Mazara C’è un futuro che non può attendere.

MAZARA DEL VALLO. C’è un futuro che non può attendere. La prossima ultimazione della tanta attesa Sopraelevata, strada con caratteristiche autostradali, doppia corsia, realizza, a Tonnarella, sulla litoranea Fata Morgana, un ingresso ultramoderno alla città. << Mazara ovest>>. Ma c’è una emergenza immediata: un vuoto urbanistico e paesaggistico di prossimità. Va eliminato con infrastutturazione di equilibrio e di grande visibilità, ad opera del Comune. Riguarda la riqualificazione della vasta e lunga area al confine tra il lungomare, striscia umida della Darsena e nuovo porto. Un suggestivo paesaggio di fragile bellezza, collassato dall’incuria ed in totale abbandono. Il Dipartimento Studi Strategici e Territoriali del Duemila, in un partecipato incontro con cittadini – abitanti, ha proposto ed attuato l’iniziativa di presentazione del Piano Strategico, per durare nel tempo, con due obiettivi. Realizzare, nell’area abbandonata, una grande villa di flora mediterranea, per luogo d’incontro e di socializzazione.
Dotata di uno “spazio” di rara eccellenza, per vedere e ammirare da vicino, rari esemplari di uccelli venuti dal mare (gru e fenicotteri) che sostano nel piccolo lago della Darsena durante il lungo viaggio dalla o verso l’Africa. Costruire nello slargo fra il Lungomare Fata Morgana e via P. Impastato, un parcheggio con servizi per roulotte e auto. Il Dipartimento dell’istituto di ricerca Il Duemila, si è impegnato a continuare, con vigore, iniziative di stimolo per ottenere dalle istituzioni locali risposte alle domande di cambiamento e di riqualificazione delle condizioni di vita di Tonnarella. Nella riunione partecipata con cittadini si è discusso e sostenuto, con vivacità, che la “ Mazara Doc”, non è solo il salotto del centro storico, è anche Tonnarella d’estate con la sua bianca spiaggia e d’inverno con la villa al mare, con viali , sedili e pista ciclabile.

143 Comments on "Mazara C’è un futuro che non può attendere."

  1. Dopo l’abbuffata, bisogna cercare altri stratagemmi per attirare solo nuovi capitali.

  2. In tutti i paesi civili del mondo, nelle aree più vocate delle città (laddove una volta c’erano dune, paludi, acquitrini, boschi…) si cerca di ricostituire ambienti semi e sub-naturali (per attirare anche, se non soprattutto, gli uccelli selvatici) e farne dei centri per l’accoglienza, per l’osservazione, lo studio e non ultima l’educazione che manca ai mazaresi, capaci solo di bruciare soldi, come dimostrano le varie opere di recupero ambientale..

  3. nino fiorentino | 16 gennaio 2014 at 14:33 |

    Per quanto crudele, ( ma la natura è crudele ) che un cane, mammifero predatore, avendone l’opportunità, sbrani un uccello ( quasi sicuramente un esemplare malato o debilitato, altrimenti si sarebbe involato ) è del tutto naturale. Non è naturale, invece, che uccelli selvatici siano artificialmente attratti in ambito urbano, o che i gabbiani si cibino di spazzatura disdegnando il pesce. A Mazara del Vallo sono stati spesi ingenti fondi pubblici per preservare il patrimonio naturale, lì dove il patrimonio naturale si trova. In quantità di tutto rispetto anche per il mondo civilizzato. Però è vero: qui a Mazara si avverte forte l’esigenza di rimettere ogni cosa a suo posto, territorialmente parlando.

  4. Cose che non si registrano neanche nei paesi del cosiddetto terzo mondo. A Mazara del Vallo, evidentemente, Il patrimonio naturale vale molto meno della ceramica.

  5. Documentazione fotografica relativa al commento precedente.

  6. Criticità del Lungomare Fata Morgana lasciate passare.

  7. nino fiorentino | 12 gennaio 2014 at 22:34 |

    Sarò padrone di credere di più ai miei ricordi che a quelli della sconosciuta sig.ra Foggia? Sarò padrone di osservare che quell’:assessore non ha mai parlato di ‘importanza naturalistica dell’area’  ma solo che, da ragazzo, vi pescava molluschi? Come si potrebbe fare, del resto, in qualunque porto adriatico, badando, però, di non mangiarne? Ma soprattutto, posso stringere la mano alla sig.ra Foggia quando dice, in sostanza, che, fino a quando un uccello non s’e’ visto all’ornitologo non gliene e’ potuto frega’ de meno?

  8. Leggasi il commento del 6 della sig.ra Foggia e ci si renderà co0nto che Fiorentino mette in dubbio il fatto che i “cittadini”, non solo le monache, impiantavano gli ombrelloni laddove ora c’è la Colmata B con l’atterraggio della Soprelevata. La persona che mi ha parlato dell’importanza naturalistica del tratto di mare ora chiuso, tra il porto-canale e l’atterraggio della Soprelevata, quando me ne parlò era assessore provinciale all’ambiente, mentre, nonostante la conoscenza, non posso definirlo nè “amico”, nè “confidente”, come pretenderebbe Ivan Marino.

  9. nino fiorentino | 11 gennaio 2014 at 13:49 |

    Che argomenti.. La sig.ra Foggia non ha mai detto d’aver piazzato personalmente ombrelloni in nessun posto. Magari non era ancora nata nell’ 86. Ma io, che sono mazarese, ricordo solo l:ombrellone delle monache. Quanto ai lamellibranchi, conosco porti pieni di cozze spontanee. Tutto provano i lamellibranchi tranne l’importanza naturale di alcunché.

  10. Ma dire un Amico, un confidente,  invece che assessore provinciale le faceva tanto schifo????…O serve per dare piu’ lustro al suo argomento????…Con la credibilità che oggi  hanno i politici ,caro Mr. Sciabbbica , tale affermazione, anche se vera (cosa di cui io sono certo) diventa priva di fondamento…NDP

  11. Dagli ultimi commenti di Fiorentino debbo trarre, quindi, che le “suore” e i “ragazzi in fila indiana” che andavano, “per comodità”, a fare il bagno laddove (prima Tonnarella) lo faceva la sig.ra Foggia, non erano da considerare “cittadini”. Un ex assessore provinciale all’ambiente mi ha confidato che in quello stesso tratto di mare ci raccoglieva “adduzzi” (Lamellibranchi). Come avremmo dovuto considerarlo, visto che a differenza di Fiorentino ha confermato l’imporrtanza naturale e paesistica di quel tratto di litorale mazarese?

  12. nino fiorentino | 9 gennaio 2014 at 13:53 |

    Le monache si contentavano per una questione di comodità. La via Longo, che allora era una trazzera, sbocca proprio lì, 2 traverse prima della via Fani. E nemmeno sempre. Sovente i ragazzi, in fila indiana, guadagnavano la sabbia bianca di tonnarella percorrendo qualche centinaio di metri a piedi. Io me lo ricordo, mentre non ricordo altri cittadini piantare ombrelloni tra la via Fani ( che non aveva denominazione ) ed il porto di allora. E sì che ce ne voleva di strada per arrivare da Mazara a Tonnarella, ma nessuno si fermava prima. Ci sarà stato il suo motivo. In ogni caso, la colonia chiuse prima che iniziassero i lavori della sopra-elevata. Sulla definizione, dove vuole arrivare? Che al momento c’è un miscuglio di acqua dolce e salata? E con questo? Non è che la riprova che accidentali fattori artificiali distolgono, attualmente, la fauna avicola dall’ambiente naturale, il che, nel caso di Mazara, rappresenta pure un notevole spreco di risorse pubbliche, quelle impegnate, di recente, nella ri-qualificazione della vicinissima zona di Capo Feto, area protetta ufficialmente dalla legge e riportata nelle guide turistiche come litorale di notevole interesse..

  13. Nel commento del 6,ore 19,41, la signora Foggia ha parlato di “cittadini” che impiantavano gli ombrelloni laddove ora c’è la laguna (visto che il livello idrico continua ad essere regolato dalla marea) di Tonnarella. Per Fiorentino, vedi commento dell’8,ore 18,08, le “monache” e i giovani della “colonia di Via Longo” non erano “cittadini”? Fiorentino, suggerisca alla Guardia Costiera d’operare una migliore vigilanza, visto che ad oggi (nonostante le ripetute segnalazioni) non è riuscita ad eliminare la pesca di frodo, con le reti, proprio nella laguna o “pozzanghera” come dir si voglia. Piuttosto, se mi può dare una definizione del termine pozzanghera. Grazie.

  14. nino fiorentino | 9 gennaio 2014 at 09:42 |

    ..che s’impegnano a favore del recupero del senso dello Stato, Lei faccia come Le pare.

  15. nino fiorentino | 9 gennaio 2014 at 09:40 |

    @Enzo Sciabica: quel verbale lo legga prima lei, dopo di che rimarremo in attesa che Ella, se lo vuole, riferisca esattamente quel che c’è scritto, con particolare riguardo ai dettagli relativi a ciò che insiste a definire ‘discarica presidiata progettata in mezzo alla gente’ . A me non risulta alcuna ‘discarica’ e nessun ‘progetto’, tantomeno ‘in mezzo alla gente’. Inoltre che ‘la sig.ra Foggia vi piazzava l’ombrellone’ lo dice solo Lei. La sig.ra ha detto un’altra cosa, che io ho smentito con cognizione di causa che, probabilmente, la sig.ra, di cui sconosco l’età, non ha. In ogni caso, mi fido più dei miei ricordi, nonché dei documenti fotografici dell’epoca.Quanto alla perdita del senso dello Stato, forse in Italia s’è perso, ma di certo non da tutti. Io non posso che schierarmi tra coloro

  16. In Italia abbiamo perso il senso dello Stato e mi si viene a parlare di “programmazione”? Si critica l’abusivismo edilizio e si esalta la “programmazione” di chi ha governato, anzi gestito, società (spinta all’individualismo esasperato) e territorio? Fiorentino, la smetta e si vada a leggere il VERBALE 13/2/2008, depositato in Capitaneria, dove è scritto della discarica presidiata dove la sig.ra Foggia piazzava l’ombrellone. Sicuramente bisogna discutere anche delle criticità territoriali e ambientali del passato ma, cara Sig.ra Foggia, non s’inizia prendendosela con l'”ornitologo” o con il naturalista o con l’ambientalista serio. Incontriamoci e, mi auguro assieme ai giovani di cui lei poarla, possiamo chiarire tante cose.

  17. nino fiorentino | 8 gennaio 2014 at 18:08 |

    @Sig.ra Foggia, non me ne voglia, ma anche se, magari, i marsalesi non lo sanno, lì dove dice lei le uniche a piantare, qualche volta, un ombrellone, erano le monache che gestivano la colonia di via Longo, proprio perche’ erano li. Per i mazaresi, da sempre, la spiaggia inizia dalla via Fani verso ovest, dove, infatti fu impiantato il primo stabilimento, il ‘sirenetta’, con il ‘tonnarella’, poi ‘pirata poco distante. Fosse stata veramente toccata tonnarella, le reazioni ci sarebbero state

  18. nino fiorentino | 8 gennaio 2014 at 08:14 |

    Questa degli ‘interessi collettivi’ è proprio bella: le opere pubbliche sono destinate per definizione al soddisfacimento di ‘interessi collettivi’. C’è l’interesse pubblico della sanità, dell’istruzione, dell’economia, della produzione, della mobilità, della pubblica sicurezza, della difesa, del welfare, della ( si capisce ) tutela dell’ambiente, e così via.. Cito a caso ( preciso per evitare che qualcuno mi contesti ordini di priorità ) E’ compito dei governanti mediare tra tutti questi interessi pubblici. Tale mediazione, calata sul territorio, assume il nome di ‘pianificazione’ attività che, in forza delle vigenti leggi urbanistiche, comporta, di per sé, il rispetto del pubblico interesse alla tutela del territorio. Venendo al caso particolare di Mazara, tale pianificazione, per quanto incredibile possa sembrare, esiste già. Non mi stancherò mai di ripeterlo.

  19. maria foggia | 8 gennaio 2014 at 07:12 |

    Sig. Sciabica di certe errori del passato bisogna parlare, soprattutto per i più giovani ai quali stiamo lasciando una città in ginocchio e che si apprestano a fare scelte……anche di politica locale. Stia attento scrivo ” stiamo lasciando”, quindi mi prendo anch’io una parte delle colpe, per non avere combattuto efficacemente l’ascesa, il successo e la permanenza in politica di certe personaggi mediocri. Non faccio nomi ma le loro facce sono ben note, anche se tanti sono stati rottamati dalla magistratura o ingurgitati dalla stessa politica- Attenti a volte ritornano!

  20. Sig.ra Foggia, che senso ha prendersela con l’ornitologo che ancor prima della laguna avrebbe voltuto salvaguardare il tratto di mare dove lei poteva “piantare l’ombrellone”? Si lamenti con chi di dovere o smetta di rintuzzare le persone che dimostrano più rispetto per il territorio, l’ambiente e per gli interessi collettivi.

