Kaleidoscopio di Enzo Randazzo alla Fondazione Verga di Catania.

LIBRI. Martedì 13 Marzo, alle ore 16,00,a Catania, presso la Fondazione Verga, la Prof.ssa Gabriella Alfieri, Ord. di Linguistica Italiana e Presidente del Consiglio Scientifico della Fondazione Verga, ha presentato il romanzo “Kaleidoscopio” di Enzo Randazzo, con introduzione di Lando Buzzanca, avvertimento al lettore di Gisella Mondino, copertina di Alessandro Gianbecchina, videostoria Ezio Martorana. Hannoialogato con l’autore: Prof.ssa Dora Marchese – Università Catania e Prof.ssa Gisella Mondino – Liceo Classico Sciacca. La prof.ssa Gabriella Alfieri ha evidenziato la struttura in stasimi del romanzo soffermandosi sui micro testi presenti . Attraverso la lingua Enzo Randazzo crea una linea con il lettore. Sono presenti più strati e stati della lingua, elementi che si armonizzano. La scrittura è ciò che lega lo scrittore alla sua società, che usa la lingua come un corpus di prescrizioni e di abitudini comuni; lo stile di Enzo Randazzo è strettamente connesso alla soggettività. Per dirla con le parole di Barthes «è la voce decorativa di una carne sconosciuta e segreta». Se la lingua è come una Natura e lo stile un’appropriazione soggettiva della lingua, per Enzo Randazzo la scrittura assume il ruolo di una vera e propria funzione, di un rapporto “tra la creazione e la società”, essa è qualcosa che sta al di là del linguaggio laddove lingua e stile si situano al di qua dell’atto di scrivere. Ricorda Barthes come le «scritture possibili di un dato scrittore si definiscono sotto la pressione della storia e della tradizione». Così nella Francia, tra il ’600 e il 1848, la scrittura dominante è omologata alla società borghese.«la società francese nell’intero periodo in cui l’ideologia borghese ha progredito e trionfato ha avuto a disposizione una scrittura unica, strumentale e insieme ornamentale». Per la prof.ssa Gabriella Alfieri illessico di Kaleidoscopio nasce dal passato dell’autore , dalla sua mitologia, da un’epica personale che diventa magma, struttura narrativa, linguaggio, complessità di cui l’autore finisce per non essere consapevole; così consegna al suo lettore una storia d’amore e di reincarnazione molto attuale, inserita nell’universo giovanile contemporaneo, che ha sullo sfondo ampi squarci di paesaggi, cultura, storia, vicende della Sicilia, descritta nella sua fascinosa bellezza, nei valori positivi della sua gente, nelle sue recenti, drammatiche problematiche, nelle sue speranze e prospettive di redimibili. Secondo la Prof.ssa Dora Marchese incontriamo una varietà di personaggi e di situazioni che si risolve nella prospettiva epica suggellata dal titolo, Kaleidoscopio, che racchiude significativi scientifici ed artistico-creativi. Un caleidoscopio di contesti storici, valori, illusioni, passioni, brutalità, personaggi e storie che si intrecciano a rompere tutti i limiti – spazio per continuare a sperare e credere nella bellezza di essere e di vivere. Questa storia, che mette in crisi opinioni e giudizi su tragici eventi, seminando dubbi, è adatta ad un pubblico di lettori vario (romantici, impealismi di maniera.gnati, amanti del mistero e della verità) perché vuole trasmettere il messaggio che dobbiamo sempre sperare nella rigenerazione della vita attraverso la non violenza, la lotta e l’amore. La prof.ssa Gisella Mondino nota che Enzo Randazzo chiede al lettore di condividere l’idea che l’autenticità di ogni uomo non possa essere difesa in maniere tali da distruggere gli orizzonti di valore, ma che è necessario riconsegnarle una nuova dignità e nobiltà tramite una condivisa scala valoriale di modo. La nostra contemporanea modernità è, in questo romanzo, doppiamente messa in discussione, narrando in modo eziologico dello sviluppo di modernità diverse e parallele e, al contempo, della crisi in cui è caduto, nel corso del Novecento, lo statuto del sapere della stessa cultura tecno-scientifica occidentale.

Lucy Stray