Le clementine, i mandarini senza seme

ALIMENTAZIONE. Le clementine sono degli agrumi, in pratica i frutti dell’omonimo albero del clementino, pianta appartenente alla famiglia della Rutacee e al genere Citrus, ottenuto dall’incrocio tra la pianta del mandarino e dell’arancio amaro, quindi ibrido.

L’”invenzione” dell’incrocio che ha originato le clementine – prive di semi nella polpa a differenza dei mandarini – è molto controversa, le prime piante di clementino sono state realizzate si crede in Algeria o in Cina, mentre il nome è una contesa tra due religiosi francesi: Clément Rodier e Pierre Clément. I due non si conoscevano e probabilmente hanno fatto lo stesso percorso senza sapere dell’altro, ma la curiosità è proprio data dal fatto che, di nome o di cognome di persona si tratti, in ogni caso diventa chiara l’origine della parola “clementine”, che prima non esistevano e che oggi hanno quasi soppiantato i mandarini per la loro maggiore praticità nel consumarle, senza dover sputare i semini.

Vengono coltivate prevalentemente nel Meridione dalla Calabria alla Sicilia e la raccolta avviene da Ottobre (varietà precoce) a Gennaio.

Le proprietà nutrizionali sono quelle degli agrumi: vitamina C, poco calorici (40-50 KCal ogni 100 grammi), ricchi di fibre e contengono infine un sale minerale molto particolare, che non si trova facilmente: il bromo.
L’apporto di bromo favorisce un’azione calmante sul sistema nervoso.

Un ultimo consiglio per sceglierle, da ricordare sempre: sarebbe meglio che avessero ancora un rametto o foglie attaccate, garanzia di freschezza, ma in ogni caso la rosetta che rimane dove si stacca il picciuolo dovrà essere verdognola e non secca e marroncina. In tal caso il frutto sarà stato trattato con l’etilene in magazzino per accelerarne la maturazione.
fonti slowfood.it e Amalfi notizie.