  21. nino fiorentino | 7 gennaio 2014 at 10:16 |

    P.s.: diversamente da quanto asserito da taluno, nessun ‘gestore’ ha mai ‘progettato’ discariche ‘in mezzo alla gente’.

  22. nino fiorentino | 7 gennaio 2014 at 09:52 |

    Diversamente da quanto asserito da taluno, nessuna autorità prevede interventi in aree vincolate. Con l:occasione rinnovo l’invito, ovviamente solo per chi ne ha voglia, di approfondire la normativa di settore per meglio comprendere le competenze in tema di ‘progettazione’ di opere pubbliche

  23. maria foggia | 6 gennaio 2014 at 19:41 |

    una laguna delimitata lato mare da blocchi di cemento modificando in maniera definitiva la curva della spiaggia di Tonnarella….chi potrà risarcire i mazaresi di tanto scempio; forse l’ornitologo non abitava a Mazara quando in quel tratto di spiaggia i cittadini potevano piantare gli ombrelloni e fare il bagno nell’acqua limpida grazie al naturale movimento delle correnti da Capo Feto verso il porto e viceversa;

  24. Ma quale normativa di settore. Se le Autorità preposte sono adeguatamente informate non tombano zone umide d’importanza ecologica, rispettano il vincolo di cui all’Art. 142 Dlgs. 42/2004. L’Ufficio pubblico che è subentrato alla gestione del Demanio marittimo, ha compreso tutto e sta cercando di mettere una pezza alle previsioni del vecchio gestore che ha progettato di realizzare una discarica presidiata di rifiuti portuali tra la gente. Ex Gestore che convocava (come per esempio nel 2007) le Ass.ni che si occupano di territorio e ambiente quando gli conveniva, ex Gestore che a richiesta del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, sulle qualità “biotiche ed abiotiche del pantano (così è stata definita la laguna di Tonnarella)”, ha risposto di non saperne niente. A che gioco giochiamo, o forse non sa quel che dice chi ha scritto anche il commento del 5, ore 11,22?

  25. nino fiorentino | 5 gennaio 2014 at 12:27 |

    Leggo solo ora ‘annessione sconsiderata da parte di un Ente allora gestore del demanio marittimo’. Ma di che cosa stiamo parlando? Suggerisco, a chi ne ha voglia, di approfondire la materia studisndosi per benino la normativa di settore. 

  26. nino fiorentino | 5 gennaio 2014 at 11:22 |

    I cani non fanno altro che andate alla ricerca del cibo. C’e’ chi, prima, si esaltava per un falco pescatore che squartava un cefalo. Povero cefalo!

  27. Continuano le scorrerie dei cani randagi e non (visto che alcuni si aggirano tranquillamente all’interno della recinzione del circolo l’Approdo) nell’area della laguna (come da convenzione di Ramsar, come da nota esplicativa del Ministero delle Politiche Agricole, ex Agricoltura e Foreste, come da schedario ISPRA, ex INFS) di Tonnarella. Nel corso delle festività natalizie, proprio nella parte più prossima all’Approdo è stato rinvenuto un giovane fenicottero morto (faceva parte di un gruppo di 30 di cui due portatori d’anelli di riconoscimento), con evidenti segni d’aggressione canina. A nulla è valso il sollecito del 19/11/2013, rivolto al sindaco, con il quale si segnalava appunto la presenza incontrollata di cani nell’area summenzionata e le gravi aggressioni patite da persone e uccelli. Fino a quando non c’era il Rifugio sanitario comunale per cani bisognava pazientare, ma ora che c’è il canile perchè si continua a non s’interviene?

  28. Il geoportale comunale, per quanto attiene alle zone umide del mazarese (IBA 162) è “ottimo ed abbondante per la truppa”, per Nino Fiorentino e per l’assessore comunale all’ambiente che in prossimità delle elezioni ha iniziato ad aggiustare e ad asfaltare alcune strade, ma continua a dimostrare il disinteresse più assoluto per il patrimonio naturale mazarese che non porterà voti.

  29. Le Zone Umide del Mazarese, originariamente identificate come IBA (Important Bird Areas) 162, con il riconoscimento di zone d’importanza internazionale per la Moretta tabaccata (come da commento del 29/12, ore 19,10), anche senza il sostegno dei politici, potrebbero (Capo Feto + zone dello stesso comprensorio + Pantano Leone) essere riconosciute riserve naturali regionali. Il 2014, grazie all’attraente, mediterranea Moretta tabaccata, possa essere foriero del summenzionato riconoscimento che gioverà sicuramente all’immagine turistica di Mazara del Vallo, così come le saline (ubicate dentro la Città) giovano all’immagine di Trapani. La foto allegata, realizzata (uno dei più bei ricordi di vita che conservo) il 14/5/2007, riproduce un’affiatata e feconda (alla faccia di Ivan Marino, aceddu di malaguriu) coppia di Moretta tabaccata.

  30. nino fiorentino | 31 dicembre 2013 at 20:02 |

    Quel geo-portale e’ aggiornato così com’e’. E lo sarebbe chiunque fosse l’assessore comunale all’ambiente. Ma c’e’ chi considera attendibile la teoria degli universi paralleli, in uno dei quali i pennuti sono oggi la specie animale dominante..

  31. Enzo Sciabica | 31 dicembre 2013 at 19:20 |

    Il porto è al suo posto e non glielo tocca nessuno. Più avanti ad occidente è stata un’annessione sconsiderata di un Ente (all’epoca gestore del Demanio marittimo) che nel 2010 (nota che conservo gelosamente) si è dichiarato “incompetente” in materia ambientale, invitandomi a rivolgermi direttamente al Minambiente e all’ARTA Sicilia che hanno preso atto dell’importanza naturale e paesaggistica dell’area subito dopo il porto-canale, direzione ovest. Ad est è un’altra cosa e c’è già chi ha pensanto di realizzarci infrastrutture utili (non la spiaggia su strati consolidati di melma) alla Città. Come dice l’Istituto di Ricerca Il 2000, tra il Porto-canale e l’atterraggio della Soprelevata va realizzata una villa (cosa non molto diversa dal parco urbano) decente che Mazara del Vallo non ha, che attragga anche i visitatori stranieri. Auguro a tutti un felice Anno nuovo.

  32. nino fiorentino | 31 dicembre 2013 at 13:44 |

    …naturalmente concordo su ogni cosa al suo posto: la città, il porto, la spiaggia, le riserve

  33. In riferimento alle zone umide del mazarese, con l’assessore comunale all’ambiente che ci ritroviamo, il geoportale comunale non può che essere arretrato.

  34. …e spero che tutte le specie ornitologiche si estinguano al piu’ presto….le zone umide si asciughino e quelle secche si inondino.  E che Corrado Sansone ci calassi na briscola a bastoni.

  35. nino fiorentino | 30 dicembre 2013 at 19:32 |

    Le zone umide del mszarese sono riportate nel geoportale del Comune di Mazara. Sono la zona di Preola e Gorghi tondi e l’area di Capo feto, anche leggermente al di fuori di quella bonificata col progetto Life.

  36. In Italia sono tre le zone umide classificate d’import5anza internazione per la moretta tabaccata. Due in Sicilia (Foce del Simeto e Zone Umide del Mazarese) e una nel Lazio.

  37. La macrozona Mazara del Vallo, in base alla ricerca 2001 – 2010, di un ornitologo del luogo, ha raggiunto il livello d'”importanza internazionale” per il parametro “moretta tabaccata”, raro anatide d’origine turchestano – MEDITERRANEA, al quale dovrebbe essere garantito il massimo di tutela. A breve il Ministero dell’Ambiente renderà pubblica la notizia. Vorrei brindare anche con Fiorentino.

  38. Che c’entra l’inciviltà. C’è lo spazzio per il pattinaggio e per tante altre cose, ma ogni cosa al suo posto e tutti (civili e meno civili provenienti da altri posti) si adeguano. Della convenzione di Ramsar, Fiorentino deve leggere la parte che attiene alla tipologia di zone umide, se ne ha voglia.

  39. Nino fiorentino | 28 dicembre 2013 at 20:19 |

    La convenzione Ramsar, dicevo, prevede che ogni Stato istituisca almeno una, diconsi una, zona umida protetta, in pratica, con Capo Feto, siamo gia’ pagati come Nazione. Tanto per precisare i termini della questione.

  40. Nino fiorentino | 28 dicembre 2013 at 15:33 |

    Convenzione ramsar

  41. nino fiorentino | 28 dicembre 2013 at 09:21 |

    Ora anche il jogging e’ ‘incivile’..

  42. Al Central Park si fa pure jogging, ma non nei pressi del lago Kennedy e negli altri stagni dove la gente di tutto il mondo va a fare birdwatching. La’ sono persone serie e gli stranieri, anche i meno civili, si adeguano. Come ho spesso detto, quando un’ area naturale o artificiale che sia, dimostra di essere importante ai fini della conservazione naturale, non fa differenza. Per capire meglio di cosa parliamo più che l’indicazione di Fiotentino, su Google, bisogna ricercare Central Park di New York. Fiorentino, visto che spesso torna a Mazara, farebbe bene a documentari e capire meglio che cosa e’ la riserva Lago Preola e Gorghi Tondi. Capo Feto lo sanno tutti che è una sorta di discarica di qualsiasi genere di rifiuto, nonostante i soldi spesi. Negli Usa chi ha maneggiato quei soldi, senza poi occuparsi del degrado successivo, avrebbe già pagato.

  43. nino fiorentino | 27 dicembre 2013 at 00:47 |

    Scusandomi per le ‘e’ non accentate ( dovuta a scarsa padronanza della tastiera usata in precedenza ) colgo l’occasione per fornire il seguente link: http://it.wikipedia.org/wiki/Jacqueline_Kennedy_Onassis_Reservoir Pare proprio che il bacino niuiorchese sia famoso solo per il jogging. P.S.: ho voluto evitare, ma a seguito di certe considerazioni circa l’abusivismo edilizio,ora debbo dire che nn capisco come taluno mostri indulgenza al riguardo, specie considerando lo stato della zona umida mazarese immediatamente a ridosso di Capo Feto, ben documentato dal geo-portale del Comune di Mazara..

  44. nino fiorentino | 26 dicembre 2013 at 22:12 |

    Io sono attratto dalle bellezze naturali e paesaggistiche. Capo feto,gorghi tondi, ma anche miragliano, fiumara per restare a Mazara. La colmata B; 1) non e naturale 2) non e paesaggistica 3) non e una bellezza.

  45. Ogni tanto Fiorentino c’ “azzecca”. La nostra riserva naturale Lago Preola e Gorghi Tondi è, infatti, la più libera, la più aperta a tutti, anche ai cani, d’Italia, come dimostra la foto allegata che riproduce pastori e cani in procinto di raggiungere le sponde del gorgo Murana (il gregge è già nelle adiacenze dello stagno).

  46. Caro Fiorentino (purtroppo non mi sembra che, nel bene o nel male, ci siano altri che sappiano commentare questa pagina, nonostante la marea d’ambientalisti che ci ritroviamo), vedo che la festività natalizia le ha fatto dimenticare la lezione sul significato di “laguna”. Le consiglio di andare a rivedere, anche su Google, la Convenzione di Ramsar (il massimo a livello internazionale), nella parte che attiene alla tipologia delle “zone umide”. Diversamente da lei, non sono stato a San Francisco, ma le garantisco che sono perfettamente consapevole e documentato del fatto che c’è (altrimenti non mi sarei permesso di scrivere) una differenza sostanziale tra il Golden Gate National Park (sul quale mi sono soffermato) e il Golden Gate. Il GGNP trae il nome dal GG (e’ risaputo che e’ la bocca d’ingresso alla baia di S. Francisco) ma è ubicato all’interno della Città’. Se lei avesse avuto un po’ d’attrazione per le bellezze naturali e paesaggistiche, probabilmente, l’avrebbe visitato e non avrebbe lanciato il commento del 24 c.. Ho voluto evitare ma, in seguito a quel suo commento, ora debbo dirle che nel 2004, per la mia attività’, sono stato invitato al Central Park di New York (viaggio pagato) che si trova proprio nel quartiere di Manhattan (non c’è nessuno che si lamenta delle zanzare). In quello straordinario Eden, creato dall’uomo, dove c’erano le paludi, e’ stato ricavato un lago, il “Jacqueline Kennedy”, che è tra i più ricercati dai birdwatchers di tutto il mondo. Da quell’area infatti, come a Mazara del Vallo (Paleartico) passa una delle più importanti rotte migratorie (per l’avifauna Neartica) degli USA. Se detto Eden e’ stato realizzato negli USA, perché non può essere realizzato a Mazara del Vallo, con i soldi che la Regione brucia per la tutela e la diqualificazione del patrimonio naturale? Non si dimentichi, tra l’altro, che la nostra laguna e’ stata realizzata per consentire l’atterraggio della Soprelevata, ma una volta che l’ANAS l’ha risparmiata, qual è il motivo di continuare a parlare di colmarla? Fiorentino (come fa a criticare gli abusivi di Tonnarella), sappiamo che ci sogna i “cantieri navali” (lo hanno pure sollecitato, leggasi tra i commenti precedenti) e il “Centro stoccaggio rifiuti speciali presidiato”, ma gli altri?

