Solo se lavori a Palazzo Chigi il salario aumenta del 45%

FATTI. Un interessante articolo a firma di Sandro Iacometti analizza  i dati sulle retribuzioni nella Pubblica Amministrazione recentemente diffusi dalla Ragioneria dello Stato.
Negli ultimi cinque anni le cose per gli statali non sono andate benissimo. Il blocco degli stipendi scattato nel 2011 ha provocato non solo un congelamento, ma una live diminuzione dei redditi. La retribuzione media pro capite del totale della Pubblica amministrazione è infatti scesa dai 34.686 euro del 2010 a i 34.146 euro del 2015.

Spostando l’asticella al 2005 si scopre che gli stipendi della Pa sono cresciuti nel complesso del 14,8%. Una percentuale di tutto rispetto, considerando che, senza blocco delle retribuzioni, gli stipendi del settore privato sono cresciuti di circa il 22%.
All’interno di quel 14,8% di crescita ci sono differenze abissali tra i vari comparti. Gli assunti nella scuola, ad esempio, che sono pure la categoria peggio retribuita di tutta la Pa con uno stipendio medio pro capite di 28.343 euro lordi annui, hanno visto crescere il loro reddito dal 2005 solo dell’11,8%.  
I ministeriali sono arrivati a quota 36.436, con un incremento del 14,2%.
Le forze armate (39.764 euro) hanno registrato un +11,6% e i professori universitari, seppure con una paga media nel 2015 di 43.085, si sono addirittura fermati all’8% di aumento.
Ma c’è anche chi, nonostante il congelamento delle retribuzioni, in soli 5 anni è riuscito a fare meglio dei lavoratori del privato in 10 anni.
È il caso, ad esempio, di chi ha scelto la carriera prefettizia: 22,3%,  i magistrati : 28,4%  e i  diplomatici : 37%.
Ma i maghi incontrastati dell’aumento sono i dipendenti della Presidenza del Consiglio. Il personale di Palazzo Chigi nella finestra temporale utile di soli 5 anni è riuscita a far passare il proprio stipendio da 39.742 a 57.240 euro lordi all’anno. Si tratta di un incremento di oltre 17mila euro, che in termini percentuali corrisponde ad un rialzo del 45%.
L’Aran, parte datoriale per la Pa, ha provato a spiegare queste dinamiche dicendo che l’impennata complessiva dei redditi tra il 2005 e il 2010 è dovuta ad una serie di «addensamenti» di rinnovi contrattuali che erano stati bloccati negli anni precedenti. Il che può giustificare in parte il trend complessivo.
Resta da capire perché i nuovi contratti abbiano aumentato lo stipendio dell’11% ai maestri e del 45% ai collaboratori dei premier.