Mazara. Tavola rotonda su Padre Giovanni Matteo Adami

PADRE GIOVANNI MATTEO ADAMI S.J. Iniziate le celebrazioni per il martire mazarese

TAVOLA ROTONDA. Un folto ed attento pubblico ha assistito sabato, al Teatro Garibaldi, alla tavola rotonda in onore di Padre Giovanni Matteo Adami S.J. martire gesuita mazarese, morto a Nagasaki nel 1633.

L’incontro di sabato pomeriggio è stato il primo degli appuntamenti organizzati dal Centro Studi G. M. Adami-Istituto del Dramma Sacro, promossi dall’Amministrazione comunale di concerto con la Diocesi della Città. Le celebrazioni sono finalizzate a valorizzare la figura del padre gesuita con l’obiettivo di sollecitare il riavvio del processo di beatificazione

Alla tavola rotonda hanno partecipato: il Sindaco della Città, on Nicola Cristaldi ed il Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo S.E. Mons. Domenico Mogavero, Don Orazio Placenti Vicario Giudiziale della Diocesi, Padre Pasquale Calà S.J. archivista della Casa Professa di Palermo, prof. Giovanni Isgrò Università di Palermo.

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco e del Vescovo i relatori si sono addentrati nel racconto della storia del padre gesuita Adami, nato a Mazara il 17 Ottobre 1576, e morto martire a Nagasaki il 22 Ottobre 1633.

Don Orazio Placenti, Don Pasquale Calà e il prof Giovanni Isgrò hanno sviscerato la storia del martire, la bibliografia a lui collegata e lo stato dell’arte per il processo di beatificazione.

Nel corso dell’incontro la prof.ssa Edvige Ripa e la dott.ssa Maria Fedele Ballatore del Centro Studi Giovanni Matteo Adami – Istituto del Dramma Sacro, hanno dato lettura di alcune lettere spedite dal Giappone da Padre Adami oltre che alcuni brani sulle atrocità del martirio subito.

Padre Giovanni Matteo Adami, nato a Mazara il 17 Ottobre 1576, dopo l’ingresso nella Compagnia di Gesù, partì per la Missione in Giappone nel 1604. In seguito fu costretto a rifugiarsi a Macao, in Cina, a causa delle persecuzioni giapponesi contro i missionari. Tornò segretamente in Giappone per continuare la sua missione, nel corso della quale fu costretto fuggire tra le montagne e in località impervie fino a quando, fu fatto prigioniero e condannato alla pena della fossa, rimanendo impiccato a testa in giù tra i liquami fino alla morte avvenuta, appunto, il 22 Ottobre 1633.

Le iniziative si fregiano dell’Alto Patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, presieduto da S. Eminenza il Cardinale Gianfranco Ravasi; caso unico nella storia della Città e della Diocesi.

Prossimo appuntamento il 6 Ottobre 2017 alle ore 17,00 al Collegio dei Gesuiti con l’inaugurazione della mostra: “I Gesuiti in Giappone nei secc. XVI – XVII: dall’evangelizzazione al martirio”, a cura del prof. Giovanni Isgrò e della prof.ssa Edvige Ripa.