TRADIZIONI, USI E COSTUMI                                       Mazara del Vallo

                                                                                 

                             


La processione di Tutti i Santi

Filippo Napoli

   Anticamente in tempi di siccità il Magistrato comunale, compreso della pia divozione del popolo e del bisogno dello pioggia universalmente sentito, deliberava un triduo o un sabato solenne o una quindicina alla Madonna per invocare un ubertoso raccolto. Ma quando ciò non bastava si ricorreva a San Vito, cittadino e patrono di Mazara, salutato come liberatore non solo dalla peste e dal terremoto, ma anche dalla fame. E allora la sua miracolosa statua dalla chiesetta rurale veniva condotta alla Cattedrale, dove in suo onore si celebrava una novena con pie rogazioni.

   E a volte nemmeno questo bastava e bisognava ricorrere ad una piissima immagine del SS. Crocifisso, costrutta in le giro, attribuita all'evangelista San Luca, che si venerava in una cappella della Cattedrale, in onore del quale aveva luogo una devotissima processione di penitenza, a cui partecipavano le autorità civili, militari ed ecclesiastiche e poi tutto il popolo che si flagellava per le strade e molti fino a bagnare la terra di sangue.

    E se più tardi troviamo la processione di tutti i Santi per invocare la pioggia è da pensare che qualche volta, essendo riuscite vane le implorazioni a San Vito e al Crocifisso e, mantenendosi come di bronzo il cielo per comune castigo , non restò che di ricorrere a tutti gli altri santi della città. Così dovette nascere la processione di tutti i Santi, che si ripeteva in casi estremi e per cui occorreva l'autorizzazione ecclesiastica, concessa solo quando una commissione di agricoltori invocava laiuto divino per scongiurare i danni della siccità.

   Il primo Santo ad essere rilevato era San Vincenzo Ferreri, che dalla chiesa dell'Itria veniva portato in quella del Collegio per unirsi a lu Santu Patri (San Francesco di Paola), e poi insieme si riunivano a San Giuseppe, a San Vito e alla Madonna del Paradiso, formando così una processione nettamente popolare, che si recava alla chiesa suburbana di Santa Maria di Gesù per rilevare il Crocifisso, in cui il popolo riponeva la maggiore fiducia.

   Allora la processione, con San Vincenzo alla testa e col Crocifisso in ultimo, rientrava in città, e dopo di avere percorso le strade principali. con enorme concorso di popolo, specie di donne, invocante ad alta voce la pioggia, si raccoglieva in Cattedrale, dove ogni giorno e in tutte le ore il popolo accorreva numeroso a pregare, portando ceri e fiori alle sei statue collocate davanti all'altare maggiore, mentre a mantenere il fervore provvedevano le orazioni da parte del clero e le prediche contro la corruzione dei tempi e contro la bestemmia, vera causa di tutti mali dell'umanità.

   Venuta la pioggia si rinnovava la processione in atto di ringraziamento e il primo ad essere ricondotto nella propria chiesa era il Crocifisso, l'ultimo San Vincenzo. Questa processione fu celebrata l'ultima volta nel 1880 circa .

(da Folklore di Mazara di Filippo Napoli)

 

  
                                                                                      

 

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