Indagini petrolifere nel mare delle Egadi. Interrogazione di d’Alì ai ministri Prestigiacomo, Scajola e Frattini

egadiTRAPANI. Il senatore Antonio d’Alì, presidente della Commissione Ambiente, stamani ha presentato una interrogazione ai ministri Prestigiacomo, Scajola e Frattini, con la quale chiede di sapere se siano a conoscenza del fatto che “da tempo una nave laboratorio, denominata “Atlantic Explorer” della Compagnia multinazionale Shell è stata rilevata a navigare in acque prossime al Sud ovest delle Isole Egadi, nel Canale di Sicilia” e che il natante “effettua per conto della Compagnia Shell attività di esplorazione dei fondali con l’obiettivo di rilevare, intorno ad un’area di 4.300 chilometri quadrati contigua all’Arcipelago delle Egadi e all’Isola di Pantelleria, l’eventuale presenza di giacimenti petroliferi”.

Una attività di ricerca che il presidente della Commissione Ambiente considera, per sua natura “invasiva dei fondali e degli ambienti marini”. Circostanza di per sé inquietante ma che diviene ancora più preoccupante se si tiene conto del fatto che l’area di esplorazione individuata dalla compagnia Shell e dalla nave laboratorio ricomprende “superfici marine ad altissima concentrazione naturalistica e vi è compresa l’Area marina protetta delle Isole Egadi, la più grande del Mediterraneo, nonché una zona di cautela marina particolare quale quella dell’Isola di Pantelleria”.

Infine, rileva d’Alì, “le attività di esplorazione dei fondali potrebbero dare seguito a tentativi di perforazione per l’attivazione di pozzi estrattivi sperimentali”

Attività in netto contrasto con l’annunciata intenzione di istituire “due parchi nazionali ricompresi nell’area come sopra interessata e precisamente il Parco nazionale di Pantelleria e il Parco nazionale delle Isole Egadi e del litorale trapanese, il cui pregio è chiaramente legato anche all’integrità dei mari circostanti”.

D’alì chiede ai tre ministeri se “siano effettivamente a conoscenza delle attività descritte”, e “quando e in che modo e da quale specifica Autorità eventualmente sia stata rilasciata un’ autorizzazione per l’espletamento di tale attività di esplorazione”.

Conclude d’Alì chiedendo “l’immediata sospensione di quelle attività che stanno suscitando vivissima preoccupazione presso le Comunità locali e che, ove le autorizzazioni promanino da Stati Esteri, ne vogliano con immediatezza l’esatta compatibilità con gli accordi internazionali sulla disciplina di attività con riferimento alle piattaforme continentali”.

[Fabio Pace]

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