La “Stonehenge” di Sicilia si trova a Gela

fonte Ansa

ARCHEOLOGIA. Nel panorama archeologico di Gela è stata scoperta la “pietra calendario”,  un megalite forato dagli uomini dell’età del bronzo che lo utilizzavano come calendario per misurare le stagioni e i movimenti del sistema astrale. Il luogo del ritrovamento si trova ad appena dieci chilometri dalla città, in contrada Cozzo Olivo, poco lontano dalle necropoli preistoriche di Grotticelle, Ponte Olivo e Dessueri.

La scoperta è avvenuta grazie al lavoro dell’archeologo Giuseppe La Spina, con Michele Curto, Mario Bracciaventi e il supporto tecnico di Vincenzo Madonia, durante un controllo ricognitivo ai “bunker antischeggia” della Seconda Guerre Mondiale: le cosiddette “casematte” del secondo conflitto mondiale presenti lungo la statale che da Gela porta a Catania. Un esperimento è stato eseguito lo scorso dicembre, durante il solstizio d’inverno, con l’ausilio di bussola, macchine fotografiche e di una videocamera installata su un drone dotato di GPS. Si è riusciti grazie al drone a filmare il Sole che illuminava in modo perfetto la pietra forata proiettandosi sul terreno.

Quindi, dopo il successo dell’esperimento, scienziati e studiosi hanno confermato che si tratta di una vera e propria pietra calendario. Si è in attesa della notizia ufficiale da parte dei ricercatori, tra cui Andrea Orlando, astrofisico dell’Università di Catania e direttore dell’Istituto di Archeoastronomia di Sicilia, Francesco Polcaro del Cern, e Alberto Scuderi, direttore regionale dei Gruppi archeologici d’Italia.

 

fonte Voci di città – Marcello Strano