  47. nino fiorentino | 24 dicembre 2013 at 08:43 |

    Che non si conosca bene San Francisco è perdonabile, si trova dall’altro capo del mondo, e non tutti hanno avuto la possibilità di recarvisi. Io ci sono stato e non mi ricordo di aver incontrato barriere spostandosi da un quartiere all’altro della città. Ma che ci si ostini a dire che c’è una laguna accanto al porto di Mazara, quando tutti sanno che non è vero, un po’ meno. Quanto agli investimenti ambientali effettuati a Mazara è vero: sono stati buttati quattrini ed ancora quattrini sul giardino dell’Emiro, su Capo Feto con il progetto Life, anche sulla Preola e Gorghi tondi, se è per questo, ma almeno quest’ultima riserva è gestita, anche bene, secondo me, che condivido il criterio, ivi adottato, di mantenere un sito naturalistico liberamente accessibile in ogni momento al cittadino, senza formalità o dazio alcuno. Tornando agli altri interventi, mi pare che ogni ulteriore sforzo dovrebbe essere profuso a rendere adeguatamente fruibili quel siti, per non vanificare quegli investimenti, altro che fantasticare di ‘chiuse mobili’ per regolare il ‘livello idrico’ di un sito di cui bisogna solo completare il riempimento, per gli usi previsti ed in funzione dei quali sono stati investiti tanti altri quattrini su capitoli di spesa del ministero dei Trasporti, non dell’Ambiente. Tanto per metterla in termini contabili, materia in cui, lo confesso, non sono una cima, il che non è un problema, con tanti validi ragionieri che ci sono in giro..

  48. Per evitare sterili discussioni, mi sono mantenuto sul generico (basta leggere il commento del 22, ore 22,58), scrivendo “circa 2 km.”. Un torrentello dove il mare (a differenza degli 80 km. della  baia di S. Francisco) s’incunea per circa 2 km. o 1 km (come vuole Fiorentino), a maggior ragione, non può che essere il porto che è. Sovraccaricarlo di strutture inidonee, incompatibili, potrebbe comportare lo stesso rischio che colpi’ la povera rana quando tentò  raggiungere le misure del bove. Le pertinenze non sono solo quelle del PRG, ma soprattutto le naturali e le spiagge di sabbia il più delle volte dipendono o sono collegate alle foci dei fiumi. I parchi urbani o monumenti naturali o aree urbane semi o subnaturali sono una cosa, le riserve naturali ubicate in aperta campagna (per intenderci) sono un’altra cosa anche se possono essere ricercati percorsi integrati. Il Parco urbano non si compone solo di riserve naturali, ma anche del patrimonio artistico-culturale. Bisogna semplicemente fare interagire le due cose, come per esempio accade a S. Francisco. Come ho accennato, Mazara del Vallo ha la fortuna di ritrovarsi nello stesso comprensorio : il fiume, l’Ipogeo di S. Bartolomeo, la laguna (basta togliere il pontone arrugginito e creare la chiusa per regolare il livello idrico accessibile a tutte le specie d’uccelli), la spiaggia, la palude di Capo Feto. Nessuno se ne sarà’ accorto, ma la sola riqualificazione del Giardino dell’Emiro, ha portato qualcosa come 2milioni di euro a Mazara del Vallo. Pensate quanto c’è ancora da riqualificare tra il Mazaro e Capo Feto, eppure c’è chi non va oltre i cantieri navali (in un’area ristretta, con tante altre storture), spingendosi pure a scrivere inesattezze sul Golden Gate National Park che taglia in due la citta’  di S. Francisco.

  49. nino fiorentino | 23 dicembre 2013 at 09:13 |

    Resta il fatto che a San Francisco prima hanno realizzato il porto. In ogni caso: 1) La foce del Mazaro è una rientranza invasa da acqua di mare per meno di un chilometro, diversamente da quel che ritiene taluno. 2) Non è vero che si sia omesso di considerare le ‘zone di rilevante interesse naturale e paesaggistico’ ‘pertinenze del torrente’: Miragliano, infatti, che ( come tutti i mazaresi sanno ) rappresenta il corso superiore del Mazaro, è già destinata a Parco Urbano, non dal PRP, ovviamente, rimanendo al di fuori dell’area portuale, ma dal PRG. Ed a me, personalmente, non dispiacerebbe nemmeno una valorizzazione in tal senso della c.d. ‘Fiumara’, il ‘canyon’ che ospita il corso del Màzaro più a Nord. Prendo atto che, secondo taluni, la zona balneare di Tonnarella dovrebbe essere destinata a parco naturale. Un’idea come un’altra, dalla quale non credo di essere l’unico a dissentire. Io mi limito a ricordare che i vigenti strumenti regolatori prevedono diversamente, senza, peraltro, trascurare le istanze di tutela naturalistica e paesaggistica, la cui tutela, da previsione, è massima nella zona di Capo Feto, per tacere di Preola e Gorghi tondi. P.S.: il centro urbano di San Francisco è tutto coronato da banchine portuali, il famoso ‘Golden Gate, che la collega a Sausalito, si trova ad una certa distanza dalla città, molto al di fuori dell’agglomerato urbano. E non credo che qui si parli, invece, del ‘Bay bridge’…che bello parlare di posti che si conoscono bene per averli potuti visitare, o perché vi vive dalla nascita..

  50. Tra il 2006 e il 2008 il Comune ha speso qualcosa come 90milaeruro per la redazione delle linee guida per il Piano Regolatore del Porto. Tra le carte figura un album fotografico con la riproduzione dei piu’ importanti porti mondiali. Tra questi non poteva mancare quello di San Francisco. Non si è, però, messo in risalto che il Pacifico s’incunea nell’omonima baia per circa 80 km., con punte d’ampiezza di 20 km., mentre il Mediterraneo (paragonabile al guscio d’una noce) s’insinua in quella sorta di budello che è il torrentello Mazaro per circa 2 km.. Sembra che si sia omesso, tra l’altro, di dire che nelle pertinenze del torrente permangono altre zone umide di rilevante interesse naturale e paesaggistico. Tutto il contrario di San Francisco, dove hanno saputo sfruttare le opportunità’ di crescita economica offerte dall’estensione territoriale, ma senza perdere di vista il rispetto per l’ambiente. Il porto, il ponte, dove è stato opportuno realizzarli, ma dentro la Città’ e lungo la baia il grande Parco con un’infinita’ di riserve (dimenticate nelle linee guida per il PRP che ci sono state vendute per 90milaeuro). Per far capire meglio ritengo opportuno riportare alcuni passaggi d’una pubblicazione del 2008 della Federparchi: “La scelta e’ stata sapientemente indirizzata con i gestori del San Francisco Golden Gate National Parl; parco urbano e semi urbano, spalmato sulla Città’ e sulla baia che abbraccia il ponte e riveste un forte valore di presidio con ampie aree soggette a RECUPERO e RIQUALIFICAZIONE; il parco sta contribuendo con un forte stimolo allo sviluppo di capacità ricettive e formative ed è protagonista principale dell’interpretazione e dell’educazione ambientale. Ci rendiamo conto dell’importanza data all’interpretazione ambientale anche visitando il Centro di educazione di Crissy Field, un luogo la cui storia è già da sola testimonianza della capacita’ del Golden Gate National Park di creare uno spazio di contatto con la natura, importante per i californiani e soprattutto per coloro che vivono nelle metropoli”. Tutta la zona litoranea ad occidente della foce del Mazaro conserva ancora le caratteristiche per potere realizzare un Golden Gate Regional (o anche National) Park in miniatura. Cosa che l’Istituto di Ricerca Il 2000 ha saputo intuire.

  51. nino fiorentino | 22 dicembre 2013 at 19:41 |

    …all’interno della quale si trovano due dei porti più importanti degli USA, quello di S
     Francisco e quello di Oakland

  52. Parchi e riserve nella baia di San Francisco.

  53. nino fiorentino | 21 dicembre 2013 at 10:09 |

    Senigallia e Pesaro sono bandiera blu da anni ed i loro cantieri navali sono veramente a 2 metri dalla spiaggia. Ho già scritto che molti marsalesi non sanno dove’:e’ tonnatella

  54. nino fiorentino | 21 dicembre 2013 at 10:02 |

    Senigallia e  bandiera blu da anni ed  

  55. La bandiera blu, invocando i cantieri navali al limite della spiaggia e facendo finta di non saper della discarica, descritta in un Verbale del 13/2/2008, emesso presso la Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo? Da marsalese di nascita sarò “asindeddu”4, ma non “ammuccaficu” . Cicciu Sferlazzo, mi sbaglio?

  56. nino fiorentino | 19 dicembre 2013 at 08:09 |

    Quel che io ho sempre voluto per Tonnarella è la bandiera blu, la cui concessione oggi è ostacolata dall’abusivismo edilizio che l’affligge, e nei confronti dl quale qualcuno, al di là dei diretti interessati, continua a manifestare indulgenza. E’ noto che, per puntare alla bandiera blu occorrono i servizi. Ma, evidentemente, per qualcuno anche la bandiera blu è una stortura. Diversamente da quel che qualcuno continua ad asserire, io non ho mai voluto discariche a Tonnarella, ma questo l’ho già detto. Continuare a fare domande non significa che non abbia già risposto. Il geo-portale riporta graficamente le destinazioni urbanistiche per ciascuna zona del territorio comunale, vincoli inclusi. Il PRP – Piano Regolatore Portuale, non è di competenza comunale. Quanto a Fuksas, non ricordo che qualcuno abbia mai espresso, su questi schermi, quel concetto prima del signor Benedetto Accardo Palumbo. Ma se qualcuno l’ha fatto prima, può sempre allegare il ‘link’. Applaudiremo.

  57. Fiorentino, a proposito della frase dell’architetto Fuksas e della sua infelice deduzione (avrei potuto scrivere l’ho detto prima io): “nasciu prima l’ovu o a addina”?

  58. Tonnarella per molti versi è peggio di Triscina e l’asfalto, con chi l’ha concepito, ha le sue responsabilità. Senza servizi, belli e serviti, non ci sarebbe stato tutto l’abusivismo che conosciamo. Fiorentino, non divaghiamo e mi risponda sulla discarica e sulle altre storture che vorrebbe nel lungomare Fata Moragana. Il “geoportale” riporta una minima parte delle linee guida per il PRP e quando WWF e Legambiente si sveglieranno potrebbe essere troppo tardi.

  59. nino fiorentino | 18 dicembre 2013 at 11:00 |

    Il destino di tonnarella non è industriale, bensì turistico. Non lo dico io, lo dice il piano regolatore. Altro che ‘scappatoie’. E come lo so io lo sa il WWF, Legambiente e qualunque cittadino si prenda la briga d’informarsi. Non è difficile, basta accedere al ‘geoportale’ scaricabile dal sito istituzionale del Comune. Quanto alla bitumatura della strada, pare che ancora alla fine degli anni ’50 non tutte le strade di Mazara fossero ancora asfaltate e si continuò a farlo negli anni ’60. Nel ’68, semplicemente, se ne asfaltò qualche altra, come la strada comunale Mazara-Capo Feto-Spanò. E, per inciso, fu una vera fortuna, altrimenti i villini li avrebbero costruiti direttamente sulla battigia, come a Triscina. E come a Triscina molti sarebbero già in rovina. Il problema non è costruire o meno, ma costruire con criterio. E, in uno stato di diritto, i criteri sono fissati dagli strumenti regolatori. Quanto a Fuksas, esprime lo stesso concetto espresso qui già dal sig. Benedetto Accardo Palumbo.

