problemi, sono state ridotte le emissioni di gas e, affermano i pescatori, dagli scarichi esce solo un leggero odore di patatine fritte. VEDETE QUANTO SIAMO INDIETRO…………..QUANTO SIAMO ALLO SCURO SIA CULTURALMENTE CHE PRATICAMENTE …….A LU SCURUUUUUU…………PESCATORI CAMBIATE MESTIERE PESCATURISMOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

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