“Puliamo il mondo”, giornata conclusiva.

20131007-130411.jpgMAZARA DEL VALLO. Con l’incontro di DOMENICA 6 Ottobre 2013 si è conclusa Puliamo il mondo, “manifestazione di volontariato ambientale organizzata da Legambiente con la collaborazione dell’Anci e i patrocini dei Ministeri dell’Ambiente e dell’Istruzione, dell’Upi,
in collaborazione con altre Associazioni di volontariato sensibili alla tematica ambientale”.

La seconda giornata nonostante i presagi di condizioni meteo non favorevoli, si è svolta presso Oasi di Capo Feto – Mazara del Vallo nella zona della stazione di pompaggio o casa dell’acqua.

Alla manifestazione, svoltasi con il Patrocinio dei Comuni di Mazara del Vallo e di Petrosino
ha visto la partecipazione dei volontari di diverse associazioni e di tanti cittadini, ha anche partecipato il sindaco di Mazara del Vallo on. Nicola Cristaldi.

Il sindaco Cristaldi nel ringraziare i volontari e i cittadini partecipanti, ha anche ribadito che attiverà in coordinamento col il sindaco di Petrosino, dr. Gaspare Giacalone, quanto necessario per la difesa dell’Oasi di Capofeto e dei Margi Spanò e Nespolilla e per il mantenimento dell’habitat in condizioni ideali.

196 Comments on "“Puliamo il mondo”, giornata conclusiva."

  1. nino fiorentino | 6 marzo 2014 at 14:16 |

    Questa l’ho appena vista: http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/03/05/foto/germani_reali_a_piazza_del_popolo-80285548/1/?ref=glpr&utm_source=dlvr.it&utm_medium=gplus#4 . forse stavolta sono io a pensare che non si tratta di germani reali. Mi sembrano un po’ …cicciottelli!

  2. nino fiorentino | 15 gennaio 2014 at 19:25 |

    A Marsala si rimane indifferenti sul ridimensionamento dei vincoli ambientali, a Mazara si pretende l:osservanza pure di quelli inesistenti.

  3. A Marsala vogliono ridurre la riserva dello Stagnone solo allo specchio acqueo. A questa condizione consiglio all’Amministrazione guidata dall’amica Adamo (efficiente in tutto, tranne che nella tutela del patrimonio naturale) di chiedere l’eliminazione dei vincoli ambientali.

  4. nino fiorentino | 14 gennaio 2014 at 15:10 |

    Così a Marsala pensano di regolarsi riguardo la fruizione delle zone di pre-riserva: http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/trapani/dettaglio/articolo/gdsid/314266/

  5. A volere mettere da parte il Piano regionale per i parchi e le riserve, il più delle volte è così. Ad ogni cambio d’assessore regionale all’Ambiente c’è la proposizione di nuove riserve, ma sempre diverse da quelle proposte precedentemente. Che cosa c’è di realmente politico (nel senso buono del termine) in questo gioco? Domanda rivolta ai super ambientalisti di Legambiente.

  6. In mancanza di amministratori validi, Capo Feto deve ancora attendere per avere il riconoscimento di riserva naturale. Di recente mi è stato comunicato che i 167milaeuro stanziari il 5/7/2012 dall’ex assessore Aricò, oggi, risulterebbero privi di copertura finanziaria. Mi dispiace per gli amici di Legambiente che il 6/10 c. a. hanno perso tempo a “pulire” la palude. Speriamo in amministratori comunali più capaci, visti anche i risultati delle presenze turistiche descritti in altra pagina.

  7. Mazara del Vallo, per l’importanza che hanno raggiunto a livello internazionale le sue residue zone umide, con amministrazioni comunali più attente alla tutela del patrimonio naturale, avrebbe già la riserva naturale di Capo Feto ed altri riconoscimenti (anche di natura economica) sia da parte del Ministero dell’Ambiente, sia da parte della Regione, sia da parte dell’Ue.

  8. Mazara del Vallo, per l’importanza internazionale che ormai rivestono le sue residue zone umide, con amministrazioni comunali più attenti alla cura del patrimonio naturale, avrebbe già la riserva naturale di Capo Feto e tanti altri riconoscimenti sia da parte del Ministero dell’Ambiente, sia della Regione, sia da parte dell’Ue.

  9. Laguna di Tonnarella 05/12/2011: pescatori intenti a catturare pesce con il giacchio (o rezzaglio) e con rete artigianale a strascico (come si può notare dalla seconda foto allegata).

  10. Confermo che ci sono persone che si immergono nella laguna per pescare e appena possibile pubblicherò’ una prova fotografica.

  11. Caro Sansone, involontariamente, accennando al termine imprinting, mi ha confermato che si tratta di Lorenz e io mi sento onorato di essere scambiato per il noto etologo anche se Anser caerulescens non è specie del nostro areale.

  12. Avete sbagliato tutti.
    Trattasi di un noto ornitologo mazarese che studia l’imprinting immerso nella “laguna” della colmata!

  13. Attenzione, assomiglia anche a Konrad Lorenz.

  14. Mi sembra Peppe Grillo. Come lo vorrei a Mazara del Vallo per fargli conoscere meglio l’On. Tancredi e qualche altro grillino.

  15. Enzo Sciabica | 17 dicembre 2013 at 14:26 |

    Il fegato di Anser anser non si presta. L’oca domestica deve essere nutrita a dovere, molti usano ingazzarla quotidianamente con le noci comprensive del guscio. Il Germano reale puro, a chi ha il palato fine, consiglio di non mangiarlo, visto che spesso le sue carni sanno di fango (ingerito in zone come per esempio il Pantano Leone). I cacciatori più esperti che hanno la possibilità d’incarnierare di questi “becchi piatti”, per attutirne gli eventuali sapori sgradevoli (spesso, con l’inquinamento che ci ritroviamo, da buttare anche la pentola), usano grandi quantità di concentrato di pomodoro (strattu). Delle Allodole (poveri uccelli, non li ho mai cacciati, sparavo dal Tordo in su) non c’è che gustare la pancetta che le avvolge.

  16. Chiedo umilmente scusa per il menu natalizio in quanto sono stato impreciso e quindi lo riformulo a favore dei colti naturalisti:

    Tartine imburrate al foie gras di Anser anser;
    Pappardelle al sugo di Anas platyrrnynchos;
    Spiedini di Alanda arvensis foderati di pancetta di Sus scrofa domesticus;

  17. Pranzo di Natale:
    Tartine imburrate al foie gras
    Pappardelle all’anatra
    Spedini di allodole foderate di pancetta alla brace.

  18. Corrado, io canto e dell’anno e di mia vita trascorro il più bel fiore.

  19. nino fiorentino | 16 dicembre 2013 at 09:45 |

    “Il più grande difetto dell’essere umano? Quello di ritenersi il migliore e padrone dell’universo.” Concordo.

  20. Forse non lo avete ancora capito ma l’unico autorizzato a parlare di uccelli e solo il Rag. Sciabica.
    Da adesso la chiudo qui per non dare la possibilità al pavone di appollaiarsi sul posatoio della dialettica.
    Quindi seguendo il consiglio di Ivan invito tutti a lassallu futtiri.
    Iddu parra e iddu si senti così si incazza di più!!!

  21. Il più’ grande difetto dell’essere umano? Quello di ritenersi il migliore e padrone dell’universo. Avrei voluto evitare di rispondere al quesito, oggi, ridicolo di Sansone (per intenderci quello che vorrebbe parlare anche di posatoi per uccelli). Considerato, però, che la cultura (pari a quella di uno studente di scuola media moderna, come ha fatto osservare il Silvio nazionale) e la presunzione dell’italiano medio non finiscono di stupire; vista la bellissima citazione di – Central Park – che per me e’ fonte d’ispirazione, ora voglio dare il mio riscontro consono. Tra il XVI e il XVII secolo era in atto una disputa tra naturalisti sostenitori della scomparsa o dell’ibernazione degli uccelli (tra questi il grande Linneo) e i naturalisti -migratoristi-. Nel 1703, pertanto, fu pubblicato uno studio d’anonimo (tenne però a precisare – A person of learning and piety – Una persona di cultura e di rispetto -, ma sicuramente antimigratorista (considerato che ironizzava sull’ipotesi della migrazione), secondo il quale gli uccelli al sopraggiungere della cattiva stagione si rifugiavano sulla – Luna -. Il volo di trasferimento e’ stato calcolato in sessanta giorni e i migratori, una volta a destinazione, non avendo di che nutrirsi, come i plantigradi, bruciavano le loro riserve. Lo stesso autore, a conclusione del suo scritto ammetteva: se non la -Luna- quale altro posto pensare per gli  uccelli nella cattiva stagione? Un po’ come il quesito di Sansone che, però, oggi equivale a: -Dove vanno a finire i palloncini quando sfuggono di mano ai BAMBINI?-; -Volare oh, oh. Cantare oh,oh,oh,oh. Nel blu dipinto di blu-.

  22. Turillo, mi hai fatto ridere di vero gusto, Grazie.

  23. nino fiorentino | 15 dicembre 2013 at 15:53 |

    Il cervello del fenicottero non può essere molto più grande di quello di una gallina. Ovvio che non distingua tra una laguna ed una pozzanghera

  24. non è che qulcuno dovesse ki avi la pulviri spara alli uccelli??
    Ma Questo è inportante sapere: Le papare della America a quanto pare vengono a Mazara?

    Qualcuno me lo puo dire? e questo libro di papare si chiam Giovane Holden?? cosi lo compro e mi inforno le papare! 

  25. Corrado, scritta da Lei non poteva che essere una colta citazione,,,
    e mi sono informato,,,
    e mi sono divetito,,,
    e allora la riporto para para,,,

    Capitolo IX

    L’autista era un dritto. – Qui non posso girare, amico. C’è il senso unico. Ormai devo arrivare fino alla Novantesima Non avevo voglia di far discussioni. – D’accordo, – dissi. Poi, di colpo, mi tornò in mente una cosa. – Senta un po’, -dissi. – Sa le anitre che stanno in quello stagno vicino a Cen­tral Park South? Quel laghetto? Mi saprebbe dire per caso dove vanno le anitre quando il lago gela? Lo sa, per caso? -Mi rendevo conto che c’era soltanto una probabilità su un milione. Lui si girò a guardarmi come se fossi matto. – Che ti salta fai testa, amico? – disse. – Mi prendi per fesso? – No, mi interessava, ecco tutto.

    Capitolo XII

    Ehi, Horwitz, – dissi. – Ci passa mai vicino allo stagno di Central Park? Giù vicino a Central Park South? – Al cosai – Allo stagno. Quel laghetto, cos’è, che c’è laggiù. Dove ci sono le anitre, sa?
    – Sì, e allora? – Be’, sa le anitre che ci nuotano dentro? In primavera ec­cetera eccetera? Che per caso sa dove vanno d’inverno? – Dove vanno chi? – Le anitre. Lei lo sa, per caso? Voglio dire, vanno a pren­derle con un camion o vattelappesca e le portano via, oppure volano via da sole, verso sud o vattelappesca? Il vecchio Horwitz si girò tutto di un pezzo sul sedile e mi guardò. Aveva l’aria d’essere un tipo nervosetto. Non era af­fatto malvagio, però. – E come diavolo faccio a saperlo? — disse. – Come diavolo faccio a sapere una stupidaggine cosi? – Be’, non si arrabbi per questo, – dissi. Era arrabbiato o che so io. – E chi si arrabbia? Nessuno si arrabbia. Io smisi subito di chiacchierare con lui, se doveva essere così maledettamente suscettibile. Ma fu lui stesso a riattac­care. Si girò tutto un’altra volta e disse: – I pesci non vanno in nessun posto. Restano dove sono, i pesci. Proprio in quel dannato lago. – Ma i pesci… è un’altra cosa. I pesci sono un’altra cosa. Io sto parlando delle anitre, – dissi.

    Capitolo XII

    Ho passato a New York tutta la mia vita e conosco Central Park come le mie tasche, perché da bambino ero sempre là a pattinare e a scorrazzare in bicicletta, ma quella notte sudai sette camicie a trovare quel lago. Sapevo benissimo dov’era – era proprio a due passi da Central Park South e via discor­rendo – ma non mi riusciva di trovarlo. Dovevo essere più ciucco di quanto credessi. Continuavo a camminare, un passo dietro l’altro, e intorno a me tutto diventava sempre più buio e sempre più spettrale. Non vidi un’anima per tutto il tempo che restai nel parco. Meglio così. Probabilmente avrei fatto un balzo di almeno un chilometro, se avessi incontrato qualcuno. Poi, alla fine, lo trovai. Era mezzo gelato e mezzo no, ecco com’era. Ma non vidi nemmeno un’anitra. Feci tutto il giro di quel maledetto lago – a un certo punto per poco non ci ca­scavo dentro, anzi – ma non vidi un’anitra neanche a pagarla. Pensai che forse non ce n’erano, come niente dormivano o che so io vicino all’orlo dell’acqua, vicino all’erba e compagnia bella. Fu così che per poco non ci cascavo dentro. Ma non ne trovai neanche una.

    i brani precedenti sono tratti da “Il giovane Holden” di Jerome D. Salinger

  26. Che senso ha aderire, per esempio, al “Movimento per la Vita”, mentre si pensa d’eliminare l’esplosione di vita di cui alle fotografie precedentemente allegate? Non si creda che queste creature godano di grande rispetto e d’adeguata tutela. A prescindere dal fatto che la cultura per la salvaguardia del “Creato” non è stata e non è ancora sufficiente, le politiche per il rispetto e la conservazione dell’ambiente naturale sono troppo giovani e c’è chi continua ad osteggiarle spesso con l’appiglio dello sviluppo socio-economico.

  27. Laguna di Tonnarella, 14/12/2013, ore 10, 15: Fenicotteri rosa, Gabbiani di varie specie, Anatidi e Cormorani all’involo, disturbati dai cani che gravitano in zona.

  28. Laguna di Tonnarella, 14/12/2013, ore 10,10: Cormorani e Anatidi di varie specie al sole sulla sponda centrale nord.

  29. Cu avi purviri spara!

  30. CORRADO..!!!!!   Pi favuri puru tu ti ci metti? Ora accumincia na tiritera che pi  quattr’anni Sciabbica un la finisci chiu’…

  31. Ho una domanda che mi assilla da anni.
    C’è qualche ornitologo in grado di darmi una risposta?
    – Dove vanno a dormire le anatre quando il lago gela?

  32. I Fenicotteri vogliono acque (meglio se salate o salmastre) basse, altro che porti. NOn importa se la Laguna per N. F. non esiste, l’Importante e’ che esiste per gli uccelli migratori che vi svernano e per l’Ittiofauna, come ha tenuto a precisare anche l’ISPRA, se non erro, nell’ottobre del 2010. Non sono pochi i mazaresi, come N. F. (mi sembrano tanti Re Mida), che a differenza, per esempio, dei megaresi (moderni), denigrano i nostri beni naturali e paesaggistici. Pensate, ad Augusta, proprio a toccare il porto, hanno specchi d’acqua (spesso putrida) temporanei che, per attirare stranieri, continuano a chiamare saline. Salina Regina ad est del porto, salina Migneco-Lavaggi ad ovest, saline di Punta del Cugno nei pressi della foce del torrente Mulinello. In realtà’, le saline ad Augusta sono state dismesse sin dal 1950 per fare posto ai binari ferroviari, agli insediamenti urbani ed industriali. Il degrado e’ cosi’ spinto che i due noti naturalisti Francesco Lapiana e Ignazio Sparacio su – Le dune e gli ambienti umidi costieri della Sicilia – Ed. Le guide del brigantino, 2010 – hanno scritto: – Per la maggiore pressione antropica e l’inquinamento del porto di Augusta qui l’ambiente e’ più’ degradato. Le acque del porto, a diretto contatto con quelle delle saline, provocano un impoverimento della fauna bentonica lungo gli ambienti di confine. L’ambiente acquatico delle ex saline, soggetto a periodi di stress idrico e’ spesso in stato di eutrofizzazione con proliferazione di alghe e uno squilibrio delle comunità’ animali e vegetali. – La nostra Laguna, nonostante tutto non ha ancora di questi problemi e mi auguro che i mazaresi non siano così’ stolti da ridurla alle condizioni delle zone umide di Augusta che oggi i megaresi, a differenza dei mazaresi, esaltano.

  33. nino fiorentino | 13 dicembre 2013 at 11:21 |

    …infatti si dirigono verso l’entroterra…sì lo so, ora spunterà una foto con qualche fenicottero posato nella pozzanghera…tranquillo…non c’è alcun divieto per i volatili di posarsi in ambito portuale…

  34. nino fiorentino | 12 dicembre 2013 at 11:19 |

    Avranno di che volare…la laguna di tonnarella non esiste!

  35. Se zone umide come Capo Feto e Laguna di Tonnarella l’avessero ad Augusta o a Trapani sarebbero già riserve naturali regionali.