  60. 1968, primo manto d’asfalto per l’ampiezza di 4 m. sulla spiaggia di Tonnarella. Stimolo a costruire in quella località’ di grande pregio naturalistico e paesaggistico (non c’erano le attuali leggi a tutela del territorio e dell’ambiente, ma non c’erano neanche civiltà’ e cultura). 1982, raddoppio della carreggiata stradale, con nuovo asfalto ed esplosione dell’abusivismo edilizio, in previsione anche delle sanatorie. Che differenza c’è’ tra l’asfalto e il cemento del 1968 e l’asfalto e il cemento del 1982, quando l’obiettivo era di rendere abitabile la zona? Olbia (visto che in ordine di tempo rappresenta l’ultimo disastro ambientale italiano), cemento e asfalto in massima parte autorizzati (amici per venire al discorso d’Isidoro), ma oggi Gabrielli (capo della Protezione civile) viene a dire che consentire tutto quel materiale, sin sui fiumi e torrenti, equivale ad una sorta di crimine. Ha ragione, quindi, uno che se ne intende, l’architetto Massimiliano Fuksas, che in più di un’occasione ha detto: “Con o senza licenza dove si deturpa non si costruisce”. Se si è lasciato costruire in massa, i principali responsabili sono coloro i quali sono stati lasciati liberi di fare, o chi e’ stato delegato ad amministrare e vigilare sul territorio? Sotto il profilo morale, dal mio punto di vista, i maggiori responsabili sono proprio gli amministratori che hanno pure il potere (magari in nome del popolo) di legiferare anche a verso loro (tanto poi le responsabilità’ cadranno su chi applica la legge). Il problema abusivismo edilizio, con il riordino delle coste, non si supera senza una moderna legislazione, lasciando ai Tribunali d’operare con i ferri vecchi. L’argomento di questa pagina non è, però, l’abusivismo edilizio di Tonnarella (scappatoia per Fiorentino), e’ il destino turistico o industriale di Tonnarella, cioe’ la conservazione dei resti del patrimonio naturale della località’, da potere offrire anche ai visitatori, o la realizzazione dei cantieri navali, con annessa “Area di stoccaggio presidiata per accogliere rifiuti speciali” (come da Verbale presso la Capitaneria di Porto). È’ normale che a Mazara, ad esclusione dell’Istituto di Ricerca Il 2000, non ci siano altri che sappiano trattare di quest’argomento? E’ ammissibile che associazioni di tutela ambientale, come WWF e Legamviente, rimangano chiuse nel più assoluto silenzio che, com’è risaputo, e’ un comportamento “squisitamente equivoco”?

  61. Non voglio forzarti di nulla e sei libero di proseguire il tuo percorso di vita come meglio credi in un paese ridicolo-FALSO. L’onorevole Ruggirello, sicuramente avrà più di una casa, mentre io ne ho solo una e per lui credo che non sia un problema demolirla. Ah, ricordati che la natura a volte non tiene conto dei limiti territoriali, imposti da chi si sente padrone assoluto di un mondo che gli appartiene ZERO e che può fare meglio di una ruspa demolitrici AMICA-SPOCCHIOSA .

  62. nino fiorentino | 17 dicembre 2013 at 09:41 |

    A proposito di potenti ( citati da Sciabica ) e sanatorie ( citate da t.isidoro ). Nei mesi scorsi ho più volte evidenziato, anche a beneficio di t.isidoro, che il motivo per cui, in Sicilia, non si può mettere mano al risanamento degli agglomerati costieri è il fatto che ogni sanatoria si riferiva a termini che andavano molto al di là del 1985, forse l’unico anno entro il quale le pretese degli abusivi potevano avere un minimo di fondamento giuridico. In altri termini, stuoli di furbi senza scusante alcuna ( perché dopo l’ 85 era chiaro come il sole che con il litorale non si scherzava )cercavano di approfittarne. Ancora nel 2012, l’on.le Ruggirello,proponeva l’ennesima sanatoria ammettendo, candidamente, che era fatta in modo di farci rientrare il suo immobile di Marausa acquistato nell’ ’88. Naturalmente non se ne fece niente. Oggi si apprende, e ne va dato senz’altro merito all’on.le Ruggirello, che quest’ultimo sta demolendo, d’iniziativa, quell’immobile : http://marsala.tp24.it/notizie-inchieste-eventi-a-marsala/ruggirello-da-l-esempio-e-abbatte-il-suo-immobile-abusivo-a-marausa/79821 . Forse non tutto è perduto per questa martoriata terra.

  63. nino fiorentino | 17 dicembre 2013 at 08:14 |

    L’ho già detto più volte, ma non ho nessuna difficoltà a ripeterlo. Diversamente da quel che altri sostiene, per ragioni che continuano a sfuggirmi, l’ANAS modificò, il progetto per adeguarlo alle prescrizioni della Soprintendenza che, ( mi pare nell’ ’89) bocciò la soluzione del ponte sul Mazaro ed atterraggio del raccordo sul lungomare Mazzini. Questo é avvenuto esattamente 20 anni fa, molto prima ancora che qualcuno pensasse di sfruttare l’area, non ancora colmata, come approdo turistico. La presunta ‘valenza ecologica’ non c’entra proprio nulla. @t. Isidoro: per quanti sforzi faccia, non riuscirà mai a distogliermi dall’intento di lottare per una Sicilia migliore.

  64. Fiorentino: se il cemento gettato rovinosamente sul territorio è “amico”, a te non disturba minimamente mi pare di capire ma, ti alzi in “volo” solo per quello abusivo-costiero. Ricordati che l’illegalità fiorisce e genera i suoi frutti, dove lo stato con le sue istituzioni, obbligate per legge a vigilare, non fa sentire la sua presenza sul territorio. Se in Sicilia “80%” per cento delle case sono state costruite fuori dalla legge, un vero motivo ci sarà. Come te le spieghi allora tutte steeeeeeeee sanatorie fatte? Lo vuoi capire che il potere decisionale è sempre nelle mani dei soliti xxxxxxxxx da cinquant’anni in Sicilia? Lo vuoi capire che non puoi’ ritrovare il paradiso perduto in Sicilia demolendo qua e la qualche casa? Lo vuoi capire che la nostra terrà è sempre stata terra di conquista per chiunque? Lo vuoi capire in quale stato pietoso si trova oggi il paese e la politica tutta? Ah, ma non lo sai che la maggior parte di chi fa “politica” in questo paese lo fa per tre soli garbati motivi? “Rubare, farsi mantenere e provocare disastri di ogni genere”. L’abusivismo in Sicilia è stato un fenomeno di massa ben voluto da questi signoroni politicanti-deficienti e non sei per nulla legittimato a sparare cartucce di legalità in un paese finto e finito…

  65. Caro Fiorentino, rimango delle convinzione che il “pesce puzza dalla testa”. Per questa ragione non ho mai inveito contro i più deboli, verso i quali ho sempre ritenuto che la “miglior vendetta è il perdono” (cosa che non concederei mai ai potenti). .L’ANAS ha alterato un tratto di mare (come lei dice) che, però, ironia del caso, si è trasformato in un ecosistema più ricco di vita del precedente. Nel tempo ll’ANAS ha percepito (grazie anche all’abnegazione del fu Pietro Palermo) la straordinaria valenza ecologica del tratto di mare che avrebbe dovuto colmare e lo ha salvato. La stessa ANAS si era resa disponibile a partecipare ad una azione d”inerbimento” dell’area, ma gli altri Enti (Provincia e Comune) sembra che abbiano altro a cui pensare (scioglimento ed elezioni).

  66. nino fiorentino | 16 dicembre 2013 at 10:22 |

    @Enzo Sciabica: “i ‘miei’ programmi ( interessi)??” Come osa? Io ho sempre e solo parlato di pianificazione del territorio. Se qualcuno intendesse realizzare un cantiere navale a Capo Feto, zona destinata ad oasi naturalistica, polemizzerei con costui. In quel caso sarei di ‘parte’ ambientalista? Guarda caso si tratta proprio dell’accusa ( condita con ‘comunista’ che fa sempre brodo nella testa di certuni ) che mi rivolge t. Isidoro il quale ritiene, che, siccome lo Stato non ha controllato, è stato giusto edificare case private là dove la legge prevedeva una zona di rispetto per il litorale od opere a diretta fruizione del mare. E nei confronti del quale, a mio modo di vedere, Ella ha dimostrato indulgenza più di una volta. Mi smentisca su questo, se può. Io, per conto mio, rimango dalla ‘parte’ delle previsioni legali degli strumenti regolatori. Quanto al ‘Creato’, ricordo che l’umanità s’interroga da millenni su tale concetto. Ma nel caso della ‘colmata’ sarebbe sforzo sprecato. Trattasi infatti di manufatto artificiale realizzato dall’ANAS nel 1983. Ci hanno messo molto più di 7 giorni per ultimarlo, ma tant’è.

  67. Che senso ha aderire, per esempio, al “Movimento per la Vita”, mentre si pensa d’eliminare l’esplosione di vita di cui alle fotografie precedentemente allegate? Non si creda che queste creature godano di grande rispetto e d’adeguata tutela. A prescindere dal fatto che la cultura per la salvaguardia del “Creato” non è stata e non è ancora sufficiente, le politiche per il rispetto e la conservazione dell’ambiente naturale sono troppo giovani e c’è chi continua ad osteggiarle spesso con l’appiglio dello sviluppo socio-economico. Sviluppo impossibile da realizzare senza rispetto per il “Creato”.

  68. Laguna di Tonnarella, 14/12/2013, ore 10, 15: Fenicotteri rosa, Gabbiani di varie specie, Anatidi e Cormorani all’involo, disturbati dai cani che gravitano in zona.

  69. Laguna di Tonnarella, 14/12/2013, ore 10,10: Cormorani e Anatidi di varie specie al sole sulla sponda centrale nord.

  70. Per i collegamenti vedasi ultimo mio commento sulla pagina /?p=59179. Per il resto evito di rispondere all’irritato Fiorentino che vedrà sempre più compromessi i suoi programmi (interessi) nell’area umida (pozzangherone o gigantesca pozzanghera) ad occidente del porto nuovo.

  71. nino fiorentino | 13 dicembre 2013 at 10:37 |

    La colmata ‘B’, questa la dizione ufficiale, da piano regolatore portuale, dell’area estesa 12 ettari, in parte colmata, come da previsioni di piano, in parte non ancora ( quindi ridotta, di fatto, allo stato di gigantesca pozzanghera, vocabolario o non vocabolario ) è appunto, parte integrante del porto nuovo. Questo è un dato di fatto, anche se qualcuno lo può ignorare. Ma io credo che nessuno lo ignori. Il porto di Mazara del Vallo é classificato, con Decreto Ministeriale del 1996, per tutte le funzioni portuali, inclusa quella industriale, ossia cantieristica, da sempre espletata nello scalo. Questo è un altro dato di fatto, che, certo qualcuno può ignorare. Pazienza. Nessuno ignora, invece, che oggi gli uccelli si posano sui vecchi pontili dell’approdo, rimossi perché non conformi al piano regolatore portuale, ancorché temporaneamente ammessi. Nessun mazarese almeno. Chi viene da fuori può ignorarlo e scambiarli per ‘posatoi’. Succede. Pochi sanno, invece, che il ‘pollo sultano’ in Sicilia ci è venuto in aereo… Ma tutti sanno, ritengo, che l’acqua marina erode i metalli, ma non il legno che, al limite, marcisce. Sta scritto nel vocabolario..

  72. Quelli non sono posatoi ma residui di autarchici ormeggi quando il tratto di mare era aperto. Poi se uno li vuole chiamare posatori faccia pure perchè in democrazia c’è libertà di cavolate!!!

  73. Fiorentino, E’ difficile capire che vanno ripristinati i posatoi? Gli approdi (guarda un po’ nella “pozzanghera”), ironia del caso, infatti, con il trascorrere del tempo si erano ridotti a posatoi che di recente sono stati completamente erosi dall’acqua marina.

  74. nino fiorentino | 12 dicembre 2013 at 08:11 |

    Ripristimati? Ma quando mai furono collocati? Quello erano i pontili dell’approdo!

  75. Chi ripetutamente ha pubblicato che il tratto di mare chiuso, dell’estensione di circa 12 ha (nonostante i tentativi di colmata), tra il porto nuovo e l’atterraggio della Soprelevata, è una “POZZANGHERA” (vedere vocabolario), come può essere definito se non ignorante o mistificatore? Chi ha dimostrato di volere assecondare i conduttori dei “cantieri navali” (vedasi commenti del 28 e 29/11,ore 21,29 e ore 9,51) che vorrebbero espandersi proprio nel tratto di mare summenzionato, è o non è persona di PARTE? Dal mio punto di vista lo è e, coerentemente, nei commenti di pertinenza, ho espresso questa mia opinione nei confronti di N. Fiorentino. Sulle zone umide del Megarese potrei scrivere un libro per cui sempre all’illustre Fiorentino voglio ricordare che nel porto di Augusta potrà censire Gabbiani e qualche Cormorano, mentre nelle saline, in particolare in quella di Priolo, potrà contare anche i Polli sultani. I megaresi, diversamente dai mazaresi, hanno preteso le misure di mitigazione dell’impatto del porto e così hanno avuto riconosciuta la riserva naturale delle “saline” che sono proprio in prossimità del porto.

  76. nino fiorentino | 11 dicembre 2013 at 12:46 |

    Qualcuno, il 5 dicembre, alle 19.36, scriveva che ‘Augusta è il massimo dei problemi siciliani’ e che non è il caso di ridurre il porto di Mazara a quello di Augusta. Neanch’io ipotizzo per il nostro porto una funzione per la movimentazione dei gas raffinati da retrostanti raffinerie e nemmeno il Ministero, se è per questo. Ciò non toglie che quello scalo, anzi quegli scali, oggi sono un vero paradiso per gli uccelli, dal momento che ad Augusta si contano ben 6 zone umide codificate: SR 0301 ( rada di porto Xifonio ) SR 0302 ( saline comunali ) SR 0303 ( saline migneco – lavaggi ) SR 304 ( saline di Punta cugno )SR 305 Rada del porto di Augusta e SR 401 Litorale di Augusta Thapsos. Siamo ancora sicuri di non voler ridurre il porto di Mazara come quello di Augusta?

