COMMENTI                                       Mazara del Vallo

                                                                                 

                             


Dalla Città reale alla “Città ideale”

Giacomo Cuttone


 

“Noi abbiamo bisogno della città perché vogliamo
stare con gli altri, non disperderci e isolarci.
Dobbiamo concentrare tutta la nostra attenzione
 per proteggere la città e l'arte è un esempio,
 un aiuto, un obiettivo, un modo di vivere".

 Pietro Consagra

 

Nel Rinascimento la riscoperta e lo studio dei testi classici, stimolò la riflessione sulla realizzazione di uno Stato perfetto, retto da filosofi e sapienti, in grado di garantire l’armonia delle diverse sfere (economica, politica, religiosa, sociale e culturale) che componevano la vita comune. Questa speculazione teorica si accompagnò ad un interesse relativo agli aspetti architettonici ed urbanistici giudicati consoni ad ospitare un governo amministrato saviamente e con giudizio. L’arte del buon governo poteva esercitarsi soltanto attraverso il sodalizio tra un operare politico retto ed equilibrato e l’applicazione di criteri urbanistici elaborati secondo calcoli precisi e rigorosi, in grado di dar vita a forme giudicate perfette e fondati sull’applicazione dei principi della prospettiva pittorica lineare. L’aspirazione a questa felice congiunzione tra uno Stato governato saggiamente e urbanisticamente organizzato secondo i principi della pura geometria sfociò nel mito della cosiddetta “Città ideale”.

Tavola di Baltimora

 

La “Città ideale” , da questo momento in poi, fino a giungere a Pietro Consagra (La città frontale, una città interamente creata da artisti, una proposta urbanistica polemicamente utopica, cui ha dedicato anche l'omonimo pamphlet del 1969, dove teorizza l'idea dell' Edificio frontale, e che lo ha portato ad inserire nello spazio reale le costruzioni monumentali del Meeting e della Porta del Belìce a Gibellina), è stata sempre oggetto di attenzione e di ricerca da parte degli artisti, ognuno  con i linguaggi propri dell’epoca. Nella “Città ideale” gli interventi di riorganizzazione dello spazio urbano sono stati sempre pensati in termini di rapporto uomo/universo, rapporto di uguaglianza in cui l’uomo rappresenta il modulo di altri aspetti del creato. Se l’uomo viene a trovarsi al centro del mondo, egli rappresenta un microcosmo rispetto alla città, di cui è motore attivo. La città è intesa come sito da progettare, come spazio in cui vivere in armonia, come luogo di incontro sociale, di organizzazione politica e di pianificazione economica. E’ l’affermazione del concetto vitruviano, secondo il quale l’architettura serviva a creare uno spazio congruo all’uomo, pensato a sua misura e in grado di garantire il vivere civile, per cui l’esigenza di decoro rappresentava un presupposto fondamentale.

Le città, oggi, hanno perso dimestichezza al colloquio, agli orizzonti aperti, alla conversazione. Per dirla con Consagra in Architetti mai più, “le città sono diventate rancore (…) per l’invasione di una architettura che resterà impiantata, indistruttibile. L’architettura si è evirato il desiderio creativo ed il piacere della spiritualità”. 

Mazara del Vallo nel passato ha sviluppato una ricca attività artistico-culturale. Nei vari secoli della storia ha prodotto monumenti, opere d’arte ed architettura. Questa produzione è stata legata allo sviluppo economico della città. Attorno alle produzioni artistiche, infatti, era nato un ceto artigianale che creava ricchezza e lavoro. Gli ultimi decenni sono stati contraddistinti da un lento degrado del patrimonio artistico e dall’assenza di una seria politica culturale. La Città ha, dunque, perso alcune figure professionali e si è spento il fermento creativo che l’aveva caratterizzata. Risulta necessario invertire questa tendenza realizzando una serie di interventi nel campo dell’arte e della cultura, conservando e valorizzando i contenitori della memoria ed esprimendo, attraverso le forme dell’arte, una nuova cultura.

Occorre che Mazara diventi città-laboratorio e centro di fermenti culturali ed artistici per riacquisire la propria identità e poter confrontarsi con culture diverse.

Mazara del Vallo è una città ricca di storia e di arte. Notevoli sono le potenzialità storico-urbanistiche e archeologiche, ma tutto ha una fruibilità precaria, abbandonato dall’incuria e dal tempo, è sottoposto all’abbrutimento, all’abbandono, ad una economia spietata. L’insediamento eneolitico di Roccazzo, le ville romane di S. Cusumano, di S. Miceli e di Mirabile; gli ipogei paleocristiani di S. Bartolomeo possono e devono diventare “parchi” oggetto di scavi, di studio e mete d’interesse turistico. E’ necessario intensificare gli scavi archeologici e recuperare gli impianti architettonici ed urbanistici sommersi, invece di seppellirli nuovamente come si è fatto e si continua a fare ancora oggi. Per quanto concerne il centro storico – che ha un impianto viario medioevale di derivazione islamica – è indispensabile ristrutturare le abitazioni al fine di destinarli per ospitalità turistica e per laboratori artigianali incentivati; occorre, infine, restaurare e valorizzare tutta la monumentalità architettonica normanna, rinascimentale e barocca. I bagghi, le masserie e le mandre, che rappresentano i maggiori giacimenti di storia e di leggende, attivandoli come contenitori della memoria consentiranno di fare dell’agriturismo con ospitalità, possono diventare sedi di attività culturali e/o attività produttive. Occorre, inoltre, fare un inventario dei siti rurali e ripristinare le regie trazzere per metterne in luce il paesaggio. In un itinerario di questo tipo, s’inserisce perfettamente la creazione di un Museo della Civiltà Contadina nella borgata Costiera, da sempre luogo separato della/dalla città.

