Mazara. Andrà al Campidoglio l’opera di Gerry Bianco che è stata accolta dal Sindaco Virginia Raggi!

MAZARA DEL VALLO. In occasione del raduno nazionale dei 5 stelle, del 24e 25 settembre presso il Foro Italico di Palermo, Gerry Bianco Artista mazarese raggiunge e incontra Virginia Raggi Sindaco di Roma, per farle dono di un’opera realizzata all’ultimo minuto dopo aver perso il suo treno che lo portava nella sede del suo lavoro presso la Soprintendenza di Trapani. Sollecitato da un amico, trova l’idea e lo stimolo per realizzare in brevissimo tempo (soltanto un giorno) “La Grande Battaglia” opera pittorica delle dimensioni 180×160 nel quale e rappresentato i luoghi e i colori di una Roma passata e affascinante.

Nell’opera sono messi in risalto il Colosseo, di piazza S. Pietro, l’elmo romano usato nell’antichità e del quale il Sindaco Raggi avrà bisogno per condurre la sua grandissima Battaglia di Risanamento e cambiamento culturale a 5 stelle. Nella frase riportata nel quadro “Nel coraggio delle azioni c’è tutta la forza dei nostri sogni”, Gerry Bianco ha voluto riassumere tutto il coraggio di questa piccola donna nell’affrontare le varie problematiche di Roma. Dalle parole del Sindaco Raggi, che ha accolto meravigliata e stupita il generoso gesto dell’autore, ha espresso la decisione di esporla al Campidoglio.

Dopo giorni dall’evento Gerry Bianco riceve a sorpresa un post video condiviso sul proprio profilo facebook e creato d’ “alluscitaventicinque” (profilo facebook romano) nel quale si ringrazia l’autore per il gesto nobile del dono, per la bellezza dell’opera e per il profondo significato, sommergendolo di numerosissimi apprezzamenti e ringraziamenti. Il video postato raggiunge le 13.000 visualizzazioni in soltanto in due giorni.
comunicato stampa

23 Comments on "Mazara. Andrà al Campidoglio l’opera di Gerry Bianco che è stata accolta dal Sindaco Virginia Raggi!"

  1. Nino Fiorentino | 30 dicembre 2016 at 15:16 |
  2. Fiorentino, Buon Natale.

  3. Nino Fiorentino | 21 dicembre 2016 at 08:56 |

    Egr. rag. Sciabica è gentilmente pregato di prendere atto che io commento come mi pare e piace. Quanto al senso del suo ultimo commento, che io interpreto come segue: ” Nel caso il mare rifluisca nella colmata B, per effetto della rimozione delle opere di difesa foranee, a seguito della ‘bocciatura’ della medesima Colmata B’, si renderebbe passibile del reato di cui all’art. 452 del CP” lascio che giudichino gli eventuali lettori.

  4. Fiorentino, forse voleva dire bonificata, ora però potrebbe arrecare danno (Art, 452/bis C. P.) all'”ecosistema” per cui è meglio lasciare che la natura continui a fare il suo corso. Da Lei, comunque, non m’aspettavo un commento senza senso come quello del 19. Quando non ci sono argomenti da fare valere è meglio non commentare. 

  5. Nino Fiorentino | 19 dicembre 2016 at 09:06 |

    Egr rag. Sciabica, se le cose stessero come dice lei ( naturalmente non è così), la colmata B dovrebbe essere smantellata. Ed allora sai le risate a vedere che fine farebbe il suo bel ‘ecosistema naturale’ nel breve spazio di 5 minuti..

  6. “Omissione” INFORMALE o FORMALE, il porticciolo era nelle idee dell’architetto Di Cristina, redattore del PRG. Fiorentino la racconti meglio, visto che la bocciatura del PRP nel 1991 non era rivolta solo alla “realizzazione d’un approdo turistico nell’area destinata alla colmata B”, ma soprattutto: “all’assetto urbanistico della relativa area e tutte le opere portuali previste nella variante proposta dall’Ufficio del Genio Civile per le Opere Marittime di Palermo, STRUMENTALE ALLA COSTRUZIONE DEL PORTO TURISTICO”. Il CRU in data 3/4/1991 ha votato l’approvazione del PRP mazarese “limitandolo alla sistemazione urbanistica della c. d. “colmata A”, nonchè alla realizzazione della darsena e dell’eliporto per i mezzi dello Stato”. L’opera di Colmata B è stata bocciata! Fiorentino se lo ficchi beni in testa ed eventualmente si vada a ripassare la nota che conosce bene. Come può un mazarese pensare di continuare a disastrare (seppellire un ecosistema come la laguna mi sembra più disastro che danneggiamento, vedasi Art. 452 quater C. P.) il lungomare Fata Morgana?

  7. Nino Fiorentino | 15 dicembre 2016 at 08:32 |

    Ma cosa dice Sciabica. L’architetto Di Cristina redasse il PRG, piano regolatore generale della città, omettendo espressamente di considerare l’area portuale perché non di sua competenza. Non metta nella testa dell’architetto Di Cristina pensieri che sono esclusivamente suoi.

  8. Ma la proposta di sotterramento della colmata B, con annessi e connessi, degli anni Ottanta, non approvata dall’ex CRU nel 1991 e, quindi, non realizzata, che validità può avere nel tempo, con tutte le leggi, con relative modifiche ed integrazioni, che si susseguono nel tempo? Nessuna e infatti il PRG, approvato nel 2003, stabilisce il da farsi (pag. 9 e pag. 12 della comunicazione al Comune) per l’assetto urbanistico e portuale futuro. E’ vero che anche il porticciolo turistico, nell’area di Colmata B, prospettato dall’architetto Di Cristina (redattore del PRG) è stato bocciato, ma il tecnico, nel cercare di accontentare tutti, ha dimostrato di comprendere il grande impatto che il porto, voluto da Fiorentino, avrebbe avuto a limite della spiaggia di Tonnarella.  