  36. Capo Feto, Gorga dell’Abisso, gennaio 2010: Fenicotteri rosa in volo di trasferimento alla Laguna di Tonnarella.

  37. Visto che anche la sig.ra Presti si diletta a divulgare fotografie d’uccelli, le chiedo se riconosce il Laride che ha allegato al commento del 25/11/2013, ore 18,54.

  38. http://www.agribi.it (e non agri.it) è il sito in cui trovare l’inserzione pubblicitaria di cui al precedente commento delle 18,58.

  39. Triglia, tenga conto che il “duetto” è il massimo dello “scambio” del confronto di voci”.

  40. Ed io le ripeto, caro Triglia, che nel contesto di un argomento di carattere ambientale è fuori luogo venire a parlare di porti e di altre infrastrutture. Per quanto è stato detto in questa pagina ha più senso l’inserzione pubblicitaria di “agri.it” che propone la caccia agli acquatici e a non meglio precisati “trampolieri”, i più dei quali non possono, però, essere oggetto di caccia. Pregherei “agri.it” di chiarire se quella ai trampolieri è caccia fotografica.

  41. Caro Sciabica. Attenzione a fare il “Ducetto”. Io usufruisco di questo portale solo per scambiare dei punti di vista con altri blogger che spesso danno nutrimento alla mia ignoranza. Signor Sciabica le faccio presente che io non sono la “PALLINA” che può vivacizzare la sua partita di Ping-Pong con chicchessia !… a chiusura del mio commento e per dare quell’elegante tono di ironia che mi è tipica, Io, a scanso di equivoci ri-posto integralmente il testo precedente: Condivido in toto l’ultima parte del commento del Signor Fiorentino. Sì, è giunto il momento di rivedere l’ordine delle priorità, cerchiamo di spostarci dal “Pantano” e privilegiamo per un attimo quello delle infrastrutture e della concretezza al servizio della nostra città.- Cordialità. Firmato una Triglia che sta per entrare in “Porto” per far visita ad una “Bettola” del lungo molo della riva destra del fiume.

  42. Triglia, su questa pagina si parla di “pulire il mondo”, di Capo Feto, quindi, d’ambiente e di conservazione della biodiversità. Il porto, le infrastrutture (anche se oggi debbono rispondere ai canoni della compatibilità ambientale) sono tutt’altra cosa. Se Triglia e Fiorentino (si fa per dire perchè sappiamo che è tutt’altra persona, interessata solo ai porti) sanno parlare solo di porti e di bettole (una volta sorgevano essenzialmente in prossimità degli approdi) cerchino altre pagine che trattino di di queste infrastrutture.

  43. “Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede.”, Signora Ponza.
    Così è (se vi pare), Luigi Pirandello

  44. Condivido in toto l’ultima parte del commento del Signor Fiorentino. Sì, è giunto il momento di rivedere l’ordine delle priorità, cerchiamo di spostarci dal “Pantano” e privilegiamo per un attimo quello delle infrastrutture e della concretezza al servizio della nostra città.

  45. nino fiorentino | 3 dicembre 2013 at 09:30 |

    Va bene. Parlerò dei contenitori di rifiuti a Capo Feto. 1° Non li ho messi io. 2° Non spetta a me toglierli. Per il resto, ben vengano le oasi a Palermo, visto che ancora non ne hanno. In compenso hanno già, tra le altre cose, un gran bel porto. Noi, invece, di oasi ne abbiamo già 2, mentre il nostro porto lascia un po’ a desiderare. Com’è che si dice? La vita è fatta di priorità, ma l’ordine di tali priorità può mutare. Io ritengo che sia venuto il momento di tornare a privilegiare le infrastrutture al servizio della nostra città, dopo anni d’attenzione limitata alle oasi naturalistiche.

  46. Caro Fiorentino, per sapere quali uccelli nidificano a Milano non ho bisogno delle sue indicazioni pubblicitarie (il Parco delle Groane, con l’Oasi di Via don Orione lo conosco infatti abbastanza) che, invece, vanno bene per la sig.ra Presti, per esempio, e per quei mazaresi che a differenza dei milanesi non sanno reclamare neanche un modesto spazio verde all’interno o ai limiti di Mazara. I milanesi con il parco delle Groane, grazie anche ai contributi pubblici e di alcune banche, oltre a fare tutela del territorio (possiamo dire che il parco è dentro Milano) e dell’ambiente, ci campano. Quello che fanno in Lombardia con i Parchi e con le Oasi ora sembra che vogliano farlo anche a Palermo, come ho scritto prima, basterebbe leggere la pagina 29 del Giornale di Sicilia del 27/11/2013. Tutti parlano di volontariato o di amore per la natura, ma in fondo c’è dell’altro. Anche quelli che gestiscono la nostra riserva naturale figurano come volontari, ma nella realtà hanno un guadagno garantito dalla Regione che va dai 25.00o a 35.000+ € all’anno. Non sarà il caso deigestori del parco delle Groane che saranno organizzati in cooperativa od altro. Chiusa questa divagazione che interessa sicuramente ai giovani e a chi non ha la stessa passione di un vero ambientalista o di un naturalista, raccomando di non fare confusione tra le guide che accompagnano i visitatori in un’area più o meno protetta e il naturalista che osserva e studia la natura, tra l’ornitologo che osserva e studia l’avifauna e l’ornitologo che detiene e cura uccelli domestici (senza per questo mettere in dubbio la relativa passione) cantori o da compagnia (tipo pappagallini), tra il naturalista-ornitologo e il naturalista-ornitologo che fotografa gli uccelli nel loro ambiente naturale. Di naturalisti-ornitologi ce ne sono, ma che fotografano gli uccelli (veri selvatici) molto meno. Ho conosciuto tante persone che avrebbero voluto apprendere quest’appagante attività, ma solo due hanno raggiunto buoni traguardi: un giovane e valido biologo di Castelvetrano e l’inseparabile, indimenticabile, Piero Palermo. Fiorentino, lasci perdere i buoni o cattivi ambientalisti o naturalisti (del trapanese in riferimento a tutti i comuni dell’ex Provincia), lasci perdere i Larus cachinnans (sinonimo di michaellis), citando la specie le ho detto tutto (o se lo fa spiegare da un altro ornitologo), e mi parli, invece, dei contenitori di rifiuti trovati nei pressi della Casa dell’Acqua di Capo Feto.

  47. nino fiorentino | 2 dicembre 2013 at 10:08 |

    Su come la pensano i ‘buoni naturalisti ed ambientalisti ‘ credo sia illuminate il seguente link: http://www.oasicesanomaderno.it/MilanoSelvatica.pdf . Diciamo che, personalmente, ne ho ricavate ‘sicurezze’ molto diverse da quelle coltivate dal ‘buon naturalista ed ambientalista’ mazarese. In particolare, sullo ‘snaturamento’ ( è proprio il caso di dirlo ) della fauna selvatica attratta dalla comodità offerte dalla civiltà. Caso classico ( non contemplato nel link ) il superbo gabbiano, re dei mari, che ormai preferisce nutrirsi frugando tra i cassonetti dell’immondizia. P.S.: non capisco cosa c’entri ‘il trapanese’. Qui siamo a Mazara.

  48. Tanto per rispondere a Fiorerentino (purchè non si parli di ping-pong), in effetti, per 4 – 5 mesi l’anno sono in provincia di Monza (il Parco è pieno di anatre germanate)-Brianza ed anche sotto il profilo pratico so dove (periodo autunno-invernale) se la fanno i germani reali, le anatre germanate e tante altre specie animali.

  49. Una specie ornitica che, procedendo più in prossimità del suolo, può avere più difficoltà a superare la barriera costituita da un complesso di generatori per la produzione di energia dal vento, è la Gru. La pesantezza, l’ampia apertura alare, la conformazione dell’uccello, non consentono le stesse possibilità di manovra che altri uccelli più leggeri ed agili possono esercitare. Ciò nonostante anche la Gru, volando bassa, in prossimità di una fattoria eolica, se è ancora in tempo, la supera attraverso i limiti laterali altrimenti, come dimostra la prima fotografia allegata, scattata il 16/2/2012, in località Anciddettu di Mazara del Vallo, scarta a destra o a manca, dipende essenzialmente dalle correnti aeree, s’innalza (cioè prende quota) e supera dall’alto, come da foto n.2, la fattoria. Per me è un piacere parlare degli animali e del loro comportamento, ma non vi sembra che su questa pagina sarebbe meglio parlare dei sacchi di spazzatura abbandonati a Capo Feto? Fiorentino, è possibile che anche lei è per il “nenti sacciu e nenti vitti”?

  50. In Olanda tentano almeno di mitigare l’impatto, essenzialmente visivo, dei draghi meccanici. Notasi, infatti, l’esplosione di colori nei pressi delle torri eoliche. Come ho avuto modo d’accennare in precedenti commenti registrati su altre pagine di MOL che trattano d’ambiente, gli uccelli selvatici mi hanno dimostrato di sapere affrontare (mi riservo di pubblicare una mia foto) e superare agevolmente le pale eoliche. L’Olanda e la Germania sono, comunque, le nazioni d’Europa che più di altre (per evitare l’impatto visivo) stanno ricorrendo agli impianti off-shore. L’Olanda e la Germania come tutti i paesi avranno sacche di criminalità, ma non hanno la mafia; hanno amministratori (politici) che avranno i loro difetti, ma sanno programmare gli interventi sul territorio. Così l’Olanda, alla vigilia della promulgazione della Direttiva (habitat) 92/43 CEE, in previsione della progettazione “Life Nature” (con gli ingenti investimenti finanziari dell’Ue), ha iniziato, dove opportuno, la cosiddetta “opera di DEPOLDERIZZAZIONE”, rendendo al mare terreni non molto produttivi protetti dalle dighe. Le papare della seconda fotografia divulgata dal sig. Olanda, anche se non sono nitide e non posso ingrandirle, mi sembrano, comunque, proprio anatre germanate, probabilmente allevate in qualche laghetto poderale in prossimità delle torri eoliche, visto che volano basse, non c’è una sola femmina che precede i maschi e sono abbastanza tozze. Complimenti, comunque al commentatore Olanta che mi sembra essere attratto dal paesaggio subnaturale olandese. A Nino Fiorentino voglio dire che conosco i buoni naturastisti, i buoni ambientalisti e naturalisti della LIPU Nazionale (che la pensano sicuramente come me), ma a livello di Sicilia i buoni si contano sulle dita di una mano e, comunque, non sono gente del trapanese.

  51. nino fiorentino | 1 dicembre 2013 at 09:36 |

    Si, però nulla toglie che quelli dei navigli possono essere germani reali. O lei si trovava lì e può smentirlo?

  52. Fiorentino, il web è pieno di “anatre germanate” e lei lo sa perchè attraverso Google ha avuto modo d’appurarlo. Solo che per capire ciò che si legge bisogna avere una certa competenza o, comunque, non soffermarsi sulla prima notizia che capita. La germanata veneta (anche se non parliamo più di animali selvatici) è un incrocio tra l’anatra muta (anatra turca in gergo, più pesante) e l’anatra germanata. Per fini venatori (come dice l’allevatore-rivenditore Demis, vedi anatra germanata attraverso Google), per ripopolamento nelle aziende faunistico-venatorie e agro-venatorie, per migliorare l’anatra germanata (farla assomigliare il più possibile al Germano reale) si ricorre all’incrocio proprio con il Germano reale ritenuto puro (in questa sede evito d’elencare le differenze visibili). Il termine “Anatra DOMESTICA/germana” è un termine tecnico, usato ( come avevo accennato nel precedente commento quando ho fatto riferimento ai codici) dall’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale – ISPRA (il web non sarà aggiornato o non scende nei particolari tecnici o eventualmente cercare Censimento invernale uccelli acquatici) considerato che sul campo il tecnico rilevatore, anche se con approssimazione, deve sapere distinguere l’anatra germanata dal vero germano reale. I quotidiani (visto che non sono riviste specializzate) possono dire ciò che vogliono, come il Giornale di Sicilia del 27 c.m. che ha divulgato la notizia secondo la quale la Folaga smette di nidificare in novembre-dicembre per iniziare a migrare, ma possono sbagliarsi.

  53. nino fiorentino | 30 novembre 2013 at 15:36 |

    Però quelli dei navigli possono essere senz’altro germani. La LIPU di Milano ha pubblicato una guida sugli uccelli selvatici di Milano.E’ su internett..

  54. Draghi meccanici d’Olanda con stormo di papere terrorizzate che cercano di sottrarsi alla morte sicura migrando al sicuro in Italia al Colmata’s Lake di Mazara del Vallo in Sicilia.

  55. Draghi meccanici d’Olanda con papere al tramonto in condizioni di luce sfavorevole.

  56. Draghi meccanici d’Olanda

  57. Draghi d’Olanda.

  58. Per osservare l’attraente tinta del piumaggio delle anatre germanate basta portarsi alla Villa di Trapani o seguire in televisione la propaganda del Baglio Borgesati (di Salemi) che mette in risalto queste anatre mentre si tuffano in una vasca dello stesso complesso ricettivo.

  59. Dal 6/10/2013, ovvero in seguito alla giornata di “puliamo il mondo”, al limite est della storica (ma lasciata al suo destino) “Casa dell’Acqua” sono in mostra un sacco nero di rifiuti e uno scatolo di cartone con altri rifiuti. A volere fare un confronto tra la foto che ho pubblicato (come detto realizzata il 23/11/2013, mentre ero in compagnia di un trapanese) oggi e la foto a corredo (ritrae il sindaco e i dirigenti locali di Legambiente) di questa pagina di MOL, non vi sembra che si tratta dello stesso sacco di plastica nero e dello stesso contenitore di cartone? Dimenticanza o cos’altro?

  60. nino fiorentino | 29 novembre 2013 at 12:20 |

    Ci sto prendendo gusto: l’autore sostiene trattarsi di germani reali; ma sottoponiamola pure all’attenzione dell’esperto: http://attualita.tuttogratis.it/animali/anatre-a-spasso-per-milano-in-fuga-dai-corvi-in-agguato/P162229/

  61. nino fiorentino | 29 novembre 2013 at 11:38 |

    Al limite potrebbe trattarsi di ‘germanata veneta’, ma quelli sono uccelli domestici, più grossi anche se dalla livrea simile. Ma non vedo perché quelli ritratti nei navigli non debbano essere germani reali. Non mi pare un sito sfruttato di regola per allevarvi papere., Solo perché ‘repubblica’ non è un giornale specializzato?

  62. nino fiorentino | 29 novembre 2013 at 11:27 |

    http://www.dizionario.org/d/?pageurl=germano-51841 Il germano reale è detto anche collo verde. Esattamente come gli esemplari ripresi ai navigli. Le anatre domestiche germanate sono sconosciute in web, ma chiunque è libero di definire tali quelli ‘non sospettose’.

  63. Capo Feto 23/11/2013: specchi d’acqua e tramonto ripresi all’imbrunire; sacchetti di spazzatura lasciati vicini alla Casa dell’Acqua.

  64. nino fiorentino | 29 novembre 2013 at 09:18 |

    Da bambino chissà cos’avrei dato per vedere un germano reale non impagliato. Da ragazzo notai che in Nord Europa erano diffusi come da noi i piccioni.. Ora addirittura si posano nel pieno centro della nostra metropoli industriale.. e Lei, solo per contraddirmi, o, meglio, per contraddire l’evidenza di una fauna avicola selvatica ormai in perfetta sintonia con l’uomo, mi viene a dire che quei germani reali non sono veri germani reali? Mi scusi ma io non riesco a resistere all’ilarità ah! ah! ah! ah!!!

  65. Fiorentino, il suo commento del 28 non mi provoca ilarità perchè so che non è un naturalista, un ambientalista, uno zoologo, un tecnico faunistico, un ornitologo. Un po’ di compassione, visto che, tra l’altro, “La Repubblica” sembra confermare lo SPETTACOLO che offrono gli uccelli anche se non di rango (spiegherò il perchè), sul Naviglio gelato. “La Repubblica” non è una rivista scientifica o specializzata, ma la persona competente e i turisti del nord Europa, (a differenza degli italiani) sanno perfettamente che le acque, con le rive del Naviglio e dei vari canali, fossi, maceri, laghetti poderali del centro e del nord Italia, sono piene di Anatre domestiche germanate, codice al fine dell’International Waterfowl Census XXXXA, a differenza del codice del vero Germano reale ANAPL. In posti isolati e tranqulli il Germano può essere attratto dalla Anatre germanate, ma appena si scrutano e si riconoscono ognuno va per i fatti propri. Come tutte le anatre selvatiche, il Germano è sospettosissimo e difficilmente si lascerebbe ammirare in specchi d’acqua urbani di pochi metri quadrati (non è il caso della nostra laguna che si estende per ettari (altro che pozzanghera). Il Germano è stato presente alla laguna con pochi individui, visto che preferisce essenzialmente l’acqua dolce. Al Gorgo Lentini nel 1999 (lago Preola asciutto d’estate) ho rilevato la prima nidificazione in assoluto del vero Germano reale. Con il Gorgo Ballatore (ora Alto) e Murana, il Lentini è il Gorgo preferito dal vero Germano reale. Nel periodo di svernamento, nelle nostre zone umide, socializza essenzialmente con l’Alzavola e con il Mestolone. Il fatto che possano essere rilevati assieme è una garanzia ai fini della conferma della purezza del Germano reale che come da “la Repubblica” può essere confudo con l'”Anatra domestica germanata” (evito di dilungarmi perchè neanche questa pagina tratta argomenti scientifi). Si ritiene opportuno, comunque, allegare una foto dell’8/12/2007, realizzata al Pantano Leone di Campobello di Mazara, in cui i Germani (maschi e femmine) stanno in compagnia dei Mestoloni (maschio e femmine), a dimostrazione di quanto detto prima.