  77. Foto allegata al commento precedente.

  78. Laguna di Tonnarella, gennaio 2010: Cormorani su posatoi (dovrebbero essere ripristinati) prima della caccia ai Cefali.

  79. nino fiorentino | 11 dicembre 2013 at 10:36 |

    Ignorante. In malafede. Propinatore di fesserie. Incapace. Irrispettoso delle leggi di tutela del territorio. Portatore d’interessi privati. Provocatore. Alteratore e travisatore. Questo ed altro è stato scritto ( non da me ) e rivolto ad una ben determinata persona. Io non ho niente di cui scusarmi, ma sono sempre pronto a prendere atto di mie eventuali incomprensioni, se rappresentate nei dovuti modi. Leggevo, domenica scorsa, su ‘Repubblica, queste parole “una cosa è la polemica sulle idee, che può essere accanitissima, un’altra l’attacco alle persone. Le idee si discutono e si contestano, le persone si rispettano”. Sono di Gustavo Zagrebelsky, Presidente emerito della Corte Costituzionale, dette a proposito degli attacchi di Beppe Grillo alla giornalista Maria N. Oppo. Ma non credevo occorresse tirare in ballo cotanta personalità a proposito di chi polemizza qui, su M.o.l. . Quanto al censimento ornitologico, ancorché previsto dall’IWC: e con questo? Ho spiegato in altra occasione l’esatta valenza del codice TP 1109. Ce l’hanno pure aeroporti ( Sigonella ), porti militari ( Taranto ) ed industriali ( Augusta ). Cioè strutture dalle quali, ogni tanto, è pure bene scacciarli, gli uccelli, come ben sanno i piloti d’aereo. P.S.: a me l’ha spiegata qualcuno che ha interloquito con l’ ISPRA.

  80. Sig. Fiorentino, non è questione d’opinioni (ognuno civilmente è libero d’esprimere le proprie) ma, come ho detto, è questione d’alterazione dei mie commenti da parte sua. A scusarsi dovrebbe essere, quindi, lei (non lo pretendo visti i chiarimenti negli scambi precedenti). Ciò che conta su questa pagina, per ritornare alle cose serie, è che dal 10 al 26 di gennaio, come da progetto internazionale IWC, si terrà il censimento invernale degli uccelli acquatici che anche quest’anno potrà essere eseguito nella zona umida codificata TP 1109, Laguna di Tonnarella, ormai nota in tutta Europa. Per il giorno fissato, sarà premura mia invitare i componenti dell’Istituto di Ricerca il Duemila che hanno saputo cogliere l’importanza del tratto di mare chiuso tra il porto nuovo e l’atterraggio della Soprelevata. Si tenga conto che i dati del censimento saranno trasmessi al Ministero dell’Ambiente – ISPRA.

  81. nino fiorentino | 10 dicembre 2013 at 08:49 |

    @egr. rag, Sciabica: insisto nella richiesta di scuse, anzi la estendo a questa Sua ultima affermazione riguardo l’onestà delle mie opinioni.

  82. Fiorentino, si sforzi d’ esprimere onestamente le sue opinioni, evitando d’alterare se non addirittura travisare i miei commenti (tanto la gente non rilegge) e vedrà come il dialogo filerà liscio pur nella diversità di vedute.

  83. nino fiorentino | 9 dicembre 2013 at 10:41 |

    @ egr. rag. Sciabica, io aspetto ancora le sue scuse.

  84. nino fiorentino | 9 dicembre 2013 at 10:39 |

    @t. Isidoro: io non mi cruccerei troppo per quel pilastro. Se il viadotto continua ad essere percorso ogni giorno da centinaia di veicoli, non dev’essere un grave problema. In ogni caso, trattandosi di opera legale, si può accomodare. Non così per gli edifici abusivi insanabili, per i quali non vale la pena di spendere un centesimo, essendo già passati al patrimonio comunale, e destinati, quindi, al degrado, prim’ancora che alla demolizione.

  85. Fiorentino, se “per il gusto di replicare ognuno è libero di abbassarsi…….” (parole sue) che c’entra allora il suo commento del 6/12/2013, ore 10,59? Aspetto ancora sue risposte sul Centro raccolta rifiuti speciali – Area presidiata al posto delle papare e dei fenicotteri del bacino idrico del lungomare Fata Morgana.

  86. nino fiorentino | 7 dicembre 2013 at 18:06 |

    Ognuno e’ libero di scegliere a quale livello abbassarsi pur di togliersi il gusto di replicate. Io ho scelto.

  87. Ai provocatori o non si risponde (quando si tratta di gente inconsapevole) o bisogna dare risposte adeguate, senza, però, trascendere. Mi sembra che i termini “ignoranza, malafede” siano appropriati e non trascendono.

  88. Foto 1) – Pantano Leone 3/11/2013: Folaghe in pastura e sullo sfondo i resti dello stagno (zona Ramsar e ZPS in abbandono) con Anatidi, Laridi e Caradridi (Pavoncelle in volo); foto 2) – Laguna di Tonnarella 4/12/2013: Volpoche e Codoni nei pressi della sponda centrale nord; foto 3) – Laguna di Tonnarella 4/12/2013: Cormorani alla mattanza di Cefali, Fenicotteri rosa, Gabbiani rosei e Codoni in volo. Le due “zone umide del Mazarese, IBA 162” sono le uniche che offrono la possibilità di potere osservare uccelli veramente selvatici alle condizioni delle fotografie allegate. E’ questo che cercano i turisti stranieri che nei paesi d’origine dispongono di zone umide molto vaste o inaccessibili e debbono accontentarsi di vedere questi uccelli in ville o parchi cittadini, dove sono detenuti a livello di polli in batteria.

  89. t.isidoro | 6 dicembre 2013 at 19:12 |

    Il viadotto sbriciolato di Augusta.

  90. nino fiorentino | 6 dicembre 2013 at 14:48 |

    Il viadotto che collega la Sicilia ad Augusta ‘terravecchia’ sta lì piantato in mare da decenni senza palesare segni di ‘cedimento strutturale’. Quindi, no, t. Isidoro, non credo che la rampa di discesa di Mazara, peraltro tutta realizzata in terraferma, non sull’acquitrino melmoso, possa cedere nel giro di pochi anni.

  91. nino fiorentino | 6 dicembre 2013 at 10:59 |

    Ignorante. In malafede. Propinatore di fesserie. Incapace. E, prim’ancora, irrispettoso delle leggi a tutela del territorio e portatore d’interessi privati. Al solito. Fine degli argomenti, inizio degli insulti.

  92. Ad Augusta un viadotto piantato in mare senza problemi. Ma che cavolo dice se Agusta è il massimo dei prblemi siciliani. Certamente il viadotto passerà in secondo piano, visti, però, i danni alla salute umana cagionati da altri inquinanti. Vogliamo ridurre il porto di Mazara a quello di Agusta, magari per consentire a Fiorentino di venire a concludere qua la sua carriera?

  93. N0!, Caro Fiorentino. E’ solo ignoranza o malafede da parte sua. Io, infatti, non ho scritto le fesserie che ha scritto lei e se è vero, come è vero che gli sbarramenti in terra battuta, in pietrame, in cemento sui corsi d’acqua, ovvero le dighe, sono opera dell’uomo, è altrettanto vero che gli ambienti, oggetto del contenimento artificiale, sono naturali. Anche per questo, la convenzione di Ramsar (il massimo riconoscimento internazionale per le zone umide di grande valenza ecologica) non fa distinzione tra zone umide naturali e zone umide artificiali. Cerchi su Internet e apprenderà pure che cosa è laguna. Spieghi poi alla gente in che cosa consiste il Centro stoccaggio rifiuti – Area presidiata che la Capitaneria vorrebbe al posto della laguna o del tratto di mare chiuso nel lungomare Fata Morgana. Se lei non è capace a spiegarlo, deleghi il buon Triglia che dimostra di avere le idee chiare a proprosito d’infrastrutture.

  94. nino fiorentino | 4 dicembre 2013 at 19:55 |

    Il rag. Sciabica ha un modo veramante singolare di riconoscere che ha torto. Ammette che un tratto di mare fu chiuso, artificialmente, per realizzarvi una colmata, un secondo dopo, però, definisce il tutto ‘laguna’. Riconosce che, come riportano le antiche cronache, il lago di Lentini fu creato articialmente dai Templari sbarrando un corso d’acqua ( bonificato, nell’ ‘800 per le zanzare, indi restituito, sempre artificialmente allo stato di bacino, distante comunque, diversi chilometri dalla città) un secondo dopo quel torrente diventa ‘lago’ ‘portato, dalla primitiva estensione’ a 4 kmq. Una curiosità: l’intento dei Templari era quello di crearvi una riserva di caccia. In realtà, e come chiunque può constatare, ( non dalle mie parole, ma da quelle del mio stesso interlocutore ) sia nel caso del Biviere di Lentini, che della nostra colmata’B’, la natura non c’entra proprio nulla, si tratta di opere dell’uomo, e dipendono dalle scelte dell’uomo. Nel caso che c’interessa, il rag. Sciabica non condivide la scelta operata da chi di competenza, Tutto qui.

  95. La storia di Leontini (classico), ormai Lentini, è comune alla storia (civiltà sicula, greca, romana, araba, normanna) di tanti altri Comini siciliani. Lentini èstata sempre assoggettata a Siracusa e a Gela ed è completamente decaduta nel 1700, ovvero quando il terremoto del 1693 ridusse la popolazione a 4.500 abitanti. Rimase, però, nota al mondo per il suo lago che nel 1829, da Charles Didier, fu definito: “La Terza Meraviglia della Sicilia”. E’ assolutamente vero che tra il XIII ed il XIV secolo, probabilmente ad opera dei Templari, venne creata una DIGA sul torrente Trigona-Galici che ha portato la primitiva estensione del lago a circa 4 Kmq., ma è altrettanto vero chela depressione (con tanti laghetti, stagni e paludi) tra la parte più prossima al mare della Piana di Catania e i rilievi nord-occidentali dei Monti Iblei, era ed è assolutamente NATURALE. Come del resto la nostra Laguna di Tonnarella che era un naturalissimo tratto di mare chiuso nel 1985 per consentire l’atterraggio della Soprelevata. Il Biviere di Lentini è stato descritto da alcuni dei più famosi naturalisti siciliani, tra cui Enrico Ragusa, titolare dell’Hotel delle Palme di Palermo. Il grande entomologo vi condusse tante alte personalità provenienti da tutto il mondo. A Mazara non abbiamo l’Hotel delle Palme, ma proprio vicino alla Laguna abbiamo il D’Angelo Hotel (mi sia consentita la battuta) che potrebbe ospitare tanti turisti in visita a Tonnarella.

  96. Delle tempe di fogliame di Posidonia oceanica (timpuna d’arica per dirla alla siciliana) che si formavano (allontanando i bagnanti) nella parte iniziale ovest del lungomare Fata Morgana; di Tonnarella (dove inizia e dove finisce) ne abbiamo abbondantemente discusso in altre pagine di MOL. Nel ritenere inutile impantanarmi ancora su questi argomenti, su questa pagina voglio, però, soffermarmi sul passaggio del commento di N. Fiorentino, del 2/12, ore 12,49, in cui è detto: “la colmata è prevista in strumenti che trascendono quelli delle amministrazione locali”. Cosa assolutamente vera, visto che la Regione ha provveduto a stralciare dal PRG e dal PRP di Mazara proprio la parte che attiene al completamento della cosiddetta Colmata B. Ad oggi è rimasta la sola Capitaneria di Porto ad insistere affinchè quell’area venga sotterrata per ricavarci, come da Verbale del 13/2/2008, un “CENTRO RACCOLTA RIFIUTI SPECIALI – AREA DI STOCCAGGIO PRESIDIATA”. Quando di questo SACRILEGIO è stata informata la Direzione Generale delle Capitanerie di Porto, la risposta, con nota prot. 4122 del 29/3/2/10, è stata: siamo incompetenti in materia ambientale, rivolgetevi alle Istituzioni preposte: Minambiente, ARTA SIcilia, Provincia e Comune. Ciò nonostante, Fiorentino continua ad insistere, meritandosi, però, la più che sensata risposta di Isidoro (commento 3/12, ore 17,08).

  97. nino fiorentino | 4 dicembre 2013 at 08:03 |

    @t. Isidoro: senz’Andare troppo lontano già in Sicilia. c’e un viadotto tutto piantato in mare, senza problemi: ad Augusta.

