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Nella
Cattedrale, in una nicchia dell'
estremità meridionale, è collocato un
affresco raffigurante un Cristo Pantocrator
che mostra tre rielaborazioni. stilistiche
con tre strati d'intonaco, opera
probabilmente di un maestro locale. La
nicchia ed ll Cristo Pantocrator
possono essere attribuiti ad un
periodo di gran lunga precedente
all'epoca della Cattedrale, 1093.
Secondo i canoni iconografici
bizantini, il Cristo Pantocrator
assumeva una collocazione
centralissima come nella chiesa della
Martorana, nel Duomo di Monreale, in
quello di Cefalù. Quale il motivo
della collocazione secondaria di tale
affresco nella Cattedrale di Mazara?
Benedetto
Patera (Affreschi bizantini inediti a
Mazara del Vallo, Bizantino Sicula
11,1975 Palermo) trova la spiegazione
nell'esistenza di una chiesa bizantina
precedente, nella quale «l'attuale
nicchia che costituiva forse l'abside
fu conservata ed inglobata nel
transetto per un motivo devozionale e
perchè l'immagine in essa dipinta
potesse continuare ad essere oggetto
di venerazione nella nuova grande
Basilica.
Anche
la Cattedrale fu costruita su parte
degli avanzi bizantini, oppure
l'affresco è stato riportato dalla
chiesa in rovina? E' possibile che
dalla prosecuzione degli scavi attorno
alla Cattedrale si sarebbe potuto
avere una risposta a tali
interrogativi avanzando un ipotesi
circa le dimensioni e l'esatta
collocazione del tempio bizantino.


Ritornando
al minareto, questo è presente in
quasi tutte le moschee, dalla quale il
muezzin (mu‘adhdhin) cinque volte al
giorno chiama alla preghiera i devoti
di Allah. Come il campanile cristiano,
il minareto serve a far arrivare il più
lontano possibile il segnale che
scandisce la giornata liturgica.
Nell'Islam questo è in stretta
connessione con i momenti d'elezione (awqàt)
in cui deve essere validamente assolto
l'obbligo della preghiera islamica,
detta Salat. Il minareto, realizzato
durante la dominazione araba della
nostra città, come si ricava da
immagini esistenti prima del suo
crollo avvenuto nel 1587
(Vedi:Tiburzio Spannocchi,architetto
ufficiale della Corona Spagnola ed ingegnere
militare, che lavorò per due anni
circa alla redazione di un carteggio
su fortificazioni ed impianti urbani
delle maggiori città della Sicilia,
al fine di poter realizzare delle
fortificazioni a difesa delle
popolazioni dalle incursioni
piratesche. Egli realizzò nel 1584 un
acquerello nel quale si può osservare
l'edificio in questione).
Esso aveva una elevazione articolata
in cinque piani, pertanto era
sicuramente una sontuoso edificio. Da
esso si poteva, inoltre, osservare
anche un vasto tratto del mar
Mediterraneo, ed era un importante
punto d'osservazione utilissimo per la
difesa della città.
Il
minareto a Mazara, anche dopo la
scacciata dei musulmani, si mantiene
integro sino al 1500, utilizzato come
campanile esterno della cattedrale
fino al suo crollo. L'ultima parte fu
rasa al suolo nella seconda metà del
1700 per dare spazio alla statua di
san Vito. Questa struttura è
riportata a destra dello stemma
comunale della città, ed esiste, una
scultura in marmo, del 1600, che lo
riproduce: Trattasi di un particolare
di una bella scultura che si trovava
nell'ingresso del "Cimitero dei
Bambini" ormai non più
esistente, ubicato nello spazio
retrostante l'ex oratorio della
Cattedrale, ed oggi è conservata
all'interno della Basilica .
"Oltre
alle fondamenta sono stati rinvenuti
altre strutture murarie, nonché
miriadi di frammenti vascolari di
diverse epoche, e monete. Un'altra
nota interessante riguarda la scoperta
delle antiche condotte fognarie
differenziate, che si leggono come in
un abaco della tecnologia,
dell'architettura in elementi e
trilite, a triangolo di scarico
barbacani e voltate come la piccola
galleria che porta verso il
mare". Trattasi di un condotto
utilizzato, nelle epoche precedenti,
per il deflusso delle acque bianche. E
stato fotografato anche al suo
interno, è molto rifinito e vi può
camminare un uomo di media statura in
piedi. Se è nato con queste finalità
o è stato adattato successivamente a
questo scopo non è ancora dato
saperlo.
Altro elemento di grande interesse è
il ritrovamento di una fornace di
epoca medievale.
Il reperto acquista notevole valenza
perchè è un ulteriore prova
dell'esistenza, in epoca medievale, di
maestranze locali che producevano
manufatti in terracotta e in maiolica,
di pregevole fattura, come rilevato in
reperti di quell'epoca trovati in
altri scavi.
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