“Blue Sea Land”: Rilancio dello sviluppo nell’area mediterranea attraverso il modello dei Distretti Agroalimentari italiani e siciliani

20131011-143113.jpgMAZARA DEL VALLO. “Blue Sea Land”: puntare su dialogo, cooperazione e integrazione per il rilancio dello sviluppo nell’area mediterranea attraverso il modello dei Distretti Agroalimentari italiani e siciliani
Il modello dei Distretti produttivi e la filosofia della “Blue economy” al centro del dibattito nel corso del seminario di studi su “Il ruolo dei Distretti produttivi, delle filiere agroalimentari e marittime: la semplificazione amministrativa e le politiche comunitarie”, svoltosi ieri a Sala Rossa di Palazzo dei Normanni a Palermo. L’incontro ha aperto le manifestazioni di “Blue Sea Land 2013” che proseguiranno da oggi a Mazara del Vallo fino a domenica 13 ottobre.
Al seminario hanno preso parte alcuni rappresentanti delle Regioni e Provincie Autonome d’Italia e dei Distretti Produttivi Agroalimentari (Distretto Cerealicolo Siciliano Distretto Industriale di Nocera-Gragnano, Distretto degli Agrumi di Sicilia, Distretto Produttivo della Pesca-Cosvap, Distretto Lattiero-Caseario Siciliano) e componenti dell’Osservatorio Mediterraneo della Pesca.
A moderare l’incontro è stato il presidente del Distretto Produttivo della Pesca, Giovanni Tumbiolo: “in Sicilia –ha spiegato Tumbiolo- vi sono dieci distretti agroalimentari, rappresentano l’economia reale siciliana perché occupano lavoratori e sviluppano produzioni di eccellenza. “Blue Sea Land” ha come obiettivo proprio la valorizzazione di questa realtà socioeconomica. Dalla Sicilia parte un modello quello delle reti distrettuali e ciò attraverso i principi della Blue economy, l’economia che fa leva sulla responsabilità condivisa delle risorse, sulla sostenibilità e su zero scarti. Bisogna oggi ancor più rilanciare il dialogo con i Paesi rivieraschi ed in particolare con il Mondo Arabo, rilanciare soprattutto il dialogo fra la finanza islamica e quella occidentale, è un tema cruciale sul quale si poggiano le reali possibilità di cooperazione. Distretti e “Blue economy” sono modelli di sviluppo da valorizzare ed esportare – ha dichiarato Tumbiolo – e nei prossimi giorni saranno oggetto di confronto con i 24 Paesi partecipanti a ‘Blue Sea Land’, ai quali presenteremo 100 progetti per il rilancio dell’economia siciliana e italiana. Un modello di aggregazione -ha aggiunto- che punta, per esempio, sul dialogo fra la finanza islamica e quella occidentale, crocevia di molte problematiche che investono i rapporti tra i paesi del Mediterraneo”.

Nella straordinaria cornice di Palazzo Reale che ospita il più antico parlamento d’Europa, ha aperto i lavori il presidente dell’Assemblea regionale siciliana (Ars), Giovanni Ardizzone, plaudendo all’iniziativa del Distretto produttivo della pesca di Mazara del Vallo e del Governo regionale. Nel suo intervento il presidente dell’Ars si è soffermato sulla necessità di puntare alla cooperazione e al dialogo con i paesi del Mediterraneo per creare nuove condizioni di vivibilità per i popoli, sottolineando come il modello dei Distretti possa costituire volano in un processo di sviluppo economico per superare gli ostacoli che impediscono il cambiamento socio-economico. ”Sulla base della nostra legislazione esclusiva – ha detto Ardizzone – potevamo fare di più nel legiferare a sostegno della nostra economia produttiva, spesso, però, dimentichiamo che a governarci sono i regolamenti dell’Unione europea e che abbiamo fallito nella spesa comunitaria in Sicilia. L’idea di un’Agenzia nazionale che coordini i fondi europei non mi spaventa – ha aggiunto – non è un commissariamento, ma dobbiamo sforzarci di essere pronti a spendere le risorse della programmazione 2014/2020, attraverso la sburocratizzazione delle procedure”.
Il presidente dell’Ars si è soffermato poi su alcuni esempi che hanno messo a nudo le oggettive difficoltà di intervenire in aree geografiche difficili come il Medioriente o il Magreb per avviare stabili relazioni di cooperazione. “Avviare e rafforzare il dialogo per gettare le basi di un processo d’integrazione con i paesi del Mediterraneo e del Medioriente allargato –ha concluso Ardizzone- è fondamentale per salvaguardare le nostre produzioni, e in questa direzione aggregare, fare Distretto, è vincente”.
In merito ai progetti relativi alla blue economy il Prof. Vincenzo Fazio, noto economista e già preside della Facoltà di Economia dell’Università di Palermo, ha parlato del neo costituito “Centro di Competenza”, società consortile da lui presieduta, avente come obiettivo fornitura di servizi gestionali e formativi, di innovazione tecnologica alle aziende distrettuali.
Il Dott. Sami Ben Abdelaali, Consigliere Diplomatico del Presidente Crocetta nonché Dirigente alla Cooperazione con i Paesi del Mediterraneo ed il Mondo Arabo ha ribadito l’importanza del ruolo dei distretti: “stiamo costruendo una piattaforma fra gli assessorati sulla tematica dei Distretti. Le nostre eccellenze agroalimentari grazie a “Blue Sea land” possono essere valorizzate e conosciute nei 24 Paesi partecipanti, mi riferisco in particolare ai prodotti “born in Sicily”, il certificato di integrità e di origine siciliana di questi prodotti. A Blue Sea Land sono stati così previsti incontri “b2b” per dare grande opportunità ai produttori di incontrare buyers nazionali ed internazionali. In questi tre giorni i visitatori avranno inoltre modo di osservare ed assaporare le nostre eccellenze agroalimentari”.