  66. nino fiorentino | 28 novembre 2013 at 08:28 |

    A proposito di nomi falsi: nella foto: superbi esemplari di germano reale ripresi nella ‘Laguna’ di Milano: http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/11/27/foto/grande_freddo_a_milano_lo_spettacolo_del_naviglio_gelato-72064040/1/?ref=NRCT-72056881-2#2

  67. Realtà cruda e NUDA, ricorrendo al nome falso per coprire le vergogne..

  68. nino fiorentino | 26 novembre 2013 at 15:08 |

    Veramente è da quando esiste la televisione che la pubblicità è diventata, più che mai, l’anima del commercio.. e qui mi pare che tutti possano individuare chi è quello che sente il bisogno di imparare a confezionare ‘spots’..Per quel che mi riguarda, mi è sempre bastata la realtà. Nuda e cruda. Quando ci vuole ci vuole.

  69. Ammiraglio (o quasi), comprendo il suo grado culturale acquisito in caserma (signor si) e attraverso la televisione.

  70. @Nino Fiorentino
    Il termine più appropriato è: un artificiale fetido e malsano acquitrino.

  71. nino fiorentino | 26 novembre 2013 at 09:06 |

    No, egregio Sciabica, Lei di risposte non ne ha. Non ne ha mai avute. Lei semplicemente, preferisce chiamare ‘laguna’ quel che laguna non è, né mai lo fu, per le stesse ragioni per le quali quel famoso pubblicitario consigliò a quel povero cieco, che chiedeva l’elemosina, di cambiare la scritta sul cartello da: ‘cieco’ a: ‘scusate, oggi è primavera ma non posso vederla’… ( da: il paese delle Meraviglie di Maurizio Crozza ).

  72. Fiorentino, le ho già adeguatamente risposto, ma mi rendo conto che non sono pane per i suoi denti. Alla sig.ra Presti che, invece, dimostra di seguirci assiduamente, approfitto per invitarla a fare rimuovere i sacchi neri di spazzatura rimasti a Capo Feto (proprio davanti alla Casa dell’Acqua) dopo la giornata di “puliamo il mondo”.Grazie.

  73. nino fiorentino | 25 novembre 2013 at 10:28 |

    Ah, ora la ‘mascherata’ sarebbe definire una pozzanghera per quel che è? Allora, definire ‘laguna’ un manufatto artificiale ancora incompleto, come lo vogliamo chiamare? Chi è che vuole creare ‘imbarazzo’ egregio sig. Sciabica? Quanto alla lepre, sarà padrona quell’animale di andarsi a procurare il cibo dove le pare? Io, comunque, lepri e conigli li ho visti sempre zampettare tra le vigne o le sciare, e mi pare che ‘quarara’ sia un habitat comprendente sia l’une che le altre…

  74. Non si sa esattamente perché, ma, contemporaneamente all’apertura del becco, anche gli uccelli spesso si stiracchiano e sbattono le ali. Stanno sbadigliando!
    Un motivo potrebbessere per la noia….

  75. Per i collegamenti leggasi anche la pagina: http://www.mazaraonline.it/?p=60496.

  76. Caro Fiorentino, più lei insiste e più mi dimostra di non conoscere le decisioni adottate dall’ARTA nell’accogliere il nostro PRG e il nostro PRP (ancora da rivedere e da sottoporre all’approvazione). Vada a leggere bene e vedrà che tra proposizione e accoglimento c’è differenza, nonostante le MASCHERATE che possono essere ancora adottate da gruppi di potere locale. Mi sembra, infatti, una mascherata continuare a dire che il bacino d’acqua marina della Colmata B o come dir si voglia sia: “UNA POZZANGHERA DI RISULTA” (come continua a scrivere lei). Mascherata che oggi mette in imbarazzo, in difficoltà, anche il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Direzione Generale per i Porti che, non informato o non correttamente informato (in seguito a specifica richiesta) da chi dovrebbe fornire riscontri quanto più precisi e puntuali possibili, deve dichiararsi INCOMPETENTE (a differenza di chi vorrebbe fare capire chi “lu pirocchiu avi la tussi”). Lasci perdere i suoi spunti di carattere naturalistico, visto che anche da spunti lasciano comprendere tutta la sua ignoranza in materia. E’ la grande restrizione, la grande frammentazione, con la dispersione dei collegamenti (isolamento), degli habitat che induce la fauna a rifugiarsi nelle aree più protette od anche meno disturbate (vedi la nostra laguna di Tonnarella), essenzialmente dai colpi frequenti delle armi da fuoco; tra i nostri piedi, sempre più spesso, purchè trovi la possibilità di lenire la fame. Per farla breve, a titolo d’esempio, faccio riferimento ad una lepre (mammifero timido e criptico) che ho avuto modo di rilevare, tra gli scogli di Quarara, in un pomeriggio d’agosto. Che cosa poteva spingere una lepre in quell’habitat completamente fuori dalla sua natura, dalle sue abitudini? Semplice, dopo avere avuto modo di scoprire sul campo: andava a rodere i germogli, le foglie delle piante di cappero che crescono sulle rocce, visto che la sciara soprastante, oltre che sopraffatta dai caseggiati, era stata bruciata a tappeto. Se ha qualche dubbio sulla spiccata, ineguagliabile possibilità d’osservazione (dell’avifauna) che offre la Colmata o come dir si voglia, venga a fare un giro con me e poi vedremo.

  77. nino fiorentino | 22 novembre 2013 at 09:43 |

    Egregio rag. Sciabica, prima di Lei altri hanno proposto da destinare quel sito a porticciolo turistico. Per loro era la soluzione ideale. Sai che comodità evitare di doppiare la diga foranea per presentarsi in barca a tonnarella . Ma tale ideuzza era in contrasto con lo strumento regolatore che considera esigenze ben diverse. Una volta chiusa l’imboccatura, c’é chi ha constatato che ogni tanto qualche uccello si posava nella pozzanghera di risulta. Sai che comodità evitare di spingersi a Capo Feto od ai gorghi tondi per rimirar pennuti. Non lo dico io, l’ha detto lei nel commento del 20 novembre sia pure con altre parole. ( Lei é maestro nell’uso delle parole, lo riconosco ): ( si ) ‘rimane sbalorditi per la facilità d’osservazione’. La verità é che negli ultimi anni ( da quando, cioé non vengono più impallinati ) molti uccelli hanno maturato una maggior confidenza per gli umani. Uccelli una volta rari si avvistano oggi in un qualunque canale di scolo cittadino. e non per questo tali canali vengono proposti come oasi faunistiche. Di cui Mazara già dispone. In abbondanza. Ed il ribadirlo non ha proprio nulla a che fare con in il rapporto potere-cittadino.

  78. Gli Enti non governativi, come le Ass.ni ambientaliste riconosciute (Art. 309 Dlgs. 152/2006), così come hanno il diritto (in concorrenza con gli Enti governativi, nel nostro caso L.r. 14/88, Art. 20) di gestire le aree naturali protette, così hanno il diritto-dovere (anche per statuto) di segnalare, proporre, progettare per la riqualificazione e la salvaguardia di aree naturali, seminaturali e subnaturali che possono ancora sfuggire all’attenzione o alla conoscenza del competente Assessorato regionale Territorio e Ambiente (Servizio 4). E’ semplice leggerezza, quindi, rivolgere a me la frase ” la matina, cu si susi prima cumanna”. E’ bene che si sappia, comunque, che ho avvisato per primi i Sindaci dei Comuni interessati tutte le volte che ho avuto modo di rilevare e studiare ecosistemi ancora sconosciuti o poco noti. Nel Comune in cui si è aperto il dialogo franco sono stati raggiunti risultati inimmaginabili, mentre a Mazara del Vallo il dialogo, in verità non molto aperto, si è interrotto con l’ultimo cambio d’Amministrazione, nonostante l’iniziale APPARENTE buona predisposizione del nuovo Sindaco. A queste condizioni le strade sono due: o si lascia perdere per non incrinare il rapporto con il più potente, o si prosegue per la via più difficoltosa, ma spesso più gratificante. Così, il 14/11/2006 su stimolo dell’ARTA, in nome e per conto della mia Associazione, ho presentato il I progetto per l’istituzione della riserva di Capo Feto, mentre nel 2007, preso definitivamente atto della grande valenza ecologica della nostra laguna di Tonnarella, sempre per conto dell’Associazione, al Comune, alla Capitaneria, al Ministero dell’Ambiente, all’ARTA, ho depositato uno studio (progetto di massima) sulle qualità biotiche, abiotiche e sulla riqualificazione del sito. L’ex presidente della IV Commissione comunale ambiente, se non ricordo male il sig. Pasquale Safina, con i Consiglieri presenti, dimostrò di gradire lo studio, mentre l’ex assessore all’Ambiente, l’architetto Caradonna, mi garantì che avremmo approfondito la questione. In Capitaneria ho illustrato e consegnato lo stesso progetto di massima al tenete di vascello, sig. Boellis, ma ci sono rimasto veramente male quando il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Direzione Generale per i Porti, in una nota del 2010, mi ha fatto sapere che: “LA STESSA CAPITANERIA DI MAZARA DEL VALLO, INTERESSATA DA QUESTA DIREZIONE GENERALE SULLA VICENDA, IN QUATO INCOMPETENTE, NON HA RIFERITO NULLA (dico io, come se la laguna non fosse ad un tiro di schioppo dalla Capitaneria, come se gli uccelli, la flora fossero microrganismi, come se non ci fosse stato il mio studio accolto da altre Istituzioni) CIRCA LE QUALITA’ BIOTICHE E ABIOTICHE DEL PANTANO IN QUESTIONE”. Sempre nel 2010, considerato che a Mazara del Vallo, nessuno sapeva, nessuno vedeva, ho presentato il II progetto, con l’inclusione della laguna nella riserva. Evito ulteriori commenti, ma ciò che dovrebbe destare più perplessità è il rapporto che corre tra il cittadino comune e il potere locale.

  79. nino fiorentino | 21 novembre 2013 at 09:56 |

    Chi ha proposto cosa? Ed il Comune dov’é? Ma davvero in questa città ‘cu si susi prima la matina cumanna?’

  80. Visto che a differenza degli ambientalisti (mazaresi) avete ancora voglia di discutere d’ambiente, debbo dirVi che il gruppo di fenicotteri in volo, contrariamente a quanto scritto da Fiorentino,non è diretto nè a Capo Feto, nè tanto meno al porto di Mazara. Quei fenicotteri, infatti, da oltre un mese stazionano nella nostra (non più con il sotterramento) laguna (nel dubbio consultare il semplice vocabolario) di Tonnarella, zona umida residua della Colmata B che ha accolto l’atterraggio della Soprelevata. Questi trampolieri (termine generico ma non errato), in questo circoscritto ma significativo ecosistema, potrebbero sostare in maggior numero di esemplari, ma il continuo disturbo li induce a disperdersi e a rifugiarsi nella più vasta area delle saline di Trapani e Paceco. A perderci più d’ogni altro è Mazara del Vallo che, oltre al Museo del Satiro, potrebbe offrire ai visitatori, ai turisti, quest’altra fonte d’attrazione, ben sfruttata dai trapanesi. Qualche “bastian contrario” potrebbe obiettare che simili attrazioni le abbiamo già a Capo Feto o ai Margi di S. Nicola, ma io insisto col dire che il paragone non regge. A prescindere dal fatto che il solo significato di “biodiversità” mette in dubbio i contestatori, ai fini dell’accoglienza turistica una cosa è disporre di un biotopo distante dalla cinta urbana, altra cosa è averlo nell’immediata periferia della Città. Alla facilità dell’accesso deve aggiungersi la maggiore predisposizione dell’avifauna a lasciarsi avvicinare, osservare, fotografare anche senza strutture che mascherino la presenza umana. Come ho sempre fatto, su queste pagine evito di soffermarmi sui dettagli tecnici (a meno che non mi capiti di confrontarmi con esperti), ma Vi invito a prestare un po’ d’attenzione alla foto n. 3 del commento precedente. La foto ritrae una volpoca, bellissimo e sospettoso anatide che difficilmente si lascerebbe riprendere al lago Preola o alla palude di Capo Feto (anche se si presta più di altre zone) così come, invece, consente nella laguna. Diversità ed opportunità che fanno colpo non solo sul naturalista che ha la possibilità di toccare la natura con mani, ma sul visitatore che rimane sbalordito per la facilità d’osservazione. Non è ammissibile, pertanto, che un bene demaniale così grande venga disperso, venga sotterrato. Per questo, in seguito all’adeguamento del progetto d’atterraggio della Soprelevata, all’ARTA è stato proposto d’istituire un’unica riserva naturale: “Palude di Capo Feto e Laguna di Tonnarella”. Ciò oltre a tutelare l’intero demanio garantisce un risultato economico, con più posti di lavoro (per chi è interessato a questo). Se qualcuno ha qulche dubbio in merito, su Google, alla voce: approvazione della convenzione unica per l’affidamento in gestione della RNI Lago Preola e Gorghi Tondi, troverà i riscontri del caso. Colgo l’occasione, tra l’altro, per avvisare i giovani ambientalisti di Legambiente (mi sembra che aspirino a gestire riserve naturali) che il 31/12 del corrente anno scade la convenzione d’affidamento della summenzionata riserva mazarese. Approfittatene e cercate di porre fine al disgustoso, clientelare affidamento per “tacito rinnovo”. Al giurista Fiorentino nell’interpretare una legge consiglio di rifarsi anche alle fonti e, comunque, di rileggersi il mio commento del 14/11. ore 20,17.

  81. @ corrado sansone: sono nella sua stessa curva….

  82. Foto 1: Laguna di Tonnarella 17/11/2013, la sponda centrale nord del bacino idrico con tanti piovanelli pancianera, pettegole, gabbiani comuni, gabbiani corallini, volpoche e, sullo sfondo, il gruppo di fenicotteri posati dopo l’irruzione documentata in una delle precedenti fotografie.

    Foto 2: Laguna di Tonnarella 17/11/2013, particolare degli uccelli riprodotti nella foto precedente.

    Foto 3: Laguna di Tonnarella 17/11/2013, primo piano di giovane volpoca arrivata in Laguna con il volo di fenicotteri di cui alla foto n° 2, allegata al commento del 17/11/2013.

  83. nino fiorentino | 20 novembre 2013 at 09:57 |

    @Corrado Sansone: troppo buono. Almeno nei miei confronti. Non per il Direttore, che già può contare un’altra cinquantina di contatti da ieri. Ed io mi sono collegato solo una volta!

  84. @ Giovanna Russo
    Condivido la sua proposta nella speranza che tale incontro porti all'”estinzione” di uno di loro.
    Io faccio il tifo per la sopravvivenza del Sig. Fiorentino! :) :) :)

  85. nino fiorentino | 19 novembre 2013 at 14:25 |

    @giovanna russo: Signora, Le faccio presente, anche se magari non sempre sono compreso, che io non ho conti aperti con nessuno, sul piano personale. I miei interventi riguardano soprattutto leggi e normative che, per definizione, sono d’interesse generale. Poi magari questo non significa che lo siano davvero. Però se capita che qualcuno attribuisca a qualche norma una portata diversa da quella che ha, secondo il mio parere ( quello di una persona che un pò di tempo sulla comprensione del diritto lo ha speso ), mi sento motivato ad intervenire. Poi chi mi vuole leggere mi legge, chi non vuole no. Io, però, parlo a tutti. In ogni caso la notizia ha già totalizzato 1.184 contatti, che non credo vadano ripartiti, 500 e dispari ciascuno, solo tra me ed il mio interlocutore più assiduo.Quanto ad incontrarmi e parlare di persona, lo riservo a chi mi pare, secondo il mio personalissimo utile e dilettevole. @Corrado Sansone: mi sfugge, al momento, il nome in latino, ma con tanti estimatori di Linneo in giro non credo sia un problema..

  86. ribadisco l’invito: incontratevi e parlatevi…credo sia chiaro a tutti ormai che questa lunga chiaccherata (è più di un mese che vi scrivete!!!!) non interessa proprio nessuno e non suscita alcun vero approfondimento dell’argomento!

