Lettera dei figli del mafioso mazarese Giuseppe Sucameli

borsellino paoloMAZARA DEL VALLO. “Oggi si compie il diciottesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino. In questo giorno decidiamo di onorare la sua memoria, quali figli di un imputato per mafia, testimoniando la nostra indignazione per lo scempio che del nostro nome ha fatto nostro padre e chiedendo scusa a quanti sono stati direttamente o indirettamente colpiti dalla sua azione criminosa.
Questo noi facciamo per dimostrare che la verità rende liberi; che l’amore e la testimonianza di uomini giusti sono in grado persino di rompere le barriere dell’omertà e il muro di quel marcio e malinteso senso dell’onore e della famiglia che tanto e tutto giustifica. E in primo luogo chiediamo scusa ai cittadini mazaresi, quelli onesti, che ogni mattina sperimentano la fatica di una vita dignitosa, senza padroni né padrini.
Ecco, noi vogliamo dire a tutti che l’esempio di uomini come Giovanni Falcone e  Paolo Borsellino ci ha reso capaci di riconoscere ancora l’onore e la dignità vera di una vita vissuta onestamente, di superare l’equivoco della solidarietà familiare e chiamare le cose con il loro nome: mafia. E scusate se con l’occasione vogliamo ricordare l’esempio di uomini miti e giusti, ma a voi tutti sconosciuti, quali sono stati i nostri nonni Francesco e Giuseppe che oggi non ci sono più e che rimangono il vero senso della nostra origine e che ci danno la forza di tenere la testa alta e di lottare per riabilitare il nostro nome.
Sappiamo, facendo questo, di rappresentare anche la voce di altri nostri cari, che per pudore mantengono il riserbo e che vivono in mestizia il dolore per tanta vergogna. Chiediamo ancora scusa a tutti per lui: la mafia è solo una “montagna di merda”…anche quella che incontrate ogni giorno dentro il bar e sorridente vi invita a condividere un caffè, con quella sconvolgente normalità del male che avvolge la quotidianità della nostra terra. Voglia essere questo il nostro piccolo contributo di testimonianza e di resistenza alla Sicilia onesta Grazie Paolo, grazie Giovanni: gli unici uomini d’onore che riconosciamo.”.

Mazara, 19 luglio 2010

Francesco, Alessandro e Dario Sucameli

P.S.  In un’ulteriore nota, gli stessi hanno voluto sottolineare: “rinneghiamo le sue scelte e non certamente la sua figura di padre: anche Lui può scegliere finchè c’è vita”.

[Francesco Mezzapelle]

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