” La chiatta? La tratta del rilancio!”

MAZARA DEL VALLO. Sabato 8 Giugno 2013, la cittadinanza mazarese ha finalmente visto la luce di una portentosa opera di rilancio turistico ed economico, di ripresa di romantici ricordi passati impressi nella mente di tutti i concittadini di media/terza età, che mezzo secolo fa attraversavano le sponde del fiume Mazaro tramite quel famoso strumento che oggi torna ad esistere, in maniera sicuramente rivisitata…la chiatta.

Il gruppo consiliare “Insieme si può”, nell’apprezzare sì la creazione di una nuova opera, manifesta però non poche perplessità a riguardo e cerca di fare chiarezza su alcuni aspetti economici in merito a spese già sostenute e a spese inerenti la gestione futura, che graveranno sulle casse comunali.

Salta subito all’orecchio la dichiarazione fatta dal sindaco in occasione dell’inaugurazione, avvenuta sabato mattina, quando, enfatizzando la capacità dell’amministrazione comunale di attingere a finanziamenti, ha però “erroneamente” “gonfiato” la presunta somma complessiva necessaria alla realizzazione del mezzo che non è stata affatto di € 400.000,00.

Il preventivo di spesa della “Nautical Service Snc”, a cui è stato affidato il compito, si aggirava a circa € 100.000,00 che sarebbero stati sborsati in compartecipazione con la Provincia Regionale di Trapani. Il comune avrebbe dovuto in questo caso sborsare una quota pari ad un terzo circa ( €35.000.00).

Dai capitoli di spesa comunali però, viene fuori un dato di fatto inconfutabile dal quale si evince che, la somma complessiva sborsata ad oggi (costi di costruzione, manutenzione, adeguamento a normative della capitaneria ecc), si aggira attorno ai € 120.000,00!

Alla suddetta somma bisogna oggi aggiungere la mensilità di €4.500,00 da corrispondere in maniera temporanea alla stessa ditta che ha costruito la chiatta ( pagamento che si protrarrà per tre mesi in attesa di assegnazione tramite bando pubblico) e la quota annuale da pagare ad assegnazione effettuata, che ammonta a € 100.000, 00 annui.

Cercando di voler non per forza essere solo critici, atteggiamento manifestato nell’apprezzamento di alcuni aspetti positivi che riguardano tutta la vicenda e che si rifanno sicuramente alla creazione di una nuova attrattiva, il gruppo “Insieme si può” si riserva di fare alcune riflessioni..

Se uno dei capisaldi e degli obiettivi dell’amministrazione riguarda lo sviluppo territoriale correlato al turismo, con i relativi vanti della personale capacità e intuizione nel campo del primo cittadino, ci chiediamo e chiediamo all’amministrazione se ci possa essere la possibilità di aver errato l’ordine della procedura e delle fasi che dovrebbero portare solo alla fine all’innesto di un’opera di “abbellimento”; non è giusto pensare che era prioritaria l’attivazione di una programmazione di ripristino dell’area circostante prima di andare a piantare quella chiatta in mezzo a quello scenario?

Ci si potrebbe poi pure chiedere se fosse “necessario” uno sforzo economico tale (nell’arco di due anni si parlerebbe di cifre che si aggirano a circa €250.000,00!) che a nostro modo di vedere doveva essere l’ultimo tassello di una serie di tappe precedenti che avrebbero dovuto riguardare per esempio la riqualificazione del fiume, la rimozione dei natanti, la creazione di aree ricettive… Tralasciamo pure la possibilità dell’utilizzo di quelle somme per la risoluzione di altri problemi della nostra comunità, che riguardano indistintamente tutte le classi sociali e lavorative di una città che versa in una situazione di crisi generale ormai da tempo.