  87. @ Nino Fiorentino
    La invito ad una maggiore precisione.
    Troppo comodo e generico dire che i volatili ritratti sono solo dei trampolieri!!!!

  88. nino fiorentino | 18 novembre 2013 at 10:03 |

    Com’é mio costume, agli insulti mi piace rispondere con gli argomenti: di seguito il link per la legge nazionale sulla caccia: da nessuna parte ( come già avvenuto per quella regionale n° 33/’97 e per la disciplina sui parchi e le riserve regionali ) vi si ricava un motivo per vietare l’accesso dei cani a capo Feto: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992-02-11;157 P.S.: ho apprezzato comunque molto le foto, ritraenti trampolieri sorvolanti il porto di Mazara e diretti a capo Feto.

  89. Saluti come da commento precedente.

  90. Saluti da Tonnarella – Capo Feto di Mazara del Vallo.

  91. nino fiorentino | 17 novembre 2013 at 12:21 |

    Secondo me la fesseria e’ ritenere che capo feto si trovi in Lombardia. Sotto l’Austria ci siamo stati, come la Lombardia, ma non credo basti.

  92. Enzo è Enzo ed è sicuramente astemio, ma Nino che continua a scrivere ancora fesserie, come se non avesse letto il commento di Enzo del 14/11/2013, ore 20,17, realmente, chi è? Domanda per il gestore del locale di “Nuova apertura” che probabilmente avrà già servito Nino.

  93. Si tosano pure cani gatti e animali molesti.

  94. Nino fiorentino | 16 novembre 2013 at 13:01 |

    Le leggi della regione Lombardia si applicano solo in Lombardia.

  95. Nel commento del 14, ore 20,17, sono stato chiarissimo e solo chi vuole scherzare può divulgare commenti, come quelli , del 15/11, di Fiorentino. L’Art. 17, relativo alla regolamentazione dei “divieti” nei PARCHI e nelle RISERVE naturali, contrariamente a quanto dice Fiorentino, non fa riferimento esplicito ai cani, ma al “disturbo” che in quelle aree deve, comunque, essere evitato. Sta, quindi, ai gestori applicare la legge, senza lasciarsi sfuggire che i “cani”, vaganti e non, arrecano grave “disturbo” alla fauna selvatica e sono portati (come dimostrano le foto che ho pubblicato) a “catturare, uccidere distruggere” anche nidi, uova, giacigli e giovani nati della fauna selvatica. La Legge sui parchi e sulle riserve naturali, però, non può essere applicata nei territori liberi anche se frequentati da fauna selvatica protetta. Su questi territori, come detto, vale la L. 157/92 (con successive modifiche ed integrazioni, già accennate) “TUTELA e PROTEZIONE della Fauna Selvatica e Regolamentazione dell’Esercio Venartorio” e le varie leggi regionali d’attuazione che, COME la legge o le leggi regionali sui Parchi e le Riserve naturali, agli Articoli che trattano dei “divieti” includono: “il divieto di disturbo”, con la “cattura o l’uccisione” delle specie di fauna tutelate che non sono vittime del solo “colpo di fucile” (ovvero dell’attività venatoria ancora praticata dall’uomo), ma anche della predazioni dei “cani”. Cani che dal Neolitico, con l’addomesticazione, non sono più previsti negli equilibri biologici che regolano le cenosi (fitocenosi e zoocenosi), protette appunto dalle leggi sui parchi e sulle riserve, ma ANCHE DALLE ALTRE LEGGI ACCENNATE, QUANDO SI TROVANO NEI TERRITORI CHE NON SONO PARCHI E RISERVE NATURALI. I cani custoditi e non, come gli altri animali che rientrano ormai nel novero dei domestici, oggi, più che di tutela godono di “diritti” (regolati da altre leggi che Fiorentino conosce) ed anche per questo non sono paragonati più ai topi, ai ratti, alle arvicole, alle talpe (considerati ancora nocivi e, quindi, non meritevoli di tutela, come da Art. 2, Lr. 33/97). Fiorentino, a differenza degli ambientalisti e dei caccitori, ha fatto uno sforzo apprezzabile, ma si è fermato al divieto valevole per i parchi e per le riserve naturali. Io, comunque, non mi sarei mai permesso di mettere in difficoltà i lettori se non avessi provveduto a pubblicare la foto (allegata al commento dell’8/10/2013, ore 18,o8), con l’apposito divieto, fatto valere (fuori dalle riserve naturali) dalla regione Lombardia che all’Art. 43, Comma 2, lettera b, della L.r. 26/92 (stessa legge della ns. L.r. 33/97), non fa esplicito riferimento ai “cani”, ma, comunque, al “DIVIETO DI ARRECARE DISTURBO ALLA SELVAGGINA”. Mi auguro che Sferlazzo & C. ne traggano giovamento, visto che il 6/10, nel corso della giornata “puliamo il mondo”, a Capo Feto, Oasi di Protezione e Rifugio della Fauna, come l’Oasi lombarda ” Le Foppe” (dove c’è l’insegna, fotografata, del divieto per i cani), hanno visto tanti cani.

  96. nino fiorentino | 15 novembre 2013 at 09:15 |

    Chiedo scusa, l’art. interessante della L.R. n° 33/’97 é il 2, ove si definisce la fauna selvatica ( tutti gli animali allo stato libero…la disposizione non si applica a ratti, topi, arvicole e talpe ). Il 21 riporta i divieti applicati alla caccia ed, ovviamente, non si fa alcun cenno ai cani.

  97. nino fiorentino | 15 novembre 2013 at 09:10 |

    Ohhh!!! C’é voluto quasi un mese, ma alla fine il naturalista-ambientalista Sciabica ha dovuto ammettere che la normativa da lui invocata, ma mai citata, altro non era che quella da me ( che naturalista ed ambientalista non sono ) indicata, con tanto di ‘link’ per gli interessati che la volessero consultare, fin dal lontano 18 ottobre. Trattasi di una legge regionale dell’ ’88, che ne modifica una dell’ ’81. Com’é mio costume,ed a differenza del costume del mio interlocutore, rimando al testo letterale dell’art. 17, astenendomi da riassunti od interpretazioni personali. I divieti di cui a quell’articolo ( che, comunque, non si riferiscono espressamente all’introduzione di cani ) si applicano solo ai ‘parchi’ ed alle ‘riserve’. Ricordo che qui si verte su Capo Feto che al momento, come riconosciuto anche dal mio interlocutore più assiduo il 26 ottobre, non é né ‘parco’ né ‘riserva’. Ed anche se lo fosse, occorrerebbe che un regolamento di dettaglio, in attuazione della L.R. prevedesse esplicitamente il divieto d’ingresso ai cani, come previsto, ad esempio, per Vindicari. RIngrazio comunque il rag. Sciabica, ex cacciatore, per aver sottoposto alla mia attenzione la diciplina regionale sull’attività venatoria: ecco il link: http://www.regione.sicilia.it/agricolturaeforeste/assessorato/allegati/faun_venatorio/normativa/l.r.33-97.htm Ho trovato molto interessante la lettura dell’art. 21, ove s’individua la fauna selvatica; da una lettura testuale dell’articolo mi pare che vi si comprendano tutti gli animali liberi ( inclusi, quindi cani e gatti ) dal momento che risultano espressamente esclusi solo ratti, talpe ed arvicole..

  98. Dopo che la corrente pagina è stata arricchita di commenti, sicuramente a valido sfondo ambientale-naturalistico, ritengo (visto che ambientalisti e cacciatori locali hanno dimostrato lacune e limiti) che sia giunto il momento di comunicare ai lettori le normative che “vietano il disturbo”, senza esclusione per la presenza di specie animali domestiche (tra cui i cani), ritenute nocive, nelle aree naturali frequentate da fauna protetta. La normativa italiana, legge 6 dicembre 1991, n. 394 ed ancor prima, quella regionale siciliana 6 maggio 1981, n.98 (modificata ed integrada dalla 14/88), relative ai parchi e alle riserve maturali, sono state correttamente uniformate ai “divieti” di cui al comma 4 e 5 (lettera d), Art. 4, Direttiva 79/409CEE. La L.r. 14/88, infatti, all’Art. 16 (di modifica dell’Art. 17, Lr. 98/81) – “Divieti”: “In particolare i divieti riguardano: a) la cattura, l’uccisione, il danneggiamento O IL DISTURBO delle SPECIE ANIMALI”. Non v’è dubbio che cani e gatti, accompagnati e non, possono arrecare grave disturbo e sono potenziali distruttori, specialmente di nidi e uova d’uccelli. Sta quindi ai gestori delle riserve naturali applicare e rendere visibile, attraverso cartelli, il diveto d’accesso per questi predatori. Del resto, come ho accennato in un commento precedente, il nostro Testo unico sulla caccia (1939, conteneva pure principi di protezione per la fauna selvatica) assimilava cani e gatti ai nocivi, prevedendone l’eliminazione nei terreni agro-silvo-pastorali, nelle riserve di caccia, anche con espedienti, come trappole, tagliole ed anche bocconi avvelenati. Il “divieto di disturbo”, delle Direttive europee, non è, però, confinato ai soli parchi e alle sole riserve naturali, vale per tutti i territori naturali che ospitano fauna selvatica protetta, sottoposti alla legge 157/92 (di attuazione proprio della Direttiva 79/409CEE): “LEGGE PER LA PROTEZIONE DELLA FAUNA SELVATICA OMEOTERMA E PER IL Prelievo Venatorio”. Legge che in Sicilia è stata recepita con la L.r. 33/97 (NORME PER LA PROTEZIONE, LA TUTELA E L’INCREMENTO DELLA FAUNA SELVATICA E PER LA REGOLAMENTAZIONE DEL PRELIEVO VENATORIO. Disposizioni per il settore agricolo e forestale). I Divieti, sia nella Legge nazionale che in quella regionale sono elencati negli Artt. 21. La regione Sicilia, essendosi perfettamente adeguata alla legge nazionale, al Capo 1, lettera (a) del detto Art. 21, nel prevedere il divieto di “cattura, uccisione…., di esemplari di fauna selvatica”, a differenza di altre regioni, come la Lombardia (summenzionata L.r. 26/93, Art 43, Comma 2, lettera (b), si è lasciata sfuggire il “disturbo” che è ancora più generalizzato. E’ scattata la sanzione europea e lo Stato membro, attraverso la Legge 4/6/2010, n.96, Art. 42, lettera (a), ha provveduto a sanare la svista. La nostra regione si è dovuta adeguare, visto che al Capo 1, Art. 21, della L.r. 33/97, è, tra l’altro, detto: “…..si osservano i divieti di cui all’Art. 21 della legge 11 febbraio 1992, n. 157”. Bastava, quindi, stare attenti alla foto del divieto che riproduce il cane, con il collare, con gli estremi della legge regionale lombarda sulla protezione della fauna e del prelievo venatorio, per arrivare alla legge nazionale e alle altre leggi regionali che vietano qualsiasi “disturbo” (quello dei cani in particolare, come ho dimostrato anche attraverso documentazione fotografica) alla fauna selvatica protetta. Dipende, evidentemente, dalle Regioni, dalle Province, dalle Ripartizioni Faunistico Venatorie, dagli Enti gestori, applicare la legge, provvedendo ad esporre il divieto, così come avviene, per esempio, in tutte le Oasi di Protezione e Rifugio della Fauna (che ho avuto modo di visitare) del nord. A Capo Feto, dove la presenza dei cani (come da documentazione fotografica del 6/10, nel corso di puliamo il mondo, allegata ad uno dei primi commenti) è più frequente rispetto a quella degli ambientalisti, ad esporre il divieto avrebbe dovuto provvedere la Ripartizione Faunistico venatoria di Trapani od anche la Provincia.

  99. Pregiatissimo Turillo, c’è un problema di fondo che caratterizza l’ambientalisno italiano che voglio svelarle con le parole (considerato che le mie potrebbero sembrare più partigiane) di un noto ambientalista, l’architetto Leandro Janni, ex rappresentante regionale della storica associazione “Italia Nostra”: “Forse non tutti si sono accorti che negli ultimi anni il mercato si è subdolamente impadronito dell’ecologia. L’Ambiente, quindi, è stato ridotto da valore fondamentale a semplice patina per rafforzare i valori dell’economia di mercato. L'”ecologia di mercato” – purtroppo – ha influenzato e contagiato anche parte del mondo ambientalista. E così, sempre più spesso l’ambiente non è un fine da perseguire, ma un mezzo per acquisire utili poltrone e inserirsi nel ricco, composito mercato contemporaneo. Certamente è oggi possibile dividere gli ambientalisti in due categorie: i “fondamentalisti” e i “ragionevoli”. I ragionevoli sono quelli che hanno adottato l’ATTEGGIAMENTO TATTICO di coniugare e contaminare l’ambiente con i valori economici dominanti, con la conseguenza che la tutela dell’ambiente conta solo se “sostenibile” PER IL MERCATO e non viceversa. Nella suadente e scintillante società mediatica, gli ambientalisti “fondamentalisti” pagano sempre un prezzo piuttosto alto per ciò che – coraggiosamente, imprevedibilmente, pensano e fanno”. Chi va a pulire il mondo (per un giorno) a Capo Feto che pensa, che fa coraggiosamente e imprevedibilmente?

  100. @scibica. ma ha lei questi ambientalisti che ci anno fatto? se non parlano perche non ci hanno noente da dire? e va be! se fanno puliamo il mondo a lei non ci piace, ma allora che fanno, niente?

  101. Dopo la giornata di puliamo il mondo a Capo Feto, Legambiente, per caso, non ha più circoli a Mazara del Vallo?

  102. I gestori del circolo Fata Morgana di Legambiente sono pregati di comunicare quali siano state, escludendo la Protezione civile, rappresentata dal Comune e dall’ex assessore comunale Ditta, le altre Associazioni ambientaliste che hanno partecipato alla pulizia di Capo Feto, in data 6/10, in occasione della giornata conclusiva di “puliamo il mondo”.

  103. Bravo Triglia! Il suo ultimo commento è una chiara dimostrazione di come si ragiona e di come si scrive. Se ci fa caso, tranne in qualche rara occasione (pagine politiche che dovrebbero suscitare l’ interesse di tutti), anch’io mi soffermo sulle pagine di MOL che mi sono più congeniali. Come lei, purtroppo, non riesco a trovare interlocutori, se non il noto N. Fiorentino che, però, non è nè ambientalista, nè naturalista. Comprendo che la materia è vasta, “difficile e spigolosa, per palati fini”, come dice lei, ma una persona della sua onestà intellettuale, del suo garbo, come Fiorentino e probabilmente più di me e dello stesso Fiorentino (il temperamento spesso gioca la sua parte) può permettersi di lanciare commenti su tutte le pagine di MOL e non solo.

  104. nino fiorentino | 8 novembre 2013 at 17:45 |

    Mi sforzo di tenere distinta l’obiettività dalla soggettività. Una sottigliezza.

  105. @Enzo Sciabica. Io conosco i miei limiti ed è per questo che spesso non mi frappongo tra gli interessanti e costruttivi scambi di vedute tra gli amici della rete, ed in particolar modo quando si trattano argomenti difficili e spigolosi come il Mare e l’Ambiente. Io, non intervengo mai per “sentito dire”! – detto questo – ritengo il vostro disquisire un ”assaggio per palati fini”….provare per credere!…. qualcuno storce il naso!….beh, è una mia opinione!- P.S.: I miei argomenti preferiti sono l’arte dell’accoglienza, l’educazione alimentare sin dall’infanzia e l’eno-gastronomia come cultura fidanzata con il Turismo.- Un caro saluto da Pino Triglia che è alla ricerca di interlocutori.

  106. Sottigliezze a parte (smentire la persona o il commento), ho sempre detto che lei, Fiorentino, oltre ad avermi portato sulle pagine MOL, è il mio interlocutore preferito. Pino Triglia, sicuramente gradevole commentatore, non mi dimostra la stessa sua continuità, lo stesso suo impegno nell’aprire e condurre una discussione. Ciò premesso voglio informarla del fatto che la Capitaneria di Porto, essendo intervenuta a Capo Feto, nel corso dell’abuso del 13/8, dovrebbe avere emesso un verbale dal quale potrebbero emergere riscontri più precisi e puntuali di quelli che potrei dare io. In effetti, dopo la “battaglia per la Preola”, considerato che nel nostro sistema è tutta questione di politica sporca, c’è chi tenta d’arrivare (cosa diversa dalle battaglie) a Capo Feto, cercando di percorrere solamente la più breve via politica. Io, intanto, mi godo la recente notizia secondo la quale anche a Venezia comincia ad essere applicato il decreto Clini-Passera che, nel tempo, dovrebbe portare definitivamente fuori dalla laguna (con la creazione di nuovi attracchi esterni) le grandi navi che, come ho detto qualche mese addietro, oltre ad intensificare il fenomeno subsidenza, inquinano (una sola grande nave, come hanno ribadito alcuni TG nazionali) quanto 14.000 automobili (in moto) messe assieme.

