STORIA DI MAZARA Libri, articoli, documenti su Mazara del Vallo

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Molte ipotesi sono state avanzate sul significato di questa scoperta ed a che cosa farla risalire. Secondo la Cucco, allo stato attuale una indicazione può venire da una delle carte storiche, un acquerello del 1578, che illustra la città di Mazara con il suo mare, dove si nota anche la presenza di una torre a pianta quadrata, scalinata, identificabile, molto probabilmente, con l'antico campanile della Cattedrale costruita dal Conte Ruggero; si tratta quindi di una torre campanaria risalente all'epoca normanna la quale, già alla fine del 1500, era stata soggetta a una serie di lavori di ristrutturazione. Le tombe L'ipotesi potrebbe essere confermata ricollegando questi scavi agli altri effettuati in precedenza (1998-99) nella Cattedrale. Altro ritrovamento, durante gli scavi è stato quello di: una tomba, il cui contenuto sicuramente è stato rimosso in passato e una fossa la cui finalità lascia perplessi. Potrebbe trattarsi di un Silos, contenitore alimentare, oppure (meno probabile) potrebbe trattarsi di una antica tomba romana.

Ma se gli esperti della Soprintendenza di Trapani non si sono sbottonano più di tanto in attesa di dati certi, gli studiosi locali sono andati ben oltre: le strutture murarie appartengono al periodo bizantino e probabilmente facevano parte di un tempio, mentre la base su cui poggia la statua di S.Vito apparterrebbe ad in antico minareto.

A queste conclusioni sono arrivati i vari Tumbiolo, Gancitano, Catalano etc  e mi pare interessante, a supporto delle testimonianze che emergono dagli scavi in corso, riportare alcuni cenni storici:

La statua di San Vito è stata edificata sui resti del campanile minareto nel 1771, andato parzialmente in rovina il 5 maggio 1587. Ma ciò che è importante sapere è che il minareto e la «Muschita Magna» furono edificati dopo la conquista araba di Mazara nell'827, probabilmente sui resti di un tempio bizantino. L'abate Pietro Safina, infatti, nel suo volume Mazara Sacra, (Palermo, 1900) sostiene che «all' angolo orientale della città, tra scirocco e mezzogiorno, stette un tempo l'antica sua Chiesa Maggiore, forse edificata da Arcadio Imperatore, e con certezza sotto il suo governo, distrutta dai Saraceni l'anno 828 dalla venuta di Gesù Cristo. Ora in questo stesso locale, come molti vogliono, il Conte Ruggero, dopo anni 18 dal voto fatto, cioè nel 1093, eresse la Chiesa l'attuale Cattedrale)...».

L'ipotesi o convinzione del Safina nasceva, dalle parole del Gian Giacomo Adria riportate nella sua Topographia Inclytae Civitatis Mazariae (Palermo, 1516):
«...et Templum Sanctissini Salvatoris erEXit et alia tempLa, licet dicant alii tempore Archadii lmperatoris Templum cattedrale quod temporibus Maurorum corruit». Inoltre, la medievale chiesa di San Pancrazio, collocata sotto il campanile minareto, da un lato, e l'attuale Seminario (allora non esistente), dall'altro, pare che sia stata costruita su parte dei resti della chiesa bizantinA. Lo studioso Alberto Rizzo Marino afferma, infatti, (Campanili e Campane della Cattedrale di Mazara Rassegna Trapani, 19..) che «nel luogo dove stette il vecchio campanile o nelle immediate adiacenze della Cattedrale, la tradizione afferma che vi sia stata una basilica bizantina, molto probabilmente dedicata al Pantocrator o alla H. Maria Panachrantos, che i Musulmani profanarono, mutandola in moschea e che i Cristiani, da vincitori, restitUirono al culto originario. E' ipotizzabile che, per la corruzione dei tempi, il Pantocrator o la Panachrantor siano stati trasformati nel linguaggio popolare in San Pancrazio».

 

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