26-12-2007   "Alimentazione & Benessere"                                       Mazara del Vallo

                                                                                 

                             
La nutrizionista dott.ssa Susanna Ferro

EMOZIONI E CIBO. 
PECCATI DI GOLA O PIACERE DI MANGIARE ?

a cura della nutrizionista 
dott.ssa Susanna Ferro 
tel. 339 1331733 
susannaferro@tiscalinet.it




S
empre più spesso alimentarsi è diventato un atto quotidiano, spesso di routine, automatico, compiuto distrattamente, in concomitanza con altre attività, di fronte ad un televisore, leggendo il giornale, o frettolosamente sul posto di lavoro, in automobile, al bar. Con l'arrivo delle feste si ritorna ad una maggiore consapevolezza sui significati più profondi del cibo e del cibarsi, ci si riavvicina alla sfera alimentare in modo più sano e più ricco di piacere.

MANGIARE, infatti, non è solo un bisogno fisiologico, ma ha MOLTEPLICI SIGNIFICATI: SOCIALI, RELIGIOSI, ETNICI, FILOSOFICI, CULTURALI E DI PIACERE... 

Pensiamo all'identità religiosa: il pane e il vino dei cristiani vanno ben oltre la loro materialità; in altri contesti religiosi, certe esclusioni o tabù alimentari (il maiale e il vino dell'Islam) hanno il ruolo prevalente di segnalare un'appartenenza. E dell'identità etnica che dire - noi italiani, siamo conosciuti in tutto il mondo perché mangiamo la pasta!, lo stesso vale per il cuscus degli arabi e per tutti i cibi che, in ciascuna tradizione, costituiscono un segno particolarmente forte della propria storia e della propria cultura. Il cibo è anche un'occasione per incontrarsi e per far festa, un simbolo di abbondanza e di benessere. 

La condivisione dello stesso cibo, in famiglia, in occasione delle festività natalizie, ci rende appunto membri della stessa cultura. Come scrive l'antropologo Claude Lévi-Strauss nel suo "Il crudo e il cotto" - « il cibo e la preparazione del cibo non è un elemento marginale irrilevante. I modi di nutrirsi sono in grado di dire qualcosa di importante non solo sui modi di vita, ma anche sulla struttura di una società e sulle regole che consentono ad essa di persistere e di sfidare il tempo. IL CIBO NON VIENE SOLO INGERITO. PRIMA DI ENTRARE NELLA BOCCA, VIENE PROGETTATO E DETTAGLIATAMENTE PENSATO. Acquista quella che viene comunemente chiamata una valenza simbolica.» Di ciò, ormai, ce ne rendiamo conto solo nella preparazione dei pranzi per le feste, magari cercando di mantenere le vecchie tradizioni, riappropriandoci di spazi, tempi e luoghi, che un tempo scandivano la consuetudine giornaliera di tutte le nostre nonne. Ci si riunisce con amici e parenti, per condividere antiche ricette e lunghe preparazioni come le mitiche cassatelle, un must diremo oggi del mangiare di festa siciliano. Una ritualità che iniziava già dal mese di agosto, in cui si iniziavano ad essiccare al sole i saporitissimi fichi. Allora, non si sprecava nulla. Ma questa è un'altra storia. 

IL CIBO, SENSUALE PIACERE DEL CORPO... 

Anche se l'alimentazione va verso l'appiattimento delle differenze sotto la spinta della globalizzazione e ci ritroviamo a mangiare sushi e sashimi al ristorante alla moda, senza aver condiviso il piacere e la ritualità delle preparazioni dei pranzi di una volta, mangiare rimane sempre e comunque uno dei piaceri della vita . Nell'appagamento del gusto, è sicuramente di pari importanza alla necessità fisiologica di nutrirsi la connessione tra cibo e piacere. 

Un legame certamente complesso ed intricato, soprattutto se pensiamo che i circuiti cerebrali del piacere del cibo sono analoghi a quelli del piacere sessuale, e sono controllati dagli stessi meccanismi neuroendocrini. Nella assunzione di cibo il piacere del gusto è legato al rilascio di particolari sostanze - le endorfine da parte del cervello e da alcune strutture nervose periferiche, in grado di dare sensazioni che vanno dal piacere all'estasi e che hanno come recettori specifici gli stessi della morfina e degli oppiacei. 

COME AGISCONO LE ENDORFINE DEL CIBO 

È stato dimostrato che mangiare i propri cibi preferiti può stimolare il rilascio di endorfine che, esaltano l'umore. La produzione degli "ormoni del piacere" può essere amplificata da alcuni alimenti come cioccolato, peperoncino, cannella, zafferano, zenzero, semi di zucca, arachidi, noci, ostriche …. Il ruolo delle endorfine sul comportamento alimentare riguarda soprattutto il meccanismo di ricompensa, legato al cibo e la palatabilità. I ligandi degli oppioidi, inducono un potente incremento del consumo di cibo, e meccanismi oppioide-mediati condizionano la risposta affettiva e di piacere del cibo. Il fatto che tale effetto è maggiore con cibi saporiti e molto calorici ha fatto ipotizzare un vantaggio evolutivo in questo meccanismo, in quanto ha orientato l'uomo verso il consumo di cibi ricchi di energia. 

Tuttavia l'attrattiva di un alimento non è legata solo alle sue proprietà sensoriali, ma è soggettiva e dipende anche dalla fame che si ha, dall'esperienza vissuta nella precedente occasione in cui si è consumato quell'alimento e dalle circostanze sociali in cui viene consumato. In altre parole, l'alimento giusto, al momento giusto, con la giusta compagnia ci fa sentire bene.

                 

                                                    

  
                                                                                      

 

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