  107. nino fiorentino | 7 novembre 2013 at 08:42 |

    L’ho scritto altre volte, ma ritengo opportuno ripeterlo qui, dopo aver letto l’ultimo commento del rag. Sciabica. Io non smentisco le persone. Smentisco gli argomenti espressi da altri quando sono in possesso di elementi che mi consentono di farlo. Questo é ‘confronto’. Se no, é polemica per partito preso. Ma io non ho mai contestato Sciabica, per esempio, sulla gestione del randagismo, né in diverse divagazioni sul terreno politico. Se é per questo c’é pure un certo ‘nicola’, aperto sostenitore del Sindaco, con cui polemizzo sistematicamente. Ma quando ha formulato lo slogan ‘Il mare a 5 minuti’, cioé la vera ragione per cui un turista in visita dalle nostre parti dovrebbe preferire Mazara, mi pare di essare stato il primo ( e, devo dire, anche l’unico ) a segnalarlo ed apprezzarlo. Tornando a Capo Feto, mi piacerebbe saperne di più ‘sul grave abuso perpetrato a Capo Feto’, ma dato che si preferisce il mistero, mi limiterò a constatare che, a quanto pare, dopo la ‘battaglia per la Preola ed i Gorghi tondi’, si stiano schierando le truppe per quella di Capo Feto: non resta che accomodarsi in poltrona…

  108. Caro Triglia, mi dispiace intanto per il “problema di salute” che mi auguro abbia superato nella maniera più soddisfacente e mi dispiace anche per il fatto che non ci siamo potuti incontrare a Capo Feto. Se ci fossimo incontrati sarebbe stato, intanto, un piacere, mentre ritengo che anche lei avrebbe notato le difformità tra quanto riportato sul comunicato di MOL (probabilmente dettato dalle parti interessarte) e quanto realmente è stato notato a Capo Feto nella giornata di “puliamo il mondo”. Lei mi dice di avere letto tutti i commenti, ma a prescindere dal fatto che osservare la realtà con i propri occhi è diverso, io, rileggendo i commenti, COMPRESO QUELLO DELLA SIG.RA PRESTI (nella pagina di puliamo il mondo che introduce alla presente) ho avuto la sensazione che lei non li abbia letti attentamente. Basta portarsi, infatti, ai miei commenti d’apertura, corredati da puntuale documentazione fotografica, per percepire che mi sono sforzato, sin da subito, di illustrare ciò che, nel corso della giornata di puliamo il modo, è realmente accaduto a Capo Feto, dove, tra l’altro, ha piovuto nella nottata precedente, ma non il 6/10/2013 (visto che il comunicato fa riferimento anche alle condizioni meteo). Dagli organizzatori della manifestazione, dagli ambientalisti presenti sul posto, aspettavo, pertanto, l’apertura di confronto chiarificatore od anche delle smentite. Niente di tutto questo, se non la lezione impartitami dall’ambientalista Presti sul significato della giornata di puliamo il mondo, come dalla PAGINA che introduce alla presente. Ai miei primi commenti, con relativa documentazione fotografica, ha risposto, invece, N. Fiorentino, non tanto per confrontarsi adeguatamente, ma per smentirmi. Cosa che, comunque, mi ha fatto piacere perchè, oltre ad innescare un piacevole scambio (a chi non sarebbe piaciuto rimaneva sempre la possibilità di cambiar pagina) di battute, mi ha dato la possibilità di potere ampliare il discorso ambientale, senza perdere mai di vista le criticità che incombono su Capo Feto che, contrariamente, ai messaggi che, il più delle volte, vengono diffusi, non sono limitate ai rifiuti. Oltre a Fiorentino è intervenuta ancora la sig.ra Presti, ma non per discutere della giornata di puliamo il mondo o sulle altre criticità di Capo Feto, ma tanto per darmi del “fanatico”. Cosa che conferma come la sig.ra Presti e gli ambientalisti della domenica siano a corto di argomenti che attengano alla fattiva salvaguardia di Capo Feto. Il fatto che siano a corto d’argomenti è stato, tra l’altro, acclarato il 17/9/2013, quando hanno disertato la riunione, indetta dalla IV Commissione comunale ambiente, per discutere di un grave abuso commesso qualche giorno prima, proprio a Capo Feto. Riunione, nel corso della quale non è, però, mancata la telefonata dell’ambientalista dirigente WWF Italia per fare valere il seguente messaggio: solo io o il sig….possiamo parlare in nome del WWF, non sia concessa parola a chi la vorrebbe spendere per il WWF. Nella sala, infatti, c’era un attivista del WWF, capace di discutere in maniera comprensibile di questioni che attengono alla tutela ambientale. Come se non bastasse, alla vigilia di “puliamo il mondo” (a Capo Feto), nel corso di un’intervista (trasmessa daTele 8) concessa dal sindaco di Mazara ad un’ attivista di Legambiente, lo stesso sindaco ha auspicato che la costituenda riserva di Capo Feto venga affidata proprio a Legambiente. Se lei, caro Triglia avesse davvero letto tutti i commenti, compresi quelli della pagina che introduce alla presente, probabilmente non si sarebbe spinto a scrivere: “…non ci autorizza a pensare che sappiamo TUTTO” (mancu lu sceccu chi avi la gran testa), probabilmente avrebbe notato il garbo di alcuni commentatori nell’esprimere la propria opinione (anche se diversa), rispetto ad altri che dimostrano solamente problemi nel comunicare. Rimango aperto, comunque, a qualsiasi confronto, consepevole, però, del fatto che c’è un gran numero di persone che si professano ambientalisti per secondi fini. Non è dietrologia, ma più semplicemente esperienza, pratica, che hanno un significato che, comunque, non corrisponderà mai al “sapere tutto”.

  109. @Enzo Sciabica
    Io mi occupo di ciò che mi pare ma Lei considerato che in ogni suo commento non riesce sottrarsi alla sua narcisistica voglia di salire in cattedra e dispensare lezioni di ornitologia e quant’altro come unico detentore del sapere non può altresì sottrarsi ai fischi ed alle pernacchie dei liberi cittadini che intendono farlo.
    Chiudo definitivamente ogni commento con ella perchè non intendo fare come G.Clooney in un suo recente film sulle tecniche di comunicazione con il momdo caprino.

  110. Caro Enzo. Come prima cosa mi scuso per non essere intervenuto prima su l’argomento in questione in qualità di ambientalista, purtroppo per quella fatidica data (“Puliamo il mondo”, giornata conclusiva) la mia serenità familiare era stata già travolta da un problema serio di salute mettendomi in ginocchio, ecco perché mi ero defilato. Aggiungo che ho letto tutti gli 83 commenti che mi hanno preceduto, di cui alcuni “tagliati con i piedi”, mentre altri(la maggior parte) evidenziano un “soliloquio” che non porta da nessuna parte. Il fatto di sapere molto non ci autorizza a pensare che sappiamo TUTTO !…Io, tutto quello che so lo devo alla mia ignoranza !….a conclusione del mio costruttivo inciso, anche se caratterizzato da qualche intarsiatura, mi propongo come suo interlocutore per chiarire le incomprensioni(laddove ve ne fosse bisogno), tra lei e Legambiente. Un caro saluto da Pino Triglia.

  111. E’ più stupido carnevale o chi lo segue? Sansone si occupi di smaltire, nel migliore dei modi, i farmaci scaduti (se è a questo che pensa ancora) che io so come occuparmi e scrivere di questioni ambientali che attengono essenzialmente alla tutela e alla conservazione del patrimonio naturale. E’ liberissimo , comunque, di partecipare, ma senza scadere nella presunzione, accompagnata dall’arroganza, visto che non avendo partecipato alla giornata di puliamo ilmondo del 6/10, non avendo compreso la portata dei miei commenti, si è inserito per imporre la chiusura del “teatrino”. Come ai tempi di Beria.

  112. @ Enzo Sciabica
    A quel che mi risulta in Italia è ancora permesso leggere e commentare qualunque cosa.
    Anche le stupidaggini!

  113. Teatrino che attrae anche la comparsa che avrebbe potuto evitare di leggere e dire la sua.

  114. @Legambiente
    Il prossimo anno quando si dovrà svolgere la giornata mondiale di “Puliamo il mondo” vi consiglio di fottervene altamente o quanto meno celebrarla in un sito diverso da quello di Capo Feto così qualcuno non si incavola per non avergli chiesto il permesso ed evitiamo questa odissea che noi poveri lettori siamo costretti a subire!
    L’ho definita odissea ma definirla teatrino sarebbe stato lo stesso!

  115. nino fiorentino | 4 novembre 2013 at 08:46 |

    @Enzo Sciabica: non é vero che é non é stato dato riscontro “sulle leggi che vietano l’ingresso dei cani nelle aree protette”. L’ho fatto io, pur non appartenendo né alla categoria dei cacciatori’, né a quella degli ‘ambientalisti’, ma solo a quella dei ‘cittadini amanti della città e del territorio natale’ ( vedasi al commento di giorno 18 ottobre ). Successivamente ( il 24 ottobre ) ho accennato alle modalità con cui, nell’ambito della Regione Sicilia, si possono disporre divieti del tipo di quelli da Lei caldeggiati. Ma, torno a ripetere, non esiste una legge che disponga tali divieti in via generale, né una norma particolare di tal fatta per capo Feto. E Lei non può continuare a ripetere che esista, rinviando ‘sine – die’ la prova della sua esistenza e ribaltando sui suoi interlocutori l’accusa di essere incapaci di scovarla… ma nemmeno ai tempi di Re Sole o dell’imperatore Nerone le leggi, destinate ad essere osservate dai sudditi, erano oggetto di caccia al tesoro!

  116. Preg.mo Turillo, comprendo il suo commento, ma non dimentichi (con i lettori) che il 6/10 la giornata di “puliamo il mondo” si è svolta nella palude di Capo Feto che è, appunto: natura, papare, ricettacolo di cani accompagnati e non, d’ambientalisti e pseudo cacciatori. Per questo ho colto l’occasione di questa pagina (non sempre le fonti d’informazione trattano del nostro patrimonio naturale) perdimostrare che i problemi di Capo Feto vanno oltre ai soliti rifiuti. I rifiuti certamente inquinano, ma, a Capo Feto, le persone civili provenienti da altri paesi d’Europa, più che sui rifiuti, si sono soffermati sulla presenza dei cani vaganti o al seguito del pecoraio e su tante altre cose che evito d’elencare, ma condizionano la presenza (instabile) dell’avifauna (comprese le scaltrissime papare); condizionano il regolare ed equilibrato sviluppo della vegetazione. Alle condizioni accennate è normale che a Capo Feto anche gli ambientalisti notino solo rifiuti? E’ normale che non facciano niente (anzichè unirsi ai pochi naturalisti) per limitare gli atti di bracconaggio, con il vagare dei cani nell’area protetta? Attraverso i commenti e la documentazione fotografica, oltre alla realtà di Capo Feto, ho tentato di fare capire il disinteresse e per certi versi l’incompetenza di chi va a Capo Feto per un giorno a “pulire il mondo”, ho cercato di dimostrare la protervia e la presunzione degli pseudo cacciatori che reclamano ancora di potere cacciare l’alzavola nell’ATC TP2, cercando di dimostrare che anche in campagna non può essere confusa con l’anatra marmorizzata (notoriamente a rischio d’estinzione e quindi protetta). Nè ambientalisti, nè cacciatori, infatti, ad oggi hanno saputo dare riscontri sulle leggi che vietano l’immissione dei cani nelle aree naturali protette. Nè ambientalisti, nè cacciatori, hanno contestato, infatti, il mio commento del 21/10/2013, ore 18,37, con la foto del 13/10 (papare sull’albero) che provocatoriamente HO DESCRITTO COME ANATRE MARMORIZZATE, mentre si tratta di comuni femmine di ALZAVOLA (+ un maschio in fase di muta dell’abito da estivo ad invernale-primaverile). Stratagemma al quale sono stato indotto per confermare ancora una volta che sul terreno di caccia non è difficile incorrere nello scambio tra la femmina dell’alzavola (compresi giovani e maschi in fase eclissale od anche in muta) e l’anatra marmorizzata (specie, tra l’altro, con scarso dimorfismo sessuale e stagionale). Stratagemma usato per porre fine alle stupide strumentalizzazzioni che su quest’argomento sono state fatte fino al 28/6/2013, come da http://www.mazaraonline.it/?p=56651 . Strumentalizzazioni mai contestate dagli ambientalisti mazaresi che con le “bandiere” vanno a ripulire Capo Feto dai rifiuti, ma finiscono con lo “straccuari l’aceddi”. Senza i commenti, con la documentazione allegata, che senso avrebbe avuto questa pagina se non quella di propagandare un’azione che a Capo Feto serve a poco o a niente? Ancora qualche altro commento critico e poi tratteremo delle leggi che ostacolerebbero l’accesso ai cani nelle aree naturali protette.

  117. Papare, cacciatori, giornali e pinki ponki ma l’articolo parlava di Puliamo il mondo, ma tutte ste cose che centrano? Poi sig. Sciabica ma questi amibientlisti perche sono cosi come dice lei, a me mi pare che anno fatto un acosa bella!

  118. Seguito della nota con relativa fotografia di cui al commento precedente.

  119. Nota di protesta inviata al responsabile dell’organo ufficiale d’ informazione della Federazione Italiana della Caccia con acclusa fotografia (come da commento successivo) a dimostrazione che la femmina di alzavola somiglia più all’anatra marmorizzata che non al maschio in abito nuziale della stessa specie. 

  120. Vedi commento precedente.

  121. Prima immagine: copertina dell’organo ufficiale della Federazione Italiana della Caccia; articolo strumentale sulla diversità tra alzavola e anatra marmorizzata.

  122. “L’eceddu dintra a aggia canta p’amuri o pi raggia”. Nel commento del 31, ore 18,47, ho detto che svelerò le leggi che vietano l’accesso agli animali domestici ritenuti nocivi nelle aree naturali protette. Solo che è ancora presto anche perchè prima ho qualcosa da dire ai commmentatori, ai lettori che si ritengono cacciatori e ai lettori che si ritengono ambientalisti.

  123. nino fiorentino | 1 novembre 2013 at 00:09 |

    Se una certa legge esistesse qualcuno ne avrebbe già stampato gli estremi, a caratteri cubitali, su un qualche cartello, e poi avrebbe chiesto, che so, allla provincia? l’autorizzazione a collocarlo..

  124. Neanche per me la vecchia legge che conduce alla nuova (modificata ed integrata) era sbagliata, ma vige sempreilprincipio: “dura lex sed lex”. Comprendo che spetterà a me rivelare le leggi che vietano l’accesso ai cani nelle aree naturali protette, ma ancora è presto. Buona ricerca per i più impegnati e volenterosi chenon mi sembrano, comunque, i legambientalisti .

  125. nino fiorentino | 31 ottobre 2013 at 09:45 |

    La legge non e sbagliata
     E’ solo che non esiste

  126. In considerazione del fatto che cani e gatti VAGANTI, oltre a non essere ammessi (anche accompagnati) nelle aree naturali protette, erano ritenuti nocivi per una vecchia legge dello Stato, ripuliamo il mondo da questi amici dell’uomo? No! Visto che dagli anni Novanta del secolo scorso, sulla scorta delle nuove normative, i Comuni avrebbero dovuto provvedere ad organizzarsi per proteggere questi animali ed evitare che facessero danni. I gatti, prima, alla distanza di oltre 300 m. dalle abitazioni, potevano essere eliminati (cosa diversa da catturati) dagli agenti addetti alla vigilanza, mentre i cani, a più di 200 m. dalle abitazioni o dal bestiame di cui erano a guardia, potevano essere catturati dagli stessi agenti. Se vogliamo veramente bene a questi animali, teniamoli sempre sotto controllo ed evitiamo di condurli nelle aree naturali protette, come vuole la legge.

  127. Mi trovo per caso nella pratica del ping-pong, gioco inventato da altri che, però, mi sembra non sappiano giocarlo. Mancanza d’allenamento, o di racchette per il rilancio, o di palle?

  128. Mi sarebbe piaciuto se ne avesse parlato anche il Quotidiano di Sicilia, ma la questione è stata trattata dal Giornale di Sicilia, da La Sicilia e dal Corriere della Sera. Il QdS, comunque, ha diffuso le “Comunicazioni” dei Dirigenti ARTA che, relativamente alla faccenda, avevano qualche sassolino (probabilmente messo di nascosto da qualche collega in combutta con qualche politico) da togliersi dalle scarpe.

  129. nino fiorentino | 28 ottobre 2013 at 08:49 |

    Sulle vicende relative all’affidamento della Riserva di Preola e Gorghi tondi se ne è già parlato molto, qui su M.o.l. in passato. Si tratta di un ‘caso’ sollevato, mi pare dal periodico Qds. Ma non riesco più a trovare il ‘link. P.S.: non ho nulla contro il ping-pong, anzi, lo considero uno dei metodi meno alienanti per fare movimento.

