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La
città fortificata
"Le torri di avviso"
di
Nino Asaro
Nel
VII secolo, durante la dominazione
bizantina si inizia a profilare
l'esigenza di un più efficace
sistema di difesa per i frequenti
attacchi musulmani. Gli Arabi,
impossessatisi dell'isola tra il IX
e l'XI secolo, crearono a loro volta
un migliore sîstema di
avvistamento. Infatti l' Amari,
nella "Storia dei Mussulmani in
Sicilia" riporta la notizia che
il califfo Almaizz nel 966-967, dopo
la battaglia di Rametta, ordinò l'incastellamento
dell'isola... «e che ogni
distretto avesse una città
fortificata.» Bizantini, Arabi,
Normanni, etc. avrebbero avuto
dunque il bisogno di ricorrere a
queste costruzioni sebbene non ci è
dato di riscontrarlo con certezza
nei manufatti ancor oggi esistenti
fatta eccezione per Torre
Cittadella, vicino Noto.
Per
le popolazioni costiere della
Sicilia, verso la metà del secolo
XIV, si profilò la minaccia delle
incursioni nord-africane.
Le prime avvisaglie di invasioni
musulmane giunsero verso il 1360
dalla Tunisia e per scongiurare tali
minacce vennero costruite alcune
torri costiere che si aggiunsero a
quelle precedenti di età sveva.
Negli ultimi anni del '400 e nei
primi del '500 la situazione peggiorò
in quanto, accanto all'endemica
minaccia dei predoni saraceni, si
andò prospettando l'incubo delle
invasioni turche.
La
situazione precipitò dopo la caduta
della piazzaforte di Rodi, nel 1522,
poiché fu aperta ai Turchi la rotta
del Mediterraneo centrale e quindi
della Sicilia. I Vicerè che si
susseguirono nel governo dell'isola
(Gonzaga e De Vega) trovarono un
sistema difensivo molto precario: le
città siciliane erano protette
soltanto da castelli e da cinte
murarie e non avrebbero resistito a
lungo ai numerosi assalti turchi.
Fu
solo nel 1549 durante il viceregnato
del De Vega, come ci informa il
Villabianca, che «fu dato corso
ad un primo piano di costruzione di
una decina di torri di avvistamento,
dislocate lungo tutto il litorale
della Sicilia.»
«Un’altra
assai utile provvidenza diede il
Vega per difendere il regno dalle
subite invasioni: cioè fè ergere
per tutto il nostri littorale delle
torri dette di avviso con una giusta
proporzionata distanza l’una
dall’altra. Furono destinati due
uomini in ciascheduna di esse, acciò
dormendo l’uno, l’altro
vegliasse, con cannocchiali, affine
di scoprire i legni, che sono nel
mare, e le loro qualità. Questi poi
doveano, come al presente anche
fanno, sul tramontare del sole
avvisare quante navi vi abbiano
scoverte, facendo dei fuochi l’uno
dietro l’altro. Da poi che la
prima torre dava il segno, era
seguita cogli stessi segnali
dall’altra più vicina, e così di
mano in mano da tutte le altre, in
guisa che nello spazio di meno di
una ora era tutto il regno avvisato
dei legni ch’erano nel mare. Se
alcuna delle torri vedea un maggior
numero di navi, che non si fossero
scoperte dalle antecedenti, doveano
i custodi di esse fare un maggior
numero di segni. Durante il giorno
doveano questi uomini fare continove
osservazioni, e nel caso che
comparivano in mare legni sospetti,
erano in obbligo di avvisarne subito
i magistrati della vicina città, o
terra. Queste torri, sebbene si
fossero finite di fabbricare
l’anno 1553, ebbero nondimeno il
suo cominciamento l’anno 1549.»(1)
Anche
dopo la battaglia di Lepanto del
1571, che determinò la sconfitta
dell'armata turca e quindi la
perdita del loro controllo sul
Mediterraneo, le vicende belliche
non tardarono a susseguirsi. lnfatti
non cessò il problema della
pirateria che pur essendo "una
guerra minore" era pur
sempre una sorta
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