COMMENTI                                       Mazara del Vallo

                                                                                 

                             


Il Satiro Danzante ci lascia ancora una volta

Nino Asaro

 

Dal 29 marzo al 6 Luglio il Satiro Danzante sarà uno dei prezzi pregiati dell'esposizione dal titolo "La forza del bello. L'arte greca conquista l'Italia", visitabile sia nelle sale affrescate del Cinquecento di Palazzo Te a Mantova sia in quelle adiacenti delle Fruttiere. 

Tutto questo nonostante l'assessore regionale ai Beni Culturali on. Lino Leanza avesse più volte ribadito che Parigi sarebbe stata l'ultima partenza del Satiro. 

Questa volta per trasferire il Satiro prenderanno come scusa l'avvenuto finanziamento del progetto di climatizzazione del Museo di Piazza Plebiscito, scusa che ricorderete, in un primo momento, era stata utilizzata anche per la trasferta dello scorso anno presso il museo del Louvre. 

Il nostro sindaco Macaddino probabilmente era già al corrente di tutto, la notizia dell'avvenuto finanziamento della climatizzazione, con la necessità di iniziare i lavori e conseguentemente del trasferimento del Satiro in altra sede, era stata "sussurrata" qualche settimana fa durante la conferenza stampa sulle modifiche al Prg. 

In cambio probabilmente riuscirà a spuntare un altro concerto, con buona pace di coloro che avevano puntato al Satiro come presupposto di sviluppo turistico. 

Per come si sono messe le cose è chiaro che la città di Mazara si dovrà rassegnare a non avere nel proprio museo il Satiro per diversi mesi all'anno, specialmente d'estate.
Questa volta si abbia almeno l'accortezza di pubblicizzare la cosa, onde evitare, come è successo l'anno scorso, che i turisti vengano inutilmente a visitare il museo del Satiro Partente.

Di seguito riporto per intero l'agenzia della Adnkronos che ha lanciato la notizia:

Roma, 7 feb. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Ideata e curata, insieme a Maria Luisa Catoni, da Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, l'esposizione dal titolo "La forza del bello. L'arte greca conquista l'Italia", visitabile dal 29 marzo al 6 luglio sia nelle sale affrescate del Cinquecento di Palazzo Te a Mantova sia in quelle adiacenti delle Fruttiere, si dipana come un suggestivo racconto della fascinazione per l'arte greca in Italia, attraverso circa 130 reperti archeologici provenienti da prestigiosi musei nazionali e internazionali, dalla Sicilia al Louvre di Parigi, da Taranto a Monaco fino a tre pezzi recentemente restituiti dagli Stati Uniti.

Si ricostruisce, attraverso tre ben distinte fasi storiche, la passione che l'Italia ha avuto per l'arte greca dal VII secolo a.C. fino all'Ottocento. Una mostra che e' riuscita a mettere insieme un numero copioso di pezzi preziosi, grazie anche ad una rinnovata politica dei prestiti. "La sfida principale della mostra e' stata quella di aver affrontato un tema non ovvio e problematico. La forza dell'arte greca" ha sottolineato Settis.

Ad aprire il percorso espositivo e' uno spaccato sul periodo che va dal VII al II secolo a.C. caratterizzato da pregevoli testimonianze di arte greca realizzata nelle fiorenti citta' della Magra Grecia e della Sicilia insieme a quelle prodotte in Grecia e importate in Italia, prima in Etruria e poi Roma. Da "Kouros Milani B" in marmo bianco dal Museo Archeologico di Firenze alla copia in bronzo del monumentale "Cratere di Vix" da Chatillon-sur-Seine; dal "Satiro di Mazara" in bronzo al "Vaso con fregio fittile di Guerrieri" da Metaponto.


  

Mazara 7/02/2008

 

  
                                                                                      

 

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