  130. Si! Effettivamente c’è da riflettere se le nostre riserve, dagli Organi competenti, debbono continuare ad essere considerate più aree di parcheggio per (più o meno giovani) privilegiati da sistemare, per i tanti, troppi forestali avventizi e per chi dovrebbe essere reinserito nella società. Come vede, caro Fiorentino, non è che siamo noi a volere il ping-pong, ma gli altri, a cominciare dagli ambientalisti di questa pagina che si accontentano (probabilmente in mancanza d’ argomenti validi) di fare gli spettatori. Colgo l’occasione per informarla che i partecipanti al concorso per l’affidamento della riserva Preola, come da documentazione ufficiale ARTA, erano i seguenti: WWF – Legambiente, comitato regionale – ACLI Anni Verdi – Kronos Ass.ne Ambientalista – Ass.ne Avana e Consiglio Regionale Pan Sicilia – Provincia Regionale di Trapani. Tre di questi Enti (WWF, Legambiente e Provincia) hanno rappresentanti in seno al CRPPN. La cosa davvero indecente, emersa in questa competizione, è stata che per quattro concorrenti ci sono stati giudizi netti ed inequivocabili sui progetti depositati, mentre per Legambiente e WWF, contrariamente alle previsioni del bando pubblico di concorso (GURS – Parte Prima, del 12/8/2005, N. 34), c’è stata una sorta d’indicazione compiacente dell’unico dirigente ARTA che ha esaminato gli stessi progetti. Indicazione, senza giudizio alcuno sul progetto, ma secondo la quale: “sembrava opportuno rinnovare la convenzione all’ente (il WWF) che a parere dello SCRIVENTE aveva gestito in maniera efficace la riserva” (il bandopubblico dava per scontata quest’evenienza, cercava nuovi gestori anche fuori dal CRPPN). Cosa, tra l’altro, davvero buffa solo se si pensa che il progetto di ACLI Anni Verdi (il mio progetto), lo stesso che dal dirigente ha avuto il più alto punteggio, conteneva una critica per certi versi spietata nei confronti della passata gestione WWF. L’Assessore dell’epoca che non era uno spovveduto, comunque, aveva provveduto a metterci una pezza, poi, purtroppo, ci sono state le elezioni regionali, con la nomina di una ex vice-presidente regionale WWF, come Assessore tecnico. Legambientalisti a queste condizioni è bello gestire le riserve, o no?

  131. nino fiorentino | 26 ottobre 2013 at 19:47 |

    E: bello constatare la ricchezza e qualità di fauna che ospita capo feto, pur ancora priva di status di riserva e di regolamento di fruizione
     Mi con vinco sempre di più che non ce ne SIa bisogno!

  132. Prima o poi Capo Feto sarà riserva. Attualmente adducono che non ci sono i soldi, ma non ci credo anche perchè proprio di recente hanno stanziato 200.000 € per il bosco d’Alcamo (anche se sarà un altro capitolato di spesa, ma, purtroppo, è sempre questione di sporca politica). Sulla legge relativa ai predatori domestici nelle aree sottoposte a tutela aspetto la risposta di Sferlazzo & C., considerato che speterebbe a loro rispondere, a meno che non si occupino di questioni ambientali legate, per esempio, allo smaltimento di rifiuiti. Nel qual caso farebbero bene a dirlo apertamente, piuttosto che parlare di Capo Feto e di gestione di riserve naturali. A questo fine occorrono ben altra passione, ben altra preparazione, ben altra sensibilità che solo i naturalisti possono dimostrare sia sul campo, sia attraverso la documentazione che riescono a produrre. Ho voluto divulgare le due foto di fischione ripreso a Capo Feto, dalla lunga distanza, per fare osservare le spettacolari tinte impresse dalla natura alle anatre selvatiche. Tinte che sono state fonte d’ispirazione per l’uomo. Se a Capo Feto un ambientalista non si lascia prendere dalla presenza d’ una SIMILE opera d’arte (cercando d’avvicinarla e riprodurla per l’ archivio) naturale che ci va a fare a Capo Feto, se non lo spaventapasseri? E attenzione a scambiare il fanatismo con la rabbia, specialmente dopo l’esperinza del concorso per la gestione del lago Preola..

  133. Capo Feto 01/2012: fischione maschio nel canale di Corleo.

  134. nino fiorentino | 26 ottobre 2013 at 10:37 |

    Ringrazio sinceramente x il contributo di chiarezza sule vicende della preola ma 1) v
    Capo feto non e riserva 2) quella legge non esiste

  135. Caro Fiorentino, infatti, l’Art. 20 (se non vado errato) della L.r. 14/88 prevede che a gestire le riserve naturali regionali sono: le province, le università, l’azienda foreste demaniali e le ass.ni ambientaliste riconosciute. I progetti per avere affidata una riserva, però, non si fanno a gratis (tanto per farmi capire meglio) per cui, io ho ceduto il mio progetto ad ACLI Anni Verdi (avrebbe assunto la gestione amministrativa), ma come contropartita ho concordato l’affidamento personale della gestione tecnica (senza interferenza alcuna, carta bianca), con la scelta dei collaboratori, “tutti giovani mazaresi” dotati di passione e competenza acquisita anche sul campo, dopo lungo tirocinio imposto esclusivamente dalla voltà e dal diletto. In Sicilia, come in buona parte d’Italia, però, il merito, la legalità (poi è stata anche questione di rispetto della legalità) non sembrano contare. Il 13/3/2006, infatti, dopo che il Giornale di Sicilia ha pubblicato la notizia della vincita, da parte di ACLI Anni Verdi, del concorso per la gestione del lago Preola, il 15/3, ufficialmente è scattata la rappresaglia dell’On. Turano. Poi c’è stato il resto. Questo si che è garantismo, ma per gli alcamesi. Con buona pace anche per la sig.ra Presti & C. nonostante, oltre ad Ermete Realacci (ambiendalista di Punta PD), ora abbiano pure il sindaco che auspica loro l’acquisizione della riserva di Capo Feto. Tanto a chi può importare il fatto che ad oggi dimostrano di non conoscere la legge regionale che “vieta” l’ingresso dei predatori domestici nelle aree nasturali protette?

  136. Il fotovoltaico, il solare termodinamico meriteranno certamente attenzione nelle pagine che MOL ha voluto dedicare a queste fonti di energia alternativa, ma non certamente in questa pagina in cui si parla di Capo Feto. A meno che non si voglia dire che gli specchi solari sono pure buoni per coprire l’ampio pianoro di Capo Feto. A chi dimostra d’avere solo la smania d’abbuffarsi, voglio, però, ricordare che per fare le uova fritte non basta solo ilcalore,occorre anche del buon olio d’oliva che le nostre campagne, i nostri agricoltori sanno ancora produrre. In campagna, oltre al verde penetrante degli olivi, vedo, tra l’altro, tanta manodopera che coltiva e raccoglie le olive (non mancano i premi pubblici per la produttività), mentre nelle fattorie solari, vedi per esempio quella spettrale di Dagalafonda, dopo il completamento dell’impianto, non ho mai visto alternarsi più di due persone per il turno di guardia (dove c’è guardiania). Se questi sono i posti di lavoro che si vogliono ottenere in loco con questo genere d’impianti, meglio la vecchia, congeniale attività agricola anche se mi dispiace per chi si occupa d’impiantistica fotovoltaica.

  137. Voglio il solare termodinamico, voglio far lavorare mio figlio senza raccomandazione, voglio il fotovoltaico, voglio far lavorare mia figlia senza raccomandazione, voglio l’eolico, voglio che i i vostri figli trovino lavoro senza raccomandazione, voglio farmi le uova fritte con il sole!

  138. nino fiorentino | 24 ottobre 2013 at 15:33 |

    Aaahhh!!! Allora non é a Lei, ‘pirsonalmente di pirsona’, che hanno ‘fregato’ la riserva, bensì all’associazione ACLI anni verdi…mi pareva strano!..Ma la famosa Provincia il cui progetto per i la Preola e gorghi tondi fu giudicato ‘scarso’ non é la stessa Provincia cui Ella si appiglia per le sue iniziative riguardo Capo Feto?

  139. Fiorentino, mi rendo conto che lei è condizionato dal suo status di funzionario statale, ma le statistiche sono sotto gli occhi di tutti e noi risultiamo in fondo a quasi tutte le classifiche. Tra i Paesi (tutti civili) d’Europa, risultiamo, tra l’altro, risultiamo i più sanzionati, specialmente per quanto attiene alle questioni ambientali. No! Nel 2005 c’è stato un pubblico concorso (con la partecipazione di 6 concorrenti, tra i quali, la Provincia il cui progetto fu giudicato “scarso”) per l’identificazione del gestore a cui affidare la riserva regionale dei laghetti Preola. Il mio progetto, presentato in nome e per conto dell’Associazione “ACLI Anni Verdi”, fu il prescelto, ma in seguito alle elezioni regionali del 2006 accaddero, si fa per dire, cose turche che a tre anni di distanza dal concorso, lasciarono il WWF Italia al suo posto. Non mi faccia più parlare, visto che io sono un cittadino civile, ma condannato a soffrire, considerato che lo Stato viene sempre meno, fino a permettere le cosiddette leggi ad persona (il famoso occhio di riguardo di cui al precedente commento).

  140. nino fiorentino | 24 ottobre 2013 at 09:38 |

    Egr. rag Sciabica, se c’é una cosa che auguro a Lei, a me, ed a tutti noi, é di poter vivere sempre in uno stato garantista. Che non significa lassista od accomodante, come Ella lascia intendere, citando, molto a sproposito, Berlusconi, bensì Stato ove le norme comportamentali vengano fissate, con chiarezza e precisione, con procedura democratica, e dove l’osservanza a tali norme venga imposta DOPO che siano state fissate, non PRIMA. Nel caso di Capo Feto, a differenza, ad esempio, che per la riseva di Vendicari, ‘googlando’ regolamento di fruizione non compare niente: ergo, gli unici divieti che vi vigono riguardano l’attività edilizia e venatoria, che non sono certo io a voler ripristinare ( alludo alla caccia ) né a Capo Feto, né, diversamente da Lei, altrove. Non che sia contrario per principio, diciamo che ormai mi sta bene così, anche perché posso vederne i risultati in termini di incremento di fauna avicola negli ultimi anni. Rilevo, inoltre, che negli di Stati di diritto, che concordo nel definire, altresì, ‘paesi civili’, spetta ai pubblici poteri la potestà di far osservare i divieti riguardanti aree pubbliche, giammai ai privati. Sulle considerazioni dello stimato dr. di Martino vorrei evidenziare che la ‘nostra terra’ non é una realtà omogenea. Sì, é vero, a Mazara non brilleremo forse per senso civico, ma altrove é molto peggio. E le criticità, a Capo Feto, derivano più dal lato petrosileno, quello aperto, che mazarese, immotivatamente chiuso, come accennavo in altro commento. Ma Lei queste cose le sa. Respingo, ovviamente, l’insinuazione su ‘l’occhio di riguardo verso qualcuno’ ( verso chi? da parte di chi? e soprattutto, perché? ) e mi chiedo: cosa intende dire affermando che le è stata ” ‘fregata’ la riserva di Lago Preola e Gorghi tondi”? A me risulta solo che era stata chiesta sia dal WWF che da un’altra Associazione, ma che fu preferita la prima. Non mi pare che la legge preveda affidamenti ‘individuali’.

  141. nella speranza che si estinguano prima gli uomini aceddri….

  142. Per ritornare al ping-pong col giocatore preferito, mi corre l’obbligo di dire che le cornici “per dare anche il “giusto risalto ai divieti” mi stanno bene, solo che a differenza dei “paesi civili”, da noi, all’indomani della collocazione scompaiono “cornici, insegne di divieto e finanche transenne ben arroccate al terreno”. Capo Feto è l’emblema di questi atti vandalici che Fiorentino dimentica (non oso ritenere che li voglia coprire). Non si concepisce, pertanto, tutto questo garantismo (tipico dell’era berlusconiana) da parte di Fiorentino. Come ha detto molto giustamente il dott. Salvatore Di Martino (spesso incalzato dal sottoscritto), ex dirigente capo del Servizio 6, attuale 4 ARTA, in una “COMUNICAZIONE” al “Quotidiano di Sicilia”, pag. 9, dell’1/2/2008 (anno in cui mi è stata fregata la RNI Lago Preola e Gorghi Tondi): “NELLA NOSTRA TERRA E’ NECESSARIO VIGILARE CON LA PRESENZA FISICA: NEI POSTI CIVILI BASTA UN CARTELLO. QUI NON E’ COSI’ A NESSUN LIVELLO, DALL’ABUSIVISMO EDILIZIO AL MALTRATTAMENTO CON MEZZI MECCANICI, FINO ALL’INVASIONE DELLE AREE PROTETTE CON AUTO, MOTO, CAMPER ETC. RESTA LA MANCANZA DI VIGILANZA DI TUTTI GLI ENTI”. Come se non bastasse, nella stessa pagine, il direttore generale ARTA dell’epoca, architetto Pietro Tolomeo, ha aggiunto: “Tra gli Enti gestori (delle aree naturali protette) spicca il CAI, per la VOLONTA’ di separare la gestione amministrativa dalla POLITICA ATTIVA, OPERAZIONE NELLA QUALE LE ALTRE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE (che siedono nel CRPPN e si sono spartite le aree naturali protette, aggiungo io) NON RIESCONO, CREANDO UNA GRANDE ANOMALIA”. Senza la presenza fisica di chi evita di scadere nel cosiddetto inciucio, nella politica sporca, posso ammettere che le transenne, le cornici, con le insegne di divieti, vengano fatte danneggiare o asportare la prima, la seconda volta, ma al verificarsi della terza volta (è accaduto proprio a Capo Feto), i governanti seri, non possono lasciar perdere, non possono inciampare ancora nel garantismo, debbono adottare i provvedimenti più adeguati. A differenza di molti quaquaraqua, non ho mai invocato l’abolizione dell’attività venatoria (andrebbe adeguatamente riformata) ma, a avolere fare un esempio, ho suggerito di chiudere la caccia, per un determinato periodo, in quegli “Ambiti Territoriali di Caccia” ( A.T.C.) dove gli atti di bracconaggio superano e turbano il regolare svolgimento dell’esercizio venatorio. Posso mai credere che Fiorentino anteponga il garantismo, il lasciare fare, il lasciare passare, alla delinquenza dilagante? La Giustizia, l’equità, la tolleranza, la grazia, il perdono, sono una cosa, ma l’eccesso di garantismo (probabilmente per un occhio di riguardo verso qualcuno) mi sembra tutt’altra cosa.

  143. Turillo, ritenendola persona simpaticissima, mi concedo contraddirla. Rilegga attentamente il mio commento del 22/10, ore 21,48, e si renderà conto che il ping-pong (dialogo, confronto) non mi piace giocarlo solo con Fiorentino. Nel commento, infatti, traspare in maniera inequivocabile che, specialmente in materia ambientale, cerco il dialogo con i cacciatori e i “legambientisti”, piuttosto che con Fiorentino che, in assenza degli altri commentatori, fa bene a dire la sua e quella degli altri. E’ così che circolano liberamente le idee e i confronti, arricchendo le conoscenze umane. Partecipi con più frequenza e vedrà che il ping-pong lo potrò fare anche con lei. Un caro saluto, mentre approfitto per ricordare a Ivan Marino che lo scienziato che ha sperimentato il vaccino contro il vaiolo ha calcolato (se non ricordo male negli anni Sessanta) che l’umanità non sopravviverà per più di altri cento anni. Ci estingueremo prima noi o l’aceddi? Spero che la trasformazione naturale colga prima noi che abbiamo imbrattato il mondo, ritenendolo “cosa nostra”.

  144. nino fiorentino | 23 ottobre 2013 at 10:18 |

    La verità é che da quando la caccia é stata severamente regolamentata la fauna avicola é aumentata in maniera esponenziale. Io ho potuto ammirare, da vivi, solo da grande la stragrande maggioranza degli uccelli conosciuti, impagliati, da piccolo. Fino agli anni ’70 al massimo ti poteva capitare di avvistare uno stormo di marzaiole. Non é vero, sig. Sciabica? Oggi, invece, in Sicilia, é tutto un proliferare di aironi,cormorani, folaghe, pavoncelle, fratini, fenicotteri, palmipedi di ogni tipo fino al martin pescatore avvistato l’altro giorno a tonnarella. Gli uccelli hanno ormai imparato, qui da noi, a convivere con l’uomo e, quel che é molto più importante, con le sue attività, basti pensare ai fenicotteri a due passi dal porto di Trapani, od in mezzo ai salinari. O, magari, in ambiti urbani molto poco confortevoli, per gli umani, come canali di scolo o pantani naturali e no. Ma ricchi di cibo per gli uccelli, a partire dagli insetti, di cui noi umani, pare, saremo destinati a nutrirci, ma non ora. Nel frattempo, però, siamo costretti a grattarci continuamente per le zanzare. Aumentate, in certe zone urbane, in maniera esponenziale. Per come la vedo io, quando si presenta un inconveniente, bisogna darsi da fare per risolverlo. Degli uccelli ci siamo già occupati, con risultati egregi, mi pare. E’ il momento di rivolgerci agli umani.

