COMMENTI                                       Mazara del Vallo

                                                                                 

                             


MAZARA DELENDA EST

Tonino Salvo


   

Lungomare di Mazara
Da diversi anni sembra vi sia, sempre più pressante e prepotente anche se in certo qual modo in sordina per non fare troppo rumore, la volontà da parte di alcuni mazaresi ("amministratori" e non) e da parte di altri "personaggi" non mazaresi o mazaresi che hanno dimenticato di esserlo, forse in conseguenza dei molti anni di lontananza dal paese natio, di intraprendere una iniziativa che così come progettata porterebbe inevitabilmente alla distruzione del nostro Lungomare.

Da decine di anni Mazara si è sempre vantata, e ne ha anche suscitato l'invidia, con altre cittadine rivierasche di avere una "passeggiata a mare" in pratica al centro della città e pienamente fruibile da tutti noi (mazaresi purtroppo distratti a tal punto da non saperne più apprezzare la bellezza) ed in modo particolare dai turisti che manifestano lo stupore e l'ammirazione definendola con diversi appellativi, dei quali forse il più bello è: "una finestra sul mare".

In effetti se vi ponete davanti all' ingresso laterale della Cattedrale guardando verso il mare avrete la sensazione di guardare il mare attraverso una finestra incorniciata dagli alberi.

Leggendo la cronaca di Mazara (Giornale di Sicilia :29-10-2004 pag.32/e 23-06-2005 pag.28) si ha netta sensazione che si stanno per realizzare opere tali da far "uscire dalla tomba" i nostri avi per urlare il loro sdegno contro coloro che vanificherebbero la loro lungimiranza nel lasciarci in eredità questo lungomare.

I due progetti da tempo presentati prevedono ambedue la realizzazione di un porto turistico:

1) Porto turistico "Al Furat" dal piazzale Quinci sino all'altezza di Via Valeria, con due bacini a semicerchio per 550 posti barca e più di trecento stalli per il parcheggio di auto al servizio del porto turistico.

2) Porto turistico "San Vito di Mazara" dal piazzale Quinci sino alla chiesetta di San Vito a mare,con 900 posti barca e relativi parcheggi e servizi annessi (giardino botanico,delfrnario,spazi adibiti a verde ecc).

Progetto porto turistico San VitoSenza propendere per l'uno o per l' altro, in quanto entrambi deleteri, mi pare opportuno sottolineare che il secondo progetto ( che si permette di sfruttare il nome del nostro Santo Patrono) rovinerebbe tra l'altro proprio la chiesetta dedicata al Santo che verrebbe a perdere il fascino del suo isolamento a pelo d'acqua sul mare sino al punto che quando vi è l'alta marea le onde sembrano lambirne le fondamenta e fanno sì che somigli ad una chiesetta galleggiante. 

Non bisogna certamente addossare tutta la colpa di questo eventuale scempio a coloro che per interessi personali ed economici, non certo per regalarci qualcosa, propongono tali porti turistici. La responsabilità maggiore sarebbe da imputare ad alcuni mazaresi ed in particolare a chi si trova nella stanza dei “bottoni" che a finir bene per una errata interpretazione di fare del bene alla città (e mi auguro comunque non per altri scopi) si piega a certe logiche politiche e non senza riflettere, senza avere la santa umiltà (merce ormai rara) di interpellare tecnici qualificati e comunque non di parte onde conoscere se vi sono altre soluzioni possibili; chiedendo inoltre al Consiglio Comunale oppure, ancora meglio, ai cittadini tutti se si vuole tale opera ed in tale posto. E ciò perché non si tratta della sistemazione di una piazza, di una fontana, o altra opera di poco conto bensì di un' opera che stravolgerebbe irreparabilmente la parte paesaggistica più bella della nostra città. Una volta il grande maestro e concittadino Consagra mi ha detto:" ... .io ho paura che ci si abitui all'orrido ... " riferendosi al Palazzo Comunale di Piazza della Repubblica che ha rovinato una delle più belle piazze d'Italia. Ricordiamoci di questo "orrido" che abbiamo ogni giorno davanti ai nostri occhi per evitare che si crei un altro "orrido", rovinando il Lungomare.

Ritornando ai progetti di cui sopra è innegabile che l'altro lato della medaglia significherebbe per Mazara un'occasione di rilancio turistico, purchè però non sia a scapito di quanto di bello ancora esiste.

Le risorse ambientali di un popolo possono e debbono essere sfruttate purchè non se ne comprometta l'utilizzo da parte delle nuove generazioni; coniugando così le esigenze del presente nell'ottica della salvaguardia del passato, da consegnare il più intatto possibile al futuro.

Ma vi è un altro problema che non si riesce a comprendere, e cioè l'inserimento con i due progetti in esame del Progetto della Provincia di Trapani che prevede la "riqualificazione della costa" dal Porto sino al Fiume Arena ( Giornale di Sicilia del 09-08-2005 pag.28) con un finanziamento di tre milioni di euro per il" ripristino della spiaggia naturale.” Alcune volte si ha la sensazione che le nostre Amministrazioni (a vari livelli) siano come un'orchestra i cui componenti suonano sì seguendo uno spartito, ma senza un direttore che li diriga. A questo punto mi chiedo ( e moltissimi concittadini si chiedono come me ) perché non trovare un altro sito diverso dal Lungomare? 