  9. Nino Fiorentino | 13 dicembre 2016 at 08:35 |

    Perfetto: nel Piano Regolatore Generale di Mazara l’area in questione non viene disciplinata perché si tratta di area portuale. La bocciatura del 1991 era riferita al porto turistico. Non ricordo alcun ‘monito’ dell’assessore Cracolici. Il comune di Mazara non è a statuto speciale e dispone di un piano regolatore molto dettagliato. Vi sono indicate le aree urbane, di espansione urbana, commerciale, industriale ed anche le riserve naturali. Ogni realizzazione difforme sarà abusiva. La c.d. colmata ‘B’ è riportata, ribadisco, come area portuale. Se ne faccia una ragione.

  10. Perfetto! E infatti la previsione del sotterramento della Colmata B, con il resto delle Infrastrutture (altamente impattanti) proposte dall’Autorità Marittima e dal Comune, è stata “bocciata” (nel 1991) sia nel corso dell’approvazione del P.R.P. (Piano Regolatore del Porto), sia nel corso (2003) dell’approvazione del P.R.G. (Piano Regolatore Generale). Fiorentino, non dimentichi i moniti dell’Assessore regionale Antonello Cracolici nel corso dell’incontro del 23/7/2016. In Italia non esistono, comunque, i Comuni a “Statuto Speciale”.

  11. Nino Fiorentino | 9 dicembre 2016 at 09:09 |

    Nei paesi civili qualunque intervento sul territorio deve essere previsto da uno strumento regolatore. Questo vale sia per i porti che per i bioparchi, un tempo denominati ‘zoo’. Nei paesi ‘educati’ non so.

  12. In una città di mare c’è tanto posto per realizzare o allargare porti nella giusta direzione, senza mai esporli alle correnti o ai venti contrari (nel ns. caso maestro, ponente). Fermo restando il fatto che nelle città più evolute, non escluse anche note città siciliane, i porti spesso confinano con biotopi più o meno noti. Del resto le leggi italiane prevedono la coesistenza di aree antropizzate e di aree che conservano elementi di pregio naturalistico e/o paesaggistico. Mi sembra che sia solo questione di educazione.  

  13. Nino Fiorentino | 8 dicembre 2016 at 08:30 |

    Ogni cosa al suo posto. Giusto. Io, per esempio, sono convinto che il giusto posto per una linea metropolitana sia, per l’appunto, una metropoli, il giusto posto per un porto una città di mare ed il giusto posto per un Bioparco non c’erto il segmento compreso tra un porto ed uno svincolo autostradale.

  14. Ogni cosa a suo posto. Tutto sta a vedere di che opera d’arte si tratta.

  15. Nino Fiorentino | 1 dicembre 2016 at 08:47 |

    Nel frattempo, a Napoli: http://www.vivere.napoli.it/stazioni-arte-metropolitana-napoli/ Come vede, sig. Sciabica, non è che quel che non sembra ideale a lei non debba esserlo necessariamente per altri.

  16. Nino Fiorentino | 1 dicembre 2016 at 08:21 |

    Sig. Sciabica temo non abbia colto l’ironia. Colpa mia, probabilmente non è il solo qui. Mi spiego meglio http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/11/04/news/roma_metro_c_raggi_metropolitana_colosseo-151282814/

  17. La metropolitana per un’opera d’arte non mi sembra il luogo ideale, per me sarebbe come riempire un biotopo marino-costiero con i fanghi del dragaggio del Mazaro.

  18. Nino Fiorentino | 14 novembre 2016 at 11:09 |

    Bene. Allora non resta che attendere che venga esposta nella Capitale. Magari all’ingresso della stazione terminale della nuova linea ‘C’ della metropolitana.

  19. Il discorso di Fiorentino potrebbe andare per un medico (specialmente se di reparto ospedaliero), ma per un architetto che lavora alla Soprintendenza? Fermo restando il fatto che lo slancio di chi ha donato un’opera d’arte al Comune di Roma non è di tutti.

  20. Nno Fiorentino | 25 ottobre 2016 at 10:39 |

    ….sempre che al lavoro non ci sia bisogno di lui proprio quel giorno…

  21. Mi scuso per l’accento imprevedibilmente comparso sulla ” e” che congiunge il periodo di cui al quarto rigo del commento precedente. Fuori Mazara, mi avvalgo di un fastidioso i pad.

  22. La passione e’ passione e chi ce l’ha non ha bisogno di perdere il treno per andare, per esempio, a dipingere. Nel caso riportato nella presente pagina, mi sembra che a condizionare sia stato più l’impegno socio-politico che non l’amore per l’arte. Impegno altrettanto condivisibile da parte di chi aspira ad una società migliore è a migliori condizioni di lavoro. Cincinnato ritornava al lavoro dopo avere combattuto. Il Che (Guevara) non faceva che ripetere: quando eseguo un lavoro gratificante il tempo non passa mai, guardo sempre l’orologio quando sono costretto in un lavoro insoddisfacente. A mio modesto avviso, è preferibile chi recupera il lavoro dopo un giorno di SINCERO impegno socio-politico che non chi timbra quotidianamente il cartellino, pensando soprattutto al ventisette del mese.

  23. Uno perde il treno per andare in ufficio (pubblico) ed invece di trovare un mezzo alternativo per raggiungere il posto di lavoro se ne va a casa a dipingere???? non ho parole.

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