  98. t.isidoro | 3 dicembre 2013 at 17:08 |

    Oh, no! Una sopraelevata spocchiosa che piace tanto a Fiorentino. Ah toglimi una curiosità, le case che si trovano a pochi centimetri dalla sopraelevata, saranno rase al suolo o resteranno al loro posto perché benevolmente devono fare da materasso per tutti quelli automobilisti sbadati-sfortunati che andando a sbattere sul guard rail si alzeranno in volo dalla carreggiata? Oops! Secondo il tuo parere, ci sarà un “avventuriero” ingegnere collaudatore disposto a dare l’ok per l’entrata in funzione della sopraelevata? A te che vedi i sassolini e non le montagne, non credi che la sopraelevata costruita nel suo ultimo tratto conclusivo su un acquitrino melmoso nel giro di pochissimi anni possa iniziare a dare segni di cedimenti strutturali? La rampa costruita sull’acquitrino melmoso t’ispira tanta fiducia? Avere sacrificato un pezzo del nostro lungomare per un corridoio cementizio inutile, che è attaccato costantemente dall’umido-salmastro e dalla ruggine, non ti fa dire: ma che “mi_chi_ta” architettonica (spendendo un sacco di soldi) si è fatta atterrare in riva al mare? Ah vero, nessuna obbiezione si può fare quando si è costruito in regola e nel perfetto disordine… Ah, dimenticavo. Leggendo i tuoi post Fiorentino, mi fai passare la voglia di disegnare qualcosa di bello per Mazara.

  99. nino fiorentino | 2 dicembre 2013 at 14:43 |

    Confronto tra Lentini e Mazara, Lentini è famosa: 1) per essere stata una colonia greca ( l’antica Leontini ) ( Noi, forse, lo fummo fenicia ) 2) per aver dato i natali a Jacopo da Lentini che, con Ciullo d’Alcamo, è il primo ad aver scritto in lingua italiana.( noi siamo citati nel ‘Gattopardo’, uno dei più bei romanzi scritti in lingua italiana ) 3) per il pane di Lentini ( il più buono della Sicilia orientale, ma nulla a che vedere con il nostro ) 4) per aver dato i natali ad Anna Valle ( miss Italia 1995 – noi abbiamo dato i natali a Giusy Buscemi, miss Italia 2012) 5) Perché Giovanni Falcone vi fu Pretore ( mentre Borsellino lo fu a Mazara ). 6) Perché, nelle vicinanze, c’è un lago artificiale, sorto dove prima c’era un altro lago artificiale ( anche noi ne abbiamo uno: pochi sanno che l’invaso del Trinità del Delia si estende in territorio di Mazara, anche se la diga è nel comune di Castelvetrano ) Ma noi siamo famosi per altro…

  100. nino fiorentino | 2 dicembre 2013 at 13:02 |

    A proposito di ‘rispetto per le moderne leggi a tutela del rispetto del territorio e dell’ambiente’ http://livesicilia.it/2013/12/02/abusivismo-demolita-casa-trenta-sequestri-nelle-eolie_411304/ A differenza di qualcun altro, io non ho nulla da obiettare.

  101. nino fiorentino | 2 dicembre 2013 at 12:49 |

    Noi mazaresi sappiamo benissimo che tonnarella non inizia laddove il lilybetano ( lo apprendo solo ora ) Sciabica pretenderebbe. I più anziani tra noi ricordano ancora che il primo lido, il Sirenetta, si trovava all’altezza dello sbocco della via Mario Fani, e non dove ora c’è il porto. Considerando che allora ci si spostava più in bicicletta che in auto, non vedo perché i gestori avrebbero scelto un posto così distante per la Mazara di allora, se, a due passi dalla chiatta, il litorale si presentasse già sabbioso. ( ma tanto è ancora in parte visibile ) La verità è che non un metro di tonnarella é stato racchiuso dalla colmata. E la colmata è prevista in strumenti che, diversamente da quel che qualcuno asserisce, trascendono quelli delle amministrazioni locali. Quanto ai privati interessati a quel sito ( per inciso: è improprio parlare di ‘tratto tra sopraelevata e porto nuovo’ anche quel che c’è in mezzo è porto nuovo ), sì, mi pare che qualcuno voleva mantenerci un porticciolo turistico, ma, mi dicono, gli fu spiegato che non era possibile ed accettarono, da buoni cittadini, rispettosi delle leggi, un’altra soluzione. P.S.: sul ‘lungomare di Tonnarella oggetto di ‘sopraffazione, ingordigia ed incuria da parte dei mazaresi’ rivolgersi ad altri, magari in questa stessa pagina, prego.

  102. Caro Triglia rimane il fatto che anche lei, ha definito “pozzanghera”, un tratto di “mare chiuso” che testimonia ancora, nel bene o nel male (sopraffazione, ingordigia e incuria dei mazaresi), ciò che era il lungomare di Tonnarella, comunque, ancora degno (come dice anche l’Istituto il Duemila) di ripristini e riqualificazioni. Sappi Triglia, ci sono mazaresi, molto interessati (lei non sarà tra questi) all’area tra il porto nuovo e l’atterraggio della Soprelevata (non vorrei che fosse come ha scritto il consigliere comunale sull’Opinione) che agli Enti preposti, anzichè riferire del tratto di “mare chiuso” (per molti versi già tutelato), riferiscono della “pozzanghera”. Non dimentichi, tra l’altro, che proprio nei pressi dell’atterraggio della Soprelevata, come ho scritto in vari altri commenti, c’è un verbale che attesta l’istituzione di una “discarica presidiata” per rifiuti portuali. Che facciamo: da mazaresi ci turiamo il naso e ci tappiamo le orecchie? No! Io sono originario di Marsala (asineddu ma non stortu o ammucca ficu).

  103. nino fiorentino | 1 dicembre 2013 at 17:05 |

    Egr. Rag. Sciabica non Le permetto

  104. No, Fiorentino!  E’ lei che non dimostra alcun rispetto per le moderne leggi a tutela del territorio e dell’ambiente e si ricordi che i piani delle amministrazioni locali debbono essere approvati da altre Entità che hanno meno interessi privati (eu, mè cumpari e lu picciriddu, come soleva dire un ex sindaco mazarese) da salvaguardare a livello periferico.

  105. nino fiorentino | 1 dicembre 2013 at 09:54 |

    Per me e un bene che la sopraelevata sia stata completata. Se qualcuno non lo capisce poco male. Quanto all’elemento che ci caccia fondo e fin troppo noto: ogni siciliano si sente un dio.E’ scritto nel gattopardo. Vuoi negare ad un Dio di farsi la casa, o qualcos’altro dove  ####o gli pare?

  106. Gentile signor sciabica. Con il mio ironico ping – pong volevo solamente esprimere una mia considerazione, che a quanto pare, ha anche trovato qualche altro compagno di viaggio. In riferimento ad organizzare una riunione cittadina come quella dell’Istituto di ricerca “Duemila”, Io, ritengo di non avere i numeri a mia disposizione, anche se, organizzarla nel modo in cui lo hanno fatto loro: non è il massimo ! ! !.- P.S.: Naturalmente senza cambiare niente al mio precedente commento….anch’io spero in futuro di avere modo di poterla conoscere e capirci meglio. Cordialità e buona domenica da Pino Triglia.

  107. Fiorentino: non sempre tutto quello che è stato costruito in “regola”, in Sicilia dal pubblico si è rivelata cosa buona e giusta. Conosciamo tutti gli sconquassi territoriali prodotti dal cemento “AMICO”. Oggi come ieri i litorali subiscono l’iniezione continuata del cemento abusivo da parte dei singoli privati e -quel che è peggio- sopportano la deprimente impronta architettonica lasciata dalle amministrazioni comunali, provinciali e regionali sul Demanio Marittimo. Ahimè “legittimati” per legge a compiere atti inappropriati che offendono e avviliscono il PATRIMONIO NATURALISTICO delle città Siciliane. La Natura che con i suoi contorni e i suoi colori ci delizia da sempre non merita di collassare sotto il peso del cemento pubblico e privato e se non si è mai legiferato bene su questa materia è perché la stupidità decisionale in Sicilia è sempre stata viziata e dirompente come un toro che inforchetta con le corna un disattento torero. Vedi Fiorentino cosa si fa a Tonnarella per completare una costosissima quanto bruttissima sopraelevata? (A mio modestissimo parere è un corridoio cementizio inutile per Mazara e con la marineria in crisi che tira solo a campare, non so quanti camion e furgoncini carichi di pesce partiranno dal porto nuovo e la attraverseranno una volta finita per raggiungere l’autostrada A29 o la pericolosa SS115. E poi ancora le “tonnellate” d’immondizia depositate sotto di essa che la avvolgono lungo quasi tutto il suo percorso che ci tocca vedere e anche annusare). Si sacrifica un pezzo della nostra “amatissima” spiaggia, che scioccamente usata per anni dai “nostri illustrissimi” amministratori come piazzola di sosta per le sole alghe, non poté mai apparire bella per essere coccolata, amata e frequentata dai mazaresi VIP e non… per dare spazio, visibilità e luminosità a una …… simile. Ora, se il “crimine” ambientale è di Stato, tutti ci sentiamo esentati dalle nostre evidentissime colpe, ma stranamente e ipocritamente il popolo Siciliano tace solo in queste occasioni e non quando li vedi urlare e sbraitare con ferocia immane contro i dieci, cento, diecimila abusivi che chiedono a voce bassa il riordino delle coste. Fiorentino, per contenere le oscenità fatte da questa mediocre società Siciliana, non basterebbe un HARD DISK di un milione di GB e quindi è sempre meglio assumere un atteggiamento neutrale per evitare di correre il rischio di essere presi a “pernacchie”. In un paese normale, mio padre così come tantissimi cittadini di questa terra non sarebbero diventati abusivi. Ah, sai scrivere e sei informato su tutto, ma l’elemento principe che da sempre ci relega agli ultimi posti di tutte le classifiche esistenti al mondo non sei in grado di riconoscerlo. Vedi i sassolini e non le montagne ed è per questo motivo che le nostre posizioni resteranno sempre così distanti. Ricordati, lo spazio che ci circonda non è un’esclusiva per i soli ometti-omaccioni che lo “DOMINANO” calpestandolo. Si deve lasciare spazio, libertà, nutrimento a tutti gli esseri viventi esistenti al mondo. A Tonnarella oggi ci troviamo con una piccola laguna-pozzanghera creata “ingegnosamente” dalla mano distruttiva-miserevole dell’uomo moderno e che da ospitalità e ristoro agli uccelli migratori, ed è un bene che ci sia. E’ sempre meglio averla così che riempirla e soffocarla di immondizia melmosa-oleosa proveniente dal porto canale e non… Quando non si è liberali e democratici, l’unico pensiero persistente nella testa di un falsario “AMBIENTALISTA” COMUNISTA è quello di distruggere, non sapendo fare altro.

  108. nino fiorentino | 30 novembre 2013 at 15:45 |

    ‘Quel Fiorentino’? Le previsioni di piano comprensoriale, regolatore portuale e comunale sarebbero un mio vezzo individuale? E quello di colui che vuole imporre LS sua passione ornitologica fregandosene di tutto e di tutti come lo definiamo?

  109. Turillo, ma quale partita di ping-pong (neanche ci so giocare) piuttosto, liberamente, dica la sua. Basta il buon senso, un po’ di ragionevolezza e rispetto, basta mettere gli interessi personali da parte, per figurare meglio di commentatori come Nino Fiorentino che prima dice una cosa, prima lancia segnali come, per esempio, quello del 26/11/2013 (proprio a proposito di Ikea), ore 16,12, salvo smentirsi il giorno successivo. Solo chi è a corto d’argomenti e, però, dimostra semplice presunzione nell’esordire, parla di ping-pong. Mi sembra il caso del piacevole commentatore, fino ad un certo punto, Pino Triglia che, prima entra a gamba tesa (come da commento del 26/11, ore 13,12) in un dibattito che non gli sarà congeniale e poi si chiude nel silenzio più assoluto, come se non avesse letto il mio commento, sempre del 26, ore 14,10 (in risposta al suo). A me piace leggere e scrivere e, visto che l’argomento di questa pagina di MOL mi sta molto a cuore, non mi lascerò sfuggire l’occasione per comunicare e documentare quante più cose sull’importanza (obiettivamente riscontrata dall’Istituto di Ricerca il Duiemila) socio-economica – naturalistica e paesaggistica del “piccolo lago” (per capirci meglio uso il termine dell’Istituto Il Duemila) confinante con il tratto di mare che precede il braccio del porto nuovo e l’atterraggio della Soprelevata ad occidente. Chi vuole confrontarsi, possibilmente in maniera seria, è liberissimo di farlo. A Nino Fiorentino, visto che ne ha la predisposizione (cosa invidiabile) ed è interessato al ritorno economico, suggerisco ancora di andarsi a legge la pagina 29 del Giornale di Sicilia del 27/11/2023 .

  110. altra partira di pinki ponki?