Si potrebbe valorizzare la zona vicino al Porto Nuovo, alla Capitaneria di Porto, ai Cantieri Navali ottenendo così di fatto una valida sistemazione quanto meno per le infrastrutture ivi presenti e che sarebbero i naturali punti di riferimento per la nautica da diporto; riuscendo così anche a "sanare" quel tratto di costa malsana che attualmente è adibita anche a scarico di immondizia di ogni tipo. 

Oppure si potrebbe utilizzare se non tutto almeno la prima parte del Porto Canale, sistemando le banchine e con incentivi vari realizzare negli edifici lungo le due rive trattorie tipiche, negozi e quanto si reputa opportuno come supporto al turismo. 

Ma prima di una decisione è opportuno chiedere a noi stessi: considerato che una legge di mercato è basata sulla domanda e l' offerta, vi è a Mazara una domanda di 900 ( o anche di 500) posti barca? Ciò anche perché non si tratterebbe di "gusci di noce", ma di barche di una certa grandezza. Perchè se così non fosse si rischierebbe di avere poi una struttura sottoutilizzata, vanificando un impegno di spesa non indifferente e deturpando il lungomare senza ottenere una contropartita, come sembra stia accadendo in altre cittadine marinare che complessivamente durante l'intero anno (maggiormente durante i sei/sette mesi dell'autunno e dell'invemo) si trovano con il 60% circa dei posti barca inutilizzati. Inoltre non è da sottovalutare che Trapani e Marsala sono da tempo attrezzate (specialmente la prima) a tale scopo ed hanno un flusso turistico sicuramente maggiore del nostro, anche per gli eventi che sono in grado di realizzare e per un' organizzazione (bisogna riconoscerlo ) migliore. 

Nel 2005 e nel 2006 (dalle pagine dell'Arco) avevo cercato di coinvolgere o comunque di informare i nostri concittadini di quanto stava per accadere. Poi sono arrivate le smentite più o meno ufficiali. Purtroppo mi ero illuso che il pericolo per il nostro lungomare fosse passato; anche perché alcuni addetti ai lavori mi avevano rassicurato in tal senso, visto tra l'altro l'iter burocratico sino ad allora percorso ed i relativi pareri contrari espressi da alcune istituzioni. In effetti sembrava che fossero state chiuse le porte a realizzazioni di ogni sorta, più o meno rivolte comunque alla distruzione del nostro patrimonio paesaggistico. 

Ma ecco che oggi si riaffaccia prepotentemente il vecchio pericolo di un porto turistico da realizzare davanti al nostro lungomare. 

Come l'araba Fenice che risorge dalle ceneri così ritorna reale la preoccupazione che "bypassando" alcune procedure (leggi:"esclusione del Consiglio Comunale") e con l'aiuto di nuove disposizioni (leggi:"conferenza dei servizi") sarebbe consentita l'acquisizione di una CONCESSIONE DEMANIALE MARITTIMA PLURIENNALE(leggi:"99 anni"); come da Determinazione del Sindaco del 24-07- 2008 pubblicata all'Albo Pretori o dal 28 luglio a1 12agosto(proprio nel periodo clou delle ferie estive).   

Purtroppo nei quasi fisiologici momenti di sfiducia si pensa di non avere voce in capitolo e si desiste dal combattere per migliorare la nostra vita, anche perché si ha la sensazione di essere dei Don Chisciotte e lottare inutilmente contro i mulini a vento. Recentemente il Consiglio Comunale (nella sua grande maggioranza) ha ripreso coscienza del ruolo istituzionale che occupa come rappresentante di tutti i mazaresi ed ha nominato una commissione per il nuovo porto turistico. Mi auguro e voglio credere che non resti una pura e semplice "commissione" come tante altre; in tal caso perderebbe di credibilità ma principalmente rinunzierebbe ad una delle sue principali prerogative: valutare, decidere, approvare o meno qualsivoglia opera o progetto inerente la nostra città. 

Fortunatamente i tempi per una eventuale realizzazione (speriamo che non accada una simile sventura) si stanno prolungando. Qualcuno è costernato perché ciò ritarda una realizzazione che viene paragonata ad un sogno. Io non credo che si tratti di un sogno ma di un incubo e se possedessi le "arti magiche" sarei anche pronto a fare un sortilegio per impedire che ciò si realizzi. 

Nell'attesa suggerirei a tutti i mazaresi di fare diverse foto del lungomare così come si può ammirare oggi, perché forse poi (come dice una nota canzone ) sarà solo:" ... un bel ricordo e nulla più ... ". 

Ma anche noi semplici cittadini abbiamo il diritto ed il dovere dì far sentire la nostra voce. Non dobbiamo subire in silenzio ma difendere le nostre idee, perché il silenzio è sinonimo di resa incondizionata. Dovremmo però ricordarci non solo degli uomini e delle donne che hanno ben operato per la nostra città, ma anche di coloro (amministratori, professionisti, tecnici, comuni cittadini) che ne hanno reso possibile la "deturpazione"; evitando altresì che possano proseguire in tale opera. Ma in ciò credo, a ben riflettere, di essere un illuso perché in alcune occasioni individui che non hanno ben operato per Mazara sono stati messi (anche per negligenza nostra e dei nostri padri) in condizione di continuare ad agire quanto meno con leggerezza e di decidere per conto di noi tutti sul futuro della nostra città. 

Tutto sommato forse è vero quello che dicono di noi mazaresi i cittadini delle città a noi geograficamente vicine quando ci chiamano:"ammuccaficu". tonino salvo

Mazara 26/11/2008

 

                              

 

  
                                                                                      

 

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