COMMENTI                                       Mazara del Vallo

                                                                                 

                             


“C’è ancora un soldo di speranza?”

Giovanni Venezia


Ho seguito in diretta, con partecipazione e vivo interesse, la manifestazione per la presentazione del libro-intervista di Antonino Cusumano. Doveva essere – l’avevamo scritto – un momento di partecipazione collettiva per far circolare nuove idee finalizzate ad un progetto, concreto e quindi fattibile per la rinascita di Mazara nei settori in cui maggiormente presenta carenze ed inefficienze. 

Era l’occasione – diciamolo – storica per non perdere il treno da parte dei mazaresi di riappropriarsi della cittadinanza, della libertà e di coniugare le loro istanze e proposte con i rappresentanti delle istituzioni locali. Dopo gli interventi, puntuali e completi da parte del prof. Cusumano, del giornalista Giaramidaro, del dr. Levi e del prof. Hannachi, – presenti numerosissimi cittadini – s’è aperto un dibattito ricco di interesse, di elevato tenore nella consapevolezza della necessità di un cambiamento a breve termine. 

Tutti attendevano interventi complementari e concreti da parte dei rappresentanti della civica amministrazione, ma, ahimè,erano assenti! Decisione gravissima darsi in toto alla latitanza per non ascoltare le istanze della pubblica opinione. Hanno preferito mettersi a “la gnuni”, ignorando (consapevolmente!) di arrecare offesa agli elettori, ai cittadini ed alla loro dignità. (Si rammenteranno alle prossime elezioni della loro esistenza?)


Questo è un fenomeno nazionale, di politici poco politici, furbi e furbetti, arroganti, capaci solamente di operare come aziende facendo marketing con iniziative cosiddette economico-culturali per personale sistemazione stanziale, irrobustendo, se del caso, il piano-sedia con doppio strato dell’ormai nota colla bisonte con i soldi dei contribuenti, o magari aprire uffici di rappresentanza con la scusa di promuovere la città pagando affitti elevati e personale inutile.

Hanno tradito quello che Salvemini, con amarezza, si chiedeva: “c’è ancora un soldo di speranza?” Alludeva appunto alle idee che necessitano di circolare per approdare a progetti, da realizzare nell’agorà, laddove le decisioni assumono consistenza e diventano corpo. Ma questa occasione a Mazara, venerdi 7 di settembre dell’anno 2007, la civica amministrazione l’ha persa davvero. I mazaresi ne hanno preso atto.

Crediamo che l’assenza, certamente sofferta ma premeditata, – seppur con il senno di poi – induca ad una seria e profonda riflessione.
Con tale comportamento i civici reggitori hanno dimostrato la incapacità di recepire istanze dagli elettori e senza quelle non riusciranno a migliorare nulla.
I cittadini chiedono alle istituzioni ed in particolar modo a Giunta e Consiglio Comunale di rompere un silenzio imbarazzato, prima di tutto con i fatti.


Non agite come il Gog di Papini. Scendete nella strade, incontrate la gente: avrete incontri pieni di significato, suggerimenti ed anche una lezione di stile. Questa è la democrazia semplice, quella che i Greci chiamavano appunto parresìa.

E’ legittimo allora chiedersi con Salvemini: per Mazara c’è ancora la possibilità di “un soldo di speranza?”

                                                         

Mazara 19/09/2007

  
 

  
                                                                                      

 

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