Il settimanale di Mazara del Vallo..... esce tutti i mercoledì in distribuzione gratuitaIl settimanale di Mazara del Vallo..... esce tutti i mercoledì in distribuzione gratuitaIl settimanale di Mazara del Vallo..... esce tutti i mercoledì in distribuzione gratuitaIl settimanale di Mazara del Vallo..... esce tutti i mercoledì in distribuzione gratuitaIl settimanale di Mazara del Vallo..... esce tutti i mercoledì in distribuzione gratuitaIl settimanale di Mazara del Vallo..... esce tutti i mercoledì in distribuzione gratuita
 12-09-2007   "Approfondimento"                                       Mazara del Vallo

                                                                                 

                             

L'intervista: Giovanni Tumbiolo

di Nino Asaro


avv. Giovanni Tumbiolo
Abbiamo chiesto all’avvocato Giovanni Tumbiolo quale motivazioni lo hanno spinto ad aderire al “Comitato Provinciale per Letta” che a Mazara ed in provincia di Trapani, fin dalla sua nascita ha riscosso numerosissime adesioni è ha aperto un vivace dibattito tra le forze politiche della sinistra.


«Il processo per la nascita del Partito Democratico è già avviato.
Le candidature di Enrico Letta e Rosy Bindi hanno evitato che la nascita del Partito Democratico si profilasse e venisse suggellata come una sorta di "fusione fredda" con candidato unico, totalmente partorita dai vertici di Margherita e Pds.
Se Walter Veltroni, figura pur prestigiosa, carismatica e dal tratto rassicurante, fosse rimasto l'unico candidato, alla base del centrosinistra sarebbe rimasta solamente una unica opzione; la sottoscrizione di un patto costituente per mera forzata adesione. Una sorta di unanimismo indotto e di costrizione.
Ne sarebbe venuta fuori solamente una fusione di partiti e degli apparati di partiti. In buona sostanza una somma meramente aritmetica tra DS e Margherita.
Il progetto del grande partito riformatore si sarebbe avviato ad un fallimento.
La pluralità di candidati invece fa bene al processo democratico, perché consente di far emergere posizioni politiche più chiare e più pregnanti, diversamente variegate.
Il dibattito, anche interno, che necessariamente i candidati dovranno avviare permetterà che le differenze, presenti nella vasta area di aggregazione del nascente partito democratico, possano in ultimo trovare gli elementi di omogeneità necessari a governarlo nel rispetto e col rispetto delle diverse sensibilità.
Non è un caso che dall'area della Margherita siano sortite ben due candidature alternative. Esse consentono l'avvio di un proficuo confronto nell'ambito del quale l'area cattolico-popolare e l'area laico riformista avranno la possibilità di apportare, spunti, riflessioni, contributi, senza che essi vengano burocraticamente mediati dalle gerarchie e dalle nomenclature di partito. Sotto tale profilo un grazie alla Bindi ed a Letta.
La loro proposizione ha movimentato un processo che appariva stagnante e precostituito, e quindi privo di interesse, per tutti coloro non annoverabili nella schiera degli ortodossi militanti di partito. L'interesse alternativo suscitato dai due candidati, al di là della obbligatoria mobilitazione degli apparati e dei quadri di partito, ha provocato anche interesse e quindi mobilitazione in quei cittadini, che pur senza tessera di partito, vogliono comunque partecipare al momento costituente del nuovo partito.
L'intero centro-sinistra dovrebbe esserne grato.
Solo in condizioni di grande dibattito e quindi di compiuta democrazia è possibile attrarre interesse e quindi recuperare quel consenso, nei confronti del governo di centro-sinistra, che sembra essersi ,e non a torto, sensibilmente ridotto.
Letta, più, degli altri sembra aver colto questi aspetti e questi aneliti di partecipazione svincolati dagli schematismi e dalle irreggimentazioni di partito.
Più degli altri, poi, sembra ragionare sull' Italia del futuro, senza appiattirsi sul contingente e sul quotidiano, e senza timore di avanzare proposte che siano innovative anche a costo di apparire non gradite e non organiche e funzionali alle nomenclature.
Apprezzabile è senza dubbio la recente proposta di equiparare il trattamento pensionistico dei parlamentari a quello dei comuni cittadini, ancorandolo anche per i primi, al principio contributivo ed alla durata del mandato.
Come non più procrastinabili l'attenzione e l'impegno in favore dei giovani, soprattutto in punto di effettivo diritto allo studio per i più meritevoli.
Interessante e necessaria la puntualizzazione scaturita dal congresso di Dro. Si partecipa alla costituzione del nuovo partito, aderendo al testo costituente.
Si esprime il voto, senza bisogno di prender tessera di partito; solo dopo in assoluta libertà si decide se iscriversi o meno al costituito partito democratico.
Ciò costituisce senza dubbio un ulteriore valorizzazione del momento costituente, che è sempre un momento entusiasmante, ove esprimere pulsioni , passioni, e coltivare anche illusioni, ove contribuire ciascuno con la propria indole e con le proprie congenialità, con il proprio precipitato culturale ad una finalità comune.
Le disillusioni, le perplessità, la scoperta delle mistificazioni lasciamole al dopo, in politica non mancheranno e v'è sempre tempo.»

                             

  
                                                                                      

 

HOME INTERVISTE

 
 

© Copyright 2001-2007   MEDIBA Media Communication Software                                  

Hit Counter