  111. Il Biviere o lago ha reso famosa (in tutto il mondo) la cittadella di Lentini (comune di SR), a Palermo (in pieno centro), come da articolo pubblicato dal Giornale di Sicilia, se non erro il 27 c.m., vorrebbero trasformare il Parco Cassarà in un osservatorio ornitologico, con capanni per birdwatching e tanto altro per i visitatori, dato che, a quanto pare, un gruppetto di comunissime folaghe (propaganda eccessiva e per certi versi ridicola ma anche il Giornale di Sicilia non è una rivista scientifica) si è stabilito in un laghetto allestito all’interno del Parco. A Mazara del Vallo, dove ai turisti, alle scolaresche…., si può mettere a disposizione un’area “di rara eccellenza, per vedere e AMMIRARE da VICINO (dico io e la documentazione fotografica senza neanche l’ausilio del binocolo, come occorre ai laghetti Preola od anche a Capo Feto) rari esemplari di uccelli” veramente selvatici (non è difficile acquistare folaghe ed ottenere la concessione per detenerle), c’è gente, come quel Fiorentino che vorrebbe sotterrare ancora (dopo che l’ANAS l’ha preservata) la Laguna di Tonnarella. Non credo che il Presidente dell’Istituto di Ricerca il Duemila abbia una predisposizione particolare per gli uccelli selvatici, ma da politico di rango (a Marsala me lo ricordava il mio professore d’economia Paolo Angileri, serio e onesto anche in politica), più sensibile degli altri alle problematiche ambientali (il progetto Life Capo Feto è maturato sotto la sua amministrazione e quello per il lago Preola è andato perso per il WWF, partner sbagliato), conoscitore dei difetti dei mazaresi, ha capito (a differenza di Fiorentino e dei quattro che l’assecondano) che è meglio accontentarsi subito del certo, piuttosto che stare ad aspettare l’incerto, che è meglio l’uovo oggi che la gallina domani, che le moderne normativa a tutela del territorio e dell’ambiente non lasciano più scappatoie. Come se non bastasse, il Presidente dell’Istituto il Duemila, a differenza di altri, ha dimostrato di non perseguire interessi di parte, ma generali.

  112. nino fiorentino | 29 novembre 2013 at 13:13 |

    A proposito di vincoli ( perché è di vincolo che si tratta non di altro ) e di porticcioli; non sapevo di questo dibattito, ma mi pare interessante riproporlo: http://www.provincia.trapani.it/evento.asp?c=2693 . Quanto all’abusivismo a tonnarella non sono certo io che l’ho difeso, io lo condanno. Ma condanno l’abusivismo, non di certo l’edilizia. Le opere vanno realizzate secondo quanto previsto dagli strumenti regolatori. Altrimenti sono abusive. Quanto all’IKEA abbia nulla a che fare con la portualità, a meno che il materiale per produrre il mobilio ( pochi lo sanno, ma gran parte viene fabbricato in Italia ) non venga scaricato nel nostro porto, cosa tanto improbabile quanto auspicabile.

  113. nino fiorentino | 29 novembre 2013 at 11:16 |

    Chissà se pure a Milano c’è qualcuno che ogni, volta che avvista uccelli selvatici nei navigli, confeziona book fotografici..

  114. Foto 1 – Laguna di Tonnarella Dicembre 2010: uccelli al roost serale.

    Foto 2 – Laguna di Tonnarella 23/11/2013: Falco pescatore intento a squartare un cefalo.

    Foto 3 – Laguna di Tonnarella 2010: Anatre selvatiche in volo sulla Laguna.

    Fiorentino, che specie di anatre sono?

  115. nino fiorentino | 29 novembre 2013 at 09:51 |

    Io non ho mai avuto l’idea del porto a levante. E, personalmente, sono pure contrario all’idea del porto turistico per come finora proposto, cioè senza soluzione di continuità tra piazzale Quinci e San Vito. Io ritengo preferibile realizzare due distinte strutture, una tra P.le Quinci e Piazza Mokarta, destinato al naviglio in transito, l’altra a potenziamento dell’attuale ‘Marina’ di San Vito e che potrebbe fungere anche da opera di difesa dall’erosione del lungomare, per il diporto locale di stanza. In questo modo si tutela il lungomare, che è una nostra risorsa, anche in chiave balneare. Tornando allo scalo principale, ho solo detto che con modesti interventi d’arredamento degli attuali moli foranei le navi da crociera potrebbero tranquillamente attraccare nel nostro avamporto, ove, tra l’altro, possono presentarsi manovrando poco ed agevolmente, a differenza di quel che accade, per esempio, Trapani, dove sono costrette ad infilarsi in un budello dopo un avvicinamento insidiato dai bassi fondali ed a contatto con un’area protetta. Venendo ai Cantieri, vorrei rassicurare il commentatore. No, non si deve dare spazio alle papere, anche perché le papere il loro spazio già ce l’hanno: presso la vicina oasi di Capo Feto e presso la riserva di Preola e gorghi Tondi, gioielli naturalistici ove poter ammirare gli animali nel loro ambiente selvatico. Tornando in città, la destinazione delle aree portuali dipende dal piano regolatore portuale. Riguardo l’appunto mosso sulla sede della Capitaneria ricordo che la realtà portuale mazarese ha cominciato ad evolversi agli inizi degli anni ’90, quando furono realizzate le prime grandi costruzioni navali. A quell’epoca, però, le fondamenta della nuova Capitaneria erano già state scavate, e la costruzione iniziata. A volte è necessario l’approccio storico per comprendere meglio le cose. E la storia del porto di Mazara, che nessuno ha mai scritto, è interessante proprio nei capitoli più recenti.

  116. mariella bianco | 29 novembre 2013 at 09:48 |

    @Cantieri Navali, anche se ha fatto la domanda a Fiorentino dico la mia. Non c’è e non c’è mai stata programmazione e pianificazione. Siamo alla logica del finanziamento distribuito a pioggia per cui ad un certo punto si apre un’opportunità e si stabilisce che in un mese bisogna presentare il progetto altrimenti si perde il finanziamento. Questo giustifica qualsiasi cavolata. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. vedi edificio dell capitaneria, o il mercato del pesce. Quello di cui parlo non è il passato, ma il presente e il caso dell’atterramento della sopraelevata è l’esempio più evidente. Insomma abbiamo uno dei porti meglio posizionati nel mediterraneo e non ce ne rendiamo conto e il motivo principale di questo degrado è la negligenza e l’icapacità di chi amministra a tutti i livelli.

  117. Senza saperne niente ma semplicemente guardando dall’alto con google earth la zona interessata
    (dalla statua di S. Vito fino alla fine della colmata)
    mi accorgo che i cantieri navali mazaresi sono mortificati in uno spazio troppo ristretto per aspirare ad avere un ruolo nella cantieristica navale.
    Una realtà questa (ultimamente come tutti sanno è stato varato dai cantieri un bacino di carenaggio della lunghezza di 70 metri per conto della marina militare italiana) che rischia di vanificarsi e perdersi del tutto insieme a tutte le altre attività legate al porto.
    Dobbiamo dunque dare spazio alle papere e togliere spazio ai cantieri?
    Perchè l’edificio della capitaneria si trova in quel punto quasi a bloccare la naturale espansione dei suddetti cantieri e non ad esempio al posto della tanto nominata colmata?

    @NINOFIORENTINO ce lo farà sapere con dovizia di particolari e ci aiuterà a capire. Grazie.

    Io tifo per i cantieri.

  118. Ma quale vincolo architettonico, semmai “area di notevole interesse pubblico, ora Art. 136, Dlgs. 42/2004”, identificata dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA.. Mi sembra, comunque, che valga un po’ meno delle “Aree tutelate per Legge, stesso Dlgs. 42/2004, Art. 142, lettera a e lettera c”. Fiorentino, a rileggere commenti di pagine precedenti, non è stato lei per primo ad avere l’idea del porto, diciamo a levante? Perchè ora si sofferma sul vincolo ad oriente e non sui vincoli ad occidente? Forse spera che il capannone dell’Ikea (come da sue stesse indicazioni) si piazzi sull’area della Colmata B completamente sotterrata? Dopo tutto quello che ha detto anche sull’abusivismo edilizio e sugli abusivi di Tonnarella, non le sembra assurdo?

  119. nino fiorentino | 28 novembre 2013 at 09:41 |

    Sì le conosciamo le soluzioni per il porto suggerite dal rag. Sciabica. espansione a levante proprio davanti al lungomare Mazzini, su tratto costiero protetto da vincolo architettonico. Meno male che s’è consultato con persone che ne capiscono. Ovviamente, anche la normativa citata non c’entra, o meglio, si applica proprio dove i ‘suggeritori’ propongono di ampliare il porto. Ringrazio per la citazione dell’articolo sull’opinione che andrò subito a verificare. Per il momento, basti dire che l’utilizzo del demanio marittimo, e di quello portuale in particolare, è sottoposto a rigide discipline di legge e non è assolutamente a ‘costo zero’.

  120. Grazie dell’informazione sig. Sciabica e mi auguro che ciò avvenga ne più breve tempo possibile.
    Nel frattempo ed in attesa della distribuzione dei relativi contenitori con conseguente raccolta di tali prodotti continuerò comunque a buttarli sempre nella spazzatura!

  121. Complimenti sig.ra Bianco perchè, finalmente, è così che si discute e, comunque, in altre pagine, considerato che sono un naturalista e non un cavernicolo, le ho pure dato le soluzioni per l’eventuale (visto che le disponibilità finanziarie non dipendono solo dal Comune) ampliamento del porto (soluzioni condivise da molte persone che se ne intendono o che addirittura me le hanno suggerite). Insistere su di un’area per certi versi tutelata dalla legge (Art. 142 Dlgs. 42/2004 e Art. 91 o 92 del Dlgs. 152/2006), con “uno spazio di rara eccellenza” (cosa innegabile perchè è sotto gli occhi di tutti, non solo dei mazaresi), vicina ad un’altra zona di “fragile bellezza” (i resti dellaspiaggia di Tonnarella), segnalata con più di una nota dal Ministero dell’Ambiente e dall’ARTA Sicilia, mi induce a riflettere e apensare all’articolo, apparso sull’Opinione del 15/2/2012, in cui un consigliere comunale è arrivato ad ipotizzare: “E ancor peggio se parlano per partito preso o per bocca di chi cura interessi strettamente personali da far valere fino alla Colmata B che è un’area demaniale che, appunto, può stimolare gli appetiti o gli interessi di chi la può acquisire a costo zero”. All’amico del web Sansone debbo dare la notizia che a breve in c/da Santo Padre dovrà sorgere il centro raccolta anche per “rifiuti tossici”. Può darsi che i nostri commenti abbiano fatto breccia anche perchè non mi sono sottratto dal dare qualche indicazione (scritta) ai dirigenti dell’Assessorato regionale, Ufficio acque e rifiuti.

  122. L’umanità mazarese attende con ansia lumi dal Sig. Sciabica su come smaltire i farmaci scaduti.
    Nell’attesa li metterò fuori dalla porta di casa alla portata di chiunque o del Sig. Sciabica che da buon samaritano quale dice di essere e li raccolga per smaltirli lui stesso.
    Io peraltro hic stantibus rebus continuerò a fottermene buttandoli nella spazzatura visto e considerato che nella nostra città tale tipo di raccolta non si fa.
    Invece di fare lo stilita lanciando anatemi a destra ed a manca e visto che lei è membro di un’organizzazione ambientalista si faccia promotore verso gli organi competenti di qualche sistema per la soluzione di questo grave problema.
    Stia tranquillo che avrà anche il mio sostegno aldila del fatto che quella che lei continua a chiamare eufemisticamente laguna è all’atto pratico un fetido e malsano acquitrino!

  123. nino fiorentino | 26 novembre 2013 at 16:04 |

    Ho ‘googlato’ io ed ho trovato questo: http://archiviostorico.corriere.it/2008/luglio/29/Interventi_Repliche_co_9_080729027.shtml . Interessante, ma, per dirla con Di Pietro: ” Che c’azzecca?” Al caro Triglia mi permetto di osservare che a ping-pong si gioca 1 contro 1 o 2 contro 2; e non mi sembra questo il caso. Spiace, lo ribadisco, che l’Istituto il 2000, autore in passato, ma sempre in proprio, di numerose proposte riguardanti il nostro territorio, molte delle quali condivisibili, stavolta si sia sentito in dovere di accennare ad una ‘partecipazione cittadina’ di cui nessuno sa nulla. Per quanto riguarda i ‘tavoli’ consiglio di aspettare: Ikea ha annunciato l’apertura del punto vendita di Palermo entro 2 anni..

  124. mariella bianco | 26 novembre 2013 at 15:43 |

    @Sciabica, io non ho nulla contro i parchi, le riserve e la tutela del paesaggio. Credo però che il territorio debba essere messo in discussione per realizzare infrastrutture di valore strategico sovracomunale che possano fare sistema con altre già esistenti come per esempio l’aeroporto ecc. Per questo motivo credo il il tema porto sia prioritario e fondamentale per il futuro di questa città e l’ultima cosa che mi aspetto da un Dipartimento di Studi Strategici e che in area portuale pensi solo ad un giardinetto con piante mediterranee per fare socializzare i mazaresi o portare i turisti in visita. Per quanto riguarda lo specchio d’acqua io non ho nessun pregiudizio se non il timore che possa bloccare eventuali sviluppi portuali.