Se la situazione dei contenitori della memoria è questa, come pensare ai musei della modernità? A programmi per l’uso pubblico dell’arte? Alla promozione degli artisti della provincia sul piano regionale e nazionale o, addirittura, internazionale?

Le sculture di Consagra (un tempo al Centro Polivalente di Cultura)  non sono fruibili, ormai, da molto tempo e la sua fontana di piazza Mokarta non zampilla da anni; nei magazzini del Comune sono rinchiuse le opere grafiche di Consagra e di artisti del Settecento-Novecento; sparsi qua e là negli uffici  troviamo opere di artisti contemporanei, senza che si sia pensato ad una struttura espositiva moderna  funzionale.

Per l’ornamento, dunque, per un’ architettura sensibile alle esigenze dello spirito, per una città del piacere alla convivenza sociale, non c’è attenzione possibile.

L’ex Collegio dei Gesuiti (compresa la Chiesa di S. Ignazio), attualmente oggetto di lavori di ristrutturazione e consolidamento,  situato nella stessa piazza del Museo del Satiro-ex Chiesa di S. Egidio,  e integrato con il Museo Diocesano, allestito nell’adiacente via dell’Orologio al piano terra del Seminario, bisogna destinarlo a Polo museale e culturale dove allocare la biblioteca, la pinacoteca, il museo civico, il “Fondo Consagra”.

Dell’ex Palazzo di Città,  realizzata la scultura frontale di Pietro Consagra, è possibile farne un Museo d’Arte Contemporanea, selezionando le opere custodite in magazzini ed uffici, creando un Ente Comunale di gestione e programmazione delle attività inerenti allo sviluppo delle arti visive e una Galleria comunale per mostre personali. Al fine di valorizzare artisti nati a Mazara del Vallo, per portare all’attenzione dei giovani quanti hanno espresso le loro capacità nel mondo dell’arte, utile risultano mostre antologiche e/o retrospettive su Tommaso Sciacca, Boscarino, Santostefano, Consagra, Modica, La Barbera, Disma Tumminello, ecc.

Per la promozione degli artisti sul piano nazionale ed internazionale e per arricchire il Museo d’Arte Contemporanea è possibile  organizzare una Rassegna annuale di Arti Visive,  Ateliers artistici (laboratori della durata di 20/30 giorni in cui artisti dell’area del Mediterraneo lavorano entrando in contatto con i giovani delle scuole) inseriti negli Incontri fra i popoli del Mediterraneo –  incontri che si tenevano a Mazara, organizzati dal Poeta Rolando Certa,  e che mettevano al primo posto l’importanza dell’arte, della poesia e della cultura –, una    Quadriennale d’Arte Contemporanea per i Paesi del Mediterraneo con padiglioni sparsi nel tessuto urbano della città. Bisogna, inoltre, pensare ad  interventi di arte contemporanea (sculture, fontane, monumenti, installazioni, murales…) soprattutto nelle realtà di Costiera e Mazara due (sull’esempio di realtà come Gibellina e   Fiumara d’Arte).  

Nell’ex Cinema Diana, nel cuore della kasbah, è possibile creare un Museo  della Civiltà Islamica, ponte ideale tra il nostro passato e città multirazziale di oggi.

Nei diversi magazzini e stabilimenti inutilizzati – ma anche in edifici attualmente di proprietà comunale come l’ex Carcere, San Carlo, ecc. – lungo le due sponde del porto-canale (area dove maggiormente, ancora oggi, si svolgono le attività legate alla pesca e alla cantieristica), si può realizzare un Museo del Mare, perché è impensabile che Mazara del Vallo, maggiore e attivo centro marinaro del Mediterraneo,  ancora oggi non abbia una struttura museale di questo tipo.

Per favorire lo sviluppo di alcune figure professionali col tempo quasi scomparse è indispensabile puntare all’incremento produttivo, tramite sgravi fiscali, di fornaci, vasai, artigiani del ferro e fonderie a “cera persa”, avviare ricerche innovative in continuità con la tradizione e realizzare una Mostra-mercato dell’Artigianato locale  nella Piazza Plebiscito.

Nel tempo della globalizzazione totale, una Città che vuole essere multietnica,  plurale, culla di culture e di etnie diverse, capitale della tolleranza, situata al centro di un Mediterraneo di pace, non può fare a meno di affrontare il tema della “Città ideale” legato a progetti di utopia, alla perfezione del vivere civile, all’armonia tra fattori politici, economici e sociali, per porre fine ai soprusi e alle guerre, affermare il desiderio di pace, l’anelito alla solidarietà e alla cooperazione tra tutti i popoli.

 

  

Mazara 18/02/2008

 

  
                                                                                      

 

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