  145. Non ci resta che sperare che sti aceddri si estinguano cosi non se ne parla piu’….

  146. poi dice che non gioca a pinki ponki , sono sempre li stessi che parlano, 

  147. Mi sembra che la convinzione e la consapevolezza non siano dei cacciatori mazaresi se è vero, come è vero, che hanno sempre negato la somiglianza tra l’alzavola e l’anatra marmorizzata (somiglianza che ha portato alla preclusione della caccia anche all’alzavola), ma ora, con la foto delle anatre marmorizzate, presenti nel mazarese anche nel giorno di puliamo il mondo, non sembra che abbiano più nulla da dire. Come i legambientalisti mazaresi aspetteranno che sia Fiorentino a commentare anche per loro?

  148. nino fiorentino | 22 ottobre 2013 at 16:53 |

    Nooo!!! Così non vale!!!…e vabbé—approfondiremo se basta presentarsi come referente della Federazione nazionale pro-natura per mettersi a transennare…mi piacerebbe chiedere lumi alla provincia, ma visto che é stata abolita.. quanto alla cornice 20 x 30 panoramica, quella dovrebbe essere usata per dare il giusto risalto ai divieti, come avviene nei paesi civili, in maniera da : a) mettere i cittadini in condizione di comportarsi secondo norma; b) togliere dall’imbarazzo eventuali sorveglianti mettendoli al riparo dalle naturali obiezioni di chiunque se ne vada per i fatti suoi e venga improvvisamente fermato per essere richiamato al rispetto di norme fantasma. Non so, mi viene in mente qualcosa come…come..ah già, sì: il cartello della Regione Lombardia posto all’ingresso dell’oasi delle foppe: una bella sagoma di cane sbarrata, ai sensi della L.R. n° 26/’93, art. 43, comma 2, lettera B… Ma qui non siamo in Lombardia. Qui, com’é noto, per comandare basta avere l’accortezza di svegliarsi un pò prima degli altri..

  149. Avrei voluto comunicare la ragione sociale dell’Associazione ambientalista alla quale aderisco (poteva essere una forma utile di propaganda specialmente se si considera che il presidente onorario nazionale è Sandro Pignatti) ma evito, visto che Fiorentino ha indetto un concorso per appurarlo. In fondo anch’io ho lanciato un concorso (premio una mia foto naturalistica 20×30 con cornice panaromicaq) per l’individuazione della L.r. che “vieta” l’accesso dei predatori domestici nelle aree naturali protette. Citare il numero e l’anno della relativa GURS corrisponderebbe a svelare il numero e il titolo della legge che non è difficile individuare, avendo dimestichezza con il computer e seguendo la mia originaria indicazione ripresa nell’Oasi “Le Foppe”. La regola dovrebbe essere: non divulgare mai notizie senza la convinzione o la consapevolezza di ciò che si scrive.

  150. nino fiorentino | 22 ottobre 2013 at 09:54 |

    Dal momento che qualcuno mi ha eletto ‘interlocutore preferito’ sarebbe forse il caso di fissare qualche regola di dialogo: per esempio che chi asserisce l’esistenza di qualcosa, ne dia la prova. Come la fantomatica legge regionale che vieterebbe l’accesso dei cani a Capo Feto. Io posso affermare che non esiste, perché una legge, per essere tale, deve essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Non basta che chi la promuova la ritenga cosa buona e giusta. E sulla Gazzetta ufficiale non c’é. Le gazzette ufficiali esistono da secoli ed oggi, nel 3° millennio, sono inserite in banche-dati immediatamente accessibili grazia a motori di ricerca. E’ vero che nel web non tutto si trova, ma le leggi sì. E non solo le leggi, ma anche molta normativa di rango inferiore. Come, per esempio, il decreto che vieta l’accesso ai cani nella Riserva di Vendicari. Quello c’é. Per Capo Feto, invece, non c’é, ed il motivo, per me, é evidente. Ma non voglio annoiare nessuno con considerazioni giuridiche. Mi basta che non si faccia più confusione. Per distrarci, ho deciso di lanciare un concorso: qual’é l’associazione riconosciuta cui appartiene il rag. Sciabica? E’ un gioco ad eliminazione. Cominciamo dalla prima dell’elenco ministeriale ( il link é sopra, nel mio commento del 17 ottobre ). ‘Accademia Kronos’ con sede in Rosciglione, Viterbo. e’ forse questa?

  151. Foto 1: fenicotteri rosa nella gorga Sciabica – Politano. Foto in ricordo della giornata Puliamo il Mondo del 06/10/2013;

    Foto 2: Pantano Leone 13/10/2013, gruppetto di anatre marmorizzate sui resti di un vecchio olivo ancorato nel pantano.

  152. Sig.ra Presti, la presente pagina attiene a Legambiente e ai suoi ambientalisti, non vedo quindi i suoi riferimenti a Fiorentino che, comunque, da tuttologo (non è parola d’offesa, anzi) e persona che vuole vederci chiaro, rimane il mio interlocutore preferito. Rilegga i miei commenti e si renderà conto che io non ho mai detto di conoscerla. Ho detto, anzi, di “non averla mai incontrata” se non il 19/06/2013 al Circoletto per parlare dei fanghi immessi nell’area della Colmata B. Contrariamente a quanto lei possa pensare, io “non ce l’ho con nessuno” se non con coloro i quali strumentalizzano, speculano sulle questioni ambientali o con coloro i quali commettono illegalità a cominciare da quelle documentate nel materiale fotografico sopra allegato. A dimostrazione ed anche per poterla conoscere, sarei lieto poterla ospitare, intanto, in occasione dell’elezione del nuovo consiglio direttivo della mia Associazione (riconosciuta dal competente Ministero), in seguito alla prematura scomparsa del presidente Girolamo Pietro Palermo. 

    Considerato che ho accennato alla Colmata B, sono stimolato ad allegare 2 fotografie che attestano la mitigazione dell’impatto sul Lungomare Fata Morgana, grazie alla presenza del bacino idrico Laguna di Tonnarella.

  153. Marino, comprendo quel che vuole dire ma attenzione a fare confusione tra presente e passato. I cacciatori galantuomini, per esempio come fu suo padre o mio padre, al giorno d’oggi non sono altro che un ricordo. Oltre che per la rarefazione degli habitat e, quindi, della selvaggina, ho smesso di praticare (senza pentimento alcuno) l’attività venatoria perchè non riuscivo più a fare distinzione tra i moderni cacciatori e i bracconieri. Le foto allegate non sono che una dimostrazione eclatante di ciò che dico. Nessun cacciatore del passato si sarebbe permesso di sparare a caccia chiusa (come da prima fotografia allegata nel mese di Marzo la caccia è chiusa) o al limite del centro urbano.

  154. Un risultato lo abbiamo ottenuto: ha distolto l’attenzione dal sig. Nino Fiorentino!! adesso ce l’ha con la sottoscritta…che pensa di conoscere perche’ mi ha incontrata una sola volta!! Mi creda lei pensa di conoscermi…ma in realta’ sara’ veramente poco di me….

  155. Prima pagina della distinta con le firme degli ornitologi.

  156. La mozione per la tutela del Pantano Leone di Campobello di Mazara. Seguono le firme di tutti gli ornitologi partecipanti all’XI Convegno Italiano di Ornitologia. 

  157. Forse sarebbe bello che degli animali parlassero gli animali…in alternativa preferisco i cacciatori .

  158. Grazie sig.ra Presti per la cortese indicazione contenuta nelsuo commento del 18/10, ore 20,25. Io, infatti, sono quello che lei ha presentato al più ampio pubblico di MOL, attingendo dal Metup mazarese dei grillini. A differenza di chi spia, guardando dal buco della serratura, io, tra l’altro, quando ho capito (attratto dalla novità Grillo) che i grillini, in particolare l’architetto o ingegnere (non ricordo bene) Castrogiovanni, non erano diversi dagli altri politici (anzi), al secondo incontro serale di Metup, ho sbattuto la porta e me ne sono uscito. Per questo mio rigore morale, non solo riesco a ricredermi, ma ritengo di essere stimato da chi mi conosce meglio di lei e vive la natura (od anche l’ambiente naturale) come la vivo io. Non credo che un ambientalista, o meglio un naturalista mazarese, sia nelle condizioni di convincere più di 300, tra docenti universitari e appassionati di ecologia ed ornitologia, a sottoscrivere un documento per il salvataggio e la protezione di una zona umida del mazarese, più conosciuta come fogna a cielo aperto (effettivamente ne correvano i presupposti). Io ci sono riuscito e più tardi glielo dimostrerò. Fanatico? Così se le pare, ma io, anche per quello che la vita mi ha concesso, mi sono ritenuto sempre un Cincinnato.

  159. Presti, veda che si sbaglia ancora. Siete Voi,infatti, che dovete darmi la risposta, visto che la Legge che non consentirebbe l’accesso ai cani nelle aree naturali protette (non sono solo i parchi e le riserve), ai gatti e ad altri predatori addomesticati, così come esiste nella regione Lombardia, esiste anche nella nostra Regione. Se Fiorentino non riesce a venire a capo di questa Legge ha poca importanza, visto che non si è mai professato ambientalista. La cosa cambia aspetto nel momento in cui un’ambientalista come lei che ha partecipato alla riunione del 19/6/2012, al Circoletto, contro il deposito dei fanghi del dragaggio del porto nell’rea della cosiddetta Colmata B, dimostra di stare dietro all’eventuale imbeccata di Fiorentino. Se per risposta allude alla domanda di Fiorentino circa l’Associazione che ha ottenuto l’autorizzazione all’impianto delle transenne a Capo Feto, chiarisco subito che la risposta l’ho data (ancor prina che Fiorentino la ponesse) attraverso il commento del 17/10/2013, ore 8,59. La Capitaneria è un Ente pubblico (Fiorentino dovrebbe essere di casa), per cui qualsiasi cittadino che ne abbia voglia può documentarsi presso quell’Ufficio pubblico od anche presso la Provincia che ha emanato il provvedimento. Per ritornare al discorso ambientale, voglio ricordare, sempre alla sig.ra Presti, non ad altri che senza stimoli difficilmente scriverebbero su questioni ambientali legate alla conservazione della natura o alla tutela del patrimonio naturale, convinto di quello che dico (non da quaquaraqua), consapevole delle mie personali esperienze che, guarda caso, collimano con quelle di un altro naturalista di molta più ampia caratura, Konrad Lorenz (altro che fanatismo e storielle di questo genere): ” Per scrivere sugli animali bisogna essere ispirati da un affetto caldo e genuino per le creature viventi…. questo libro è scaturito non solo dal mio grande amore per gli animali, ma anche dalla mia ira contro i “libri” che trattano di animali. Ma di che cosa mi adiravo? Delle molte storie di animali, incredibilmente false e cattive che ci vengono offerte oggi in tutte le librerie; dei molti PENNAIOLI CHE PRETENDONO DI PARLARE DEGLI ANIMALI SENZA SAPERNE UN BEL NULLA. Io sono uno scienziato, non un artista, e quindi NON MI PERMETTO NESSUNA LIBERTA’ E NESSUNA “STILIZZAZIONE”. INOLTRE ritengo che queste LIBERTA’ NON SIANO AFFATTO NECESSARIE E CHE SIA MOLTO MEGLIO ATTENERSI, come nei veri e propri lavori scientifici, semplicemente ai fatti, se si VUOLE DISCHIUDERE AL LETTORE LA BELLEZZA DEL MONDO ANIMALE”. Così quando lo scienziato, nel corso di un congresso di etologia, fu ospite di Danilo Mainardi a Parma, per sondare la preparazione dell’illustre professore italiano gli chiese: “Se e quali animali avesse allevato da bambino”. Come riferisce lo stesso Mainardi, Lorenz poi lo informò che la stessa domanda “era ormai divenuta un po’ una domanda di rito che faceva a tutti gli etologi” per capire con chi aveva a che fare. Lungi da me l’idea di essere uno scienziato, da semplice naturalista, però, non mi è capitato mai d’incontrare sul campo, se non al Circoletto, la sig.ra Presti e gli altri ambientalisti mazaresi di Legambiente. Non l’ho incontrata neanche il 6/10 a Capo Feto, dove alle 10 in punto c’era,invece, l’ assessore Ditta che per incontrare i pochi, sparuti ambientalisti di Legambiente, ha dovutoattendere che si facessero le 11,20. Mi basta questo per non essere interessato a sapere degli animali che lei, sig.ra Presti, abbia allevato da bambina.

  160. Il link pubblicato da Marialuisa è molto illuminante e da un valore aggiunto alla citazione di Oz..Leggendola, infatti, mi sembrava che mi ricordasse personaggi e dinamiche di nostra conoscenza…

  161. Non ho argomenti validi? Lascio a lei la presunzione, la protervia, l’arroganza e la tracotanza….
    Aspettiamo ancora che risponda con i fatti alle domande che le pone il sig. Nino Fiorentino.
    Per il resto ..”solo chiacchere e distintivo!!”…anzi solo chiacchere perchè non vedo nessun distintivo!!
    http://www.meetup.com/Movimento-5-Stelle-Mazara/members/88550132/

  162. « Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo… »
    (don Mariano Arena al capitano Bellodi)
    C.V.D. : L’unica cosa certa è che i fanatici non hanno senso dell’humor…e che il sig. Sciabica s’intende di anatre, evidentemente!!!

  163. nino fiorentino | 18 ottobre 2013 at 12:41 |

    @Enzo Sciabica: prendo atto che non é in grado di indicarmi la norma regionale che vieta l’ingresso dei cani a Capo Feto. In compenso, io sono in grado di indicarle la vigente normativa regionale sui parchi e le riserve: http://www.legambienteriserve.it/download/98-81.pdf , in particolare l’art. 22. Peccato che non sia applicabile a Capo Feto, che pur essendo sito d’interesse internazionale ai sensi della convenzione Ramsar, non é né parco né riserva. Affermare che sarebbe bene che lo fosse é lecito e comprensibile. Invocare l’applicazione di divieti inesistenti, come se già imposti, molto meno. Grazie per il riconoscimento della mia abnegazione, che io interpreto come rivolta alla miglior e più diffusa conoscenza possibile della normativa ambientale riguardante le nostre zone. Laddove, altri, mi pare insistano a voler mantenere un atteggiamento quasi da ‘sacerdoti’ della norma, questa sconosciuta. Ma dal momento che non siamo più all’epoca dei druidi, ma viviamo in un moderno Stato di diritto, é bene che obblighi e divieti interessanti la collettività dei cittadini siano a questi ultimi resi noti e comprensibili nella loro esatta portata, in maniera che possano essere rispettati come si deve. A proposito: continuo a chiedermi qual’è, esattamente, l’associazione riconosciuta di cui al famoso elenco, che sarebbe stata autorizzata dalla Provincia al transennamento in proprio.

  164. Fiorentino, ho dimenticato di dirle (come una volta le ha fatto ricordare Davide Castelli) che spesso il solo motore di ricerca non basta e, comunque, se fosse stato un buon ambientalista sarebbe arrivato subito alla L.r. che trae origine da una Legge quadro nazionale. Più diquesto nonledirò, visto,tra l’altro, che a differenza di molti sedicenti ambientalisti, apprezzo la sua abnegazione. Complimenti!

  165. Fiorentino comeil Cristo che si è fermato ad Eboli. Le nostre leggi sono tante, troppe, tanto che non si possono applicare. A Maria Luisa Presti consiglio solo di non commentare quando non ha argomenti validi da contrapporre, il resto è roba da quaquaraqua.

  166. Non è la prima volta che mi tocca di ringraziare @marialuisapresti per gli scenari di conoscenza e saggezza che sa aprire. Amos Oz? – Adesso lo conosciamo meglio approfittiamone.
    Per tutto il resto sono d’accordo con lei.

  167. Concordo su tutta la linea con marialuisapresti…

  168. @marialuisapresti

    Fuori tema ma visto che amiamo lo stesso scrittore mi volevo permettere di consigliarLe l’utimo suo libro scritto insieme alla figlia. ” Gli ebrei e le parole”.

  169. nino fiorentino | 17 ottobre 2013 at 12:52 |

    Apprezzo molto il corposo contributo di saggio umorismo offerto da M. Luisa Presti. un’altra si sarebbe limitata a precisare, in due righe, che legambiente, l’associazione di cui fa parte, e che ha organizzato la manifestazione ‘puliamo il mondo’, compare sicuramente nel famoso elenco di cui all’art. 309 del D.L. 152/2006. Per quanto riguarda l’accesso vietato ai cani nei parchi e riserve di Sicilia, fermo restando che Capo Feto non é né parco né riserva, rimango ancora in attesa che qualche ferratissimo esperto di leggi ambientali me la porti all’attenzione. No, perché la relativa legge regionale dell’ ’88, in particolare l’art. 17, non ne fa proprio menzione.