Non soffermandoci sulla ricerca poi dell’utilità di una tratta di 35 metri tra due sponde lasciate al loro innaturale decadimento, ci serviamo la possibilità di tornare sull’argomento quando tutti i buoni propositi enunciati dal primo cittadino si saranno concretizzati

 

 

Matteo Bommarito

Alessandro Norrito

Pietro Marino

7 Comments on "” La chiatta? La tratta del rilancio!”"

  1. mariella bianco | 22 giugno 2013 at 21:05 |

    @mayani se c’è qualcuno che ha la mente confusa non sono certo io.

  2. @Mayani, perchè parla con gli aforismi di Soriano e non con parole sue?

  3. franco mayani | 19 giugno 2013 at 19:08 |

    Sognora…….., Esiste anche una nostalgia precoce, che deriva dal proiettarsi con l’immaginazione in un tempo futuro per osservare il propio presente come un lontano passato (gs)……… poi vorrei ricordare che..Essere pieni di contraddizioni può essere sintomo di una natura complessa, ma il più delle volte è il frutto di una mente confusa. (GS )

  4. mariella bianco | 19 giugno 2013 at 14:26 |

    Sono d’accordo con FE, Fiorentino e Triglia. A questa città serve una progettualità diversa fatta di visione a lungo termine e progettualità seria che sappia rilaciarla su un piano diverso. Il malato è veramente grave e abbiamo capito che operazioni di maquilage o trovate estemporanee che non servono neanche a prolungarne la vita. La chiatta prima ancora di essere varata era già un problema economico. Sarebbe stato meglio investire la stessa somma per lo studio di fattibilità di un collegamento stabile (ponte, ponte girevole, tunnel ecc) che avrebbe potuto dare senso anche alla sopraelevata e contribuire a risolvere il tema del traffico urbano. Chi oggi ha 40 anni non ha nessun ricordo della chiatta e nessuno ne sentiva l’esigenza chi invece ne ha 70 è più preoccupato del futuro dei figli e dei nipoti piuttosto che abbandonarsi a inutili nostalgie.

  5. nino fiorentino | 19 giugno 2013 at 12:06 |

    Quoto Fagiano emigrato, ma opto per un ponte girevole. Ne ho visti a Fano e Senigallia, città dotate di porto canale. C’é sempre la possibilità che sempre una speranza che barche a vela possano tornare a praticare il canale oltre il mercato ittico.

  6. Finalmente un modo elegante e credibile per iniziare una campagna elettorale !…Adesso dopo avere individuato le magagne, e se nell’ottica del movimento “Insieme si può” ci sono delle ambizioni di natura politica volte a governare la città(anche insieme ad altri),…è giunta l’ora di trovare le soluzioni ! ! !…ma come?…non certamente con la solita paginetta di un quaderno “a quadretti” come quello della spesa ! ! !.-… P.S.: Io so, che voi questo lo sapete !…ma lo dico per me e quelli come me!.-  Un programma  di pertinenza politica deve sempre tener conto e comunque essere correlato di alcuni punti indispensabili: come prima cosa bisogna stabilire le priorità e avere una progettualità in generale; indicare in maniera inequivocabile gli elementi di unicità; l’idea o progetto va sempre dettagliata attraverso i provvedimenti e la risorsa con la quale verrà implementata.- Chiudo dicendo con un dato di fatto – Oggi a Mazara, i programmi dei partiti, movimenti e liste civiche cadono nella reticenza più assoluta e balbettano imbarazzati qualcosa di molto generico.- Firmato una Triglia la cui “filiera va dal mare alla tavola”!

  7. Ma con tutti questi soldi – spesi e da spendere – non si poteva pensare ad una opera stabile -come ad esempio un ponte a schiena d’asino – per un collegamento più efficace tra le due sponde? Anche a Venezia circolano vaporetti e i ponti permettono il loro passaggio. Dato che il porto principale per i natanti di grosse dimensioni, ormai pochi, è quasi vuoto si poteva limitare l’accesso al resto del fiume ai natanti di piccole dimensioni. Fantasia? Può essere, ma oggi l’ingegneria permette di fare miracoli.

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