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Il
"Minareto" sotto sabbia
Durante
gli scavi per il rifacimento del
basolato in piazza della Repubblica
ritrovati alcuni reperti di notevole
interesse....ma per volontà
popolare sono stati nuovamente
seppelliti !
di
Nino Asaro
Strana
gente noi mazaresi, mentre nelle
città vicine (Marsala) investono
per un parco archeologico al posto
della villa comunale, rinvengono
preziosissime ville romane durante i
lavori di ristrutturazione di
edifici e ne denunciano il ritrovamento
alla Soprintendenza ai beni
Archeologici, noi ci permettiamo il
lusso di ricoprire con sabbia e
basolato 1500 anni di storia della
nostra piazza principale.
Non
voglio entrare in polemica con chi
"ha preteso" che la piazza
ritornasse a fungere da posteggio
per i pochi negozianti del centro
storico, ma se fate una ricerca
nello storico di mazaraonline,
troverete che in tanti si sono
dilettati a protestare per i disagi
che gli scavi arrecavano alla
"cittadinanza".
La
mia intenzione è solo quella di
raccogliere tutta la documentazione
che è stata tirata fuori dagli
storici locali, e le poche notizie
diffuse dalla Soprintendenza ai Beni
Archeologici di Trapani, per
permettere a noi stessi di ricordare
dell'occasione perduta ed ai nostri
figli di conoscere cosa si nasconde
sotto la statua di S.Vito.
Doveva
trattarsi di una semplice basolatura
di rifacimento della pavimentazione
per abbellire la piazza
della
Repubblica, ma durante gli scavi
sono venuti alla luce siti e reperti
archeologici di notevole interesse.
Prima di riportare quanto
"presunto" dagli studiosi
e storici locali, riporto brevemente
quanto detto sui ritrovamenti dalla
professoressa Rosamaria Cucco della
Soprintendenza di Trapani, durante
un convegno nel palazzo comunale.
Gli
scavi, nei pressi della statua di
San Vito, a pochi metri dalla
Cattedrale edificata nel 1093 per
volontà di Ruggero il Normanno,
avrebbero portato a scoprire il
basamento di una torre a pianta
quadrangolare, un antico campanile
esterno alla Cattedrale, ancora
visibile alla fine del 1500, ripreso
in opere del Camigliano e dello
Spannocchi, e crollato nel 1587. La
statua del protettore San Vito
poggiava da sempre su una struttura
precedente, a pianta quadrata
composto da blocchi di tufo giallo,
con paramento esterno in opera
isodoma. Si tratta di un basamento
quadrangolare cui sono stati
addossati 2 muri che servivano a
sostenere ed anche a puntellare la
struttura originaria, la quale,
secondo i dati stati grafici,
s'imposta su costruzioni già
preesistenti nella piazza . La
costruzione risulta essere stata
tagliata, in età successiva, da
canaletti collegati ad un pozzo,
all'interno delle quali sono stati
rinvenuti elementi di ceramica
islamica, nonché barre e ganci
appartenenti a fornaci risalenti
all' età medievale, che trovano
confronti con materiali analoghi
rinvenuti sia a Mazara negli scavi
di via Ten. Gaspare Romano sia in
scavi condotti a Palermo in via
Lungarni, dove appunto sono state
trovate fornaci con barre dello
stesso tipo.
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