  125. Triglia, l’organizzi lei la riunione così, almeno, avremo modo di poterci conoscere e capire meglio.

  126. Nel commento del 25, ore 19,32, il riferimento è alla foto n. 2 e non alla foto n. 3 che ritrae sempre la laguna (con il gruppo di fenicotteri), ma nonil faro di Capo Feto e la Casa dell’Acqua.

  127. Pugliese, il glorioso lago di Lentini, invidiatoci in tutto il mondo (luogo frequentato da studiosi. ricercatori, di caratura internazionale, laboratorio all’aperto per i professori dell’epoca delle Università siciliane) è stato prosciugato. Successivamente sul vecchio bacino è stata realizzata una diga (produce energia) che ricorda vagamente (habitat modificato anche se frequentato dall’avifauna) il glorioso Biviere. Lentini è a livello di campagna (bellissimi agrumeti), di frazione, ma a Catania, a Siracusa, con Vendicari, con la foce del Simeto (e zone umide adiacenti), con i Pantani della Sicilia orientale ci sanno fare.

  128. Intravedo all’orizzonte il ritorno di “ping” e “pong” ! ! !
    questo comunicato stampa da parte del Dipartimento Studi Strategici e Territoriali dell’Istituto Duemila sfiora l’assurdo, quasi a costringere il lettore Pino Triglia a dover sbottare….calma c’è ancora tempo!…ma non troppo!.- P.S.: Cerchiamo di non confondere il nobile concetto di Turismo chiamando in causa fantomatiche pozzanghere lagunari, malsani acquitrini, stagni maleodoranti e bacini idrici non facilmente catalogabili.- Firmato un cittadino che per suo malgrado non era presente alla riunione partecipata.

  129. Gentile Sig.ra Bianco, su Google cerchi “rinnovo convenzione affidamento riserva naturale lago preola e gorghi tondi” e se è solo la questione economica (sicura) che interessa ai giovani di ventanni (ohimè) e, da quanto leggo, a lei, vedrete quanto guadagnano chi lavora nelle aree protette della Regione. A me, visti i risultati, sembra una sorta di rendita parassitaria che, comunque, non nuoce (visto che crea posti di lavoro sicuri) e può essere integrata da altre entrate economiche (per esempio facendo pagare i visitatori, come avviene nei musei che rispetto a quelli all’aperto sono pur sempre limitati) solo se gli Enti locali ci sapessero fare.

  130. Ammiraglio (o quasi) e il signore che smaltisce medicinali dove gli capita (sue dichiarazioni su MOL, spero che non li abbia buttati pure in laguna)
    smettetela! Liberissimi di dimostrarvi contrari (se onestamente mi farebbe piacere, visto che attraverso il male si può pervenire al bene, vedi Manzoni), ma come i componenti dell’Istituto Il Duemila, cercate di essere sinceri ed obiettivi. Dopo, possibilmente attorno ad un tavolo anche con tecnici di vostra fiducia, ne possiamo parlare quanto vogliamo.

  131. Per me resta sempre un fetido e malsano acquitrino dove non vale la pensa investire neanche un centesimo.

  132. nino fiorentino | 26 novembre 2013 at 08:54 |

    La ‘zona umida attraente’ oggi è l’habitat ideale, ancorché casuale, per milioni di repellenti zanzare. O da cosa credete che siano attirati gli uccelli? In ogni caso, non è vero che la laguna ( che non esiste ) sia una zona cuscinetto tra la spiaggia ed il porto. Quell’area è portuale a tutti gli effetti, anche se questa elementare verità continua ad apparire ostica a taluno.. Un ‘cuscinetto’ potrebbe semmai crearsi, come accennavo io stesso, in corrispondenza della rampa di discesa. Quanto a Capo Feto, il sito dovrebbe ‘senz’altro’ essere inserito in un percorso naturalistico, non ‘semmai’ ,a titolo meramente eventuale, come incredibilmente affermato, ora, proprio da colui che ha dispensato decine e decine di commenti su come valorizzare Capo Feto.. Quanto ai turisti che passano da Mazara, rimango nel convincimento che, finora, si tratta solo di passaggi casuali. E sarà sempre così continuando a togliere il nome della nostra città dalla rete dei trasporti marittimi ( come accaduto ), dalla rete ferroviaria ( come il Sindaco vorrebbe ), da quella aeroportuale ( com’è oggi ) o sottovalutando l’importanza di essere terminale autostradale. Su questo ed altro rimando all’ ‘Atlante dell’estate mazarese’..

  133. Se è vero quello che dice il sig. Sciabica, la città di Lentini con il suo lago dovrebbe vivere di turismo e questo non mi risulta.

  134. mariella bianco | 25 novembre 2013 at 22:03 |

    Caro Sciabica in questo ultimo post, lei ha espresso con chiarezza quale futuro lei immagina per Mazara. Lei vuole sostanzialmente fissare la situazione attuale impreziosita da questa fantastica (o fantomatica) laguna di Tonnarella. E’ comunque un passo avanti rispetto alla visione più passatista di questa Amministrazione che ha tentato un ritorno a 50 anni fa quando si abitava alla Pilazza e per andare a Trasmazzaro si usava la chiatta. Tutto legittimo, ma provate a raccontarlo ad un ragazzo di ventanni.

  135. Nel ritenere che possano essere veramente in pochi ad immaginare che i turisti piovano dal cielo o che si lascino incantare dai richiami di Nino Fiorentino (arriva ad affidarsi agli imprevisti per trattenerli a Mazara), per quanto leggo su questa pagina e sulla http://www.mazaraonline.it/?p=60463 penso alla giornata che ho trascorso il 29/4 del corrente anno. Quel giorno, infatti, i soci del Rotary club di Mestre hanno voluto che li raggiungessi, in considerazione del fatto che si trovavano in gita a Trapani. Dopo il rituale giro per il centro storico cittadino e il pranzo a Marausa, nei pressi della Riserva naturale Saline di Trapani e Paceco, come da loro programma, ci siamo portati direttamente alla Salina Calcara. Nonostante provenissero da una Città, porta d’ingresso alla laguna di Venezia, i mestrini nell’osservare la flora, la fauna, il tramonto, offerti dalla Salina, finalmente, hanno trovato parole d’apprezzamento per la nostra terra. Dal canto mio non ho potuto fare a meno di pensare ai mazaresi che, pur disponendo di una zona umida attraente (da rendere accogliente con le opportune e non costose opere di riqualificazione), ai limiti della cinta urbana, come le Saline di Trapani, non riescono a sfruttarla (pensano anzi di ridurla a discarica presidiata, come da Verbale del 2008, redatto presso la Capitaneria di Porto). Pensare che si possano trattenere i turisti a Mazara del Vallo per più di qualche ora, offrendo loro il Museo del Satiro, limitrofo a chiese e conventi è davvero azzardato. Come ho detto in altra pagina, al percorso culturale bisogna abbinare il percorso paesaggistico – naturale. Percorso che deve essere lasciato fare a piedi, visto che si presta e visto che camminare, osservare, piace ai turisti e stimola l’appetito. Dopo la visita al Museo del Satiro, attraversando le piazze: Plebiscito, Immacolata, Ditta, Scalinata, visita San Nicolò Regale. Proseguire per l’mbarcadero “Chiatta”. Superato il Mazaro, proseguendo per la Via L. Vaccara (resa più accogliente) è giocoforza arrivare alla Laguna. In base al periodo il ritorno può essere programmato con l’ausilio del trenino o dei pullman. Dalla Laguna, come si può osservare dalla foto n. 3 del precedente commento, si vede bene Capo Feto che, eventualmente, può essere incluso nel percorso summenzionato. Cosa che allungherebbe la permanenza dei turisti. Il tutto, comunque, non può prescindere dallo studio e dagli accordi di mercato.

  136. Fotografia n. 1 – Lungomare Fata Morgana o di Tonnarella, 23/11/2013: panoramica della Laguna (pozza d’acqua per i più scontrosi) all’imbrunire. Sullo sfondo le luci del porto nuovo. La Laguna è anche importante zona cuscinetto – filtro tra il porto e la spiaggia di Tonnarella.

    Fotografia n. 2 – Laguna di Tonnarella, 17/11/2013: gruppo di fenicotteri poco prima di posarsi nelle acque lagunari: Notasi sullo sfondo il faro e la “Casa dell’Acqua” di Capo Feto.

    Fotografia n. 3 – Laguna di Tonnarella, 17/11/2013: parte di un gruppo di fenicotteri posati.

  137. “Sono stato il PRIMO ad avere rilevato le straordinarie qualità biotiche, abiotiche e paesaggistiche del bacino idrico”

    Quanti primati hanno gli uomini di questa antica Terra.

  138. Per una migliore informazione, considerata la connessione, si suggerisce di leggere il mio ultimo commento della pagina: http://www.mazaraonline.it/?p=59179.

  139. nino fiorentino | 24 novembre 2013 at 10:29 |

    Tonnarella é una cosa, il porto un’altra. Sono stato il primo a dire che la rampa di discesa della sopra-elevata rappresenta un’occasione per stabilire, urbanisticamente e fisicamente, una cesura tra la viabilità pesante gravante sul porto e quella turistio-residenziale. L’area sottostante le campata, ed inglobata nel raccordo, inutilizzabile ad altri scopi, può e deve essere sfruttata in funzione del litorale. Ma io non sono un tecnico, spetta ad altri trovare adeguate soluzioni. Il resto, ovviamente, seguirà le previsioni di piano. Le cc.dd. ‘qualità biotiche ed abiotiche’ del pozzangherone, ammesso che esistano, sono il frutto di un’accidente artificiale, non certo le caratteristiche di un sito naturale pre esistente.. Inoltre, comportano anche il gravissimo inconveniente, sempre più virulento, della proliferazione di zanzare. Non sono passati troppi anni da quando gli umani profusero immani sforzi per bonificare più acquitrini possibili in chiave anti-malaria. L’ultimo DDT fu sparso alla fine degli anni ’50. Oggi si accetta di mantenere limitate estensioni di zone umide a fini di ospitarvi adeguatamente la fauna. selvatica. ovviamente a distanza dai centri abitati. Stupisce che all’Istituto ‘il 2000’ sfuggano questi elementari criteri di pianificazione territoriale. La nostra città ne può vantare ben 2 di tali zone; Capo Feto e Preola. Si tratta, questi sì, di gioielli paesaggistici, oltre che naturalistici. Certo, la fauna selvatica può allocarsi anche in città. In strutture che una volta si chiamavano ‘zoo’, ed oggi, con sublime ipocrisia ‘bio-parchi’.

  140. Sono stato il primo ad avere rilevato le straordinarie qualità biotiche, abiotiche e paesaggistiche del bacino idrico che si estende al confine tra il porto nuovo e l’atterraggio della Soprelevata nel lungomare Fata Morgana. Rilevamento e studio accolti (oltre che condivisi da tanti altri studiosi e naturalisti stranieri) dal Comune (come da verbale 2007 IV Commissione consiliare), dall’ARTA Sicilia, dal Ministero dell’Ambiente (D. G. Protezione della Natura, D.G. Tutela del Territorio e delle Risorse Idriche), dall’ISPRA di Bologna (Ministero dell’Ambiente, ex Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica-INFS), dalla Provincia che nel 2008-2009, grazie al sostegno di due ex assessori all’Ambiente, il dott. Enzo Leone e il geometra Girolamo Pipitone, si è mostrata disponibile ad investire 200.000 € (lo attesta anche un Verbale sottoscritto nel 2008, ovvero nel periodo in cui si apprese della modifica all’originario progetto d’atterraggio della Soprelevata) per avviare un’opera di riqualificazione ambientale e di valorizzazione della stessa “vasta, lunga area, di fragile bellezza” che accoglie il bacino idrico di Tonnarella. Per questo e considerato che neanch’io sono stato invitato, avrei potuto essere il più risentito con l’Istituto di Ricerca Il Duemila. Mi sono, invece, emozionato quando alle ore 14 del 21c.m., mentre seguivo il telegionale di Tele 8, ho appreso lo stesso comunicato che in data odierna leggo su questa pagina di MOL. Mi auguro che l’Istituto Il Duemila, in collaborazione od anche da solo, vada fino in fondo per fare valere questa sua condivisibilissima idea. La “Mazara DOC” non è, infatti, il “solo salotto del centro storico, è anche Tonnarella d’estate con la sua bianca spiaggia e d’inverno con la villa al mare, con viali, sedili”…….. .

  141. nino fiorentino | 23 novembre 2013 at 12:26 |

    Ma quale ‘riunione partecipata’? Da chi,poi? Ed a chi? Naturalmente quoto Mariella Bianco

  142. mariella bianco | 22 novembre 2013 at 20:10 |

    se questo incontro pubblico fosse stato un evento interessante sarebbero usciti fuori con un comunicato meno confuso di quello che ho appena letto. Ho più volte stimolato su MoL una discussione su vari temi sollevati dall’Istituto del Duemila, ma mai nessuna risposta e adesso vengono a parlare di inventarsi una villa di flora mediterranea per la socializzazione.

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