Oliviero Toscani: “Io a Giammarinaro non devo nulla”. La replica di Sgarbi: “Toscani è ingeneroso va via solo per protagonismo”

toscani_02SALEMI. Oliviero Toscani è’ tornato ieri sull’argomento delle sue dimissioni da assessore alla creatività del Comune di Salemi con una intervista ad Emanuele Lauria, pubblicata dalla edizione Palermo de “La Repubblica”. Immediata la replica di Sgarbi in una intervista sullo stesso giornale a cura di Adriana Falsone.
Nel frattempo Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, gli ha revocato l’incarico di assessore, infatti il fotografo, che aveva la delega alla Creatività, alla Comunicazione e ai Diritti Umani, nonostante avesse più volte annunciato alla stampa l’intenzione di dimettersi, non ha mai formalizzato questo intendimento, e cioè non ha mai presentato al Comune la lettera di rinuncia alla carica assessoriale.
“Ho deciso – spiega Sgarbi – di revocargli l’incarico perché è venuto meno il rapporto fiduciario”. E Sgarbi annuncia: “Ovviamente l’attività dell’assessorato alla Creatività continuerà con nuovi stimoli e nuove risorse per dimostrare che in Sicilia è possibile lavorare e non vi è la condizione di dover scappare”. Il sostituto di Toscani sarà nominato con molta probabilità già lunedì prossimo.

Come sopra riportiamo integralmente le due interviste :

Toscani: “Io, bloccato dagli speculatori”

«Dopo un anno in Sicilia mi è venuta voglia di votare per la Lega». Caustico, tagliente e provocatorio come le sue campagne pubblicitarie: Oliviero Toscani non fa sconti. E, chiamato in causa da Sgarbi, torna sui motivi della decisione – annunciata a Repubblica – di lasciare la giunta di Salemi e rinunciare alla scommessa incarnata da un assessorato alla Creatività. Rivelando come dietro l´addio ci sia lo stop alla vendita delle case a un euro. Operazione affogata in un più vasto piano di dismissione degli immobili di cui lo stesso Toscani ha chiesto il ritiro: «Hanno prevalso interessi speculativi». Il fotografo mette nel mirino Sgarbi («Parla tanto ma ha le mani legate») e un paese «dove gli uomini di Giammarinaro controllano tutto».

Toscani, lei si è tirato indietro e Sgarbi l’ha accusata di aver accettato l’idea che tutto qui è uguale, tutto è mafia.
«Io sono un libero professionista, Vittorio cerca di fare il politico. Io voglio concludere le cose che porto avanti. Ho capito che c´è una colla, laggiù, in cui restano invischiate le iniziative più importanti. Non è che nel resto d´Italia sia molto diverso, ahimè».

Ha detto che la creatività è l´opposto della sicilianità, suscitando aspre polemiche. E premi Nobel come Pirandello o Quasimodo dove li mettiamo?
«Protagonisti del secolo scorso. Oggi la Sicilia cosa produce? Cosa dice la gente nel mondo di quest´Isola? Siamo seri: è un problema di mentalità. Basta atterrare a Punta Raisi per sentire discutere di finanziamenti, aiuti pubblici, fondi europei. Di assistenzialismo, in una parola. Sbaglio o già Sciascia accennava al male della sicilitudine? Chi vuol bene a questa terra parla come me, gli altri fanno facili moralismi».

Sicilia irredimibile, per dirla ancora con Sciascia.
«Aveva ragione lui. A Salemi sono stato visto come un disturbatore perché, ad esempio, mi sono opposto a un parcheggio schifoso in piazza Alicia, l´unica cosa bella che ha il paese. “Non si posteggia perché c´è Toscani”, hanno detto subito i salemitani. Il proprietario del bar è venuto da me a lamentarsi, invece di ringraziarmi perché la piazza ha acquisito valore e ora può mettere i tavolini fuori. Ripeto: è una questione di mentalità».

Ma quali progetti non è riuscito a realizzare?
«Uno su tutti, le case a un euro. Ci lavoravamo da un anno, avevamo fatto venire a Salemi notai e avvocati di grido. Tutti alla fine hanno desistito, davanti ai tremila problemi posti dai tecnici. In realtà ci sono interessi privati che condizionano il Comune. Tutti lo sanno. Come tutti sanno che a Salemi c´è un capo supremo a determinare l´attività amministrativa».

Parla dell´ex deputato dc Giammarinaro, sponsor dell´elezione di Sgarbi?
«È un problema di Vittorio, non mio. Io a Giammarinaro non devo nulla, l´ho detto anche in piazza. Ieri mi ha telefonato chiedendomi di non andare via, ho risposto che farò quello che devo fare. Sgarbi parla ma ha le mani legate. Giammarinaro gli ha indicato un paio di assessori, i suoi uomini controllano tutto. Vittorio è un uomo incredibile, è generoso e buono. Ma ingenuo. Deve crescere».

