Mazara, il vescovo Mogavero accusato di appropriazione indebita. Ma il suo avvocato precisa “Fu lui stesso a denunciare”

Palazzo vescovile

MAZARA DEL VALLO. La procura di Marsala ha infatti notificato al vescovo Domenico Mogavero un avviso di garanzia: il presule è accusato di essersi appropriato di quasi 180mila euro, somme che provenivano dai conti correnti della diocesi mazarese. Ex sottosegretario della Conferenza episcopale italiana, famoso per una serie di battaglie in favore dei migranti, Mogavero è noto anche per alcune critiche nette spiccate all’indirizzo dell’ex premier Silvio Berlusconi, oltre che per le aperture alle coppie di fatto.

Secondo alcune fonti interne alla curia mazarese, il vescovo si aspettava l’arrivo di un avviso di garanzia. Nel registro degli indagati, infatti, è iscritto anche un sacerdote, don Franco Caruso, ex economo della diocesi, accusato di essersi appropriato di 120mila euro: si tratta, anche in questo caso, di denaro proveniente direttamente dai fondi della curia mazarese.

Caruso era stato sollevato dall’incarico di economo della Curia, e destinato alla parrocchia di Santa Ninfa, nel 2014, quando monsignor Mogavero si era accorto di una serie di ammanchi nei conti diocesani.

«I fatti sui quali monsignor Domenico Mogavero, quale Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, è stato chiamato a rispondere sono risalenti agli anni 2010 – 2011 e attengono ad anomalie nella gestione dell’economato della Curia rilevate e denunciate alla Procura dallo stesso Vescovo lo scorso anno» spiega l’avvocato Stefano Pellegrino, legale del Vescovo. «Invero al primo sospetto di irregolarità gestionale del servizio economato della Diocesi, il Vescovo provvide ad incaricare due consulenti fiduciari per verificare la corretta applicazione della normativa canonistica e concordataria nella gestione della Diocesi, nonché accertare la regolarità della redazione dei rendiconti e dei finanziamenti della Cei».

Prosegue il legale: «Poiché dalle citate relazioni si evidenziarono condotte che avrebbero potuto integrare estremi di reato, il Vescovo ritenne opportuno trasmettere alla Procura della Repubblica la consulenza dei dottori Roberto Ciaccio e Gianfranco Sciamone, manifestando la propria volontà querelatoria e chiedendo, al contempo, di essere sentito dal Procuratore della Repubblica. Di conseguenza, sollevò dall’incarico i responsabili dell’Ufficio Economato, collaborando fattivamente con gli organi di polizia giudiziaria al fine di accertare responsabilità gestionali».

L’avvocato Pellegrino aggiunge: «Pertanto, all’esito delle attività di indagine e delle informazioni fornite agli investigatori e alla Procura dallo stesso Vescovo e dai propri consulenti, monsignor Mogavero è stato avvisato e interrogato per un fatto di garanzia a tutela della propria posizione». L’avvocato Pellegrino conclude: «Nel corso dell’interrogatorio il Vescovo, oltre a chiarire definitivamente ogni circostanza attinente la propria posizione, ha depositato la relazione tecnica a firma dei consulenti Ciaccio e Scimone, corredata da copiosa documentazione, comprovante la totale ed assoluta estraneità a qualsiasi fatto astrattamente addebitabile allo stesso Vescovo».

 

 

 

 

 

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