L’istituto della “Limitazione del debito dell’armatore” in un workshop formativo a Mazara del Vallo

MAZARA DEL VALLO. L’istituto della “Limitazione del debito dell’armatore”, regolato dal Codice della Navigazione agli artt. 275 e ss e 620 ss. E’ questo il tema di un workshop, promosso dal Distretto Produttivo della Pesca-Cosvap e dallo Studio Legale Tortorici, che si terra’ venerdì 14 giugno alle ore 17.30 presso il Teatro Garibaldi in Via Carmine a Mazara del Vallo. L’evento formativo e’ rivolto sia agli armatori delle imprese di pesca che ai professionisti quali commercialisti ed avvocati.

Un principio generale del Diritto e’ che ciascuno risponde delle proprie obbligazioni; in Diritto della Navigazione, per agevolare l’impresa marittima esiste un antico istituto in base al quale l’armatore, per le obbligazioni contratte in un determinata battuta di pesca, puo’ chiedere che il suo debito sia limitato ad una somma inferiore all’ammontare totale delle obbligazioni contratte.

 

Francesco Mezzapelle

 

2 Comments on "L’istituto della “Limitazione del debito dell’armatore” in un workshop formativo a Mazara del Vallo"

  1. nino fiorentino | 13 giugno 2013 at 09:02 |

    @andrea de simone: é’ uno strumento giuridico esclusivo del diritto della navigazione. Tipico della navigazione mercantile, ma applicabile in astratto, anche al naviglio da pesca. Dove, probabilmente, non é mai stato applicato. In questo senso si muove, mi pare, l’iniziativa del distretto della pesca. In sintesi si prevede ( art. 275 del Codice della Navigazione ) che qualunque sia il debito scaturito per effetto dell’impiego della nave in un particolare viaggio, l’armatore ne risponderà solo per un importo pari al valore della nave e dell’eventuale nolo ( corrispettivo per l’uso della nave, questo difficilmente applicabile alla pesca ). Naturalmente il beneficio non si applica in caso di dolo o colpa grave dell’armatore. Si badi che, ai sensi del successivo art. 276 C.N., per valore della nave se ne considera uno variabile tra 1/5 e 2/5 di quello della stessa all’inizio del viaggio, a seconda se, al momento in cui si chiede la limitazione ( non oltre la fine del viaggio ) il valore della stessa sia, rispetto a quanto la nave valeva all’inizio del viaggio, inferiore al quinto o superiore ai 2/5. In poche parole, non si potrà mai pretendere dall’armatore, qualunque sia il debito contratto, un importo superiore ai 2/5 del valore della nave. Come si può intuire, al di là della difficoltà di rendere con parole semplici un principio molto tecnico ( in qualche modo simile a quello ispiratore del fallimento ), si tratta di situazioni estreme, non dell’ordinaria gestione della nave.

  2. Chi mi spiega di cosa si tratta?Un istituto che dice all’armatore cosa fare?

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