Filippo Diasco, Dirigente Generale Agricoltura della Regione Campania ha spiegato: “la Regione Campania conta sette distretti, gran parte fanno riferimento settore del tessile ma vi anche distretti nel settore agroalimentare in primis quello di Nocera-Gragnano. Vi sono però altre significative vedi il distretto del caffè e del gelato. Crediamo molto adesso nei distretti ed a livello regionale abbiamo destinato dei
fondi al loro sviluppo. Non abbiamo un distretto della pesca ma ci stiamo lavorando”.
A chiudere l’incontro è stato l’Assessore alle Risorse Agricole ed Alimentari della Regione Sicilia, Dario Cartabellotta: la Sicilia vuole proporre un modello innovativo di agricoltura e di pesca al fine di un creare cluster di Distretti che vanno dal Mediterraneo, Africa e Medioriente allargato; il “born in Sicily” attraverso “Blue Sea Land” va verso il “born in Mediterraneo”. D’altronde la Sicilia ha questa naturale vocazione mediterranea, al contrario dell’’Europa di oggi, l’Europa delle merci e delle leggi e non degli uomini. Questo discorso è evidente nella settore della pesca dove l’U.E. ha emanato normative che non guardano alla specificità del Mediterraneo, vi sono uguali normative per Baltico e Mediterraneo: come si fa ad equiparare la pesca in questi due sistemi così lontani e diversi? L’U.E. ad esempio non ha tenuto conto degli accordi di cooperazione con i Paesi rivieraschi, e non solo, stipulati in questi anni dal Distretto della Pesca. L’U.E è fredda e distaccata dal contesto mediterraneo. L’assessore alle risorse agricole ha chiarito che la manifestazione “Blue Sea Land 2013” è stata voluta dal Governo regionale per presentare ai paesi del Mediterraneo e del Medioriente un nuovo modello da esportare nel rispetto delle diverse identità, puntando sul legame storico e sull’interregionalità. “Il tema che ci unisce – ha precisato Cartabellotta – è l’idea di sicurezza, cibo e identità nel produrre e mangiare il proprio prodotto perché oggi il problema delle derrate alimentari oscilla sul concetto di security. L’alterazione della natura – ha sottolineato – è sempre oggetto di attenzione e servono regole giuste ed eque per non nuocere alla salute, ‘Born in Sicily’, per esempio, nasce per certificare l’identità e l’origine dei prodotti siciliani, marchio che darà valore aggiunto alle eccellenze isolane”. Per il rappresentante del Governo regionale l’affermazione dell’identità mediterranea è la strategia vincente nell’agro-industria come nella pesca. Ha assunto un preciso impegno l’assessore, a conclusione dell’intervento: “questo evento è l’occasione per riflettere sulla politica della pesca nel Mediterraneo e sulla sua governance, l’impegno del Governo nella prossima programmazione comunitaria sarà quello di snellire la burocrazia che ha rallentato procedure e finanziamenti”.
Ha partecipato al seminario anche il parlamentare del M5S Sergio Tancredi cha ha voluto sottolineare il lavoro straordinario messo in piedi dal Distretto produttivo di Mazara del Vallo, attraverso la manifestazione “Blue Sea Land”, per valorizzare il dialogo tra le istituzioni dei paesi partecipanti. “Le nostre eccellenze dell’agroalimentare –ha detto Tancredi – vanno tutelate dalla concorrenza fatta di prodotti di scarsa qualità, l’iniziativa ‘Born to Sicily’ mi convince perché valorizza le nostre produzioni e accorcia le distanze tra istituzioni e aziende”. L’esponente grillino ha aggiunto che, nelle prossime settimane, sarà presentato dal gruppo parlamentare M5S un disegno di legge finalizzato all‘istituzione di un marchio di qualità siciliano per salvaguardare e tutelare i prodotti delle filiere isolane e garantire qualità, riconoscibilità, e sicurezza al consumo finale.”.

Prima di lasciare Palazzo dei Normanni alla volta di Mazara del Vallo, le delegazioni dei Distretti hanno assistito all’inaugurazione della mostra
“Contaminazioni”, a cura della Fondazione Federico II (Sala Duca di Montalto)
In serata le stesse delegazioni, buyers nazionali ed internazionali partecipanti a “Blue Sea Land” e giornalisti sono state ricevute presso l’Oleificio dei Fratelli Accomando dove hanno potuto assistere alle diverse fasi di lavorazione, sino al prodotto finito, ed assaporare il primo olio di stagione.

[F. Mezzapelle]

Be the first to comment on "“Blue Sea Land”: Rilancio dello sviluppo nell’area mediterranea attraverso il modello dei Distretti Agroalimentari italiani e siciliani"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*