Il ciclone Sgarbi a Salemi, un anno dopo. Solo immagine?
«Macché. Abbiamo realizzato tanti progetti, dalla lotta al randagismo alla promozione del vino. Per una manifestazione come “Benedivino”, che ha avuto risalto nazionale, sono dovuto andare a invocare un contributo dal presidente della Provincia Turano come fosse un favore. Mia moglie non ci credeva: “Ma devi arrivare a questo?”, mi ha chiesto. Tra parentesi: gli artisti di “Benedivino” ancora attendono quanto promesso. Con le case a un euro, l´iniziativa cui tenevo di più, volevo ricostruire il paese. L´impressione è che abbiano prevalso tentazioni speculative. Sì, ho chiesto di fermare tutto».

Che futuro ha l´amministrazione di Salemi?
«Credo che Sgarbi attenda un posto più importante, poi lascerà. A me interessava il progetto Salemi. L´ho portato avanti con ragazzi straordinari, che hanno dovuto confrontarsi con indifferenza e scarsa riconoscenza. Ecco, nei giovani siciliani io credo molto».

Il male peggiore della Sicilia: la politica, la cattiva amministrazione, la mafia?
«Io direi la mala abitudine, il malcostume, il fatalismo, la rassegnazione. La mancanza di energia e di coraggio: di creatività, insomma. Se dovessi descrivere l´Isola con un´immagine delle mie campagne, sceglierei quella della modella anoressica».

da “La Republica” del 09/10/2009 – Emanuale Lauria “


Giammarinaro? Non è in grado di condizionare le mie scelte. Mi ha voluto lui come sindaco ma a decidere sono io

«Toscani? A questo punto lo caccio io. Le sue sono invettive false e senza prove». Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, risponde duramente alle accuse altrettanto secche e puntuali di Oliviero Toscani, assessore alla Creatività della sua giunta, che il 5 ottobre ha annunciato, attraverso una accorata lettera sulla Sicilia «terra che seppellisce la speranza» pubblicata da “Repubblica”, le sue dimissioni.

Sindaco Sgarbi, è vero che gli uomini del ras Udc Pino Giammarinaro controllano tutto all’interno del Comune?

«Chiariamo una cosa, io ancora le dimissioni di Toscani non le ho sul mio tavolo. E comunque, a questo punto, non lo voglio più vedere. Lo caccio via. Riguardo a Giammarinaro che posso dire? Voleva che in giunta ci fossero uomini suoi, voleva nominare il vice-sindaco, è vero. E tanti altri. Ma io non ho voluto. Alla fine i personaggi che possiamo ricondurre a lui sono gli assessori Angelo Calistro e Caterina Bivona».

Lei esclude che Toscani abbia subito pressioni proprio da ambienti vicini a Giammarinaro, che ha avuto qualche guaio con la giustizia e che fino a qualche anno fa aveva perfino l’obbligo di dimora a Salemi?
«È stato Giammarinaro a volermi come sindaco di Salemi. Mi ha chiamato lui e siamo qui grazie a questa unione. Ma poi io mi sono messo a fare il sindaco e adesso decido solo io. Lui controllerebbe tutto? A stento è riuscito a ottenere una miseria, tremila euro, per un torneo di volley. Idem la sua richiesta per un gruppo musicale, a costo zero».

Dunque lei esclude condizionamenti esterni?
«Giammarinaro è privo di capacità politica, o meglio, di capacità di condizionamento. Se Toscani ha le prove di qualcosa le tiri fuori».

E Turano? E quell’incontro con il presidente della Provincia che a Toscani è sembrato tanto la richiesta di un favore?
«Non è vero che Toscani è andato da Turano. È stato quest’ultimo a venire da me e io ho combinato un incontro nella mia stanza. In Sicilia, il problema dei finanziamenti scarsi o che arrivano tardi c’è sempre stato. È normale».

Toscani parla di progetti che non è riuscito a realizzare. Perché non li ha portati a termine?
«Non li ha portati a termine perché se ne è andato. Ecco perché».

Toscani parla di “tremila problemi posti dai tecnici” per il progetto case a un euro. Dunque il progetto è saltato?
«No, sta andando avanti».

Ma non è vero che il piano dismissioni immobili che contiene anche il progetto case a un euro è stato ritirato?
«Non confondiamo le acque. Erano due cose diverse e Toscani, che non ha competenze specifiche in materia, ha pensato fossero la stessa cosa».

Dunque non è vero che nel Piano c’erano anche importanti beni immobili del Comune, come un mercato coperto, ville e scuole che rischiavano di essere oggetto di speculazioni?
«Il piano prevede pochissime cose assolutamente in disuso e quasi prive di valore. Come una scuola in periferia che è chiusa perché non ci andava più nessuno. E un mercato che non vale poi così tanto. Comunque non c’entra nulla con le case a un euro. Quest’ultimo progetto va avanti, ho già firmato per l’acquisizione di ben mille case su un totale di tremila. Se Toscani avesse aspettato i tempi della burocrazia, anziché gettare la spugna, avrebbe condiviso con me questo progetto. Il suo comportamento è ingeneroso e stereotipato. Evidentemente ha un problema di protagonismo. Non vuole fare l’assessore alla Creatività perché crede che tutto sia controllato da Giammarinaro? È come se dicessi che io non posso fare il sindaco di Salemi perché c’è Matteo Messina Denaro»

da “La Republica” del 10/10/2009 – Adriana Falsone “

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