  170. da “Contro il fanatismo” di Amos Oz:
    “Il fanatismo è praticamente dappertutto, e nelle sue forme più silenziose e civili è presente tutto intorno a noi, e fors’anche dentro di noi. Conosco bene quei non fumatori capaci di bruciarti vivo se osi soltanto accendere una sigaretta vicino a loro!
    Conosco quei vegetariani capaci di mangiarti vivo per aver ordinato una bistecca! Conosco quei pacifi­sti, alcuni miei colleghi del movimento per la pace in Israele, capaci di spararmi in testa solo perché ho auspicato una strategia lievemente diversa per il processo di pace con i palestinesi. Insomma, non voglio certo dire che chiunque levi la voce contro qualunque cosa sia un fanatico. Non voglio lasciar intendere che ogni opinione convinta sia una forma di fanatismo, certo che no. Però penso che il seme del fanatismo si annidi immancabilmente nella rettitudine inflessibile, piaga di molti secoli”….
    “ll fanatico è sempre molto altruista. È più interessato agli altri che a se stesso. Prova sempre a salvarti l’anima o a cambiarti, oppure ti aiuta a “vedere la luce”. Vive la sua vita solamente attraverso le altre persone. Naturalmente se non può cambiarti ti ucciderà. Ma lo farà perche ti ama, non perche ti odia…
    Credo che il senso dell’umorismo sia una grande cura. Non ho mai visto una persona dotata di humor diventare un fanatico. E non ho mai visto un fanatico con il senso dell’umorismo, perché possederlo significa saper ridere di se stessi. Molto spesso condizioni di disperazione, estrema povertà, oppressione e la mancanza di ogni speranza sono responsabili della diffusione del fanatismo. Pertanto è anche importante cercare di rimuovere queste situazioni insostenibili in varie parti del mondo.”

    La verità è che trovo terribilmente noioso questo scambio di battute…e la petulante presunzione di alcuni. Aggiungerei anche inutile petulante presunzione.
    Per alcuni questi commenti sono diventati uno sterile esercizio per dimostrare (non ho capito bene a chi) di essere il solo degno di fregiarsi del titolo di “Ambientalista dell’anno” o “Esperto di accessi vietati ai cani”!!
    Questo voler a tutti costi apparire dotto e documentato ha sortito un solo effetto: fare perdere l’interesse a molti sui problemi ambientali e dimostra che c’è troppa gente che non ha niente da fare!!! La pensione per alcuni è deleteria….

  171. nino fiorentino | 17 ottobre 2013 at 10:42 |

    A parte la normativa, tante altre cose si trovano nel WEB: per esempio, le elenco delle associazioni riconosciute ai sensi dell’art. 309 della L. 152/2006, citata da mio più affezionato interlocutore, che non ricordo, però, essersi mai espresso a nome di nessuna di queste. Ma di certo trattasi di mia svista o distrazione personale facilmente rimediabile dall’interessato: http://www.minambiente.it/pagina/elenco-delle-associazioni-di-protezione-ambientale-riconosciute

  172. nino fiorentino | 17 ottobre 2013 at 10:26 |

    Per conoscere le leggi sull’ambiente non occorre essere ambientalisti. Personalmente, poi, rimango convinto che nei paesi civili gli ambientalisti non hanno ragione di esistere. Ed io spero, nel corso della mia esistenza, di fare in modo di rendere un pò più civile il mio Paese, o la mia città. A partire, si capisce, dal rispetto del principio di legalità, essenziale in uno stato di diritto. Legalità significa rispetto delle leggi per quelle che sono, non per quelle che si vorrebbe che fossero. Tornando a Capo Feto, leggi e normative che ne disciplinano in qualche modo la fruizione territoriale sono state da me puntualmente citate sopra. Ho omesso il d.d.G. n° 659 del 2009 ( peraltro citato in altra occasione ), perché riporta solo criteri programmatici, non rivolti alla generalità dei cittadini. Ad oggi non esiste una regolamentazione delle attività consentite o vietate a Capo Feto, salvo quella di cui al vincolo paesaggistico e, forse, sull’attività venatoria. Questo é un fatto. Poi tale circostanza può ritenersi provvidenziale per qualcuno o sciagurata per qualcun’altro, ma queste sono opinioni. Ma i fatti, come stava scritto sotto la testata di Panorama, quando l’attuale direttore, nostro concittadino, frequentava ancora le elementari, vanno separati dalle opinioni. In ogni caso, sono costretto a domandarmi come mai a me viene facilissimo, usando il più diffuso motore di ricerca, offrire subito alla consultazione generale le leggi che cito, mentre ad altri no. P.S.: questo vale anche per la lettera della moritura Provincia di Trapani, ancorché non presente in rete.

  173. Fiorentino, la nota della Provincia con la quale mi si autorizza ad impiantare (nella qualità di rappresentante di Ente non governativo, Art. 309, Dlgs. 152/2006), per conoscenza è stata trasmessa anche alla Capitaneria di Porto. Buona lettura.

  174. La legge per vietare l’accesso ai cani anche accompagnati nelle aree naturali protette, come per la regione Lombardia, evidentemente non può interessare solo Capo Feto di Mazara del Vallo, ma tutta la Sicilia. Non è questione di ping pong, ma d’educazione e, quindi, di rispetto verso i lettori. Chi scrive e vuole che le proprie idee siano divulgate dovrebbe avere prima l’assillo di documentarsi e l’assillo di essere consapevole di ciò che scrive. Certamente nella vita si può commettere sempre errori, ma ciò che conta è avere assolto agli impegni e mantenersi con la coscienza tranquilla, Fiorentino non è un ambientalista ed è normale, pertanto, chenon conosca la L.r. Siciliana che vieterebbe l’accesso ai cani nelle aree naturali protette, ma la sig.ra Presti, ambientalista di Legambiente, che figura ci fa a replicare i miei commenti senza avere prima la certezza di ciò che dice? In riferimento aldivieto di accesso alla palude di Capo Feto va ricordato che il progetto Life risale al 1999, i lavori sono iniziati nel 2001, l’Ordinaza sindacale è delmese di giugno del 2002, l’insegna è stata affissa quialche mese dopo, la riqualificazione si è conclusa nel 2003. Le transenne a protezione dell’area (anche al confine con la trazzera per Margi Spanò, si possono osservare ancora i resti), per il rispetto dell’Ordinaza, sono state poste a conclusione dei lavori. L’italia siè impegnata (nei confronti dell’Ue) a proteggere fattivamente l’area e ad istituire subito la riserva naturale. A chi saprà rispondermi sulla L.r. che vieta l’accesso ai cani nelle aree protette farò dono di una fotografia (formato 20×30) naturalistica, con relativa cornice economica.

  175. @ Maria Luisa Presti
    Lo lasci perdere.
    L’ Ayatollah Sciabica ha alzato un po’ troppo il gomito!!

  176. Ed io non avevo capito che fosse un dialogo a due tra il sig. Sciabica e il sig. Nino Fiorentino, altrimenti non mi sarei inserita nel dialogo rendodolo più complicato !!! una specie di chat privata…solo che la leggiamo tutti!! scusate ancora per il disturbo!!!

  177. @turillo: quindi ho capito bene, il sig. Sciabica si lamenta delle interferenze degli altri lettori!

    Sig. direttore di MOL, forse è arrivato il momento di ricordare ad alcuni Suoi lettori i più elementari principi della democrazia, della libertà di espressione e dell’assoluto valore del pluralismo….
    Ovviamente, la mia considerazione non riguarda il sig. Fiorentino, ma il suo interlocutore sopra citato che, a quanto pare, su certi argomenti vuole confrontarsi SOLO con Fiorentino….rimango allibita!

      

  178. nino fiorentino | 16 ottobre 2013 at 08:02 |

    Per quanto mi riguarda sono lietissimo di essere disturbato. Anche perché io non ritengo di giocare a ping pong né di sapere tutte cose.

  179. @giovanna russo, è come la partita di pink pong, li giocatori non devono esseri nociuti, se no uno si puo innervosire. percio l’ambientalista non deve parlare perche la partira di pink pong non si deve disturbare, Tra qualche giorno a chi disturba   ci mettono pure il mussino come i firetti, Solo qualcuno sa tutte cose. l’altri no.

  180. nino fiorentino | 15 ottobre 2013 at 11:27 |

    Sulla normativa regionale riguardante capo feto ho approfondito: allego il link riportante il Decreto assessoriale che ha imposto il vincolo paesaggistico all’area, richiamante, altresì il decreto del 1977, cui già accennavo, riguardante l’oasi faunistica, ed il decreto del Presidente della Regione Sicilia di approvazione del piano comprensoriale, sempre degli anni ’70. Il decreto di vincolo riporta esattamente quali sono gli oneri a carico dei proprietari dei fondi nella zona. Alro non c’é: http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticoloDefault/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1993-11-22&atto.codiceRedazionale=093A6507&atto.tipoProvvedimento=DECRETO%20ASSESSORIALE

  181. …ma per rivalutare il sig. Fiorentino e l’ambientalista, sig.ra Presti (ha l’abitudine d’inserirsi nel dialogo tra me e Fiorentino rendendolo più complicato)………..

    ho capito bene? il sig. Sciabica lamenta che la sig.ra Presti si inserisca nel suo dialogo con il sig. Fiorentino??? 

  182. nino fiorentino | 14 ottobre 2013 at 13:20 |

    @Enzo Sciabica: P.S.: da quel che mi risulta, l’ancorché prolifica Regione Sicilia non ha mai legiferato alcunché a proposito di Capo Feto, sito, finora, oggetto di un unico provvedimento normativo, ( salvo, forse, un’antica istituzione di area interdetta alla caccia ) ossia il decreto del Ministero dell’Ambiente n° 169 del 2011. L’ho letto e riletto con attenzione e posso affermare che, da nessuna parte, assegna ad alcun privato pubbliche funzioni di transennatore.

  183. nino fiorentino | 14 ottobre 2013 at 09:21 |

    Leggo solo ora il commento del sig. Sciabica del 12 ottobre, quindi solo adesso sono in grado di controbattere. O, meglio, sarei se conoscessi il contenuto della nota prot. 33783. Ovviamente, non lo conosco essendo stata inviata ad un privato cittadino. Il fatto poi, che sulla scorta di una lettera, un privato cittadino si senta autorizzato ad esercitare pubbliche funzioni, la dice lunga su come funzionano le cose in Italia, specialmente nel campo della c.d. tutela c.d. ‘ambientale’ . Secondo me é arrivato, e non da ora, il momento di metterci un punto. Tornando all’ordinanza sindacale, ribadisco che é stata emanata per l’affettuazione dei lavori, non per regolamentare la fruizione del sito, che esula dalle competenze del Comune. Inoltre, ricordo a tutti che, lato Petrosino, la strada comunale Spanò-Capo Feto non é mai stata chiusa. Evidentemente quel che si é ritenuto di poter tranquillamente negare, da un giorno all’altro, ai mazaresi ‘ammuccaficu’, cioé l’accesso ad un’area da sempre fruita di rado e per diletto, ci si é guardati bene dal vietarlo a petrosileni e marsalesi, ovvero ai proprietari dei fondi agricoli retrostanti, ancorché ‘asinieddi’, ma da sempre abituati a disossare i propri campi retrostanti, abbandonando, sistematicamente, il pietrame di risulta su quel litorale, come disse un anziano assessore di quel giovane comune. Ma c’é chi queste cose le sa senz’altro meglio di me. Io, comunque, ricordo bene chi era il presidente della Provincia all’epoca dei lavori Life.. Quanto ai cani, si tratta di animali che fanno il loro mestiere, cioé cacciare gli altri animali; o vogliamo processare pure loro per maltrattamento di animali? In ogni caso, verrebbero assolti, perché lo fanno per sfamarsi, quindi non senza motivo, come prescrive il Codice Penale.

  184. I più dei cacciatori mazaresi sono stati sempre cunigghiara. Pochi eletti, come i cacciatori mazaresi che ho avuto il piacere di conoscere, si dedicavano anche alla caccia da penna, ma ad est di Mazara, cioè nell’attuale riserva Lago Preola e Gorghi Tondi. La palude di Capo Feto è stata presa sempre d’assalto, di giorno e di notte, dai petrosileni e dai marsalesi. Oggi per Mazara potrebbe essere una risorsa purchè non si incorra nelle “stravaganti teorie”, come mi sembra sia accaduto per il lago Preola. Mi reputo soddisfatto visto che Fiorentino non ha saputo controbattere ai miei argomenti e non si è reso conto che in virtù di quell’Ordinanza la Provincia ha continuato a mettere transenne che sono state automaticamente distrutte. Banditi!

  185. Le rarita’ ornitologiche di  Capo  Feto hanno resistito per decenni alle perizie balistiche  di storici cacciatori mazaresi, ma   si estingueranno appresso  le chiacchiere di movimenti ambientalisti , sedicenti amanti della natura , norme ,  leggi, codicilli e ordinanze, insegne europee  e   stravaganti teorie …….

  186. nino fiorentino | 12 ottobre 2013 at 15:35 |

    Gli interventi di ripristino e qualificazione di cui al cartello sono stati ultimati. Da 11 anni. Il divieto apposto dal Sindaco Vella in dipendenza dei lavori, così come la relativa transenna, non hanno più ragione di esistere. Da 11 anni.

  187. Dopo avere dimostrato il gravissimo danno cagionato dai cani (anche non da caccia, hanno lo stesso naso, è solo questione d’addestramento assimilato nel tempo) in un’area naturale protetta, invito i lettori a lasciar perdere il commento di Fiorentino del 9, ore 9,25, visto che sottovaluta la prolificità legislativa della nostra Regione. Peccato che alla legge spesso non si accompagna l’applicazione, con i controlli, nonostante siamo la Regione con il più alto numerodi forestali (poi c’è chi vorrebbe far credere che la tutela del territorio e dell’ambiente NON CREINO LAVORO). In Sicilia c’è, infatti, un’aloga legge a quella della regione Lombardia, ma per rivalutare il sig. Fiorentino e l’ambientalista, sig.ra Presti (ha l’abitudine d’inserirsi nel dialogo tra me e Fiorentino rendendolo più complicato), voglio che siano loro a comunicarla ai lettori ed eventualmente a spiegarla. La seconda foto mostra la transenna, con una delle insegne che riportavano l’apposita Ordinanza sindacale con la quale è stato precluso il traffico a Capo Feto. Ordinanza sempre valida se è vero, com’è vero che, a determinate condizioni (non le ho accettate), la Provincia, con nota 13/8/2013, prot. 33873, mi ha autorizzato a reimpiantare le transenne, in virtù di quell’Ordinanza. Quando transenne ed insegne sono state divelte (questa è l’educazione che molti mazaresi si ritrovano), l’ing. piemontese, coordinatore del progetto Life, attraverso un accordo tra Comune, Provincia, Ministero competente e il dott. Bruno Julienne, in rappresentanza della XI Commissione Ue, advenne ad un accordo che permise di allungare fino al mare il canale estremo orientale della palute, impedendo di fatto, naturalmente, l’accesso alla palude proprio nel punto descritto in uno dei soliti commenti di Fiorentino. Nel 2005 una ditta che avrebbe dovuto trasformare le “alghe” (tanto per comprenderci), oltre ad effettuare dei prilievi con una pesante ruspa, ha provveduto (per ordine non si sa di chi) ad interrare il canale, consentendo ancora l’accesso alla palude da Tonnarella. Banditi! A cominciare dagli ambientalisti che, ad esaurimento delle provvidenze, sembrano dimenticare.

  188. Ingresso est alla palude di Capo Feto 2003: notasi la transenna e l’insegna europea nel corso delle azioni di ripristino ambientale.

  189. Pantano Leone Ottobre 2008: sequenza fotografica di cane randagio a caccia di rallidi nello stagno.

  190. nino fiorentino | 9 ottobre 2013 at 09:25 |

    Il cartello apposto all’ingresso della riserva brianzola riporta l’articolo della Legge Regionale Lombarda che dispone il divieto in questione. Dubito che la normativa lombarda trovi applicazione in Sicilia.

  191. Nella prima foto è riprodotta l’insegna che nell’oasi di protezione e rifugio della fauna “Le Foppe” (prov. Monza/Brianza) vieta l’ingresso ai cani anche al guinzaglio. Nella seconda foto, eseguita nella riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi,  altre 2 insegne di senso completamente opposto. 

  192. Capo Feto 06/10/2013, ore 11,30: l’ingresso dei cani e del gregge nell’oasi di protezione e rifugio della fauna. 

  193. Presenza di cani e pecore batte prenza umana (la foto è abbastanza eloquente) per 20 a 1.

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